{"id":15809,"date":"2024-05-07T19:32:58","date_gmt":"2024-05-07T19:32:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15809"},"modified":"2024-05-08T19:46:49","modified_gmt":"2024-05-08T19:46:49","slug":"universita-occupate-il-sisa-sostiene-le-rivendicazioni-del-movimento-studentesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15809","title":{"rendered":"Universit\u00e0 occupate: il SISA sostiene le rivendicazioni del movimento studentesco!"},"content":{"rendered":"\n<p><em>La redazione di sinistra.ch riceve e diffonde il comunicato stampa del Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) riguardo alle occupazioni in solidariet\u00e0 con la Palestina.<\/em><br><br>Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) solidarizza con le proteste studentesche scoppiate in diversi atenei elvetici contro il genocidio del popolo palestinese e denuncia il silenzio, l\u2019inazione e l\u2019inettitudine delle autorit\u00e0 accademiche svizzere sulla questione. Partita gioved\u00ec scorso con l\u2019occupazione dello stabile di G\u00e9opolis a l\u2019Universit\u00e0 di Losanna, il movimento studentesco si \u00e8 ampliato nella giornata di oggi con l\u2019occupazione dei Politecnici federali di Losanna e Zurigo e dell\u2019Universit\u00e0 di Ginevra, in cui alcuni nostri militanti sono presenti! Cogliamo peraltro l\u2019occasione per denunciare lo sgombero degli studenti zurighesi, la rinuncia di un sincero e profondo dialogo con la popolazione studentesca e l\u2019uso delle forze di polizia per reprimere il movimento!\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Le rivendicazioni avanzate ai rettorati corrispondono ad una risposta proporzionale agli avvenimenti recenti in Palestina. Il movimento studentesco tematizza non solo la tragedia umana in corso nella striscia di Gaza, ma sottolinea il ruolo che le istituzioni universitarie giocano nell\u2019attuale conflitto. Appare infatti del tutto inconcepibile la collaborazione (anche nell\u2019industria bellica) con accademie e autorit\u00e0 israeliane, come \u00e8 inaccettabile la limitazione della libert\u00e0 d\u2019espressione e accademica a cui stiamo assistendo da ottobre: conferenze annullate, associazioni sospese, cortei studenteschi a favore della Palestina repressi. Un clima di censura gi\u00e0 denunciato dal SISA lo scorso novembre con la risoluzione \u201cSolidariet\u00e0 con la Palestina!\u201d, a cui si aggiunge l\u2019autocensura che si vuole produrre con le accuse di antisemitismo: denunciare il massacro di decine di migliaia di civili, esser contro all\u2019apartheid, contro un\u2019occupazione illegale e un regime fascista come quello di Netanyahu, non significa essere antisemiti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto che le istituzioni accademiche non abbiamo preso posizione contro la violazione palese del diritto internazionale, non denuncino i crimini di guerra commessi dallo Stato israeliano e non interrompano le relazioni con le sue istituzioni \u00e8 grave e non ha nulla a che vedere con la neutralit\u00e0 rivendicata degli atenei! Questa posizione riassume tutta l\u2019ipocrisia dei vertici alla testa del mondo accademico: pi\u00f9 di 2 anni fa, in occasione dello scoppio del conflitto russo-ucraino, le organizzazioni universitarie non hanno esitato un attimo per manifestare il loro proprio sostegno alla popolazione e alla comunit\u00e0 accademica ucraina, organizzando conferenze, interrompendo le proprie relazioni con le istituzioni russe e facilitando l\u2019integrazione delle studentesse e studenti ucraini nei percorsi di studio presenti in Svizzera. Una disparit\u00e0 di trattamento delle due vicende ipocrita: non esistono studenti di serie A e di serie B, come non esistono delle vittime \u201cmigliori\u201d di altre!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Partendo dalle parole espresse dalla presidente di Swissuniversities, Luciana Vaccaro, pronunciate ieri mattina a Modem, il posizionamento delle universit\u00e0 in quell\u2019occasione era giustificato dalle decisioni prese dal Consiglio Federale. In questo modo, non solo ha affermato tutta la subalternit\u00e0 del mondo accademico svizzero ai dettami di un governo federale che svenduto la sua neutralit\u00e0 agli interessi dell\u2019imperialismo atlantico, ma ha addirittura enunciato l\u2019impossibilit\u00e0 di un\u2019universit\u00e0 elvetica di assumere una posizione indipendente dai dettami del Consiglio federale: alla faccia della libert\u00e0 accademica, della neutralit\u00e0 e dell\u2019indipendenza!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il SISA reputa pertanto che occupare le universit\u00e0 significa riaffermare il diritto alla libert\u00e0 accademica sancita dalla Costituzione federale, come affermare la propria vicinanza alle vittime del conflitto. Occupare le universit\u00e0 per rendere visibile l\u2019attuale genocidio e fare pressione sulle istituzioni accademiche, affinch\u00e9 prendano posizione e dei provvedimenti, \u00e8 del tutto legittimo. L\u2019unica occupazione illegittima \u00e8 quella dello Stato di Israele dei territori palestinesi! NO AL GENOCIDIO: STUDENTI UNITI PER UN CESSATE IL FUOCO IMMEDIATO E PERMANENTE!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La redazione di sinistra.ch riceve e diffonde il comunicato stampa del Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti (SISA) riguardo alle occupazioni in solidariet\u00e0 con la Palestina. Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) solidarizza con le proteste studentesche scoppiate in diversi atenei elvetici contro il genocidio del popolo palestinese e denuncia il silenzio, l\u2019inazione e l\u2019inettitudine delle autorit\u00e0 accademiche svizzere sulla questione. 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