{"id":15727,"date":"2024-04-22T01:20:00","date_gmt":"2024-04-22T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15727"},"modified":"2024-04-17T19:52:51","modified_gmt":"2024-04-17T19:52:51","slug":"tommaso-maestrelli-partigiano-e-allenatore-della-lazio-tricolore-del-1974","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15727","title":{"rendered":"Tommaso Maestrelli, partigiano e allenatore della Lazio tricolore del 1974"},"content":{"rendered":"\n<p>Lo scudetto del Cagliari del 1970 ha qualcosa di meraviglioso, per la Sardegna e per un gioco in cui almeno mezzo secolo fa potevano vincere anche i piccoli, tuttavia quello della Lazio del 1974 \u00e8 ancora pi\u00f9 incredibile, un gruppo di ragazzi scanzonati e, inutile nasconderlo, in maggioranza pericolosamente prossimi alla destra neofascista, viene raccolto da un uomo e un allenatore che li porta a rendere orgogliosi di loro l\u2019altra met\u00e0 del cielo capitolino, quello biancoceleste, composto allora da donne e uomini di tutte le estrazioni sociali e tutti i sentimenti politici, basti rileggere le pagine del quotidiano comunista \u201cPaese Sera\u201d, su cui scrive Gianni Rodari, il quale saluta festosamente i campioni di un\u2019Italia senza automobili la domenica per l\u2019austerit\u00e0, in perenne crisi politica ed economica, attraversata dalla permanente mobilitazione studentesca, delle feroci contrapposizioni politiche, con nuovi diritti conquistati con le lotte operaie, dallo Statuto dei Lavoratori al nuovo diritto di famiglia, fino alle pagine oscure dello stragismo eversivo e del terrorismo. La Lazio per altro vince lo scudetto proprio domenica 12 maggio 1974, il giorno in cui gli italiani decretano nel primo referendum della storia repubblicana la vittoria del divorzio ed Enrico Berlinguer quel giorno ovviamente non pu\u00f2 essere come tante altre volte allo stadio, sempre a vedere la Lazio, perch\u00e9 il servizio d\u2019ordine del PCI che si occupa della sua sicurezza \u00e8 tutto composto da tifosi biancocelesti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un calcio d\u2019altri tempi, di maglie per le partite il presidente Umberto Lenzini ne ha ordinate a inizio campionato tre serie, ogni domenica sera devono essere consegnate al magazziniere e poi vengono lavate e stese al sole presso il campo di allenamento di Tor di Quinto. Lenzini \u00e8 nato negli Stati Uniti, figlio di immigrati del povero Appennino modenese di inizio Novecento e si appassiona per due giocatori di terza serie che nell\u2019estate del 1969 compera dall\u2019Internapoli, modesta compagine del quartiere napoletano del Vomero, sono un libero e un centravanti, come lui figli di immigrati, entrambi cresciuti nel Regno Unito, Pino Wilson, che diventer\u00e0 il capitano della squadra e lo sregolato e sgraziato Giorgio Chinaglia, capace con le sue centoquaranta reti in sette campionati di scrivere la storia dei laziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Per raccontare quella squadra bisogna tuttavia partire dall\u2019allenatore, toscano per nascita e barese per adozione, Tommaso Maestrelli, un convinto antifascista, partigiano in Jugoslavia dopo l\u20198 settembre 1943, incorporatosi nella Divisione Partigiana \u201cGaribaldi\u201d agli ordini di Josif Broz Tito. La storia di tanti calciatori e poi allenatori nella Resistenza italiana e poi europea andrebbe indagata e approfondita, ad oggi lo \u00e8 stata troppo poco, un filone storico che ci restituirebbe tante belle storie di partecipazione ed eroismo per l\u2019ideale della giustizia sociale e dell\u2019uguaglianza.<\/p>\n\n\n\n<p>Maestrelli, mezzala di classe del Bari per un decennio e poi allenatore nel capoluogo pugliese delle formazioni giovanili e della prima squadra, trascorre di fatto un quarto di secolo nella citt\u00e0 di san Nicola, passa poi alla panchina del Foggia, dove fa bene e nell\u2019estate del 1971 viene chiamato da Lenzini a riportare in serie A i laziali malamente retrocessi l\u2019anno prima, l\u2019impresa \u00e8 assolta e nel campionato 1972 \u2013 73 i neopromossi restano in corsa fino agli ultimi minuti del campionato per la vittoria finale, infilata all\u2019ultimo dalla solita Juventus, anche sul Milan di Chiarugi e Rivera, arrivato per la terza volta consecutiva secondo, fresco vincitore della Coppa Coppe a Salonicco, ma malamente naufragato nell\u2019ultima partita di campionato a Verona.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/lazio-1974.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/lazio-1974-1024x680.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15731\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/lazio-1974-1024x680.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/lazio-1974-300x199.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/lazio-1974-768x510.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/lazio-1974-480x319.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/lazio-1974.jpeg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">La squadra della Lazio nel 1974.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Maestrelli sceglie come portiere Felice Pulici, il gigante buono che ha faticato per anni nel modesto Novara, davanti a lui il libero e capitano Pino Wilson, Giancarlo Oddi marcatore centrale, terzini con ampia facolt\u00e0 di svariare sulle face laterali Sergio Petrelli a destra e Luigi Martini a sinistra, mediano Franco Nanni, con a fianco Re Cecconi estrosa mezzala votata alla copertura, regista Mario Frustalupi, zero presenze in nazionale, ma per vent\u2019anni il pi\u00f9 grande regista del calcio italiano, anche se quasi nessuno se ne accorge, per otto stagioni tiene la Sampdoria ai massimi livelli, poi a ventotto anni finisce all\u2019Inter, gli fa vincere uno scudetto, quello del 1971, che manca agli ambrosiani dai tempi d\u2019Herrera, per altro in sorpasso su uno splendido Milan di Rocco. L\u2019anno dopo Frustalupi porta i nerazzurri in finale di Coppa Campioni, costretti a inginocchiarsi solo davanti all\u2019inarrivabile Ajax di Cruijff marcato dal diciannovenne Oriali, i vicecampioni d\u2019Europa lo scaricano &#8211; perch\u00e9 considerato \u201cvecchio\u201d &#8211; alla Lazio e lui diventa l\u2019inventore delle geometrie dei biancocelesti campioni d\u2019Italia, viene poi malamente ceduto al Cesena e porta i romagnoli in Coppa Uefa, all\u2019alba dei trentacinque anni lo rifilano alla Pistoiese e lui &#8211; faticando tre anni &#8211; la porta per la prima e unica volta in serie A. Frustalupi \u00e8 comunista, legge libri e quotidiani, \u00e8 il solo con cui Maestrelli parla di politica, in perfetta sintonia. Concludendo con la formazione laziale, in attacco l\u2019incontenibile e spesso iracondo Giorgio Chinaglia a segno ventiquattro volte in campionato, capocannoniere superando di una rete Boninsegna, a cui ne aggiunge quattro in coppa Italia e sei in Uefa, alle ali, libere d\u2019incrociarsi, a destra l\u2019incisivo e offensivo Renzo Garlaschelli che sigla dieci reti in campionato e altre quattro tra Coppa Italia e Coppa Uefa, e a sinistra, tendenzialmente arretrato, il funambolico diciannovenne Vincenzo D\u2019Amico, capace di finte e dribbling stupefacenti, a cui l\u2019allenatore Maestrelli ha tolto la patente, promettendogli di restituirgliela solo dopo la fine del campionato, cos\u00ec come a Oddi e a Chinaglia vieter\u00e0 di comperarsi la moto.<\/p>\n\n\n\n<p>La partitella infrasettimanale, in cui Maestrelli fischia la fine solo quando il gruppo Chinaglia \u2013 Wilson \u00e8 vittorioso su quello avverso che si stringe intorno a Martini e Re Cecconi, vede coinvolti titolari, riserve, ragazzi delle giovanili, ma anche il mediocrissimo e raccomandatissimo attaccante Giancarlo Leone, figlio del presidente della Repubblica, il democristiano di destra Giovanni Leone e il capitano della nazionale di tennis azzurra e grandissimo tennista Nicola Pietrangeli, gi\u00e0 giocatore nelle giovanili della Lazio e suo tifoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli eccessi di alcuni giocatori, Chinaglia dopo il derby con la Roma del 31 marzo 1974 e il suo borioso dileggio dei tifosi \u00e8 costretto a mandare la moglie dai di lei genitori e a trasferirsi a casa dell\u2019allenatore Maestrelli, notorio poi come spesso, pur essendo amici, facciano a botte, altrettanto famigerata la loro passione per il tiro ai lampioni e alle luci delle camere d\u2019albergo con le pistole, quindi la fuga di Chinaglia a New York per giocare con Pel\u00e9 nel Cosmos, la morte tragica di Re Cecconi, la cessione sbagliata di Oddi e Frustalupi, quest\u2019ultimo certo anche esausto di un ambiente tanto culturalmente lontano da lui, ma soprattutto la grave malattia che in soli due anni si porta via Tommaso Maestrelli, spentosi nel dicembre 1976, chiude quella stagione biancoceleste, la quale gli allora troppo giovani Bruno Giordano in attacco e Lionello Manfredonia in difesa non riusciranno a raddrizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia quella domenica 12 maggio 1974, mentre Paolo VI in San Pietro invoca la pace e il quinto e ultimo governo presieduto dal democristiano Mariano Rumor volge ai suoi ultimi giorni, resta indelebile perch\u00e9 le strade e il cielo della citt\u00e0 capitolina, da sempre prevalentemente giallorosse, si sono tinte di un imprevedibile e luminoso biancoceleste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scudetto del Cagliari del 1970 ha qualcosa di meraviglioso, per la Sardegna e per un gioco in cui almeno mezzo secolo fa potevano vincere anche i piccoli, tuttavia quello della Lazio del 1974 \u00e8 ancora pi\u00f9 incredibile, un gruppo di ragazzi scanzonati e, inutile nasconderlo, in maggioranza pericolosamente prossimi alla destra neofascista, viene raccolto da un uomo e un allenatore che li porta a rendere orgogliosi di loro l\u2019altra met\u00e0 del cielo capitolino, quello biancoceleste, composto allora da donne e uomini di tutte le estrazioni sociali e tutti i sentimenti politici, basti rileggere le pagine del quotidiano comunista \u201cPaese<\/p>\n","protected":false},"author":16407,"featured_media":15729,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[245],"tags":[],"coauthors":[264],"class_list":["post-15727","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sport"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15727","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15727"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15727\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15732,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15727\/revisions\/15732"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/15729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15727"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15727"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15727"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=15727"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}