{"id":15724,"date":"2024-04-06T01:33:00","date_gmt":"2024-04-06T01:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15724"},"modified":"2024-04-06T11:00:15","modified_gmt":"2024-04-06T11:00:15","slug":"bellinzona-e-allergica-alle-privatizzazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15724","title":{"rendered":"Bellinzona \u00e8 allergica alle privatizzazioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Bellinzona ha una storia importante di battaglie a favore dei servizi pubblici e contro le privatizzazioni. Una delle mie prime lotte politiche fu nel 2001, avevo poco pi\u00f9 che 18 anni, quando la popolazione sconfess\u00f2 il Municipio che voleva svendere l\u2019Azienda elettrica comunale. L\u2019anno successivo anche la proposta di trasformare le AMB in una societ\u00e0 anonima venne respinta. Qualcuno dir\u00e0 che non tutti i socialdemocratici bellinzonesi ci seguirono e che qualcuno, anzi, stava dall\u2019altra parte: a me per\u00f2 la polemica interessa poco, quello che conta \u00e8 che allora (come oggi) la base e i militanti del PS restarono uniti ai comunisti. Nel 2008, poi, fu esemplare la mobilitazione a difesa delle Officine FFS. Due anni pi\u00f9 tardi Partito Comunista e PS (allora non ancora alleati nell\u2019Unit\u00e0 di Sinistra) promossero il referendum contro la chiusura della Clinica dentaria comunale. Non si tratta di un <em>amarcord<\/em> nostalgico, ma di sottolineare una traiettoria di coerenza che unisce la sinistra con il popolo bellinzonese e che oggi ci permette di tirare dei bilanci.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel marzo 2009 \u2013 mi trovavo alla mia prima legislatura quale consigliere comunale \u2013 discutendo sui preventivi, mi stupivo del fatto che il Municipio parlasse di interventi anti-ciclici ma poi, nei fatti, non proponeva alcuna sostanziale svolta rispetto al passato: lo smantellamento del servizio pubblico e i vari mandati esterni infatti continuavano. Sempre nel marzo 2009, rivolgendomi al plenum, contestavo l\u2019atteggiamento lassista dell\u2019Esecutivo che, lamentando la poca redditivit\u00e0 della Clinica, aveva di fatto rinunciato persino a tentare di rilanciarla. E il primo rilancio sarebbe stato quello di farla conoscere: molti cittadini, infatti, credevano si trattasse esclusivamente di un servizio destinato ai bambini delle scuole. Nel maggio dello stesso anno, con un&#8217;interrogazione, ponevo una serie di domande al Municipio insistendo per mantenere la struttura sanitaria pubblica, con prezzi pi\u00f9 bassi rispetto ai privati e ci\u00f2 anche a costo di scontentare gli studi dentistici. Non si trattava di limitare il libero mercato (a livello comunale \u00e8 peraltro impossibile), bens\u00ec di non smantellare il servizio pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel gennaio 2010 l\u2019Esecutivo cittadino tir\u00f2 dritto: il Messaggio municipale, che il legislativo ratific\u00f2 il 22 marzo, sopprimeva la Clinica e, con essa, anche tre posti di lavoro. Nel rapporto di minoranza redatto da Matteo Ferrari e Otto Minoli si leggeva: \u201cdal 2000 in poi la Clinica pare aver assunto il ruolo di capro espiatorio in una visione che tende a negare all\u2019ente pubblico la capacit\u00e0 di gestire in modo efficace dei servizi offerti anche dal privato. Un ruolo complementare ad un risparmismo ad ogni costo, che il pi\u00f9 delle volte attacca come in questo caso proprio le prestazioni sociali erogate dagli enti pubblici, ma che nel passato si \u00e8 osato estendere anche ad altri servizi, uno su tutti l\u2019Azienda elettrica comunale, che si voleva svendere sostenendo (del tutto ideologicamente) che la gestione pubblica non le avrebbe potuto garantire un futuro. Affermazione azzardata, che i fatti hanno pienamente smentito. Di punto in bianco, la gestione pubblica della Clinica \u00e8 stata da alcuni assunta come del tutto superata e tacciata senza mezzi termini di ineconomicit\u00e0, sottacendo per\u00f2 come essa abbia generato rilevanti utili in passato\u201d. Nel 1997 in effetti le maggiori entrate a consuntivo erano di Fr. 158&#8217;424.-, dieci anni dopo erano crollate a soli Fr. 3&#8217;891.- ma al momento del tentativo di chiusura erano nuovamente salite a Fr. 59&#8217;366.-.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Municipio di allora sosteneva che non ci si poteva reggere sul libero mercato: la cittadinanza decise invece di correre il rischio, costringendolo ad impegnarvisi. Sono passati circa 15 anni: la clinica dentaria di Bellinzona non \u00e8 fallita, continua ad esistere e i ricavi per le casse pubbliche sono maggiori delle spese. A consuntivo 2022 si registrava un saldo positivo di oltre 230\u2019000 franchi. I grandi espertoni e i tecnici competentissimi del 2010 avranno imparato la lezione? Noi continueremo a mostrare che le scelte sono anzitutto politiche e, come politici di opposizione, i comunisti con il loro rigore e la loro propositivit\u00e0 presentano 7 candidati sulla lista dell\u2019Unit\u00e0 di Sinistra al Consiglio Comunale per continuare a lavorare con coerenza a favore della collettivit\u00e0!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bellinzona ha una storia importante di battaglie a favore dei servizi pubblici e contro le privatizzazioni. Una delle mie prime lotte politiche fu nel 2001, avevo poco pi\u00f9 che 18 anni, quando la popolazione sconfess\u00f2 il Municipio che voleva svendere l\u2019Azienda elettrica comunale. L\u2019anno successivo anche la proposta di trasformare le AMB in una societ\u00e0 anonima venne respinta. 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