{"id":15607,"date":"2024-03-16T01:23:00","date_gmt":"2024-03-16T01:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15607"},"modified":"2024-03-08T20:01:33","modified_gmt":"2024-03-08T20:01:33","slug":"generali-svizzeri-al-servizio-altrui-la-storia-del-generale-wille","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15607","title":{"rendered":"Generali svizzeri al servizio altrui: la storia del generale Wille"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019esercito svizzero \u00e8 garante della sovranit\u00e0 elvetica? Buona parte dell\u2019opinione pubblica ne \u00e8 fermamente convinta. Tuttavia, tanto nel corso del Novecento quanto al giorno d\u2019oggi, \u00e8 proprio dall\u2019interno delle forze armate che giunge una delle pi\u00f9 gravi minacce alla neutralit\u00e0 svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p>Il colonnello <strong>Thomas S\u00fcssli<\/strong>, comandante delle forze armate, si \u00e8 recentemente espresso in favore di una maggiore integrazione dell\u2019esercito svizzero nelle strutture della NATO, sostenendo la necessit\u00e0 di cambiare la legge per poter costringere i militi ad addestrarsi all\u2019estero, nelle basi del Patto Atlantico. La gravit\u00e0 di tali dichiarazioni appare pi\u00f9 evidente se si considera che S\u00fcssli \u00e8 anche il pi\u00f9 probabile candidato alla carica di generale, qualora la situazione internazionale dovesse richiederne la nomina.<\/p>\n\n\n\n<p>Una situazione che, per quanto grave, non \u00e8 certo inedita nella storia della Confederazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Svizzera e la Grande guerra<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel corso del Novecento la carica di generale viene nominata solo due volte, in concomitanza con i due conflitti mondiali. Ma, mentre il generale <strong>Henri Guisan<\/strong>, comandante in capo durante la II Guerra mondiale, divenne un simbolo di unit\u00e0 nazionale, lo stesso non si pu\u00f2 dire del generale <strong>Ulrich Wille<\/strong>, nominato allo scoppio della Grande Guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inizio della Prima Guerra mondiale trov\u00f2 la societ\u00e0 svizzera in subbuglio. Sebbene il Consiglio Federale dichiar\u00f2 subito la neutralit\u00e0, i sentimenti della popolazione erano tutt\u2019altro che neutrali. Mentre la Svizzera tedesca parteggiava apertamente per gli Imperi centrali, quella italiana e romanda analogamente si schierava con la Francia e i suoi alleati dell\u2019Intesa, a cui nel 1915 si un\u00ec l\u2019Italia. Le voci di chi sosteneva l\u2019entrata in guerra con l\u2019uno o l\u2019altro schieramento erano pi\u00f9 numerose e insistenti di quelle a sostegno della neutralit\u00e0. La situazione veniva esacerbata dall\u2019infiltrazione dei mass media da parte delle potenze belligeranti. Mentre la stampa svizzero-tedesca trasmetteva la propaganda di guerra della Germania e dell\u2019Austria-Ungheria, quella francofona analogamente era sottomessa alla propaganda francese. La situazione peggior\u00f2 progressivamente: a conflitto inoltrato le potenze belligeranti avevano gi\u00e0 messo sotto il loro controllo, con finanziamenti occulti, non solo la maggior parte dei giornali nelle rispettive aree linguistiche, ma persino i teatri e le sale cinema, dove andavano in scena spettacoli e proiezioni di parte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/8_affaire2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"676\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/8_affaire2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15615\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/8_affaire2.jpeg 1000w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/8_affaire2-300x203.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/8_affaire2-768x519.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/8_affaire2-480x324.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Numerosi scandali fecero indignare l&#8217;opinione pubblica, fortemente divisa in merito al conflitto.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Solo verso la fine del conflitto, quando le proporzioni dell\u2019insensata carneficina divennero evidenti, la societ\u00e0 elvetica si rese conto del valore della neutralit\u00e0. Cos\u00ec il governo svizzero riusc\u00ec a recuperare un po\u2019 di terreno anche sul piano propagandistico (altrimenti egemonizzato dai belligeranti), facendo leva sulle numerose iniziative umanitarie implementate con successo, come l\u2019accoglienza dei profughi e le cure mediche per i prigionieri di guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a conflitto concluso la societ\u00e0 svizzera era ancora molto divisa e ci sarebbero voluti altri decenni per sanare le fratture. Questo fu il contesto in cui il Consiglio Federale decise di nominare generale Ulrich Wille\u2026<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Un generale contro la neutralit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>Ulrich era nato ad Amburgo nel 1848. La sua famiglia, che era originaria di Neuchatel, torn\u00f2 a vivere in Svizzera l\u2019anno successivo. Nel 1867 Ulrich inizi\u00f2 la carriera militare, arrivando in cima alla gerarchia dell\u2019esercito nel corso degli anni Ottanta. Il suo contributo pi\u00f9 importante fu la riforma dell\u2019esercito svizzero, che coniugava il servizio di leva tradizionale con la struttura e la disciplina di stampo prussiano. Era proprio l\u2019esercito prussiano, ammirato da Wille, che all\u2019epoca dettava lo standard per le forze armate europee.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019influenza germanica sul colonnello Wille era evidente: egli parlava solo hochdeutsch e aveva stretti legami con l\u2019aristocrazia tedesca, tanto da sposare la contessa Clara von Bismarck (lontana parente del Cancelliere di Ferro). Nel 1912 il Kaiser <strong>Guglielmo II<\/strong> giunse nella Confederazione con una visita ufficiale. Nella citt\u00e0 di Wil venne organizzata una parata militare in suo onore: a comandarla fu posto proprio Ulrich Wille. Tra l\u2019ufficiale svizzero e il monarca tedesco nacque una solida amicizia, destinata a gettare ombra sulla neutralit\u00e0 dell\u2019esercito elvetico negli anni fatali della Grande Guerra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/wille-kaiser.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"944\" height=\"663\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/wille-kaiser.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-15612\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/wille-kaiser.png 944w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/wille-kaiser-300x211.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/wille-kaiser-768x539.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/wille-kaiser-480x337.png 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 944px) 100vw, 944px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il futuro generale Wille con il Kaiser Guglielmo II nel 1912.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Wille venne nominato generale il 4 agosto 1914, con grande protesta della minoranza socialista in parlamento. Ben presto il suo operato in qualit\u00e0 di comandante in capo delle forze armate inizi\u00f2 a sollevare interrogativi. Nel 1915 Wille invi\u00f2 una lettera al Consiglio Federale, in cui caldeggiava l\u2019entrata in guerra a fianco degli Imperi centrali e descriveva i presunti vantaggi che la Svizzera ne avrebbe tratto. Sebbene la missiva fosse segreta, essa fin\u00ec ugualmente nelle mani della stampa e il suo contenuto fu reso pubblico, generando grande scandalo e ulteriore astio tra le aree linguistiche. Nonostante il putiferio, Wille rimase in carica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno successivo, il 1916, fu caratterizzato invece dal cosiddetto \u201cAffare dei colonnelli\u201d, un altro scandalo che vide protagonisti due colonnelli scoperti a passare informazioni riservate all\u2019intelligence tedesca e austriaca. Ancora una volta si manifest\u00f2 la parzialit\u00e0 di giudizio del generale Wille, che commin\u00f2 agli ufficiali traditori una pena simbolica di appena venti giorni di carcere. E ancora una volta fu indulgente il governo, lasciando Wille in carica.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il dispiegamento che Ulrich Wille diede alle truppe svizzere parlava chiaro. Un corpo di armata venne dislocato nel Giura, a ridosso del confine con la Francia, e un altro venne stanziato in funzione anti-italiana in Engadina, mentre un terzo corpo d\u2019armata rimaneva in allerta sull\u2019Altopiano. Sguarnita rimaneva la frontiera con la Germania. Insomma, l\u2019assetto difensivo dell\u2019esercito svizzero presupponeva un\u2019eventuale resistenza alle forze dell\u2019Intesa ma non prendeva in considerazione una possibile aggressione tedesca. Alla prova dei fatti, Wille dispieg\u00f2 l\u2019esercito non per tutelare la sovranit\u00e0 svizzera da eventuali sconfinamenti del conflitto, ma per difendere i confini meridionali dell\u2019Impero tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante tutto ci\u00f2, Ulrich Wille rimase in carica fino alla fine della guerra e fece ancora in tempo a distinguersi per la sua intransigenza nella repressione dello sciopero generale dell&#8217;11-14 novembre 1918. Evidentemente il lavoratore svizzero gli appariva come un nemico pi\u00f9 temibile dell&#8217;imperialismo tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bilancio della sua nomina a generale fu decisamente drammatico: fiducia nella neutralit\u00e0 svizzera incrinata, divisioni tra la popolazione aumentate e interessi stranieri anteposti a quelli nazionali, oltre a una catena di scandali imbarazzanti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sussli-usa.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"629\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sussli-usa-1024x629.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-15619\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sussli-usa-1024x629.png 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sussli-usa-300x184.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sussli-usa-768x471.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sussli-usa-480x295.png 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/sussli-usa.png 1173w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le simpatie dell&#8217;odierno capo delle forze armate sono ormai ben note&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Prospettive odierne<\/h3>\n\n\n\n<p>Oggi in Europa si respira aria di guerra, un\u2019atmosfera molto simile a quella che precedeva l\u2019attentato all\u2019arciduca Ferdinando. E la Svizzera si trova nuovamente con i vertici delle forze armate pesantemente compromessi nei propri legami con blocchi e alleanze stranieri, che rischiano di trascinarci insieme a loro in un conflitto devastante e probabilmente globale. La domanda sorge spontanea: abbiamo davvero bisogno di un altro Ulrich Wille? O al contrario sarebbe meglio che, in un frangente storico tanto delicato, a capo delle forze armate sia posto un comandante di provata integrit\u00e0 e libero da interessi e legami che lo sottomettano all\u2019imperialismo atlantico?<\/p>\n\n\n\n<p>Se in passato si sono gi\u00e0 verificate situazioni simili, esse dovrebbero servire da monito e non da scusa per ripetere gli stessi errori. Se \u00e8 vero che la Storia \u00e8 maestra, \u00e8 altrettanto vero che ha bisogno di allievi disposti ad imparare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019esercito svizzero \u00e8 garante della sovranit\u00e0 elvetica? 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