{"id":1552,"date":"2012-01-27T01:35:33","date_gmt":"2012-01-27T01:35:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1552"},"modified":"2012-01-28T01:44:03","modified_gmt":"2012-01-28T01:44:03","slug":"democrazia-sospesa-per-il-wef-dimostranti-pacifici-accusati-di-%e2%80%9csommossa%e2%80%9d-ed-esercito-schierato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1552","title":{"rendered":"Democrazia sospesa per il WEF. Dimostranti pacifici accusati di \u201csommossa\u201d ed esercito schierato!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Come ogni anno anche questa volta il World Economic Forum (WEF), ossia il Forum Economico Mondiale ha riunito nella cittadina grigionese di Davos i grandi dell\u2019economia globale per discutere di quelli che i fautori del modello di sviluppo neo-liberista ritengono i problemi prioritari del pianeta. E come sempre unitamente ai potenti della terra, si mobilita anche il popolo degli oppositori, soprattutto giovani arrabbiati per le ingiustizie della globalizzazione capitalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovani anti-WEF ticinesi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Ticino due sono state negli ultimi anni le realt\u00e0 pi\u00f9 attive nella critica al WEF. Anzitutto non si pu\u00f2 non citare lo storico Centro Sociale Autogestito \u201c<strong><em>Il Molino<\/em><\/strong>\u201d di Lugano, con le sue pittoresche manifestazioni di piazza, le quali esprimevano il disagio nei confronti di uomini d\u2019affari talmente potenti da decidere le sorti del mercato mondiale, per quanto nessuno li avesse mai eletti a tale missione. Nell\u2019ottica invece della sensibilizzazione all\u2019interno delle scuole \u00e8 stato il <strong><em>SISA<\/em><\/strong>, il sindacato degli studenti e apprendisti, a muoversi: \u201cle aziende che sono rappresentante dal WEF cercano sempre nuovi campi da poter sfruttare al fine di aumentare i loro profitti e guadagni. Uno di questi nuovi mercati \u00e8 la scuola. Negli ultimi anni sono state prese sempre pi\u00f9 decisioni su scala internazionale per rendere indipendente la scuola dallo Stato a favore degli interessi economici privati. In questo modo viene favorita un\u2019educazione acritica e improntata su premesse economiche neoliberali, legate ai bisogni del mercato e priva della bench\u00e9 minima dimensione culturale e umana di quanto si insegna e si apprende\u201d si legge in una dichiarazione pubblica (<strong><em><a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/modules\/mydownloads\/singlefile.php?lid=70\">leggi<\/a><\/em><\/strong>) del sindacato giovanile oggi diretto da <strong>Janosch Schnider<\/strong> e <strong>Mattia Tagliaferri<\/strong>. Non \u00e8 poi mai mancato l\u2019impegno dei partiti di sinistra: vari esponenti del <strong><em>Partito Comunista<\/em><\/strong> e del <strong><em>Movimento per il Socialismo<\/em><\/strong> hanno spesso preso parte sia ai momenti di protesta, sia alla costruzione di \u201ccontro-forum\u201d (fin dai tempi de \u201cL\u2019altra Davos\u201d promossi dall\u2019associazione <strong><em>ATTAC<\/em><\/strong>) alternativi alla kermesse ufficiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Repressione poliziesca contro un corteo pacifico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/wef.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1555\" title=\"wef\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/wef.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"179\" \/><\/a>Dopo anni di manifestazioni represse dalla polizia a Davos, vari collettivi critici verso la globalizzazione si sono spostati nella capitale federale Berna, sperando di poter esercitare l\u00ec nella calma il proprio diritto di esprimersi contro il neo-liberismo. Da qualche tempo, per\u00f2, ormai le autorit\u00e0 di Berna impediscono gli assembramenti politici in piazza. Ma come sempre il diritto umano alla libera espressione dei pensieri se non viene concesso, va conquistato: il corteo di quest\u2019anno \u00e8 quindi partito alle ore 14.00 dal centro sociale <em><strong>\u201cReithalle\u201d<\/strong><\/em> di Berna. E permetteteci una citazione <em>rivoluzionaria: <\/em>Lenin diceva che non si deve \u201climitarsi alle forme legali di lotta quando sopraggiunge una crisi e la borghesia stessa ha gi\u00e0 eliminato la legalit\u00e0 che aveva creato\u201d. \u00a0\u201cSi \u00e8 riusciti a camminare in corteo per circa 100-200 metri: subito siamo stati circondati dagli antisommossa\u201d \u2013 spiega una delle partecipanti, esponente della <strong><em><a href=\"http:\/\/www.jeunessecommuniste.ch\/fr\/\">Giovent\u00f9 Comunista<\/a> della Svizzera Romanda<\/em><\/strong> \u2013 \u201cdopo un\u2019ora la polizia ha iniziato delle false trattative con noi, le quali per\u00f2 sono state interrotte da una carica di spray al pepe da parte degli stessi poliziotti\u201d continua la nostra interlocutrice. La polizia, a quel punto, fa credere ai dimostranti che dopo un semplice controllo delle carte d\u2019identit\u00e0 avrebbero potuto ritenersi liberi di andare. Ma non \u00e8 cos\u00ec: uno dopo l\u2019altro il centinaio di giovani viene perquisito, ammanettato e trasportato con appositi furgoni in celle di circa 25 metri quadrati sembra appositamente predisposte, quasi si sapesse che qualcuno doveva essere arrestato, nelle quali vengono fotografati, numerati e poi denunciati. \u201cOgnuno di noi ha subito un interrogatorio individuale \u2013 continua la nostra interlocutrice \u2013 a volte persino senza traduzione. Zurighesi e Neocastellani, una volta rimessi in libert\u00e0, hanno pure ricevuto il divieto di restare sul territorio della citt\u00e0 di Berna\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Arrestati anche dei dirigenti politici<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra i fermati vi erano ben una decina di dirigenti del Comitato Centrale del Partito Svizzero del Lavoro (<strong><em>PSdL<\/em><\/strong>), l\u2019organizzazione nazionale cui fa capo il Partito Comunista in Ticino. Interpellato sulla questione il segretario dei comunisti ticinesi <strong>Massimiliano Ay<\/strong> (anche lui membro del <em>parlamentino<\/em> del PSdL) e nel 2005 coinvolto in una situazione simile (<strong><em><a href=\"http:\/\/www.sisa-info.ch\/modules\/news\/article.php?storyid=91\">leggi<\/a><\/em><\/strong>) \u00e8 preoccupato: \u201ci nostri compagni, bench\u00e9 siano stati liberati, ora rischiano di venir giudicati colpevoli di sommossa\u201d, un reato che secondo il codice penale elvetico pu\u00f2 comportare, in casi estremi, fino a 3 anni di detenzione. Continua Ay: \u201cso che il nostro consigliere comunale di Berna, si sta muovendo affinch\u00e9 le istituzioni siano chiamate a rispondere di questo attentato alla libert\u00e0 di manifestare!\u201d. Il riferimento \u00e8 a <strong>Rolf Zbinden<\/strong>, professore in una scuola professionale e esponente nel legislativo cittadino del Partito del Lavoro di Berna (<strong><em><a href=\"http:\/\/www.pdabern.ch\/dokumente\/medienmitteilung\/PdABE_communiques\/PdABE_communiques_12\/12.01.22_wef.pdf\">PdA<\/a><\/em><\/strong>), che risulta pure fra i manifestanti coinvolti. E\u2019 stata forse usata violenza dai dimostranti? \u201cNon fa parte della nostra cultura politica manifestare usando violenza! Ho visto i filmati e conosco personalmente i compagni del Partito arrestati, conosco la loro seriet\u00e0 e il loro senso di responsabilit\u00e0 nell\u2019evitare che situazioni di tensione possano degenerare\u201d garantisce Ay, il quale, tuttavia, spiega come secondo lui vadano trovate forme di lotta che sappiano meglio coinvolgere la popolazione meno politicizzata e i lavoratori, evitando possibilmente azioni \u201cgruppettare\u201d fine a se stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La WOZ esclusa dall\u2019acredito stampa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/platze.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1554\" title=\"platze\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/platze.gif\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"163\" \/><\/a>Intanto la repressione non si limita alle piazze: per una presunta, e anche abbastanza improbabile, mancanza di spazio la <strong><em><a href=\"http:\/\/www.woz.ch\/\">WOZ<\/a><\/em><\/strong>, il noto giornale della sinistra alternativa della Svizzera tedesca che negli anni scorsi ha documentato in modo fortemente critico quanto veniva discusso all\u2019interno del WEF dai grandi dell\u2019economia mondiale, non ha ricevuto in questa occasione l\u2019accredito per la stampa. Nessun giornalista di sinistra potr\u00e0 quindi assistere alla kermesse di Davos. Una decisione che suona molto come una censura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019esercito a difesa del WEF<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non solo a livello sociale ed economico la sinistra e il movimento sindacale critica il WEF, anche dal punto di vista della sicurezza e dei suoi costi la polemica si ripresa costantemente ogni anno. Alcuni reparti delle forze armate svizzere sono infatti impiegati, tramite i corsi di ripetizione, a garantire la protezione dell\u2019evento. Il Gruppo per una Svizzera senza Esercito (<em><strong><a href=\"http:\/\/www.gssa.ch\">GSsE<\/a><\/strong><\/em>), una delle pi\u00f9 strutturate organizzazioni pacifiste elvetiche, ha espresso chiaramente il proprio disappunto: \u201cla protezione di queste manifestazioni sono di competenza della polizia\u201d si legge in un comunicato diramato mercoled\u00ec scorso, anche perch\u00e9 \u201cle unit\u00e0 dall\u2019esercito impiegate, contrariamente alla polizia, non dispongono della formazione adeguata\u201d. Insomma si tratterebbe di una sorta di \u201cpiano occupazionale\u201d (pagato dalla collettivit\u00e0, verrebbe da aggiungere) per i cittadini-soldati chiamati ai regolari corsi di ripetizione dalla milizia. Il GSsE conclude: \u201cl\u2019esercito svizzero non ha n\u00e9 nemici n\u00e9 funzioni e tenta di legittimare la sua esistenza con questi impegni\u201d. Ricordiamo che nel 2005 il GSsE aveva avviato un servizio di consulenza che invitava i soldati richiamati proprio a Davos a disertare (come si legge in questa <strong><em><a href=\"http:\/\/ch.indymedia.org\/frmix\/2005\/01\/28783.shtml\">nota stampa<\/a><\/em><\/strong>). \u201cNoi favoriamo da tempo l\u2019obiezione di coscienza e il rifiuto di prestare servizio militare in un esercito che oltre ad essere succube della NATO si trasforma anche in bodyguard di un <em>club priv\u00e9<\/em> di parassiti dell\u2019economia privata impedendo al nostro popolo di muoversi liberamente a Davos\u201d \u00e8 la dura risposta invece del segretario del Partito Comunista, unico partito ticinese e svizzero, peraltro, a scegliere i propri quadri politici anche attraverso il discrimine della renitenza alla leva obbligatoria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni anno anche questa volta il World Economic Forum (WEF), ossia il Forum Economico Mondiale ha riunito nella cittadina grigionese di Davos i grandi dell\u2019economia globale per discutere di quelli che i fautori del modello di sviluppo neo-liberista ritengono i problemi prioritari del pianeta. E come sempre unitamente ai potenti della terra, si mobilita anche il popolo degli oppositori, soprattutto giovani arrabbiati per le ingiustizie della globalizzazione capitalista. Giovani anti-WEF ticinesi In Ticino due sono state negli ultimi anni le realt\u00e0 pi\u00f9 attive nella critica al WEF. 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