{"id":15476,"date":"2023-12-31T10:06:41","date_gmt":"2023-12-31T10:06:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15476"},"modified":"2024-01-02T10:09:16","modified_gmt":"2024-01-02T10:09:16","slug":"dick-marty-lonesta-di-essere-radicale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15476","title":{"rendered":"Dick Marty: l&#8217;onest\u00e0 di essere radicale"},"content":{"rendered":"\n<p>Dick Marty \u00e8 morto. Il Ticino perde un liberale-radicale d\u2019altri tempi, uno dei pochi ancora grado di capire che, quando non c\u2019\u00e8 giustizia sociale e quando il popolo non \u00e8 appassionato dal dibattito politico, non c\u2019\u00e8 veramente democrazia. Marty era restato sinceramente fedele ai valori storici del suo partito. Per questo, entr\u00f2 in contrasto con gli attuali esponenti del PLR, i quali, calpestando gli ideali dei padri fondatori del Ticino moderno, abbracciano ormai totalmente i mantra del liberismo selvaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non per nulla, in una brevissima nota inviata ai media, il PLR evita di parlare delle sue battaglie in seno alle istituzioni, con la ridicola scusa secondo cui \u201criassumere nelle poche righe di un comunicato stampa la figura di Dick Marty sarebbe un esercizio riduttivo\u201d. Dopo aver ricordato le cariche ricoperte nel corso della sua carriera (Procuratore pubblico dal 1975 al 1989, Consigliere di Stato dal 1989 a 1995 , Consigliere agli Stati e Membro del Consiglio d\u2019Europa dal 1998 al 2011), il PLR si limita a ricordare il ruolo di Marty quale \u201cstrenuo difensore dei diritti umani\u201d e dei \u201cvalori fondamentali\u201d dei liberali-radicali. Non una parola sul contenuto delle inchieste svolte in Seno al Consiglio d\u2019Europa, attraverso le quali Marty denunci\u00f2 i crimini perpetrati dai servizi segreti americani o dai gruppi armati kosovari che combatterono contro l\u2019esercito jugoslavo alla fine degli anni \u201890.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi aspetti, d\u2019altronde, passano in sordina anche sul Corriere del Ticino o sul Telegiornale della Svizzera Italiana, in cui si parla di \u201cpresunte\u201d prigioni segrete della CIA scoperte grazie al lavoro di Marty. Le scomode verit\u00e0 da lui denunciate, vengono sminuite dai media ticinesi ad un semplice sentito dire. Eppure le inchieste di Marty vennero condotte in modo estremamente serio e si basano su prove valide. Nel 2005 egli denunci\u00f2 il modo con cui la CIA, collaborando con vari paesi europei, Svizzera inclusa, cattur\u00f2, rinchiuse e tortur\u00f2 svariati nemici degli USA. Nel 2011, invece, Marty scopr\u00ec che, alla fine degli anni \u201990, il gruppo armato separatista kosovaro UCK, uccise centinaia di cittadini serbi per vendere i loro organi sul mercato nero. Queste accuse non si basano sulla \u201cpresunzione\u201d di colpevolezza degli attori coinvolti, ma su un lavoro instancabile e coraggioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 non significa, comunque, che negli ulti anni Dick Marty sia stato isolato mediaticamente. La sua grande intelligenza, il suo instancabile lavoro e, forse, anche il suo essere liberale sulla carta e progressista nella sostanza, lo resero un personaggio pubblico molto conosciuto e apprezzato. Il modo con cui i giornali e le televisioni parlano della sua morte, per\u00f2, mostra che pochi vogliono veramente mettere in valore il suo operato e che per questo certe sue prese di posizione non hanno trovato grande riscontro. Vale quindi la pena di ricordare, in questo mio breve articolo, il modo in cui, nel 2006, Marty scandalizz\u00f2 il pubblico benpensante di una conferenza organizzata nell\u2019ambito del Film festival di Locarno e intitolata \u201cle sfide dei Balcani\u201d. In quell\u2019occasione, infatti, Marty denunci\u00f2 la criminalit\u00e0 organizzata che dilagava in Kosovo e afferm\u00f2 che il tribunale penale internazionale per l\u2019Ex-Jugoslavia aveva applicato la giustizia dei vincitori, i quali non avevano per\u00f2 voluto fare i conti con i crimini della fazione da loro sostenuta. Questa presa di posizione, insolita per un politico di area liberale-radicale, non fu un caso isolato. Possiamo ricordare, infatti, le sue critiche contro il blocco economico imposto dagli USA ai danni di Cuba, la sua ferma condanna nei confronti delle sanguinarie politiche segregazioniste di Israele ma anche le sue dichiarazioni nel corso di una conferenza tenutasi nel 2019, presso la SPAI di Locarno, quando elogi\u00f2 il governo cinese per gli sforzi atti a togliere dalla povert\u00e0 centinaia di milioni di persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nei prossimi anni, coloro che intenderanno lottare per una democrazia pi\u00f9 sana e indipendente, potranno trarre molta ispirazione dal lavoro e dal pensiero politico di Marty. Io stesso, come semplice militante comunista, ho a casa il suo ultimo libro e intendo leggerlo quanto prima, sicuro di trovarvi molteplici spunti di riflessione. Lo studio delle sue idee sulla giustizia e sulla democrazia, non dovr\u00e0 per\u00f2 essere fatto in maniera acritica. Se da un lato, Marty si distanzi\u00f2 dal suo partito, criticandone le derive neoliberiste e sostenendo iniziative popolari innovative come quella sulle \u201cmultinazionali responsabili\u201d, egli non volle mai aderire a movimenti politici pi\u00f9 vicini alle sue posizioni, collaborando, da pari, con altre persone. Il fatto di pensare sempre con la sua testa, lo rese sicuramente un grande uomo, un idolo per alcuni e, in quanto tale, rifiut\u00f2 di seguire la disciplina di altri partiti, forse per paura di farsi mettere in ombra. D\u2019altronde, molti personaggi politici di spessore come lui, raggiunta una certa notoriet\u00e0, tendono ad andare per la loro strada, sicuri di essere comunque seguiti e apprezzati.<\/p>\n\n\n\n<p>Un liberale d\u2019altri tempi muore lasciando al proprio paese un bagaglio politico fatto di verit\u00e0 scomode e di riflessioni interessanti. Alle future generazioni il compito di far tesoro di questa eredit\u00e0, ciascuno col proprio filtro ideologico, ciascuno con la consapevolezza che, nel giorno del funerale di Dick Marty, non salutiamo un guro ma diciamo sicuramente addio ad un grande uomo!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dick Marty \u00e8 morto. Il Ticino perde un liberale-radicale d\u2019altri tempi, uno dei pochi ancora grado di capire che, quando non c\u2019\u00e8 giustizia sociale e quando il popolo non \u00e8 appassionato dal dibattito politico, non c\u2019\u00e8 veramente democrazia. Marty era restato sinceramente fedele ai valori storici del suo partito. Per questo, entr\u00f2 in contrasto con gli attuali esponenti del PLR, i quali, calpestando gli ideali dei padri fondatori del Ticino moderno, abbracciano ormai totalmente i mantra del liberismo selvaggio. 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