{"id":15356,"date":"2023-11-19T01:35:00","date_gmt":"2023-11-19T01:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15356"},"modified":"2023-11-16T08:30:57","modified_gmt":"2023-11-16T08:30:57","slug":"comandante-un-film-abilmente-ideologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15356","title":{"rendered":"&#8220;Comandante&#8221;, un film abilmente ideologico"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Luca Cangemi, <a href=\"https:\/\/www.marx21.it\/cultura\/comandante-un-film-abilmente-ideologico\/?fbclid=IwAR28JC5uDT8r8uvD47cQUKFEewmrbLPmShhLDDg610UQli15RTy9bqEpJps_aem_ASmWwzI7xbEfZfY-r3ijElAuvhqph-9nMpoqrSmUc3p0rAzXYxVhKKTiNK_ibBcEDdY\">Marx21.it<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p>Merita una riflessione \u201cComandante\u201d, il film di Edoardo De Angelis, con <strong>Pierfrancesco Favino<\/strong> che, dopo il passaggio alla Biennale di Venezia, arriva nelle sale italiane (intorno al 4 novembre, non a caso). Quindici milioni di euro di budget, uno scafo in acciaio lungo 73 metri, varato nell\u2019arsenale militare di Taranto, copia pressoch\u00e9 autentica di un sommergibile italiano della Seconda guerra mondiale, attori importanti a iniziare dal protagonista, un regista emergente, l\u2019ambizione (esplicita) di fare un \u201ckolossal\u201d nazionale, il significativo patrocinio della Marina Militare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019operazione importante che ha molto a che fare con il clima politico e culturale del nostro paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La vicenda narrata \u00e8 quella di <strong>Salvatore Todaro<\/strong>, comandante del sommergibile&nbsp;<em>Cappellini&nbsp;<\/em>della Regia Marina Italiana che affonda, all\u2019inizio del secondo conflitto mondiale, un piroscafo belga (in una fase in cui il Belgio era ancora un paese neutrale) e ne salva alcuni superstiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il materiale storico viene trattato con una certa elasticit\u00e0 quando si tratta delle vicende personali dei protagonisti (cos\u00ec della figlia di Todaro viene anticipata la nascita e dell\u2019ufficiale Stiepovich viene anticipata la morte) ma soprattutto quando queste vicende incrociano fatti storici significativi. Di Todaro vengono omesse, con cura, tanto la militanza volontaria nella guerra di Spagna quanto la partecipazione all\u2019assedio di Sebastopoli nell\u2019URSS invasa \u2013 uno degli episodi pi\u00f9 feroci e sanguinosi di tutta la guerra \u2013 cos\u00ec come non viene neppure accennata la sua scelta di essere impiegato nella X MAS, struttura militare dalla storia, diciamo cos\u00ec, un po\u2019 particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stessi rapporti con i nazisti vengono trattati di sfuggita (\u201cconosco il tedesco solo per necessit\u00e0\u201d dice a un certo punto il protagonista) o per distinguere gli italiani dagli alleati. La realt\u00e0 era ben diversa: il Cappellini, cos\u00ec come altri sommergibili italiani era perfettamente integrato nella guerra sottomarina tedesca guidata da <strong>Karl D\u00f6nitz<\/strong> (fervente nazista e indicato da Hitler come suo successore) ed aveva la sua base nella Francia occupata dalla Germania.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver speso tanti soldi per ricostruirlo sarebbe stato, infine, giusto soddisfare la curiosit\u00e0 dello spettatore sulla fine dell\u2019italico sommergibile, ma si sarebbe dovuta raccontare una storia di fedelt\u00e0 all\u2019Asse: dopo l\u20198 settembre, infatti, l\u2019equipaggio del Cappellini rimase inquadrato nelle forze naziste e, addirittura, dopo la sconfitta della Germania combatt\u00e9 le ultime settimane di guerra con la marina imperiale giapponese.<\/p>\n\n\n\n<p>Le omissioni e le trasfigurazioni storiche per\u00f2 sono solo la premessa (anche se premessa necessaria) dell\u2019operazione culturale che anima il film e si sviluppa soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi, nelle pieghe delle atmosfere della pellicola, nella sua stessa cifra stilistica.<\/p>\n\n\n\n<p>In modo abbastanza trasparente il sommergibile \u00e8 la metafora dell\u2019Italia, un\u2019Italia la cui diversit\u00e0 squadernata con l\u2019uso dei dialetti (resi intellegibili allo spettatore con i sottotitoli!) e delle diverse tradizioni gastronomiche, viene ricondotta all\u2019unit\u00e0 dalla vita militare oltrech\u00e9 da una genuina (ma anche ingenua) propensione alla solidariet\u00e0 di cui la figura paternalistica (e maschilista) del Comandante \u00e8 garanzia. Non sostengo certo che De Angelis sia un propagandista dell\u2019accoppiata presidenzialismo-autonomia differenziata, ma sono convinto che attinga a correnti antiche e profonde dell\u2019Italia reazionaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro nucleo tematico significativo \u00e8 nella sorprendente caratterizzazione \u201cesoterica\u201d del protagonista. Chiamato Mago Baku o anche Zoroastro, al comandante Todaro vengono assegnate nel film capacit\u00e0 divinatorie (prevede mesi prima la peritonite di un marinaio oltre che le modalit\u00e0 della propria morte), assume spesso pose da santone e da profeta. Tutto ci\u00f2 potrebbe apparire una banale forzatura ai limiti del ridicolo; invece, a me sembra qualcosa di pi\u00f9 profondo che sarebbe sbagliato sottovalutare e cio\u00e8 un occhieggiare a quelle correnti irrazionaliste che sono sempre pi\u00f9 forti nello scenario contemporaneo. Mi verrebbe di parlare, certo con una semplificazione estrema, di QAnon all\u2019amatriciana.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, forse il cuore del messaggio del film (come \u00e8 gi\u00e0 stato notato) \u00e8 il rilancio in grande stile del topos storico ideologico \u201cItaliani, brava gente\u201d. La (presunta) diversit\u00e0 antropologica degli italiani che maschera o assolve ogni responsabilit\u00e0 politica. Un rilancio marinaro (siamo italiani e uomini di mare \u00e8 un<em>&nbsp;refrain<\/em>&nbsp;diffuso nel film) di quell\u2019impasto di presunzione e vittimismo che gli storici del colonialismo italiano con tanta fatica hanno smontato. Questo rilancio \u00e8, poco importa se soggettivamente o oggettivamente, funzionale alle esigenze ideologiche fondamentali della destra italiana tanto nel gestire il presente quanto il passato. Per il presente il mito degli \u201citaliani brava gente\u201d nutre il nazionalismo dipendente e impotente (l\u2019unico permesso nel quadro Nato e UE), per il passato permette una ricollocazione \u201cmorbida\u201d del fascismo. Chi si oppone a questo mito, chi chiama fascista il fascista, \u00e8 un ingrato rompiscatole che va preso a ceffoni (nel film questo ruolo \u00e8 interpretato da due marinai belgi, gli unici definiti \u201cantifascisti\u201d nella pellicola che, appunto ingrati, tentano di sabotare il sommergibile e sono ripagati a schiaffi).<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo dunque di fronte a un film ideologico, nel senso pi\u00f9 proprio del termine, che fiuta un\u2019aria che spira, nella societ\u00e0 prima ancora che nelle istituzioni, e cerca di darle forma. Come in tutte le operazioni ideologiche abili si creano anche messaggi ambigui, che permettono gli sconfinamenti; mi riferisco in questo caso ai riferimenti, che vengono speso fatti in sede di presentazione del film, ai salvataggi in mare dei migranti (che in verit\u00e0 pi\u00f9 che dello sponsor del film, la marina militare, sono opera di imbarcazioni civili e organizzazioni umanitarie). Anche le operazioni ideologiche abili, a guardarle bene, per\u00f2, rivelano particolari inequivocabili. In questo caso suggerisco attenzione, per chi decidesse di vedere il film (ovviamente se ne pu\u00f2 fare tranquillamente a meno), alla prima schermata dove una scritta sovraimpressa fa riferimento a marinai russi salvati da una nave ucraina. \u201cItaliani brava gente\u201d e \u201cUcraini brava gente\u201d, come una firma. Ideologica, appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luca Cangemi, Marx21.it Merita una riflessione \u201cComandante\u201d, il film di Edoardo De Angelis, con Pierfrancesco Favino che, dopo il passaggio alla Biennale di Venezia, arriva nelle sale italiane (intorno al 4 novembre, non a caso). Quindici milioni di euro di budget, uno scafo in acciaio lungo 73 metri, varato nell\u2019arsenale militare di Taranto, copia pressoch\u00e9 autentica di un sommergibile italiano della Seconda guerra mondiale, attori importanti a iniziare dal protagonista, un regista emergente, l\u2019ambizione (esplicita) di fare un \u201ckolossal\u201d nazionale, il significativo patrocinio della Marina Militare. 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