{"id":15273,"date":"2023-10-03T03:02:00","date_gmt":"2023-10-03T03:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15273"},"modified":"2023-09-26T16:16:56","modified_gmt":"2023-09-26T16:16:56","slug":"contro-il-precariato-e-la-fuga-di-cervelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15273","title":{"rendered":"Contro il precariato e la fuga di cervelli"},"content":{"rendered":"\n<p>Negli ultimi decenni il padronato ha indebolito i diritti dei lavoratori ed il mercato del lavoro in Ticino \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 malsano: i nostri redditi ad esempio sono notevolmente inferiori rispetto alla media. Se il nostro Cantone si trova in questa situazione \u00e8 anche a causa di una politica borghese poco lungimirante, che favorisce il dumping salariale, trascura la promozione di un\u2019economia ad alto valore aggiunto e orienta la formazione sulla base degli interessi del padronato. Non va&nbsp;per\u00f2 dimenticato il ruolo nefasto dell\u2019UE sul mondo del lavoro. Per questo motivo \u00e8 necessario rinegoziare gli accordi bilaterali e rifiutare categoricamente l\u2019adesione della Svizzera all\u2019UE come pure un eventuale futuro accordo quadro che con molta probabilit\u00e0 favorirebbe la privatizzazione dei servizi pubblici e, data la conseguente ricezione passiva delle direttive di Bruxelles, comporterebbe una diminuzione della nostra sovranit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questa situazione conseguono due gravi problemi: quello del precariato, piaga sociale&nbsp;che colpisce in modo crescente i giovani e la fuga di cervelli. I giovani ticinesi si trovano infatti sempre pi\u00f9 spesso di fronte a condizioni lavorative (se un lavoro lo trovano) dure e svalorizzanti talvolta anche durante la loro formazione, a causa ad esempio dell\u2019ampia diffusione di stage non remunerati o sottopagati. Dinanzi a questa situazione precaria, i giovani tendono a spostarsi fuori Cantone.<\/p>\n\n\n\n<p>Di queste problematiche parlano un po\u2019 tutti, ma quasi nessuno per ora ha promosso delle soluzioni concrete. Il Partito Comunista invece propone delle misure volte a favorire la predominanza dello Stato sul mercato, a migliorare le condizioni salariali e di lavoro, nonch\u00e9 a favorire una formazione pi\u00f9 lungimirante dei giovani ticinesi. Oltre a ci\u00f2, il fenomeno del precariato giovanile, e di conseguenza pure quello della fuga di cervelli, va risolto o almeno limitato\u00a0implementando tutta una serie di misure di competenza federale che la Giovent\u00f9 Comunista ha rivendicato tramite una petizione con pi\u00f9 di 1.000 firme. In particolare, andrebbe promossa l\u2019introduzione dell\u2019obbligo per le aziende formatrici d\u2019impiegare per almeno un anno gli apprendisti che vi terminano la formazione, l\u2019estensione da 1 a 3 mesi del termine di preavviso per il licenziamento per i lavoratori con meno di 25 anni, la riduzione da 120 a 30 giorni del periodo d\u2019attesa per il versamento delle indennit\u00e0 di disoccupazione per i giovani senza lavoro, l\u2019aumento dell\u2019organico degli Uffici regionali di collocamento e la revisione del suo funzionamento cos\u00ec da promuovere realmente l\u2019inserimento professionale dei giovani. La lista 13 No UE \u2013 No NATO vuole quindi promuovere tutta una serie di misure concrete ed applicabili volte a migliorare le condizioni di lavoro dei ticinesi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi decenni il padronato ha indebolito i diritti dei lavoratori ed il mercato del lavoro in Ticino \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 malsano: i nostri redditi ad esempio sono notevolmente inferiori rispetto alla media. Se il nostro Cantone si trova in questa situazione \u00e8 anche a causa di una politica borghese poco lungimirante, che favorisce il dumping salariale, trascura la promozione di un\u2019economia ad alto valore aggiunto e orienta la formazione sulla base degli interessi del padronato. Non va&nbsp;per\u00f2 dimenticato il ruolo nefasto dell\u2019UE sul mondo del lavoro. 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