{"id":15208,"date":"2023-09-16T09:40:55","date_gmt":"2023-09-16T09:40:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15208"},"modified":"2023-09-16T09:40:57","modified_gmt":"2023-09-16T09:40:57","slug":"difendiamo-il-servizio-pubblico-dagli-attacchi-dei-tecnocrati-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=15208","title":{"rendered":"Difendiamo il servizio pubblico dagli attacchi dei tecnocrati europei!"},"content":{"rendered":"\n<p>Nell\u2019attuale dibattito sulle relazioni della Svizzera con l\u2019Unione Europea, il tema del servizio pubblico occupa un ruolo centrale. Malgrado lo stop ai negoziati del maggio 2021, nel nuovo mandato adottato dal Consiglio federale nel giugno di quest\u2019anno si precisa infatti che, \u201cper quanto riguarda le disposizioni dell\u2019UE in materia di aiuti di Stato, la Svizzera \u00e8 disposta a recepire i regimi di aiuto di Stato dell\u2019UE\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quali sarebbero le conseguenze di una simile ripresa delle normative europee? In primo luogo, il nostro Paese dovrebbe adottare il divieto degli aiuti di Stato che investe le aziende pubbliche la cui attivit\u00e0 viene giudicata nociva per la libera concorrenza sul mercato europeo. Ci\u00f2 significa, ad esempio, che verrebbero rese illegali le garanzie ed i finanziamenti statali attualmente concessi alle banche cantonali, alle aziende elettriche, alla sanit\u00e0, al trasporto pubblico, ecc. Queste aziende, che svolgono una funzione di interesse generale, dovrebbero riuscire dunque a funzionare esclusivamente con le proprie risorse, a prevedibile svantaggio della qualit\u00e0 dei servizi erogati e delle condizioni di lavoro che vi sono garantite.<\/p>\n\n\n\n<p>La ripresa delle normative UE implica anche l\u2019adeguamento della nostra legislazione in altri ambiti di azione degli enti pubblici. Ci\u00f2 significa che la Svizzera dovrebbe adeguarsi anche agli indirizzi della Commissione europea, che nel 2018 ha provato ad esempio a intimare a uno Stato membro di rinunciare a politiche dell&#8217;alloggio espansive in favore dei ceti medio-bassi, poich\u00e9 queste avrebbero penalizzato gli operatori immobiliari non sostenuti dalle misure implementate dallo Stato. La ripresa automatica del diritto europeo potrebbe inoltre condurre anche ad una nuova ondata di liberalizzazioni, ad esempio nel settore energetico e in quello dei trasporti pubblici, con il grave pericolo di una disorganizzazione dei servizi, di un aumento delle loro tariffe e di una riduzione della loro qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le implicazioni dell\u2019accordo quadro per il servizio pubblico sono state denunciate da pi\u00f9 parti: il sindacato VPOD aveva ad esempio indicato come \u201cl\u2019adozione di questo accordo favorisce solo i potenti gruppi finanziari, mentre \u00e8 dannosa per i salariati e i cittadini\u201d. Anche l\u2019Associazione per la difesa del servizio pubblico era insorta contro tale intesa, in opposizione all\u2019approccio neoliberale che ha promosso liberalizzazioni e privatizzazioni in tutti i paesi dell\u2019UE. Sul piano politico, il Partito Comunista \u00e8 da tempo risolutamente schierato contro un simile accordo: sostenere con il proprio voto la lista \u201cNo UE \u2013 No NATO\u201d significa dunque difendere il servizio pubblico dagli attacchi dei falchi neoliberisti che pretendono di dettar legge da Bruxelles!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019attuale dibattito sulle relazioni della Svizzera con l\u2019Unione Europea, il tema del servizio pubblico occupa un ruolo centrale. Malgrado lo stop ai negoziati del maggio 2021, nel nuovo mandato adottato dal Consiglio federale nel giugno di quest\u2019anno si precisa infatti che, \u201cper quanto riguarda le disposizioni dell\u2019UE in materia di aiuti di Stato, la Svizzera \u00e8 disposta a recepire i regimi di aiuto di Stato dell\u2019UE\u201d. Quali sarebbero le conseguenze di una simile ripresa delle normative europee? 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