{"id":14887,"date":"2023-05-13T07:37:17","date_gmt":"2023-05-13T07:37:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14887"},"modified":"2023-05-13T07:37:19","modified_gmt":"2023-05-13T07:37:19","slug":"in-turchia-il-partito-della-sinistra-democratica-rompe-un-tabu-votiamo-erdogan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14887","title":{"rendered":"In Turchia il Partito della Sinistra Democratica rompe un tab\u00f9: \u201cvotiamo Erdogan!\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p>In vista delle elezioni presidenziali e parlamentari di domani ci si attenderebbe che la sinistra turca sia schierata in modo compatto contro il presidente uscente <strong>Recep Tayyip Erdogan<\/strong>. Infatti tutti i media occidentali lo definiscono al pari di un tiranno e nessuna persona dai sentimenti democratici (figurarsi se di sinistra) potrebbe sognarsi di apprezzarlo. Come sempre la realt\u00e0 \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 complessa di quella che ci raccontano alla RSI o sulle pagine de <em>LaRegione<\/em>, cio\u00e8 dalle agenzie stampa di Bruxelles e Washington&#8230;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Chiunque contesti gli USA diventa un \u201cdittatore\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Iniziamo col dire che Erdogan \u00e8 diventato un \u201cdittatore\u201d solo da pochi anni: prima, quando faceva gli interessi degli USA e rompeva le relazioni con la Siria, era etichettato dai nostri media come un presidente di tutto rispetto e, visto che faceva arrestare i militari critici verso la NATO, veniva idealizzato addirittura come un riformatore, una sorta di compassato &#8220;democristiano&#8221; bench\u00e9 musulmano. Erdogan ha iniziato per\u00f2 ben presto a non voler pi\u00f9 ubbidire a Washington: ha allontano dal suo Partito AKP gli agenti americani e sionisti e sono iniziate le purghe ai danni dello <em>stato profondo<\/em> legato alla confraternita islamista di <strong>Fethullah G\u00fclen<\/strong>, strettamente legata alla Casa Bianca. A quel punto Erdogan, secondo uno schema tanto caro agli USA, doveva essere rimosso: nel luglio 2016 ci fu un tentativo di golpe, fallito il quale la narrazione mediatica inizi\u00f2 a demonizzarlo e la Turchia divenne anche sui media pi\u00f9 rinomati \u2013 di punto in bianco \u2013 una &#8230;dittatura. Una strana dittatura, a dirla tutta, visto che il pluralismo partitico \u00e8 florido e visto che i media di opposizione sono quasi pi\u00f9 prolifici di quelli di regime.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019approccio della sinistra radicale verso Erdogan<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il Partito Comunista di Turchia (TKP) ritiene che fra la borghesia islamista di Erdogan e la borghesia atlantista di <strong>Kemal Kili\u00e7daroglu<\/strong>, leader del partito socialdemocratico CHP, vi sia poca differenza, ma che tatticamente si possa votare quest\u2019ultimo cos\u00ec da destituire l\u2019attuale presidente al potere da 20 anni. Dopodich\u00e9 si inizierebbe, ovviamente, la lotta sociale per tenere a bada il socialdemocratico e riorientare il Paese verso una societ\u00e0 &#8230;diversa. Una tattica questa, considerata per\u00f2 illusoria e dunque rifiutata dall\u2019altro grande partito di massa della sinistra rivoluzionaria, il post-maoista <em>Vatan Partisi<\/em> guidato dall\u2019influente <strong>Dogu Perin\u00e7ek<\/strong>, uno dei pochi politici turchi tuttora attivi a vantare amicizie personali con il leader nordcoreano <strong>Kim Il Sung<\/strong> o con il filosofo russo <strong>Alexander Dugin<\/strong>. Perin\u00e7ek considera infatti Kili\u00e7daroglu addirittura peggiore di Erdogan: se quest\u2019ultimo \u00e8 un \u201cfifone\u201d che non ha il coraggio di rompere con la NATO, il suo rivale \u00e8 del tutto legato agli interessi atlantici. Con Erdogan, perlomeno, la Turchia porrebbe un problema interno alla NATO e continuerebbe la sua politica di avvicinamento a Russia e Cina, firmando la pace con la Siria e aprendo le porte a un\u2019economia meno vincolata al mercato atlantico e alle multinazionali occidentali. Il <em>Vatan Partisi<\/em> per\u00f2 non sostiene un Erdogan troppo ambiguo, e preferisce candidarsi da solo, ribadendo cos\u00ec la propria totale indipendenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il DSP rompe un tab\u00f9<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Mentre la tattica del TKP ha convinto praticamente tutta la sinistra radicale e viene sostenuta di fatto da un\u2019amplissima fetta dei comunisti turchi diversamente organizzati: dai <em>brezneviani<\/em> del Partito Socialista Operaio (TSIP) ai <em>movimentisti<\/em> del Partito di Sinistra (SOL), passando per i <em>kemalisti<\/em> del Partito Repubblicano Socialista (SCP) e per i <em>leninisti<\/em> del Partito della Liberazione Popolare (HKP); la linea di Perin\u00e7ek non gode di particolare simpatia nel resto della sinistra. In realt\u00e0, per\u00f2, qualcuno che ha avuto il coraggio di oltrepassare il Rubicone c\u2019\u00e8. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/aksakal_erdogan.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/aksakal_erdogan.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14890\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/aksakal_erdogan.jpg 720w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/aksakal_erdogan-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/aksakal_erdogan-480x267.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>\u00d6nder Aksakal, presidente del Partito della Sinistra Democratica sar\u00e0 candidato con l&#8217;AKP di Erdogan<\/em> <em>a Istanbul<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Stiamo parlando del Partito della Sinistra Democratica (DSP) guidato da <strong>\u00d6nder Aksakal<\/strong>, che ha deciso di schierarsi \u2013 armi e bagagli \u2013 proprio con Erdogan. Il DSP \u00e8 un partito che ha sempre unito la cultura socialdemocratica originariamente aperta all&#8217;Europa con il patriottismo kemalista, senza quindi mai modernizzarsi secondo i dettami <em>liberal<\/em> in voga nell\u2019Internazionale Socialista negli ultimi decenni. Prima dell\u2019avvento di Erdogan il DSP era persino stato al governo con il suo leader storico, il carismatico <strong>B\u00fclent Ecevit<\/strong>. Il DSP, che da vent\u2019anni era letteralmente crollato elettoralmente ma che continuava comunque ad essere presente in parlamento, a inizio aprile ha annunciato di aver deciso di sostenere Erdogan e, addirittura, di partecipare alle elezioni candidando i propri rappresentati direttamente nelle liste di AKP, il partito conservatore al governo. <\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo \u00e8 grave, insomma, e il Partito della Sinistra Democratica ritiene che sia necessario costruire la massima unit\u00e0 nazionale al di l\u00e0 degli steccati ideologici: nel suo appello ai lavoratori dello scorso 1\u00b0 Maggio, \u00d6nder Aksakal ha scritto infatti che occorre rispondere alla \u201cstrategia dell&#8217;imperialismo globale, che \u00e8 di dividere e governare i Paesi in via di sviluppo, e questo continua oggi con tutta la sua brutalit\u00e0\u201d. La priorit\u00e0 per il DSP, che contesta ai cugini del CHP (anch&#8217;essi socialdemocratici ma europeisti) di essere alleati alla NATO e ai separatisti curdi, sta quindi nel raggiungere una piena sovranit\u00e0 nazionale e integrit\u00e0 territoriale della Repubblica di <strong>Mustafa Kemal Atat\u00fcrk<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista delle elezioni presidenziali e parlamentari di domani ci si attenderebbe che la sinistra turca sia schierata in modo compatto contro il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan. Infatti tutti i media occidentali lo definiscono al pari di un tiranno e nessuna persona dai sentimenti democratici (figurarsi se di sinistra) potrebbe sognarsi di apprezzarlo. 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