{"id":1487,"date":"2011-12-26T00:21:28","date_gmt":"2011-12-26T00:21:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1487"},"modified":"2016-06-09T03:41:44","modified_gmt":"2016-06-09T03:41:44","slug":"un-anno-di-reclusione-per-gli-storici-che-negano-il-genocidio-armeno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1487","title":{"rendered":"Un anno di reclusione per gli storici che negano il genocidio armeno"},"content":{"rendered":"<div class=\"mceTemp\" style=\"text-align: justify;\">\u201cNon abbiamo commesso alcun genocidio, abbiamo difeso la patria!\u201d \u2013 questo lo slogan che i militanti comunisti turchi urlavano di fronte alle sedi diplomatiche francesi in concomitanza con la decisione del Parlamento di Parigi di punire con un anno di detenzione chiunque negasse o minimizzasse il genocidio degli armeni del 1915. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan, islamista filo-americano, su pressione dell\u2019opinione pubblica, ha richiamato l\u2019ambasciatore turco presso l\u2019Eliseo e ha minacciato di rompere le relazioni bilaterali fra il suo paese e la Francia, una decisone che comporterebbe degli importanti danni economici. Va pure detto che Erdogan \u00e8 famoso per le sue sfuriate poco diplomatiche, come contro Israele, utili a esaltare il proprio elettorato, ma che poi alla luce dei fatti non sortiscono grandi cambiamenti, staremo quindi a vedere se davvero questa volta la Turchia romper\u00e0 le relazioni con la Francia.<\/div>\n<figure id=\"attachment_1492\" aria-describedby=\"caption-attachment-1492\" style=\"width: 173px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/ip_armeni_francia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1492 \" title=\"ip_armeni_francia\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/ip_armeni_francia.jpg\" alt=\"\" width=\"173\" height=\"207\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/ip_armeni_francia.jpg 288w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/ip_armeni_francia-250x300.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 173px) 100vw, 173px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1492\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Francia fermati! O boicottaggio!&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p>A stemperare gli animi \u00e8 nel frattempo intervenuto il candidato alla presidenza della Repubblica francese Dominique De Villepin, del medesimo partito di Nicolas Sarkozy, che si \u00e8 distanziato dalla decisione: secondo lui \u201cnon si deve legiferare sulla memoria\u201d perch\u00e9 ci\u00f2 complica le reazioni fra Stati e impedisce un decorso naturale delle controversie. Peraltro \u2013 ha aggiunto De Villepin \u2013 \u201cpu\u00f2 la Francia dare lezioni in questo ambito? Non credo. Sarebbe sufficiente applicare a noi quello che noi facciamo agli altri: saremmo felici se il parlamento algerino legiferasse sulla memoria?\u201d. La risposta arriva dal Messico dove il parlamento ha riconosciuto il genocidio algerino compiuto dai francesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intorno al governo turco, intanto, si \u00e8 unita anche ampia parte dell\u2019opposizione, che vede in questo frangente minacciata, perlomeno a livello ideologico, la sovranit\u00e0 nazionale stessa della Turchia. Il motivo ricorrente nelle opinioni dei politici turchi \u00e8 che con tali atti giudiziari i paesi occidentali, generalmente sempre visti come \u201ccolonialisti\u201d, tentano di impedire la ricerca storica e di giustificare i tentativi dell\u2019imperialismo europeo di inizio \u2018900 di creare conflitti fra le etniee che componevano e che tuttora compongono il territorio turco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Internazionale socialista si spacca\u2026<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1491\" aria-describedby=\"caption-attachment-1491\" style=\"width: 161px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/sindacato_armeni.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1491 \" title=\"sindacato_armeni\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/sindacato_armeni.png\" alt=\"\" width=\"161\" height=\"209\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1491\" class=\"wp-caption-text\">I sindacalisti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kemal Kilicdaroglu, il moderato presidente della sezione turca dell\u2019Internazionale Socialista, ossia il Partito Repubblicano del Popolo (CHP) fondato proprio dal padre della Turchia moderna Mustafa Kemal Atat\u00fcrk, ha informato che \u00e8 pronto a recarsi in Francia per dichiarare come falso il genocidio armeno, sperando cos\u00ec di farsi arrestare come atto simbolico: \u201cda coloro che hanno commesso un genocidio contro gli algerini non abbiamo nulla da imparare\u201d, \u00e8 stato il commento del leader della socialdemocrazia turca. La posizione del CHP \u00e8 per\u00f2 messa in difficolt\u00e0 dal fatto che i restanti partiti europei membri dell\u2019Internazionale Socialista risultano proprio fra i promotori delle azioni, volute della potente e ricca diaspora armena (sostenuta dal clero cristiano-ortodosso in funzione anti-islamica), nel far riconoscere il genocidio. Certo, in Francia sono stati i deputati della destra di Sarkozy a votare a favore dell\u2019inasprimento della legge, ma unitamente a loro vi erano gli eletti del Partito Socialista, del Partito della Sinistra e del Partito Comunista Francese (PCF). Peraltro anche in Svizzera mozioni di questo genere sono sempre partite dai ranghi del PS, che pare abbia relazioni organiche con l\u2019Associazione Svizzera-Armenia. Pure in Svizzera, infatti, anche solo relativizzare il genocidio armeno \u00e8 considerato quale atto razzista e punito quindi dall\u2019art. 261bis del codice penale, come hanno sperimentato a proprie spese alcuni storici turchi che pochi anni fa sono stati arrestati a Zurigo e Losanna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I comunisti negano il genocidio<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1489\" aria-describedby=\"caption-attachment-1489\" style=\"width: 319px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/ip_armeni1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1489 \" title=\"ip_armeni\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/ip_armeni1.jpg\" alt=\"\" width=\"319\" height=\"126\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/ip_armeni1.jpg 570w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/ip_armeni1-300x118.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1489\" class=\"wp-caption-text\">Gli storici al fianco del ricercatore Mehmet Perin\u00e7ek<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esclusi alcuni gruppi del nazionalismo di destra, il partito senza dubbio pi\u00f9 attivo nelle proteste di piazza in Turchia contro la decisione francese, ben pi\u00f9 del CHP, \u00e8 il piccolo Partito dei Lavoratori (IP), formazione rivoluzionaria di ispirazione maoista, il cui gruppo dirigente si trova quasi completamente in carcere con l\u2019accusa \u2013 a dire il vero un po\u2019 inverosimile viste le dimensioni \u2013 di\u00a0 \u201cgolpe\u201d ai danni del governo di Recep Tayyip Erdogan. IP si \u00e8 mobilitato in varie piazze del paese sostenendo che \u201cil genocidio degli armeni \u00e8 una menzogna dell\u2019imperialismo\u201d e invitando tutte le \u201cforze patriottiche\u201d a unirsi \u201ccontro gli imperialisti europei\u201d e lanciando un boicottaggio delle merci francesi sul mercato nazionale. La tesi sostenuta dai comunisti turchi \u00e8 quindi totalmente negazionista: gli armeni morti in quel periodo sono vittime della prima guerra mondiale e del conflitto civile nei territori ottomani a seguito della Rivoluzione repubblicana guidata da Atat\u00fcrk (con il sostegno dell\u2019Internazionale Comunista e di Lenin in particolare), ma mai sarebbe stata programmata da parte turca una pulizia etnica, tesi questa sostenuta anche dal giovane ricercatore Mehmet Perin\u00e7ek dell\u2019Universit\u00e0 di Istanbul, recentemente incarcerato in Turchia per la sua militanza politica marxista, che ha avuto accesso agli archivi sovietici di Mosca che dimostrerebbero tale tesi e che ha esposto in varie ricerche (<a href=\"http:\/\/www.mehmetperincek.com\/makaleler\/almanca.pdf\">http:\/\/www.mehmetperincek.com\/makaleler\/almanca.pdf<\/a>) difficilmente reperibili in Occidente. Il Partito Comunista di Turchia (TKP), su posizioni meno nazionaliste rispetto ai maoisti di IP, ritiene comunque quello del 1915 non un genocidio, quanto piuttosto un fatto tragico dovuto alla guerra e alle politiche imperialiste delle potenze occidentali colpevoli di aver aizzato i popoli gli uni contro gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il parere degli storici<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1490\" aria-describedby=\"caption-attachment-1490\" style=\"width: 284px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tgb_armeni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1490 \" title=\"tgb_armeni\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tgb_armeni.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tgb_armeni.jpg 675w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/tgb_armeni-300x207.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1490\" class=\"wp-caption-text\">Gli studenti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storiografia maggioritaria, almeno in Europa, \u00e8 schierata con il popolo armeno: i nazionalisti turchi guidati da Atat\u00fcrk avrebbero voluto costruire una Turchia etnicamente pura e quindi avrebbero premeditato una pulizia etnica degli armeni. Sono pochi gli storici che la vedono diversamente e in ogni caso nessuno di loro ha facile accesso alle case editrici che potrebbero pubblicare le loro ricerche. L\u2019Unione della Giovent\u00f9 di Turchia (TGB), piattaforma patriottica della sinistra giovanile turca, si \u00e8 anch\u2019essa mobilitata in numerose scuole del paese contro la decisione francese, ritenuta una \u201cinquisizione contro gli storici anti-imperialisti\u201d che mette in discussione la libert\u00e0 di ricerca e che trasforma i parlamenti in organi di censura per chi, appunto, compie un lavoro di documentazione storica che potrebbe portare alla luce elementi finora non conosciuti. Abbiamo chiesto un parere a Davide Rossi, insegnante e dottorando in storia contemporanea, che gi\u00e0 in passato aveva espresso dubbi che i massacri del 1915 potessero essere definiti quali genocidio, ossia un\u2019opera scientifica di annientamento di un intero popolo. Le fonti di Rossi provengono da Bucarest e sono racchiuse nell\u2019opera politica \u201cDashnak has nothing more to do\u201d (1923) di Hovannes Kaciaznuni (1868-1938), che fu primo presidente del consiglio dell\u2019Armenia che nel 1915 dichiar\u00f2 unilateralmente l\u2019indipendenza: \u201cGli armeni provano \u2013 spiega Rossi \u2013 a partire dall\u2019incendiarsi del primo conflitto mondiale nel 1914, a creare una loro nazione tra il mar Nero e il mar Mediterraneo, a danno prevalentemente del territorio turco, a partire dalla regione del lago di Van, in cui storicamente in epoca medievale si \u00e8 realizzato uno stato armeno, ma che in realt\u00e0 \u00e8, ai primi del Novecento, una zona abitata in maggioranza da turchi e curdi. Per sostenere questo progetto i nazionalisti armeni entrano nell\u2019impero ottomano e procedono alla formazione di milizie volontarie, tuttavia chi non intende aderire alle milizie \u00e8 oggetto di violenza da parte degli armeni stessi, attraverso fucilazioni e soprusi sulle donne. Queste stesse milizie si muovono contro i villaggi turchi e curdi della regione, proseguendo azioni di criminale rapina e mietendo morti. Quando i turchi decidono di rispondere, agiscono non per una premeditata scelta di sterminio di un popolo, ma per difendere le donne e gli uomini oggetto di violenza. Nel 1917 viene nominato primo presidente del consiglio armeno appunto Hovannes Kaciaznuni, a capo del partito Dashnak, che sceglie di collaborare con i bolscevichi. Gli armeni si dividono tra chi vuole un rapporto con le forze antirivoluzionarie russe in nome della religione ortodossa, chi addirittura un rapporto con la Turchia, altri immaginano possibile continuare da soli contro tutti, con l\u2019appoggio delle potenze inglesi, francesi e statunitensi. I turchi e i curdi intanto procedono militarmente nella regione e favoriscono quindi esodi di massa dalla zona di confine con l\u2019Armenia sovietica, infierendo certo per rivalsa ma anche, come ammette lo stesso Kaciaznuni, a difesa sulle stesse comunit\u00e0 armene che vogliono restare nei loro villaggi sotto giurisdizione turca e non abbandonare le loro case per recarsi nella nazione armena. Kaciaznuni riconosce che l\u2019attivit\u00e0 del partito Dashnak, la sua attivit\u00e0 antimusulmana, la promozione di milizie volontarie responsabili di tante efferatezze, si siano rivelate controproducenti per le ragioni del popolo armeno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma pare che fra Occidente e Oriente il dialogo sia sempre pi\u00f9 difficile e che le &#8220;verit\u00e0&#8221; che valgono qui, non valgano altrove, nemmeno nella comunit\u00e0 scientifica. Sarebbe bello poterne discutere civilmente senza arroccarsi in nazionalismi da un lato, ma anche senza reprimere chi vuole continuare a ricercare nuove fonti dall&#8217;altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon abbiamo commesso alcun genocidio, abbiamo difeso la patria!\u201d \u2013 questo lo slogan che i militanti comunisti turchi urlavano di fronte alle sedi diplomatiche francesi in concomitanza con la decisione del Parlamento di Parigi di punire con un anno di detenzione chiunque negasse o minimizzasse il genocidio degli armeni del 1915. Il premier turco Recep Tayyip Erdogan, islamista filo-americano, su pressione dell\u2019opinione pubblica, ha richiamato l\u2019ambasciatore turco presso l\u2019Eliseo e ha minacciato di rompere le relazioni bilaterali fra il suo paese e la Francia, una decisone che comporterebbe degli importanti danni economici. 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