{"id":14846,"date":"2023-05-10T10:00:00","date_gmt":"2023-05-10T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14846"},"modified":"2023-05-10T11:23:01","modified_gmt":"2023-05-10T11:23:01","slug":"fuori-dalla-morsa-del-fascismo-e-dellimperialismo-la-difesa-della-neutralita-svizzera-nella-storia-del-movimento-operaio-svizzero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14846","title":{"rendered":"Fuori dalla morsa del fascismo e dell&#8217;imperialismo: la difesa della neutralit\u00e0 svizzera nella storia del movimento operaio svizzero"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Partito Comunista difende convintamente la neutralit\u00e0 svizzera, in quanto sinonimo di sovranit\u00e0 di fronte al concreto pericolo di essere inglobati nell\u2019Unione Europea e nella NATO e, quindi, in quanto sinonimo di progresso e di pace. La borghesia <em>svendi-patria<\/em> attualmente capitanata da Cassis ed i suoi alleati (e persino una parte della socialdemocrazia) sta distruggendo giorno dopo giorno la nostra neutralit\u00e0. In questo contesto di scontro sempre pi\u00f9 acceso fra l\u2019imperialismo a trazione atlantica ed il multipolarismo nascente, la questione della neutralit\u00e0 svizzera ha dunque un\u2019importanza elevatissima.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il rispetto e il riconoscimento della neutralit\u00e0: una assoluta priorit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>Non tutti a sinistra (o meglio, quasi nessuno) per\u00f2 si rendono conto dell\u2019importanza di questa battaglia politica. Certi affermano che non avrebbe senso lottare per la neutralit\u00e0, dato che questa non sarebbe mai realmente esistita. \u00c8 sicuramente innegabile, e i comunisti e marxisti lo sanno benissimo, che il governo svizzero, in quanto espressione del potere della borghesia, che ha degli interessi ben precisi, ha sempre avuto delle simpatie a loro volta ben precise: soprattutto nel corso del secolo scorso quindi la neutralit\u00e0 svizzera \u00e8 stata talvolta violata o interpretata in modo pi\u00f9 che discutibile ed il governo svizzero simpatizzava, ad esempio, per il blocco occidentale durante la Guerra fredda, ma ci\u00f2 non significa che non siamo mai stati neutrali e soprattutto non giustifica oggi un abbandono definitivo della neutralit\u00e0. Si deve anzi lottare affinch\u00e9 essa venga realmente rispettata e applicata.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, quello che conta maggiormente \u00e8 che a livello internazionale la neutralit\u00e0 Svizzera sia sempre stata riconosciuta, il che ha permesso al nostro Paese di fungere da mediatore in molti casi di conflitto e, quindi, di realmente promuovere la pace. Pensiamo ad esempio al ruolo da intermediario fra gli Stati Uniti d\u2019America e l\u2019Iran, ma non solo. La Svizzera ha infatti gi\u00e0 assunto in passato il mandato di mediatore persino per la Russia, il cui ambasciatore all\u2019ONU ha per\u00f2 recentemente affermato in un\u2019intervista che il nostro Paese ha abbandonato la sua storica neutralit\u00e0, dichiarazioni che durante la guerra fredda non venivano fatte pubblicamente dal blocco orientale in maniera cos\u00ec incisiva. Negli anni \u201980, ad esempio, il governo svizzero decise di chiudere l\u2019ufficio stampa sovietico Novosti e di espellere il suo direttore dal territorio elvetico. Nell\u2019incontro che si svolse fra le autorit\u00e0 elvetiche e l\u2019ambasciatore sovietico, incontro che serviva a informare i sovietici di tale decisione, l\u2019ambasciatore disse che il suo Paese apprezzava molto la neutralit\u00e0 svizzera e che riteneva che un tale atto andasse contro la neutralit\u00e0, invitando cos\u00ec le autorit\u00e0 svizzere a mantenere il suo status. Da parte sovietica non seguirono poi per\u00f2 atti di ritorsione e negli anni successivi la Svizzera ha continuato ad essere ritenuta neutrale. Se in passato quindi la nostra neutralit\u00e0 \u00e8 stata bistrattata, occorre sottolineare che lo \u00e8 sempre stata negli interessi di un\u2019alta borghesia <em>svendi-patria<\/em>, che nel periodo della Guerra fredda sosteneva il campo atlantico, e che ogni volta i comunisti erano in prima linea per condannare tali tendenze. Oggi per\u00f2, la situazione \u00e8 ben pi\u00f9 grave e ci troviamo di fronte a un vero e proprio cambiamento di paradigma, che potr\u00e0 portare unicamente a conseguenze negative se non ci si mobilita in modo serio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/zurigo-60.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"716\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/zurigo-60-1024x716.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14855\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/zurigo-60-1024x716.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/zurigo-60-300x210.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/zurigo-60-768x537.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/zurigo-60-1536x1073.jpeg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/zurigo-60-2048x1431.jpeg 2048w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/zurigo-60-480x335.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il movimento anti-atomico degli anni &#8217;60 rivendicava la neutralit\u00e0 svizzera. Qui una manifestazione a Zurigo negli anni &#8217;60.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La neutralit\u00e0 \u00e8 di destra? La storia insegna altro<\/h3>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 paradossale risulta per\u00f2 l\u2019atteggiamento odierno della sinistra, molto critica nei confronti della neutralit\u00e0 svizzera e che anzi crede che lottare per la sua difesa sia una cosa di destra, che fa soltanto l\u2019UDC. La neutralit\u00e0 \u00e8 in realt\u00e0 sempre stata difesa da una buona parte della sinistra, tranne dai movimenti trotzkisti, che gi\u00e0 negli anni \u201970 si dicevano contrari ad essa. Il Partito del Lavoro, sia a livello nazionale che cantonale, era in prima linea in questa lotta, ma non vi era certo solo lui. Due sono gli esempi che vanno citati e che sono tendenzialmente meno conosciuti. Innanzitutto, occorre menzionare il Movimento contro le armi atomiche (MCAA), in parte animato da dei socialdemocratici (anche se nel PSS vi era un forte dibattito interno in materia di armi nucleari), che negli anni \u201950 e \u201960 si mobilit\u00f2 contro il progetto del governo svizzero di dotare il nostro Paese di armi nucleari. Il MCAA criticava questo progetto affermando che avrebbe portato ad un avvicinamento alla NATO e che sarebbe quindi stato incompatibile con la neutralit\u00e0 svizzera. Questo movimento parlava costantemente di minaccia all\u2019indipendenza e alla neutralit\u00e0 del Paese. La somiglianza con quanto dice oggi il PC \u00e8 dunque innegabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Un secondo esempio, ancora pi\u00f9 locale, \u00e8 quello del PSA. Nella campagna elettorale dei socialisti autonomi per le elezioni nazionali del 1979 si volle porre l\u2019accento sulla difesa della politica di neutralit\u00e0 e persino del diritto alla difesa dell\u2019indipendenza e della libert\u00e0 della Svizzera. Insomma, delle rivendicazioni che oggi manderebbero in cortocircuito mezza sinistra e varrebbero direttamente l\u2019appellativo di \u201crossobruno\u201d, termine pi\u00f9 volte affibbiato ai comunisti ticinesi. Non va poi ovviamente dimenticato il caso dei volontari antifascisti ticinesi che nel 1936 partirono dal nostro Paese verso la Spagna per difendere la Repubblica e combattere il franchismo con il motto \u201cLiberi e Svizzeri!\u201d. Quel motto stava a indicare come il principio della neutralit\u00e0 andasse inteso quale sinonimo di sovranit\u00e0 nazionale rispetto alle pressioni che, a quell\u2019epoca, arrivavano dai paesi vicini caduti nelle maglie del fascismo. Neutralit\u00e0 intesa, insomma, come volont\u00e0 di garantire l\u2019indipendenza politica del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I comunisti svizzeri da sempre in prima linea per la neutralit\u00e0<\/h3>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pcs-1935-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pcs-1935-723x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14853\" width=\"433\" height=\"613\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pcs-1935-723x1024.jpg 723w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pcs-1935-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pcs-1935-768x1088.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pcs-1935-1084x1536.jpg 1084w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pcs-1935-1446x2048.jpg 1446w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pcs-1935-480x680.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pcs-1935-scaled.jpg 1807w\" sizes=\"auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manifesto contro il riarmo del Partito Comunista Svizzero (1935).<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ma torniamo al Partito Svizzero del Lavoro, che ha sempre difeso, nel corso della sua storia, il concetto di neutralit\u00e0 svizzera, tranne, per essere completamente onesti, nell\u2019immediato secondo dopoguerra, quando per il PSdL la neutralit\u00e0 equivaleva a un\u2019auto-esclusione dalla neonata comunit\u00e0 internazionale ed era quindi da abbandonare, nell\u2019ottica di inserire la Svizzera nel nuovo contesto geopolitico. Il PSdL cambi\u00f2 per\u00f2 rapidamente questa sua posizione, rendendosi conto degli sviluppi internazionali e difendendo nuovamente la neutralit\u00e0 in quanto garanzia di non adesione della Svizzera al campo occidentale e, quindi, in quanto strumento per salvaguardare la sovranit\u00e0 nazionale come pure la pace. Occorre per\u00f2 innanzitutto tornare indietro nel tempo. Dopo la Prima Guerra Mondiale, la Svizzera decise di favorire una neutralit\u00e0 detta differenziata, che permettesse di inserirsi nella Societ\u00e0 delle Nazioni. Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra mondiale, per\u00f2, l\u2019applicazione della neutralit\u00e0 cambi\u00f2 ancora forma e di fronte all\u2019atteggiamento pi\u00f9 che ambiguo del governo elvetico, ed in particolare del Consigliere federale Giuseppe Motta, l\u2019allora Partito Comunista accus\u00f2 il Consiglio federale di mettere in pericolo l\u2019indipendenza del Paese. Nel 1936, quindi nell\u2019anno in cui gli antifascisti partirono per la Spagna, il 6\u00b0 Congresso del Partito Comunista Svizzero dichiar\u00f2 che la politica estera del governo svizzero metteva a rischio il mantenimento di una reale neutralit\u00e0 e, di conseguenza, l\u2019indipendenza nazionale. Come nel caso degli antifascisti ticinesi partiti per la Spagna, fra i quali vi erano molti comunisti, per il PCS la neutralit\u00e0 andava realmente applicata cos\u00ec da poter garantire l\u2019indipendenza della Svizzera.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la Seconda Guerra mondiale, salvo per il brevissimo lasso di tempo sopra menzionato, il PSdL vide nella difesa della neutralit\u00e0 svizzera una priorit\u00e0 politica, fattore che port\u00f2 anche a dei dibattiti con altri partiti del Movimento Comunista Internazionale, ma pure, a livello nazionale, a un dibattito interno, scaturito dall\u2019opposizione di una minoranza contraria alla neutralit\u00e0, che poi si concluse con la fuoriuscita dal PSdL di questo piccolo gruppo, che per lo pi\u00f9 fin\u00ec ai margini della politica svizzera. Di fronte all\u2019attitudine filo-occidentale del governo svizzero, il PSdL sottoline\u00f2 sempre la necessit\u00e0 di mantenere la neutralit\u00e0 e, negli anni \u201950 e \u201960, mise in guardia in merito ai pericoli e le gravi conseguenze che avrebbe comportato un orientamento apertamente filo-NATO. Nel 1950, la Direzione del PSdL adott\u00f2 una risoluzione con la quale dichiar\u00f2 di opporsi nella maniera pi\u00f9 risoluta a tutti i tentativi di far uscire la Svizzera dalla sua neutralit\u00e0, la cui osservazione pi\u00f9 stretta serviva la causa della pace e dell\u2019indipendenza del Paese. Inoltre, con la risoluzione il Partito invit\u00f2 il Consiglio federale ad astenersi da qualsiasi partecipazione diretta o indiretta alla politica di un blocco. Poco tempo dopo, il comunista romando Andr\u00e9 Muret afferm\u00f2 che la difesa della neutralit\u00e0 si inseriva nella necessit\u00e0 di tenere conto delle condizioni concrete del proprio paese, il quale bench\u00e9 avesse dimostrato di appoggiare, soprattutto a livello ideologico, il blocco occidentale, non aveva di fatto ufficialmente preso una posizione nel campo della guerra fredda a differenza degli altri Paesi capitalisti. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1964, poi, il Congresso nazionale del PSdL approv\u00f2 una risoluzione nella quale si parlava di salvaguardia stretta della neutralit\u00e0, la quale sarebbe stata inseparabile da una politica attiva di pace. Le tesi del PSdL del 1971 dicevano addirittura che la Svizzera non doveva allontanarsi dall\u2019osservanza di una stretta e rigorosa neutralit\u00e0 di Stato che impedisse ogni avvicinamento e subordinazione alla politica dei blocchi e proprio anche nel nome del mantenimento della neutralit\u00e0, il Partito rifiutava un\u2019adesione alla Comunit\u00e0 economica europea, in quanto blocco di potenze, economico e politico allo stesso tempo. Nei documenti preparatori del X Congresso nazionale del PSdL del 1974, si afferm\u00f2 che il concetto di neutralit\u00e0 sboccava sempre di pi\u00f9, e necessariamente, nel concetto di universalit\u00e0 delle relazioni diplomatiche, economiche, politiche, commerciali e culturali. Neutralit\u00e0 significava anche non far parte di alcuna sorta di blocco di natura economica, politica o militare. Sempre nello stesso documento, il Partito sottoline\u00f2 dunque nuovamente l\u2019importanza di salvaguardare la neutralit\u00e0 di Stato. In occasione poi del XIII congresso cantonale del Partito Ticinese del Lavoro nel 1986 si approv\u00f2 una risoluzione politica nella quale si riaffermava l\u2019impegno del Partito nella rivendicazione di una rigorosa neutralit\u00e0 di Stato della Svizzera, sul piano economico e politico e militare, considerata come premessa di una credibile politica attiva in favore della distensione e della sicurezza internazionale. Insomma: difesa di una neutralit\u00e0 rigorosa per permettere alla Svizzera di avere un ruolo di mediatore per il mantenimento della Pace, proprio come argomenta oggi il PC.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pda-basel.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"482\" height=\"321\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pda-basel.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14854\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pda-basel.jpg 482w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pda-basel-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/pda-basel-480x320.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Partito Svizzero del Lavoro ha difeso la neutralit\u00e0 in tutto il secondo dopoguerra.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Difendere la neutralit\u00e0, senza esitazioni e contraddizioni<\/h3>\n\n\n\n<p>Di esempi ce ne sarebbero molti altri, ma si rischierebbe di diventare eccessivamente ripetitivi. I documenti politici del Partito Svizzero del Lavoro e della sua sezione cantonale dimostrano che i comunisti sono sempre stati in prima linea nella difesa della neutralit\u00e0. Proprio questa difesa della neutralit\u00e0 \u00e8 quindi sempre stata un elemento centrale delle analisi e delle lotte politiche del movimento comunista e operaio ticinese e svizzero, e non solo per quanto concerne il PdL, come ben dimostravano gli esempi del Movimento contro le armi atomiche, degli antifascisti ticinesi e persino del PSA. Coerenti con il suo passato e con la sua tradizione politica, il PC prosegue oggi questa sua lotta, al contrario di chi ha deciso di abbandonare questa battaglia di primaria importanza, non rendendosi conto (o forse s\u00ec), che un\u2019abolizione della neutralit\u00e0 significherebbe oggi un\u2019adesione all\u2019Unione Europea e persino alla NATO, con tutte le conseguenze sociali negative che delle tali adesioni comporterebbero. Ma l\u2019incoerenza non \u00e8 presente di certo solo a sinistra: durante la Guerra fredda erano spesso politici dell\u2019UDC quelli che mettevano a rischio la nostra neutralit\u00e0, come nel caso del progetto di una bomba nucleare che vedeva l\u2019appoggio del Consigliere federale democentrista Markus Feldmann. Ma anche l\u2019attitudine odierna dell\u2019UDC \u00e8 particolarmente contradditoria, come per quanto concerne l\u2019acquisto di nuovi aerei militari, che consiste in una chiara sottomissione del nostro esercito alla NATO e quindi in una violazione della neutralit\u00e0 svizzera. L\u2019unico Partito coerentemente a difesa della neutralit\u00e0 \u00e8 dunque il Partito Comunista, che da sempre \u00e8 il Partito della neutralit\u00e0, ma anche del lavoro e del servizio pubblico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Partito Comunista difende convintamente la neutralit\u00e0 svizzera, in quanto sinonimo di sovranit\u00e0 di fronte al concreto pericolo di essere inglobati nell\u2019Unione Europea e nella NATO e, quindi, in quanto sinonimo di progresso e di pace. La borghesia svendi-patria attualmente capitanata da Cassis ed i suoi alleati (e persino una parte della socialdemocrazia) sta distruggendo giorno dopo giorno la nostra neutralit\u00e0. In questo contesto di scontro sempre pi\u00f9 acceso fra l\u2019imperialismo a trazione atlantica ed il multipolarismo nascente, la questione della neutralit\u00e0 svizzera ha dunque un\u2019importanza elevatissima. Il rispetto e il riconoscimento della neutralit\u00e0: una assoluta priorit\u00e0 Non tutti a<\/p>\n","protected":false},"author":40549,"featured_media":14851,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[258,3],"tags":[],"coauthors":[268],"class_list":["post-14846","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-resistenza-storica","category-interni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14846","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/40549"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14846"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14846\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14877,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14846\/revisions\/14877"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14851"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14846"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=14846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}