{"id":14795,"date":"2023-03-28T15:29:40","date_gmt":"2023-03-28T15:29:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14795"},"modified":"2023-03-28T15:29:41","modified_gmt":"2023-03-28T15:29:41","slug":"una-commedia-triste-contro-lalternativa-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14795","title":{"rendered":"Una commedia triste contro l\u2019alternativa di classe"},"content":{"rendered":"\n<p>Domenica 12 marzo 2023 \u00e8 andato in onda un altro dibattito elettorale in vista delle elezioni cantonali ticinesi, al quale ha partecipato anche la compagna Lea Ferrari. Sono molteplici i dati abbastanza sconcertanti che risaltano sia da alcune domande rivolte a lei espressamente sia dal tono generale della discussione generale. <\/p>\n\n\n\n<p>Il primo, forse il pi\u00f9 palese anche per via della formulazione stessa del quesito, riguarda la questione della guerra in Ucraina. Non senza malizia, la giornalista pensa di chiedere se per la compagna Ferrari \u201cDonbass e Crimea dovrebbero tornare all\u2019Ucraina\u201d. Una domanda totalmente fuori tema e che, come ricorda il compagno segretario Ay, sarebbe al massimo da sottoporre al Partito comunista ucraino. Tale Partito \u00e8 tuttavia <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/mondo\/europa\/2015\/07\/24\/ucraina-bandito-partito-comunista_bd486dff-342d-4831-a9d5-6a4d6210d520.html\">bandito nel paese dal 2015<\/a> (nel 2012 contava il 13% delle preferenze) e i suoi militanti, ridotti alla clandestinit\u00e0, hanno subito spesso abusi, sequestri e torture da parte delle autorit\u00e0 di Kiev; \u00e8 il caso per esempio dei <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?s=Kononovich\">fratelli Kononovich<\/a>, compagni per cui abbiamo svolto una campagna di solidariet\u00e0 contro il regime detentivo illegale e violento a cui erano e sono ancora parzialmente sottoposti. Siamo insomma un po\u2019 lontani da quell\u2019immagine di utopia liberal-democratica che ci viene propinata incessantemente nei media da ormai pi\u00f9 di un anno. Ad ogni modo \u00e8 legittimo chiedersi se la RSI abbia intenzione di porre domande della medesima risma a qualche candidato liberale o conservatore; magari un \u201critiene che le truppe israelo-americane debbano ritirarsi dal territorio nazionale siriano che occupano illegalmente da anni, assieme ai suoi pozzi petroliferi?\u201d oppure un \u201cpensa che Taiwan debba ricongiungersi alla madrepatria continentale?\u201d. \u00c8 la commedia dell\u2019assurdo. Ma a prescindere dall\u2019inadeguatezza dalla domanda per il contesto ticinese, dal momento che \u00e8 stata (volutamente) scollegata dalla battaglia per la neutralit\u00e0 che il Partito Comunista conduce, e per la persona a cui \u00e8 stata posta (la compagna Ferrrari inizialmente risponde \u201cnon sono un\u2019esperta di politica internazionale\u201d, ma, sottolinea il compagno segretario Ay, nemmeno un ambasciatore in questo momento sarebbe in grado di dare una risposta) ci\u00f2 che lascia interdetti \u00e8 la formulazione scelta. Non ci s\u2019interroga pi\u00f9 sull\u2019idea di inviare o meno armi, imporre sanzioni o difendere la neutralit\u00e0 con un dibattito serio; la domanda diventa invece fortemente provocatoria: \u201cDonbass e Crimea sono ucraini?\u201d, eliminando tutte le contingenze storiche di otto anni di guerra civile e della realt\u00e0 materiale di chi vive in quei territori, con l\u2019intento di far passare chiunque non condivida il discorso bellicista europeo come un servo della Russia, dunque complice di uno schieramento della guerra stessa che invece lotta per far cessare. Non \u00e8 peraltro la prima volta che si vuol far passare dei pacifisti come dei traditori della patria e nemici dello Stato: noi comunisti, figlie e figli della Terza Internazionale, nata dalla carcassa della Seconda Internazionale social-traditrice e social-sciovinista, che aveva in maggioranza accettato e promosso la guerra imperialista in Europa, ricordiamo la Storia (checch\u00e9 ne strilli qualche giornalaio revisionista, che anzich\u00e9 affrontarci con qualche argomento critico preferisce trattarci come bambocci; in questo caso scrive uno storico in erba). La compagna Ferrari in ogni caso non cade nella trappola tesale con parodiata imparzialit\u00e0 e risponde invece con le parole d\u2019ordine del partito comunista: s\u00ec alla neutralit\u00e0 Svizzera per costruire la pace, fermare il massacro e l\u2019austerit\u00e0 imposta ai popoli d\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019infelice commedia tuttavia prosegue e ruota attorno ad alcuni grandi temi. Uno di questi, rivolto espressamente alla compagna Ferrari, \u00e8 quello della sovranit\u00e0 alimentare, grande vittoria del Partito Comunista; gli altri invece sono sottoposti al trio di ospiti e ruotano attorno alla questione delle pensioni dei dipendenti statali, per le quali bisogna compensare i fondi mancanti, e una riflessione sulle prestazioni mediche, in cui si chiede se queste debbano rimanere erogabili anche a coloro che non pagano i premi. Due sono i fattori surreali ed interindipendenti che accomunano queste domande; si tratta da un lato del tono provocatorio con cui sono poste, di una malcelata parzialit\u00e0 canzonatoria, e dall\u2019altro della tendenza oltranzista e tutta liberale di voler individualizzare ogni istanza e responsabilit\u00e0 sociale che possiede invece una dimensione collettiva, proprio perch\u00e9 dipendente da pi\u00f9 attori o da tutti i cittadini. La giornalista (o il luminare che ha scritto quelle domande per lei) pensa anzitutto di chiedere alla compagna Ferrari che cosa fa nel quotidiano per mettere in pratica la sovranit\u00e0 alimentare per cui ha lottato: \u201cfa l\u2019orto, pesca, acquista dai contadini\u2026?\u201d. Come se mancare ad ottemperare ad una qualsiasi delle idee proposte dimostri una fantomatica ipocrisia da parte comunista. \u00c8 ovvio che delle piccole azioni quotidiane individuali hanno dei risvolti positivi sulla realt\u00e0, ma \u00e8 assolutamente irricevibile l\u2019attitudine con la quale ci si \u00e8 posti durante la trasmissione: non un\u2019idea, un\u2019ipotesi o una domanda s\u2019un possibile piano futuro per concretizzare la sovranit\u00e0 alimentare con una qualche proposta di legge o progetto politico in grado d\u2019incidere su vasta scala nella societ\u00e0 ticinese. Nulla di tutto ci\u00f2; in compenso invece abbiamo una misera arringa dell\u2019individualismo militante e dell\u2019attivismo puramente performativo borghese, in cui la responsabilit\u00e0 sociale \u00e8 sempre e solo del singolo e mai di un insieme pi\u00f9 vasto (specialmente quando si comincia a guardare verso l\u2019alto della piramide sociale) sul quale agire con piani d\u2019azione e regolamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le domande successive non fanno difetto a questa mentalit\u00e0 liberista: compensare le pensioni? \u201cChi deve passare alla cassa? I contribuenti?\u201d; curare anche chi non ha i soldi per pagare le prestazioni mediche? \u201cE se sono dei furbetti?\u201d. Tutto come a dire: \u2018carit\u00e0 con i soldi degli altri?\u2019. Non esiste un tema che sia posto in maniera anche solo lontanamente imparziale e che soprattutto non pretenda delle risposte in bianco e nero, giacch\u00e9 costruito sempre sulla fallacia argomentativa <em>slippery slope<\/em> (s\u2019insinua che A porti a B e infine a C, dunque A uguale a C, ma usando dei legami logici fallaci appunto): non male per un servizio che dovrebbe essere pubblico!<\/p>\n\n\n\n<p>La compagna Ferrari comincia rispondendo che la Svizzera non sono gli Stati Uniti, dove chi non ha un soldo viene lasciato morire per strada, e specialmente che chi non paga i premi nella stragrande maggioranza dei casi lo fa perch\u00e9 \u00e8 povero; e la povert\u00e0 non \u00e8 una colpa, ma la risultante di un sistema economico che si regge in piedi grazie alla disuguaglianza sociale che crea dando, da un lato, salari da fame a chi lavora e produce e, dall\u2019altro, favorendo l\u2019accumulo della ricchezza collettiva nelle mani di pochi facoltosi. Anche gli altri ospiti sono stati unanimi sulla questione.<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa unit\u00e0 d\u2019opinione tra gli ospiti si \u00e8 riprodotta sulla questione delle pensioni. All\u2019insistenza della giornalista se fossero \u201ci contribuenti\u201d (di cui ci si ricorda sempre e solo quando ci sono delle proposte su temi sociali, ma mai, per esempio, quando bisogna acquistare qualche cacciabombardiere, rigorosamente americano) a dover pagare per i dipendenti pubblici, la compagna Ferrari risponde \u201cs\u00ec, se la vuole mettere come Morisoli e Pamini\u201d, smascherando la plateale parzialit\u00e0 liberista che ha infestato tutta la trasmissione. Giorgio Fonio conclude per altro con un ragionamento interessante e che decostruisce la mendace filantropia borghese per i \u201ccontribuenti\u201d: i dipendenti statali di cui si sta parlando hanno innanzitutto svolto un servizio per la collettivit\u00e0 e per tutta la loro vita hanno pagato anche loro i contributi; sono passati come tutti noi \u201calla cassa\u201d. Essi peraltro sono coloro che ora ci perdono di pi\u00f9, dal momento che pur avendo fatto tutto ci\u00f2 che dovevano, dovranno passare nuovamente \u201calla cassa\u201d per potersi assicurare una pensione per la vecchiaia, dal momento che contribuenti sono pure loro. In breve, se si vuole fare un discorso puramente egoistico e privo di una qualunque traccia di empatia, lo si faccia perlomeno senza prendere in giro la cittadinanza che segue il programma. Un discorso autenticamente egoistico porterebbe in ogni caso a delle conclusioni altruistiche: oggi sono i dipendenti statali in difficolt\u00e0, ma domani potresti essere tu ad aver bisogno d\u2019aiuto; aiutare il prossimo \u00e8 dunque anche aiutare s\u00e9 stessi, giacch\u00e9 fonda le basi di fiducia per un rapporto mutualistico che non pu\u00f2 che durare. Qualcuno lo riassumeva in \u201cfare agli altri ci\u00f2 che vuoi sia fatto a te\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una trasmissione che \u00e8 stata insomma dal primo all\u2019ultimo minuto surreale, condita d\u2019oltranzismo bellicista senza cognizione di causa e di paternali iperindividualistiche del peggior liberalismo borghese. Non sembrava nemmeno di ascoltare la RSI; la lingua fosse stata l\u2019inglese, sarebbe potuta serenamente passare come una trasmissione del mondo anglosassone. E tuttavia questa permette comunque di fare delle riflessioni utili, una volta decostruito il lessico liberal-atlantista egemone del programma, come ha fatto egregiamente la compagna Ferrari e come ha tentato di fare il sottoscritto in questo articolo: difendere la neutralit\u00e0 svizzera per promuovere la pace a livello internazionale e rafforzare la nostra indipendenza nazionale e politica dal blocco imperialista euro-atlantico; combattere le derive liberiste ed individualiste nei problemi della collettivit\u00e0 e lottare invece in favore del lavoro e del servizio pubblico attraverso un rinvigorimento dello Stato sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 12 marzo 2023 \u00e8 andato in onda un altro dibattito elettorale in vista delle elezioni cantonali ticinesi, al quale ha partecipato anche la compagna Lea Ferrari. Sono molteplici i dati abbastanza sconcertanti che risaltano sia da alcune domande rivolte a lei espressamente sia dal tono generale della discussione generale. Il primo, forse il pi\u00f9 palese anche per via della formulazione stessa del quesito, riguarda la questione della guerra in Ucraina. Non senza malizia, la giornalista pensa di chiedere se per la compagna Ferrari \u201cDonbass e Crimea dovrebbero tornare all\u2019Ucraina\u201d. Una domanda totalmente fuori tema e che, come ricorda il<\/p>\n","protected":false},"author":90985,"featured_media":14796,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28,13],"tags":[],"coauthors":[7984],"class_list":["post-14795","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali","category-opinione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14795","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/90985"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14795"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14795\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14797,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14795\/revisions\/14797"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14796"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14795"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=14795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}