{"id":14782,"date":"2023-03-19T13:30:00","date_gmt":"2023-03-19T13:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14782"},"modified":"2023-03-13T09:27:52","modified_gmt":"2023-03-13T09:27:52","slug":"la-neutralita-svizzera-un-vecchio-rottame-secondo-lambasciatrice-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14782","title":{"rendered":"La neutralit\u00e0 svizzera? Un vecchio rottame, secondo l\u2019ambasciatrice ucraina"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cLa Svizzera non pu\u00f2 rimanere neutrale\u201d, sostiene l\u2019ambasciatrice ucraina a Berna Iryna Venediktova in un\u2019intervista al Sonntagszeitung. Dopo una simile dichiarazione, una nazione sovrana con un senso della propria dignit\u00e0 avrebbe concesso all\u2019ambasciatore qualche giorno per abbandonare il paese. Tuttavia, nel corso dell\u2019ultimo anno, l\u2019Europa si \u00e8 abituata a sopportare l\u2019arroganza dei rappresentanti ucraini e sembra che la Svizzera non faccia eccezione. Stando cos\u00ec le cose, tocca sorbirci i precetti di un diplomatico straniero che vuole insegnarci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare come paese e come popolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La Venediktova ribadisce il concetto affermando che \u201cil principio svizzero di neutralit\u00e0 si basa su accordi presi nei secoli scorsi\u201d. Avete capito? La neutralit\u00e0 Svizzera sarebbe un anacronismo il cui posto \u00e8 nella pattumiera della Storia. Il motivo per cui la Confederazione dovrebbe abbandonare tale principio sono i soliti discorsi generici sull\u2019\u201daggressore e l\u2019aggredito\u201d che sentiamo da un anno a questa parte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma soffermiamoci su questo punto. Nel corso dei primi otto anni di guerra nel Donbass si \u00e8 cercato di regolare il conflitto attraverso gli accordi di Minsk. Negli ultimi mesi tuttavia \u00e8 emerso che tre dei quattro firmatari, Ucraina, Francia e Germania, non avevano mai avuto intenzione di sostenere tale piano di pace. Lo scorso dicembre la ex cancelliera tedesca Angela Merkel dichiar\u00f2, in un\u2019intervista concessa allo Zeit, che \u201cGli accordi di Minsk sono serviti a dare tempo all\u2019Ucraina. [\u2026] Tempo che ha usato per rafforzarsi, come vediamo oggi.\u201d Insomma, la Germania sotto la dirigenza di Merkel aveva aderito agli accordi di Minsk non per sostenere il processo di pace, ma per dare il tempo a Kiev di prepararsi alla guerra. Qualcuno si domand\u00f2 se le dichiarazioni dell\u2019ex cancelliera non fossero un clamoroso equivoco, ma subito giunse l\u2019ex presidente francese Francois Hollande a chiarire la situazione. \u201cS\u00ec, Angela Merkel aveva ragione su questo punto. [Gli accordi] servirono a fermare la Russia per un po\u2019. Dal 2014 l\u2019Ucraina ha rafforzato la sua posizione militare. \u00c8 merito degli accordi di Minsk aver dato all\u2019esercito ucraino questa possibilit\u00e0.\u201d Insomma, anche la Francia ha sostenuto il processo di pace per\u2026 preparare la guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dichiarazioni di Merkel e Hollande oltretutto hanno solo confermato ci\u00f2 che Petro Poroshenko, il predecessore di Zelensky, aveva gi\u00e0 rivelato in diverse occasioni: gli accordi di Minsk sono stati sin dall\u2019inizio una finzione per dare all\u2019Ucraina il tempo di riarmare e riorganizzare il proprio esercito con il sostegno della NATO. Come ciliegina sulla torta, persino Boris Johnson lo scorso gennaio ha definito gli accordi una \u201cimitazione diplomatica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, sembra proprio che l\u2019unica ad aver seriamente sostenuto i piani di pace sia stata\u2026 la Russia. Chiarito come sono davvero andati gli accordi di Minsk, \u00e8 meglio che l\u2019ambasciatrice e i suoi numerosi simpatizzanti nella Confederazione smettano di blaterare di \u201caggressori e aggrediti\u201d e riflettano profondamente sulle responsabilit\u00e0 dell\u2019Ucraina e dei suoi sostenitori europei nello scoppio di questo conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente come comunisti accogliamo con favore la decisione del Consiglio Federale del 23 febbraio di negare la riesportazione di armi svizzere. Tuttavia non possiamo nutrire particolare ottimismo, visto che in Svizzera le voci di chi vorrebbe rottamare la nostra neutralit\u00e0, come propone l\u2019ambasciatrice, si fanno sempre pi\u00f9 forti. Ne \u00e8 una prova il <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14768\">recente dibattito parlamentare proprio sulla riesportazione di armi<\/a>, che ha visto una parte consistente della sinistra svizzera allinearsi ai liberali filo-NATO in favore dell\u2019invio di armamenti svizzeri all\u2019Ucraina.<\/p>\n\n\n\n<p>Visto che questi personaggi non hanno ancora il coraggio di essere espliciti come la Venediktova, hanno perci\u00f2 formulato una concezione \u201caggiornata\u201d e \u201ctrendy\u201d di ci\u00f2 che la parola \u201cneutralit\u00e0\u201d dovrebbe significare. Essa significherebbe non gi\u00e0 la definizione che si pu\u00f2 leggere in qualsiasi dizionario, ma un concetto abbastanza ampio e malleabile in cui rientra anche la difesa attiva di fantomatici \u201cvalori europei\u201d di cui pure l\u2019Ucraina (dove sono stati messi fuori legge tutti i partiti di sinistra) sarebbe portatrice.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto per\u00f2 sorge spontanea una domanda: se \u201cneutralit\u00e0\u201d significa difendere \u201cdei valori\u201d, quali valori stanno difendendo quei paesi che hanno simulato il proprio impegno negli accordi di Minsk? In nome di quali valori \u00e8 legittimo fingere di trattare la pace, per prepararsi segretamente alla guerra? Qualsiasi siano questi valori, non sembrano valori svizzeri.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019unica sigla a sinistra che continua a difendere coerentemente la neutralit\u00e0 svizzera rimane il Partito Comunista, che non a caso ha fatto di questo principio una pietra angolare del proprio programma elettorale. Un voto comunista \u00e8 quindi oggi un voto per la neutralit\u00e0, un voto per la pace e per la sovranit\u00e0 svizzera nei confronti di organizzazioni guerrafondaie come NATO e Unione Europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa Svizzera non pu\u00f2 rimanere neutrale\u201d, sostiene l\u2019ambasciatrice ucraina a Berna Iryna Venediktova in un\u2019intervista al Sonntagszeitung. Dopo una simile dichiarazione, una nazione sovrana con un senso della propria dignit\u00e0 avrebbe concesso all\u2019ambasciatore qualche giorno per abbandonare il paese. Tuttavia, nel corso dell\u2019ultimo anno, l\u2019Europa si \u00e8 abituata a sopportare l\u2019arroganza dei rappresentanti ucraini e sembra che la Svizzera non faccia eccezione. Stando cos\u00ec le cose, tocca sorbirci i precetti di un diplomatico straniero che vuole insegnarci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare come paese e come popolo. 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