{"id":14768,"date":"2023-03-07T13:30:00","date_gmt":"2023-03-07T13:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14768"},"modified":"2023-03-16T14:42:16","modified_gmt":"2023-03-16T14:42:16","slug":"grande-confusione-a-sinistra-sullinvio-di-armi-in-ucraina-lunica-posizione-coerente-a-favore-della-pace-rimane-quella-comunista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14768","title":{"rendered":"<strong>Grande confusione a sinistra sull\u2019invio di armi in Ucraina. L\u2019unica posizione coerente a favore della pace rimane quella comunista!<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>Guerra in Ucraina, neutralit\u00e0 e vie d\u2019uscite dal conflitto rimangono dei temi di forte dibattito nella sinistra ticinese e svizzera. Il tema di pi\u00f9 stretta attualit\u00e0 in queste settimane \u00e8 quello della riesportazione di armi svizzere verso l\u2019Ucraina: il parlamento federale sta infatti valutando proprio in questi giorni tale possibilit\u00e0, ci\u00f2 che non ha mancato di sollevare un\u2019ampia discussione in tutto il Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>A risultare particolarmente confusa \u00e8 la sinistra, che fino a pochi anni si presentava per\u00f2 compatta nell\u2019opporsi all\u2019industria bellica, contro la quale sono anche state lanciate varie iniziative popolari. Tra di esse ricordiamo quella \u201cPer il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico\u201d (sconfitta alle urne nel novembre 2020) e quella \u201cContro l&#8217;esportazione di armi in Paesi teatro di guerre civili\u201d (ritirata nel settembre 2021). Quali dunque le ragioni di questa confusione? Chi ha cambiato idea e come mai?<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I socialisti svizzeri promotori della riesportazione di armi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Prima di entrare nel merito delle posizioni dei vari partiti, soffermiamoci brevemente sull\u2019oggetto della discussione. A fine gennaio, una risicata maggioranza della Commissione per la politica di sicurezza del Consiglio nazionale approvava una mozione del Partito Socialista, con cui si propone di allentare le cosiddette \u201cdichiarazioni di non riesportazione\u201d che gli acquirenti di armi svizzere devono oggi sottoscrivere. In tal modo, previa approvazione del Consiglio federale, armi e munizioni svizzere in possesso di Paesi terzi potrebbero essere rivendute o cedute ad altre parti: l\u2019obiettivo di questa mozione \u00e8 dunque chiaramente quello di consentire la consegna (bench\u00e9 indiretta) di armi svizzere all\u2019Ucraina. Malgrado l\u2019omologa commissione del Consiglio degli Stati abbia bocciato questa iniziativa ad inizio febbraio, alla fine dello stesso mese la commissione del Nazionale ha rinnovato (con soli 13 voti favorevoli contro 12 contrari!) il suo sostegno alla proposta della deputata socialista <strong>Priska Seiler-Graf<\/strong>, che verosimilmente verr\u00e0 discussa dal plenum nel mese di maggio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Qualche distinguo dal PS ticinese<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Questa posizione del PS svizzero non ha mancato di sollevare dibattito all\u2019interno del Partito. Alcuni esponenti della sezione ticinese hanno ad esempio inviato al capogruppo socialista a Berna <strong>Roger Nordmann<\/strong> una lettera di protesta, in cui viene denunciato il \u201cgrave scollamento tra le dichiarazioni programmatiche e la pratica parlamentare\u201d: il programma del PS svizzero impegna infatti il Partito a perseguire \u201cun rigido divieto delle esportazioni di armi\u201d. Un sussulto di coscienza progressista, che dimostra la sopravvivenza qua e l\u00e0 di qualche anticorpo alla deriva bellicista della socialdemocrazia europea. Eppure, non tutto il PS ticinese sembra condividere a fondo le critiche formulate nella lettera: i due co-presidenti cantonali <strong>Fabrizio Sirica<\/strong> e <strong>Laura Riget<\/strong> non figurano infatti tra i firmatari e, anzi, Sirica ha invocato la necessit\u00e0 di un \u201cdibattito serio e approfondito tra le <em>valide<\/em> argomentazioni di <em>entrambe<\/em> le parti\u201d. Un ulteriore esempio del cerchiobottismo della socialdemocrazia ticinese, ostaggio dei media da cui si fa dettare la linea (sempre pi\u00f9 bellicista e atlantista), ma al tempo stesso responsabile davanti alla propria base che la pensa probabilmente in modo diverso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sirica-riget2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"994\" height=\"443\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sirica-riget2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14770\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sirica-riget2.jpeg 994w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sirica-riget2-300x134.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sirica-riget2-768x342.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/sirica-riget2-480x214.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 994px) 100vw, 994px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Per Laura Riget e Fabrizio Sirica serve un dibattito sulle valide ragioni a favore dell&#8217;invio di armi?<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Verdi: \u201cno all\u2019invio di armi, ma\u2026\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Diverso il discorso per i Verdi, che hanno coerentemente respinto la proposta socialista sia sul piano federale che su quello cantonale. Il partito ecologista sembra aver riscoperto di punto in bianco le virt\u00f9 della neutralit\u00e0 elvetica, invitando il Consiglio federale a puntare sull\u2019aiuto umanitario e sui buoni uffici diplomatici per raggiungere la pace in Ucraina. Niente male per chi ha passato l\u2019ultimo anno a denigrare chi diceva esattamente lo stesso, accusandolo di egoismo nazionalista e di ignorare le nefandezze commesse nell\u2019ultimo secolo in nome della neutralit\u00e0. Ma \u00e8 tutto bene quel che finisce bene, come dice il proverbio! Sennonch\u00e9, per i Verdi, oltre a mettere in campo la diplomazia ed i buoni uffici, occorre anche intensificare le sanzioni contro la Russia e addirittura bloccare gli averi degli \u201coligarchi\u201d russi: proprio ci\u00f2 che ha spinto la Russia a non riconoscere pi\u00f9 la Svizzera come neutrale e dunque a disconoscerla come possibile mediatrice! Per quanto lodevole sia il rifiuto ecologista della riesportazione di armi, esso non basta a fornire una risposta adeguata al problema della pace in Ucraina ed anzi conferma il collocamento dei Verdi nel calderone di coloro che vogliono rottamare la neutralit\u00e0 elvetica, per ancorare definitivamente il nostro Paese nel campo euro-atlantico.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>MPS completa la svolta bellicista: \u201cArmiamoci e partite!\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Da mesi ormai il Movimento per il socialismo (MPS) si \u00e8 distinto per la sua adesione al nazionalismo ucraino, al punto da aver portato in piazza al 1\u00b0 maggio dello scorso anno addirittura dei simpatizzanti del famigerato battaglione Azov (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13484\">leggi qui<\/a>). Ma fino ad ora i trotskisti nostrani non si erano spinti fino a condividere le direttive della Quarta internazionale (di cui sono membri osservatori), che fin dalla primavera dello scorso anno invoca l\u2019invio incondizionato di armamenti al regime di Kiev. Nella foga di distinguersi dal resto della sinistra e di dimostrarsi i pi\u00f9 \u201cpuri\u201d di tutti, ora Pino Sergi ed i suoi seguaci hanno per\u00f2 rotto anche l\u2019ultimo argine, dichiarandosi esplicitamente favorevoli all\u2019invio di armi all\u2019Ucraina, all&#8217;insegna del buon vecchio motto &#8220;armiamoci e partite&#8221;. <strong>Matteo Pronzini<\/strong> ad inizio febbraio dichiarava che \u201cnon sono contrario alla fornitura di armi, e se questa a sua volta richiede la riesportazione, tale riesportazione andr\u00e0 approvata\u201d, mentre pochi giorni fa <strong>Luca Torti<\/strong> (candidato trotskista al governo cantonale) sottolineava come, esportando la Svizzera gi\u00e0 oggi armi verso numerosi Paesi, non ci debbano essere problemi ad inviarne anche all\u2019Ucraina. Anche in questo caso, la critica dei limiti e dei difetti della neutralit\u00e0 diviene dunque strumentale alla sua definitiva rottamazione: ci\u00f2 che l\u2019estrema sinistra evita accuratamente di dire, \u00e8 che ci\u00f2 non aprirebbe alcuna prospettiva rivoluzionaria in Svizzera, bens\u00ec ci spingerebbe direttamente (e definitivamente) tra le braccia della NATO. Un nuovo grande passo verso la sconfitta dell\u2019imperialismo, quantomeno nella distorta visione di MPS.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/pronzini-sergi.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/pronzini-sergi-1024x682.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14771\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/pronzini-sergi-1024x682.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/pronzini-sergi-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/pronzini-sergi-768x511.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/pronzini-sergi-1536x1022.jpeg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/pronzini-sergi-720x480.jpeg 720w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/pronzini-sergi-480x320.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/pronzini-sergi.jpeg 1980w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Per Pronzini e Sergi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 mezza misura: tutto per i nazionalisti ucraini&#8230; e l&#8217;industria bellica.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il PC risolutamente a difesa della neutralit\u00e0 e della diplomazia<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Pressoch\u00e9 l\u2019unico ad aver mantenuto invariata la propria posizione \u00e8 invece il Partito Comunista, che da un anno a questa parte insiste sulla necessit\u00e0 di preservare e rilanciare la neutralit\u00e0 elvetica, mantenendosi al di fuori della contesa geopolitica ed offrendo invece i suoi servizi diplomatici per cercare una soluzione negoziale. Ci\u00f2 significa rinunciare ad imporre sanzioni e soprattutto ad inviare armi in Ucraina (anche solo in modo indiretto), considerato peraltro che \u2013 come aveva gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13713\">sottolineato a suo tempo il nostro portale<\/a> \u2013 la destinazione di queste ultime \u00e8 tutto fuorch\u00e9 controllata e regolare.<\/p>\n\n\n\n<p>La confusione e il disorientamento del resto della sinistra non stupisce per\u00f2 il segretario del PC <strong>Massimiliano Ay<\/strong>: \u201cLa guerra in Ucraina secondo il PC ha aperto una nuova fase storica: il mondo sta diventando multipolare e l\u2019Occidente liberale a guida statunitense non potr\u00e0 pi\u00f9 fare il bello e brutto tempo come finora. Gran parte della sinistra non ha capito il cambiamento epocale che stiamo vivendo e dunque, ragionando ancora per schemi passati, non riesce a cogliere quale sia la reale contraddizione del momento e ci\u00f2 la induce a sbagliare priorit\u00e0 e obiettivi. Dei trotzkisti di MPS non ho alcuna fiducia: da sempre hanno idee simili a quelle dell\u2019imperialismo. Triste piuttosto che nel PS si sia trascurata la formazione metodologica dei quadri politici che poi produce questi scivoloni opportunistiche. Scivoloni che per\u00f2, nei momenti clou della storia, possono anche avere esiti tragici come il coinvolgimento in una guerra che rischia di deflagrare a livelli mondiali\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guerra in Ucraina, neutralit\u00e0 e vie d\u2019uscite dal conflitto rimangono dei temi di forte dibattito nella sinistra ticinese e svizzera. Il tema di pi\u00f9 stretta attualit\u00e0 in queste settimane \u00e8 quello della riesportazione di armi svizzere verso l\u2019Ucraina: il parlamento federale sta infatti valutando proprio in questi giorni tale possibilit\u00e0, ci\u00f2 che non ha mancato di sollevare un\u2019ampia discussione in tutto il Paese. A risultare particolarmente confusa \u00e8 la sinistra, che fino a pochi anni si presentava per\u00f2 compatta nell\u2019opporsi all\u2019industria bellica, contro la quale sono anche state lanciate varie iniziative popolari. 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