{"id":14762,"date":"2023-03-23T13:00:00","date_gmt":"2023-03-23T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14762"},"modified":"2023-03-13T09:29:45","modified_gmt":"2023-03-13T09:29:45","slug":"limperativo-di-fermare-lemorragia-di-cervelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14762","title":{"rendered":"L&#8217;imperativo di fermare l&#8217;emorragia di cervelli"},"content":{"rendered":"\n<p>Uno dei pi\u00f9 preoccupanti fenomeni socio-economici che colpisce il Ticino \u00e8 la \u00abcosiddetta\u00bb fuga di cervelli verso oltralpe, o addirittura l\u2019estero, dei giovani ticinesi. Sempre pi\u00f9 ragazze e ragazzi, dopo gli studi in Romandia o nella Svizzera Tedesca, decidono di stabilirsi altrove, abbandonando definitivamente il Ticino. Questo fenomeno causa una serie di svantaggi per il nostro Cantone. In primis, le aziende locali fanno fatica a trovare i profili giusti e necessari per il loro sviluppo. In secondo luogo, proprio per la mancanza di tali profili, sempre pi\u00f9 frontalieri vengono assunti, sfruttati egli stessi da parte del patronato con l\u2019obiettivo di abbassare i salari, cosa purtroppo diventata gi\u00e0 una gravosa realt\u00e0 da anni. Parliamo qui del cosiddetto \u00abdumping salariale\u00bb. In generale, la fuga di cervelli limita fortemente il progresso sociale ed economico del nostro Cantone. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa fare dunque per arginare il problema? In primo luogo, bisogna lottare fortemente contro il precariato giovanile. Come Giovent\u00f9 Comunista abbiamo consegnato pi\u00f9 di 1&#8217;000 firme per la nostra petizione contro il precariato giovanile la scorsa estate. La petizione chiede in sostanza una maggiore tutela dei giovani in formazione, il sostenimento dell\u2019inserimento professionale dei giovani e l\u2019introduzione di un salario minimo di 1&#8217;000 franchi per gli apprendisti. In secondo luogo, \u00e8 imperativo aumentare i salari e migliorare le condizioni di lavoro. Spesso il motivo principale per cui i giovani diplomati non tornano in Ticino \u00e8 che i salari negli altri cantoni sono nettamente superiori a quelli ticinesi. Oltre ad alzare il salario minimo verso i 4.000 franchi mensili per tutti, sono necessari una valorizzazione salariale in tutti i settori e l\u2019introduzione di contratti collettivi di lavoro in pi\u00f9 settori affinch\u00e9 si migliorino le retribuzioni e le condizioni di lavoro in generale. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, per il Partito Comunista \u00e8 fondamentale che si investi in Ticino nella creazione di posti di lavoro nei settori dell\u2019alto valore aggiunto. \u00c8 in questi settori strategici per lo sviluppo del territorio che potremmo occupare i nostri giovani diplomati e laureati. Per fare questo bisogna spingere sull\u2019innovazione economica, e soprattutto che lo Stato diventi attore di primo ordine: \u00e8 necessaria pi\u00f9 che mai una programmazione economica che preveda appunto investimenti pubblici massicci e un quadro legale dove lo stato tuteli la popolazione in merito alle condizioni di lavoro. Solo attuando tali misure e con una versione strategica dello Stato che potremmo arginare l\u2019emorragia di cervelli verso oltralpe o l\u2019estero!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei pi\u00f9 preoccupanti fenomeni socio-economici che colpisce il Ticino \u00e8 la \u00abcosiddetta\u00bb fuga di cervelli verso oltralpe, o addirittura l\u2019estero, dei giovani ticinesi. Sempre pi\u00f9 ragazze e ragazzi, dopo gli studi in Romandia o nella Svizzera Tedesca, decidono di stabilirsi altrove, abbandonando definitivamente il Ticino. Questo fenomeno causa una serie di svantaggi per il nostro Cantone. In primis, le aziende locali fanno fatica a trovare i profili giusti e necessari per il loro sviluppo. 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