{"id":14740,"date":"2023-03-12T13:00:00","date_gmt":"2023-03-12T13:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14740"},"modified":"2023-03-04T15:15:09","modified_gmt":"2023-03-04T15:15:09","slug":"la-priorita-resta-il-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14740","title":{"rendered":"<strong>La priorit\u00e0 resta il lavoro!<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p>Un recente studio dell\u2019Ufficio cantonale di Statistica attesta che i salari mediani in Ticino sono inferiori del 23,3% rispetto al resto della Svizzera, che questo divario \u00e8 in crescita e che la quasi totalit\u00e0 di questa differenza non \u00e8 giustificata da criteri oggettivi come la formazione, l\u2019et\u00e0, la posizione gerarchica ecc. Insomma, al contrario di quanto ci viene costantemente detto, molto semplicemente, qui le aziende pagano meno. Le conseguenze?<\/p>\n\n\n\n<p>In Ticino, nel 2020, ossia prima che cominciassero a verificarsi le conseguenze causate dalla pandemia e dalla guerra, quasi un quarto della popolazione, il 24,4%, viveva in un\u2019economia domestica con un reddito imponibile inferiore alla soglia di rischio povert\u00e0 (contro il 15.4% a livello svizzero). Il 28,9% della popolazione ticinese \u00e8 impossibilitata ad affrontare una spesa imprevista di 2&#8217;500 CHF, il 18,3% ha un arretrato di pagamento (senza considerare gli arretrati dei premi dell\u2019assicurazione malattia). I giovani decidono di trasferirsi oltralpe, o di rimanerci una volta terminati gli studi e le casse dello Stato si svuotano per fornire una serie di prestazioni sociali a coloro che non hanno un lavoro o che, pur esercitando un\u2019attivit\u00e0 professionale, non riescono comunque ad arrivare alla fine del mese.<\/p>\n\n\n\n<p>Se evidentemente come Canton Ticino abbiamo poche possibilit\u00e0 di influire sul contesto internazionale che ha aggravato una situazione gi\u00e0 delicata (anche se pure qui in realt\u00e0 sarebbe pi\u00f9 saggio anche per la nostra stessa economia riflettere se sia pi\u00f9 utile aderire alle sanzioni europee o giocare invece seriamente un ruolo di mediatore nel conflitto in corso), quello su cui la classe politica pu\u00f2 e deve immediatamente intervenire \u00e8 il mercato del lavoro. Per troppi anni, l\u2019unica strategia \u00e8 stata quella di attirare grosse aziende, senza alcun attaccamento al territorio, esclusivamente attraverso sgravi fiscali. Il risultato \u00e8 stato l\u2019insediarsi in Ticino di attivit\u00e0 con posti di lavoro di bassa qualit\u00e0, salari accettabili unicamente da chi vive oltrefrontiera e un forte aumento della spesa sociale dello Stato, ritrovatosi per\u00f2 con buchi milionari.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci presentiamo a queste elezioni con delle proposte alternative molto chiare, fra cui la necessit\u00e0 di ritornare a fare una seria politica economica, dove lo Stato prenda l\u2019iniziativa promuovendo una coraggiosa e lungimirante politica industriale dedicata a specifiche attivit\u00e0 produttive e di ricerca pubblica volta all\u2019innovazione, assicurando uno sviluppo virtuoso dell\u2019economia cantonale. Vogliamo che l\u2019Ente Pubblico, nelle sue diverse forme, sostenga le PMI locali, i piccoli artigiani e gli agricoltori legati al tessuto sociale e dichiari non gradite quelle aziende che invece si insediano nel nostro Cantone unicamente per sfruttare manodopera e territorio. Senza dimenticare di pari passo una migliore tutela delle condizioni di lavoro, che permetta ai lavoratori di vivere della propria attivit\u00e0, senza dovere dipendere da sussidi o essere costretti a partire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un recente studio dell\u2019Ufficio cantonale di Statistica attesta che i salari mediani in Ticino sono inferiori del 23,3% rispetto al resto della Svizzera, che questo divario \u00e8 in crescita e che la quasi totalit\u00e0 di questa differenza non \u00e8 giustificata da criteri oggettivi come la formazione, l\u2019et\u00e0, la posizione gerarchica ecc. Insomma, al contrario di quanto ci viene costantemente detto, molto semplicemente, qui le aziende pagano meno. Le conseguenze? 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