{"id":14582,"date":"2023-02-04T14:06:02","date_gmt":"2023-02-04T14:06:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14582"},"modified":"2023-02-04T14:06:04","modified_gmt":"2023-02-04T14:06:04","slug":"neutralita-non-un-feticcio-nazionalista-ma-il-miglior-contributo-della-svizzera-alla-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14582","title":{"rendered":"Neutralit\u00e0: non un feticcio nazionalista, ma il miglior contributo della Svizzera alla pace"},"content":{"rendered":"\n<p>La decisione del Partito Comunista di appoggiare l\u2019iniziativa popolare dell\u2019UDC per la \u201csalvaguardia della neutralit\u00e0 svizzera\u201d ha scatenato l\u2019irritazione del quotidiano <em>La Regione<\/em>. In un articolo del 27 dicembre scorso, Lorenzo Erroi accusa i comunisti di sostenere tutti i regimi, di destra e di sinistra, che violano i diritti democratici dei cittadini. I comunisti apparterrebbero insomma alla \u201csinistra rossobruna\u201d e sarebbero addirittura affetti da \u201cpriapismo illiberale\u201d. Il termine medico \u2013 che indica un disturbo patologico legato al perdurare dell\u2019erezione del pene \u2013 si sposa bene con il resto dell\u2019articolo, intitolato \u201cpacco di natale\u201d, e pare voler indicare lo stato psicologico che porterebbe i comunisti a sostenere qualsiasi regime contrario allo stato di diritto e alla democrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale la pena di rispondere ad accuse del genere? Direi di s\u00ec , perch\u00e9 l\u2019articolo di Erroi ha comunque il merito di stimolare, anche negli ambienti di sinistra, il dibattito attorno al tema della neutralit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Erroi accusa i sostenitori dell\u2019iniziativa UDC di dipingere la neutralit\u00e0 svizzera \u201ccon pastelli fiabeschi, come un\u2019Heidi lontana dalle sorti del mondo\u201d e di creare quindi un falso storico che permetterebbe ad affaristi senza scrupoli di continuare a fare \u201c<em>business as usual<\/em> con certi oligarchi e tiranni\u201d. A suo avviso \u201cquella neutralit\u00e0 l\u00ec\u201d non \u00e8 mai esistita e la Svizzera ha sempre dovuto barcamenarsi tra le varie potenze mondiali, non solo per mero spirito di opportunismo ma anche per poter restare fedele ai sani principi che legano il nostro paese all\u2019Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>Se da un lato Erroi ci esorta ad uscire da uno stato di \u201cisolazionismo ombelicale\u201d, dall\u2019altro ci insegna anche che non siamo mai stati n\u00e9 neutrali, n\u00e9 tantomeno isolati. Dal momento in cui la Svizzera ha sempre dovuto scendere a patti col resto del mondo, tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato detto e fatto per dipingere il nostro paese come una comunit\u00e0 di pacifici montanari lontani dai problemi del mondo erano solo parole al vento. Poco importa se molti svizzeri si sentono rappresentati da certi valori. Costoro sono soltanto dei poveri sciocchi e il compito della sinistra <em>liberal<\/em> \u00e8 quello di svegliarli dalle loro miserabili illusioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguendo questo ragionamento, verrebbe da chiedersi che cosa sia realmente la Svizzera o cosa dovrebbe diventare. Per molti \u201cintellettuali di sinistra\u201d sembra quasi che il nostro paese debba aderire ad una sorta di \u201cinternazionale liberale\u201d formata dai paesi del \u201cmondo libero\u201d per combattere le dittature che minacciano lo stato di diritto.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, avvicinandosi o addirittura aderendo all\u2019UE e alla NATO, la Svizzera resterebbe veramente fedele ai suoi ideali democratici? Diventerebbe veramente un paese pi\u00f9 aperto verso il resto del mondo?<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo chi ha lanciato l\u2019iniziativa e chi l\u2019ha sostenuta, abbandonare la neutralit\u00e0 significa l\u2019esatto opposto perch\u00e9 vorrebbe dire rinunciare alla propria sovranit\u00e0 per diventare uno strumento delle potenze occidentali. Poco importa se questi paesi, almeno a parole, si ispirano agli ideali dell\u2019illuminismo e della democrazia liberale : la politica estera dell\u2019occidente ha sempre perseguito degli interessi imperialisti che non possono essere giustificati dal semplice desiderio di difendere o esportare la democrazia. Entrare nella NATO o nell\u2019UE significa diventare a tutti gli effetti uno strumento di potenze straniere che userebbero il nostro statuto di paese democratico per giustificare le loro azioni. Ci\u00f2 sarebbe in netto contrasto con i valori cari alle cittadine e ai cittadini svizzeri e comprometterebbe in futuro i rapporti con paesi emergenti i quali, come la Cina, avranno un peso sempre pi\u00f9 importante sulla scena internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 17 ottobre scorso, in un articolo di gran lunga pi\u00f9 interessante di quello pubblicato il 27 dicembre, Erroi parlava del ruolo della Svizzera nella colonizzazione del Congo, spiegando che anche istituzioni umanitarie come la Croce Rossa presero parte a questa tragica impresa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta, Erroi denuncia le ambiguit\u00e0 della politica estera elvetica, dimostrando che il nostro statuto di neutralit\u00e0 \u00e8 servito a nascondere operazioni moralmente ingiustificabili. Tutto vero, tutto giusto, salvo le conclusioni e gli insegnamenti che occorrerebbe trarre da queste esperienze.<\/p>\n\n\n\n<p>Se si scopre che la Svizzera non \u00e8 un paese di allegri e pacifici montanari, armoniosamente distanti dai problemi del mondo e pronti a soccorrere i pi\u00f9 deboli, cosa occorre fare? Rinunciare alla nostra indipendenza politica? Rinunciare ad essere svizzeri perch\u00e9 \u201ctanto la Svizzera non \u00e8 mai esistita\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>Forse trent\u2019anni fa si sarebbe potuto immaginare di rispondere affermativamente a queste domande, quando ancora ci si poteva illudere che la fine della guerra fredda avrebbe permesso di creare un mondo di pace e benessere per tutti, anche grazie a istituzioni come l\u2019UE o la NATO.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, dopo trent\u2019anni di politiche neoliberali dell\u2019UE e di guerre portate avanti dalla NATO, la sinistra dovrebbe mobilitarsi in favore di una Svizzera neutrale e libera di collaborare con tutti i paesi. Occorre chiedere di diventare ci\u00f2 che abbiamo sempre preteso di essere: un paese aperto all\u2019insieme della comunit\u00e0 internazionale e non solo verso occidente. Un paese che, grazie ai suoi buoni uffici, contribuisca ad alleviare le sofferenze di questo mondo. L\u2019iniziativa UDC muove un passo verso tale direzione ma Erroi preferisce scrivere che per Natale, al posto di proposte del genere, avrebbe preferito ricevere un Pony. Se fossi Babbo Natale, gli regalerei un bel cavallo da guerra con tanto di armatura. Cos\u00ec facendo, darei ad Erroi la soddisfazione di assomigliare agli eroi medievali che andavano in Terrasanta a convertire gli infedeli.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi sostiene l\u2019iniziativa per la neutralit\u00e0, invece, a Natale chiede una cosa sola : la pace!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione del Partito Comunista di appoggiare l\u2019iniziativa popolare dell\u2019UDC per la \u201csalvaguardia della neutralit\u00e0 svizzera\u201d ha scatenato l\u2019irritazione del quotidiano La Regione. In un articolo del 27 dicembre scorso, Lorenzo Erroi accusa i comunisti di sostenere tutti i regimi, di destra e di sinistra, che violano i diritti democratici dei cittadini. I comunisti apparterrebbero insomma alla \u201csinistra rossobruna\u201d e sarebbero addirittura affetti da \u201cpriapismo illiberale\u201d. 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