{"id":14381,"date":"2022-12-10T17:59:18","date_gmt":"2022-12-10T17:59:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14381"},"modified":"2022-12-10T17:59:20","modified_gmt":"2022-12-10T17:59:20","slug":"le-sanzioni-alla-russia-volatilizzano-dopo-dieci-anni-il-surplus-commerciale-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14381","title":{"rendered":"Le sanzioni alla Russia volatilizzano dopo dieci anni il surplus commerciale dell&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"\n<p>Le sanzioni contro la Russia stanno colpendo duramente l&#8217;economia europea e italiana in particolare. L&#8217;Italia per la prima volta, da dieci anni a questa parte, registrer\u00e0 nel 2022 un deficit commerciale. Questo significa che le importazioni di beni cresceranno pi\u00f9 delle esportazioni. Per ottenere surplus crescenti della bilancia commerciale, l&#8217;Italia, a partire dal governo Monti, aveva ridotto il costo del lavoro, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 competitive le sue esportazioni a detrimento del mercato interno e con il risultato di rendere i lavoratori italiani relativamente pi\u00f9 poveri. In pratica, l&#8217;Italia aveva adottato il modello che la Germania ha imposto all&#8217;Europa: puntare sul mercato delle esportazioni, avendo come obiettivo la creazione di surplus commerciali sempre pi\u00f9 grandi. L&#8217;austerity europea, infatti, aveva lo scopo di diminuire le importazioni e aumentare le esportazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;economia italiana si basa sulla manifattura, che \u00e8 la seconda in Europa dopo la Germania, ed \u00e8, per questa ragione, essenzialmente una economia di trasformazione che, essendo del tutto priva di materie prime, dipende strettamente dalle importazioni, soprattutto di gas e petrolio. Con le sanzioni e i conseguenti aumenti esponenziali dei prezzi degli energetici nel 2022 sono stati gettati al vento dieci anni di sacrifici che sono stati sopportati esclusivamente dai lavoratori salariati e dalle classi subalterne e di cui si sono avvantaggiate le imprese esportatrici. Inoltre, la bilancia commerciale incide sulla bilancia dei pagamenti internazionali, cio\u00e8 sull&#8217;insieme delle transazioni che un Paese intrattiene con l&#8217;estero. In particolare, alti deficit commerciali rendono pi\u00f9 difficile gestire il debito pubblico, che per quanto riguarda l&#8217;Italia \u00e8 molto alto. Infatti, un consistente attivo commerciale \u00e8 la migliore garanzia per chi investe a livello internazionale in un debito pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma vediamo i dati. Dal 2012 l&#8217;Italia ha registrato un crescente surplus commerciale, passando dai 9,2 miliardi di euro del 2012 ai 44,2 miliardi del 2021 (1), che per grandezza rappresentava il quarto surplus della Ue a 27 dopo quelli di Germania, Irlanda e Paesi Bassi (2). Il picco, 63,9 miliardi di surplus, \u00e8 stato raggiunto nel 2020, durante la fase peggiore della crisi del Covid, a dimostrazione del forte orientamento all&#8217;export e alla riduzione dei consumi interni dell&#8217;economia italiana, che ha contratto le importazioni. Per quanto riguarda il 2022, i dati disponibili, tra gennaio e agosto, ci dicono che l&#8217;Italia registra un deficit commerciale di 23,36 miliardi di euro contro un surplus nel corrispondente periodo del 2021 di 38,29 miliardi (3). Di conseguenza, \u00e8 ormai certo che l&#8217;Italia chiuder\u00e0 l&#8217;anno in deficit. E questo malgrado le esportazioni a prezzi correnti siano cresciute del 22,1% a fronte, per\u00f2, di importazioni cresciute del 46%. Ad ogni modo, il ribaltamento della situazione della bilancia commerciale italiana \u00e8 impressionante: nella Ue a 27 l&#8217;Italia \u00e8 passata dal quarto surplus commerciale al quarto deficit per grandezza assoluta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella Ue non \u00e8, per\u00f2, solamente l&#8217;Italia a essere penalizzata dalle sanzioni contro la Russia, sebbene sia tra i Paesi pi\u00f9 colpiti. Ben 22 Paesi su 27 presentano una bilancia negativa contro i 15 del 2021. Tutti i Paesi, anche quelli in attivo, presentano un peggioramento della bilancia commerciale, a eccezione della sola Irlanda che registra un incremento del surplus. Tra i Paesi pi\u00f9 colpiti \u00e8 la Germania, la prima economia e manifattura europea, che per molti anni \u00e8 stata il campione dei surplus commerciali in Europa. La Germania registrava, sempre tra gennaio e agosto 2021, un surplus di 129,3 miliardi, che, nel corrispondente periodo del 2022, si riduce a 39,8 miliardi. In questo modo, la Germania ha perduto il primato Ue come grandezza del surplus commerciale a favore dell&#8217;Irlanda.<\/p>\n\n\n\n<p>Il peggioramento della bilancia commerciale dell&#8217;Italia, della Germania e di quasi tutti i Paesi Ue \u00e8 determinato da due fattori che sono legati tra loro. Il primo \u00e8 l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, gas e petrolio, a causa, prima, della forte ripresa dei consumi seguente alla fine dei lockdown del 2020 e, dopo, a causa delle tensioni geopolitiche dovute alla guerra in Ucraina. In particolare, le sanzioni contro la Russia hanno generato una riduzione dei flussi di petrolio e soprattutto di gas dalla Russia verso l&#8217;Europa, che ha determinato un aumento dei prezzi degli energetici, trascinando verso l&#8217;alto l&#8217;inflazione complessiva. Il secondo fattore \u00e8 stato la svalutazione dell&#8217;euro verso il dollaro. La rivalutazione del dollaro rispetto all&#8217;euro \u00e8 causa ed effetto dell&#8217;inflazione. Infatti, la Banca centrale statunitense, la Fed, nel tentativo di combattere l&#8217;inflazione, ha aumentato i tassi d&#8217;interesse, sospingendo verso l&#8217;alto il dollaro. La rivalutazione del dollaro ha reso pi\u00f9 costosi, per i Paesi dell&#8217;area euro, il petrolio e il gas che nei mercati internazionali sono quotati in dollari. Di conseguenza, gli europei, gi\u00e0 alle prese con l&#8217;aumento dei prezzi del gas e del petrolio, hanno visto aumentare ulteriormente, per effetto dell&#8217;euro debole, i loro costi di approvvigionamento delle materie prime energetiche. Infatti, l&#8217;erosione del surplus commerciale dell&#8217;Italia e della Germania, cos\u00ec come degli altri Paesi europei, \u00e8 dovuta essenzialmente all&#8217;aumento della spesa per le importazioni di materie prime energetiche. Il valore corrente delle importazioni di petrolio greggio dell&#8217;Italia, sempre tra gennaio e agosto, passa da 14,9 miliardi di euro del 2021 a 29,2 miliardi del 2022 (+95%), mentre il valore delle importazioni di gas naturale sale addirittura da 8,5 miliardi a 39,4 miliardi (+363%) (4).<\/p>\n\n\n\n<p>Il boom dell&#8217;export e dei surplus della bilancia commerciale europea degli ultimi dieci anni, soprattutto in Germania e Italia, sono stati dovuti sia ai bassi salari sia al basso costo dell&#8217;energia, a partire da quello del gas, grazie ai rifornimenti russi. Del basso costo del gas e del petrolio ha approfittato soprattutto la manifattura che, per sua natura, \u00e8 fortemente energivora. Ora, lo scenario che si prospetta \u00e8 veramente cupo. Di fatto, l&#8217;aumento dei costi energetici crea difficolt\u00e0 proprio alla manifattura che \u00e8 la base delle economie tedesca e italiana. La competitivit\u00e0 dei prodotti europei sui mercati internazionali \u00e8 indebolita dall&#8217;aumento dei costi di produzione e c&#8217;\u00e8 il concreto pericolo che molte imprese, quelle grandi e internazionalizzate (ma non solo), decidano di delocalizzare in aree dove il costo e l&#8217;approvvigionamento dell&#8217;energia \u00e8 meno costoso e problematico. Il colosso industriale tedesco Basf sta valutando di chiudere la fabbrica di Ludwigshafen, che porterebbe alla chiusura di 125 impianti collegati. La Volkswagen, invece, sta valutando di spostare la produzione da Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia, i paesi pi\u00f9 colpiti dalla riduzione del gas russo, verso Spagna e Portogallo, che hanno meno problemi di approvvigionamento energetico e che ospitano impianti per il gas liquefatto (5). In questo modo, la base industriale di alcuni paesi, Germania e Italia in primis, potrebbe ridursi in modo significativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, molto importanti sono i risvolti geopolitici. Certo, molto dipender\u00e0 dalla durata della guerra in Ucraina, ma, a quel che sembra, la guerra potrebbe aver troncato definitivamente il naturale rapporto di interscambio tra Ue e Federazione russa, cio\u00e8 tra una economia manifatturiera di trasformazione e una economia di estrazione mineraria. La Russia ha gi\u00e0 sostituito, almeno in parte, i clienti europei con i clienti dell&#8217;Estremo Oriente, soprattutto Cina e India. Contemporaneamente, gli Usa hanno tratto giovamento dalla rottura del rapporto tra Ue e Russia. Da una parte, sostituiscono le importazioni europee di gas russo con il loro gas liquefatto (pi\u00f9 costoso), e, dall&#8217;altra parte, hanno ridotto la capacit\u00e0 competitiva della manifattura europea a vantaggio della propria e a beneficio della loro bilancia commerciale che da anni \u00e8 in forte deficit proprio a causa delle importazioni non solo dalla Cina ma anche dalla Ue, e in particolare dalla Germania. Inoltre, gli Usa dalla guerra in Ucraina ottengono un vantaggio geopolitico straordinario: il rilancio del ruolo della Nato e il rafforzamento della loro egemonia politica sulla Ue che \u00e8, in termini di Pil nominale, la terza area economica pi\u00f9 importante del mondo a poca distanza dalla Cina.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1) Eurostat, International trade of EU, the euro area and the Member States by SITC product group.<\/p>\n\n\n\n<p>2)&nbsp;Di fatto l&#8217;Italia aveva il secondo surplus, in quanto le esportazioni dell&#8217;Irlanda e dell&#8217;Olanda sono condizionate dalle riesportazioni, essendo entrambi questi paesi importanti hub europei di scambio e portuali.<\/p>\n\n\n\n<p>3)&nbsp;Eurostat, Member States EU27 (from 2020) trade by BEC product group since 1999.<\/p>\n\n\n\n<p>4)&nbsp;Istat, Commercio con l&#8217;estero e prezzo all&#8217;import dei prodotti industriali, Agosto 2022, 18 ottobre 2022. Tab.6.<\/p>\n\n\n\n<p>5)&nbsp;Alberto Annichiarico, &#8220;Allarme gas: la Volkswagen si prepara al peggio: pronta a spostare la produzione&#8221;,&nbsp;<em>Il Sole24ore<\/em>, 23 settembre 2022.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le sanzioni contro la Russia stanno colpendo duramente l&#8217;economia europea e italiana in particolare. L&#8217;Italia per la prima volta, da dieci anni a questa parte, registrer\u00e0 nel 2022 un deficit commerciale. Questo significa che le importazioni di beni cresceranno pi\u00f9 delle esportazioni. Per ottenere surplus crescenti della bilancia commerciale, l&#8217;Italia, a partire dal governo Monti, aveva ridotto il costo del lavoro, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 competitive le sue esportazioni a detrimento del mercato interno e con il risultato di rendere i lavoratori italiani relativamente pi\u00f9 poveri. 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