{"id":14323,"date":"2022-11-02T10:55:44","date_gmt":"2022-11-02T10:55:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14323"},"modified":"2022-11-02T10:55:46","modified_gmt":"2022-11-02T10:55:46","slug":"guerra-e-memoria-uno-spunto-per-ricordare-e-capire-il-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14323","title":{"rendered":"Guerra e memoria. Uno spunto per ricordare e capire il presente"},"content":{"rendered":"\n<p>Per narrare eventi lontani dalla nostra quotidianit\u00e0, i giornalisti, soprattutto in contesti difficili e di guerra, si avvalgono di interviste sul campo a persone comuni. Testimonianze importanti per formare un quadro veritiero della situazione, pi\u00f9 vero della propaganda di guerra. Eppure la memoria personale \u00e8 terribilmente labile e influenzabile. Quel che sta nella memoria \u00e8 spesso sopravvalutato e difficile da contestare a fronte di fatti documentati e comprovati. Nella versione peggiore un ricordo inesatto, o addirittura falso, viene rafforzato e amplificato da libri, manuali scolastici, opinionisti di spicco. L\u2019esempio \u00e8 quello delle Fosse Ardeatine, presentate generalmente come rappresaglia all\u2019azione partigiana di Via Rasella, per cui per ogni tedesco ucciso dalla bomba il 23 marzo 1944 a Roma, i nazisti tolsero la vita di 10 uomini romani in modo dissennato e crudele facendo franare una cava sopra i loro cadaveri. Portelli nel libro \u201cL\u2019ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito\u201d raccoglie tante \u201cmemorie\u201d che incrocia, mette in relazione e confuta con fonti di vario tipo e materiale del processo a Priebke del 1994.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Massacro delle Fosse Ardeatine: come andarono davvero le cose<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/portelli-ordine.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/portelli-ordine.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14328\" width=\"372\" height=\"529\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/portelli-ordine.jpeg 600w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/portelli-ordine-211x300.jpeg 211w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/portelli-ordine-480x682.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 372px) 100vw, 372px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Siamo nel contesto di tre guerre in contemporanea: le deportazioni e la caccia agli ebrei, la repressione imposta dagli occupanti, i bombardamenti alleati, come quello di San Lorenzo rivolto contro gli abitanti di un quartiere popolare. Queste vittime civili deliberate servono a incutere terrore e rabbia, messaggi indirizzati al governo. La citt\u00e0 \u00e8 colpita pi\u00f9 di 50 volte per punire i tedeschi che la usano come retrovia militare, sebbene il 14 agosto 1943 viene proclamata \u201ccitt\u00e0 aperta\u201d dal governo Badoglio, quindi estranea alle operazioni belliche. N\u00e9 gli alleati n\u00e9 i tedeschi accolgono la dichiarazione. Il comandante della citt\u00e0 aperta generale Calvi di Bergolo comunica che le \u201ctruppe tedesche devono stare ai margini della citt\u00e0 libera di Roma\u201d. In risposta il feldmaresciallo Kesselring vi instaura il codice tedesco di guerra: \u201cgli organizzatori di scioperi, i sabotatori, i franchi tiratori saranno fucilati\u201d, i telefoni saranno sorvegliati, le autorit\u00e0 italiane devono impedire ogni atto \u201cdi sabotaggio e di resistenza passiva\u201d. Solo dopo via Rasella, Roma non verr\u00e0 pi\u00f9 bombardata. La bomba di Via Rasella che fece 32 morti nella Polizia tedesca, \u00e8 uno degli svariati attentati contro l\u2019occupante nazista, che tiranneggiava la popolazione in spregio allo statuto di \u201ccitt\u00e0 aperta\u201d. Il titolo del libro, \u201cL\u2019ordine \u00e8 gi\u00e0 stato eseguito\u201d, indica la concatenazione reale degli eventi: tra l\u2019uccisione dei militi della compagnia del Polizeiregiment Bozen e il massacro alle Ardeatine trascorrono meno di 24 ore, lasso di tempo che invece nella memoria dei sopravvissuti raggiunge diversi giorni fino a una settimana. Questa espansione temporale \u00e8 funzionale a ribadire la colpevolezza dei partigiani e permette di innestare il secondo ricordo falso: l\u2019affissione di manifesti in cui gli attentatori di via Rasella erano chiamati a costituirsi per evitare la rappresaglia. Di questi comunicati e affissi per\u00f2 nemmeno il pi\u00f9 incallito ricercatore di destra ha potuto trovare traccia negli archivi tedeschi e italiani. La frase che d\u00e0 il titolo al libro di Portelli \u00e8 dell\u2019articolo dell\u2019Osservatore Romano, giornale del Vaticano, redatto all\u2019indomani dei fatti di Via Rasella e riporta appunto che la condanna a morte verso 300 romani \u00e8 gi\u00e0 avvenuta. 75 delle vittime erano ebrei, ma ci sono atei, comunisti, socialisti, liberali, azionisti, monarchici, militari, un bambino di 14 anni, impiegati, aristocratici, sacerdoti, operai, carabinieri.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa leggenda secondo cui i partigiani, presentandosi, avrebbero potuto evitare la strage viene inaugurata dal federale fascista Pizzirani in un rapporto ai quadri di partito, il 30 marzo. Pochi giorni dopo, il giornale monarchico clandestino \u201cItalia Nuova\u201d fa proprie queste accuse e attacca duramente i partigiani. D\u2019ora in poi, questa consapevole bugia di fonte fascista diventa senso comune dell\u2019Italia benpensante.\u201d Ancora nel 1996 Marco Pannella aveva il coraggio di scrivere: \u201cci fu chi chiese ai capi della resistenza di consegnarsi ai tedeschi per cercare di impedire la rappresaglia\u201d. La forza di questa bugia costruita, tramandata e dura a piegarsi di fronte alle verifiche empiriche sta tutta nel ribaltamento dei ruoli e dei fronti: gli assassini nazisti agiscono alle Fosse ardeatine nelle stesse modalit\u00e0 e con la stessa ferocia con cui si sono macchiati delle stragi di Civitella, Marzabotto, Sant\u2019Anna di Stazzema, Leonessa, dei 72 fucilati a Forte Bravetta, dei 10 fucilati a Pietralata, delle 10 donne uccise a Ostiense per aver assalito un forno, dei 14 massacrati alla Storta, ecc. Le Fosse ardeatine sono una manifestazione della stessa strategia politica nazista, non si tratta di una rappresaglia e quindi gli assassini non possono essere i partigiani che grazie alla loro lotta giusta hanno invece contributo notevolmente alla sconfitta nazi-fascista salvando numerose vite. La stessa bomba di Via Rasella ha avuto come esito di costringere i tedeschi a cambiare ed allargare il percorso della parata, girando intorno alla citt\u00e0 ed esponendosi quindi al bombardamento degli alleati.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli assassini nazisti<\/h3>\n\n\n\n<p>Nell\u2019agosto 1997, Indro Montanelli manda una lettere di auguri e solidariet\u00e0 a Erich Priebke: \u201cDa vecchio soldato, so benissimo che Lei non poteva fare nulla di diverso da ci\u00f2 che ha fatto. (\u2026) Si ricordi che anche tra noi italiani ci sono degli uomini che pensano giusto, che vedono giusto, e che non hanno paura di dirlo anche quando coloro che pensano e vedono ingiusto sono i padroni della piazza. Negli anni 50\u2019, allorch\u00e9 [Bentivegna] fu decorato, i comunisti la facevano da padroni, nelle piazze d\u2019Italia, e chi provava orrore per i loro metodi, il loro pensare, il loro stesso esistere, non aveva voce.\u201d Al governo c\u2019era la Dc; ma queste fantasie nate dal bisogno di sentirsi vittime discriminate o solitari eroi diventano senso comune con le uscite di Berlusconi sul \u201cmezzo secolo di egemoni marxista in Italia\u201d. Priebke ader\u00ec volontariamente al partito nazista nel 1933 (Kappler nel 1931); l\u2019affiliazione alle SS fu conseguenza assai meno automatica del suo ingresso in polizia di quanto non abbia cercato di far credere; e comunque \u201crimanere in quel corpo voleva dire esporsi consapevolmente a un rischio molto alto di essere messo un giorno di fronte a ordini criminali cui obbedire\u201d. Ci sono infiniti modi per negoziare, ritardare, intralciare un ordine che fa orrore, anche senza esporsi con un rifiuto aperto, specie quando la rapidit\u00e0 \u00e8 decisiva.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kappler.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"598\" height=\"414\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kappler.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14326\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kappler.jpeg 598w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kappler-300x208.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/kappler-480x332.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/><\/a><figcaption>Il colonnello Herbert Kappler (al centro) fu responsabile del massacro delle Fosse Ardeatine.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019efferatezza di Kappler, \u201cla frenetica foga di effettuare l\u2019esecuzione con la massima rapidit\u00e0\u201d, sarebbe potuta inciampare, lasciando forse una possibilit\u00e0 di trattativa. Ma fu Kappler ad aggiungere altre dieci persone dopo la morte del trentatreesimo soldato, fu lui a dare un\u2019interpretazione estensiva dell\u2019ordine attribuito a Hitler (ma di cui non vi \u00e8 nessuna traccia scritta n\u00e9 testimonianza diretta), una scelta che non connota riluttanza, bens\u00ec, come concluse il tribunale militare, la volont\u00e0 di \u201caccrescere il suo prestigio di fronte ai suoi capi nazisti con un\u2019azione assai energica e spregiudicata\u201d, che port\u00f2 ad uccidere cinque persone in pi\u00f9 per errore di calcolo. 335. La compilazione delle liste avviene durante la notte esaminando 200 nomi di persone, di cui 157 accusate di reati passibili della pena di morte, 22 giudicati ma non condannati, 17 passibili o condannati a lunghi periodi di lavori forzati, 4 condannati a morte (in realt\u00e0 uno \u00e8 assolto!), 4 \u201carrestati nelle vicinanze del delitto\u201d. Vengono allora aggiunti gli ebrei, 57; i restanti 50 vengono richiesti alla polizia italiana, che glieli fornisce.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La vulgata anti-partigiana<\/h3>\n\n\n\n<p>Nel 1997 si assiste ancora ad un procedimento penale contro Fiorentini, Calamendrei, Musu con l\u2019accusa che l\u2019azione di Via Rasella non fosse diretta contro i tedeschi ma contro altri gruppi della resistenza. Vi si riconosce un leitmotiv della vulgata anti-partigiana che dipinge la resistenza come una guerra tra bande dominata da complotti comunisti. \u201cNoi vivevamo in una citt\u00e0 dove toccavamo con mano il fatto che ogni giorno, o c\u2019era la spia che aveva fatto arrestare e poi uccidere il compagno che era clandestino; o la pattuglia dei repubblichini che veniva a prendere la famiglia ebrea che era riuscita a salvarsi dalla razzia del ghetto; o la notizia \u00e8 caduto tra virgolette e tu sapevi che avevano trovato i chiodi a tre punte e l\u2019avevano fucilato\u2026era una situazione \u2013 pi\u00f9 che di terrore \u2013 di violenza continua\u201d (Marisa Musu). Come scrive Portelli, in tutta la loro azione partigiana avevano certo accettato la possibilit\u00e0 della morte ma non l\u2019avevano cercata. L\u2019ideologia della bella morte appartiene ai fascisti. Se di quelle morti i partigiani non sono giuridicamente e nemmeno moralmente responsabili, pure non possono separarsene, come pure \u00e8 per la morte di Piero Zuccheretti di 11 anni nella bomba di Via Rasella, al quale Alleanza Nazionale ha dedicato strade e lapidi. Pi\u00f9 di rado vengono ricordati i 4000 \u201cZuccheretti\u201d morti sotto le macerie dei bombardamenti alleati a San Lorenzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per narrare eventi lontani dalla nostra quotidianit\u00e0, i giornalisti, soprattutto in contesti difficili e di guerra, si avvalgono di interviste sul campo a persone comuni. Testimonianze importanti per formare un quadro veritiero della situazione, pi\u00f9 vero della propaganda di guerra. Eppure la memoria personale \u00e8 terribilmente labile e influenzabile. Quel che sta nella memoria \u00e8 spesso sopravvalutato e difficile da contestare a fronte di fatti documentati e comprovati. Nella versione peggiore un ricordo inesatto, o addirittura falso, viene rafforzato e amplificato da libri, manuali scolastici, opinionisti di spicco. 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