{"id":1425,"date":"2011-10-14T20:20:40","date_gmt":"2011-10-14T20:20:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1425"},"modified":"2011-10-14T20:23:17","modified_gmt":"2011-10-14T20:23:17","slug":"nei-panni-di-cassandra-su-banca-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1425","title":{"rendered":"Nei panni di Cassandra su Banca Stato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1336\" aria-describedby=\"caption-attachment-1336\" style=\"width: 173px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/303884_2412348265506_1155249882_33107521_1060514747_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1336  \" title=\"303884_2412348265506_1155249882_33107521_1060514747_n\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/303884_2412348265506_1155249882_33107521_1060514747_n.jpg\" alt=\"Alessandro Lucchini\" width=\"173\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/303884_2412348265506_1155249882_33107521_1060514747_n.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/303884_2412348265506_1155249882_33107521_1060514747_n-276x300.jpg 276w\" sizes=\"auto, (max-width: 173px) 100vw, 173px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1336\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Lucchini (Partito Comunista)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che i promotori del referendum sulla riforma del 2003 di BancaStato avevano previsto si \u00e8 purtroppo, alla distanza di otto anni, avverato. O forse sarebbe meglio dire che tutte le rassicurazioni secondo cui la Banca avrebbe giovato di maggiore trasparenza e redditivit\u00e0 si sono rilevate delle menzogne. La riforma, che ha dato il via libera agli organi direttivi a intraprendere operazioni bancarie ad alto rischio ma presentate contrariamente alla popolazione come prive di pericoli, ha aggravato il problema della gestione pubblica sull\u2019istituto bancario. Il cosiddetto settore del <em>privat banking<\/em> fu gi\u00e0 a quel tempo ritenuto dagli esperti in via di saturazione, offrendo su larga scala margini di guadagno in caduta, risollevabili solo con un elevato livello di rischio speculativo e attraverso una grossa quantit\u00e0 di riserve monetarie in caso in cui gli investimenti non fossero andati a buon fine. La riforma fu combattuta solo dal MPS e dall\u2019allora Partito del Lavoro (ora Partito Comunista) che, come utilizzando i poteri del personaggio mitologico Cassandra, prefigurarono l\u2019ondata di crisi economica incombente e misero in allerta sul possibile indebolimento degli strumenti di controllo proprio in un periodo dove l\u2019evoluzione economica avrebbe invece necessitato un loro potenziamento. Questo fatto sommato alla dubbiosa qualit\u00e0 dei membri della commissione di controllo, rei di essersi sempre fidati delle parole di Pelli, hanno scatenato l\u2019ennesimo scandalo. Gi\u00e0 la forzatura legata all\u2019acquisto della filiale ticinese di Unicredit (oggi Axion Swiss Bank) fu sinonimo di un atteggiamento poco rispettoso nei confronti dei veri proprietari della banca e cio\u00e8 di tutti i cittadini ticinesi. In quel momento il CdA di BancaStato acceler\u00f2 le manovre sviando le resistenze del Parlamento procedendo direttamente all\u2019acquisto: mettendo cos\u00ec tutti di fronte al fatto compiuto. Entrando nella logica di questi affaristi strapagati si pu\u00f2 ben capire come in un periodo storico dove le grandi banche private vengono salvate dalle rispettive popolazioni, essi membri del CdA di una Banca pubblica, si sentono liberi di addentrarsi nei meandri di attivit\u00e0 speculative e all\u2019acquisizione di partecipazioni in altri istituti privati, tanto se il colpo va male sar\u00e0 la popolazione ticinese a pagarne le conseguenze. Una banca di propriet\u00e0 pubblica non dovrebbe orientare la sua strategia alla logica della redditivit\u00e0 a breve termine, ma piuttosto a una logica sul medio-lungo periodo creando le basi per uno sviluppo armonioso del Cantone, offrendo i mezzi per investire in modo sereno su attivit\u00e0 di pubblica utilit\u00e0 ed elevarsi a luogo sicuro dove depositare i propri risparmi.<strong> <\/strong>Il caso Barbuscia \u00e8 stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i proprietari della banca devono tornare a poter decidere sul futuro della stessa. Come prima cosa bisogna mandare a casa questo Consiglio di Amministrazione che \u00e8 espressione di quei partiti che hanno voluto la riforma fallimentare della banca, e nominarne uno nuovo formato da persone convinte della necessit\u00e0 di una banca pubblica solida e solidale.<\/p>\n<p><strong><em>Alessandro Lucchini, candidato al Consiglio Nazionale per il Partito Comunista<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Quello che i promotori del referendum sulla riforma del 2003 di BancaStato avevano previsto si \u00e8 purtroppo, alla distanza di otto anni, avverato. O forse sarebbe meglio dire che tutte le rassicurazioni secondo cui la Banca avrebbe giovato di maggiore trasparenza e redditivit\u00e0 si sono rilevate delle menzogne. 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