{"id":14245,"date":"2022-10-05T18:16:05","date_gmt":"2022-10-05T18:16:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14245"},"modified":"2022-10-05T19:31:38","modified_gmt":"2022-10-05T19:31:38","slug":"elezioni-italiane-giorgia-meloni-e-le-radici-storiche-del-neofascismo-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14245","title":{"rendered":"Elezioni italiane: Giorgia Meloni e le radici storiche del neofascismo italiano"},"content":{"rendered":"\n<p>Costruito negli anni un consenso non solo nell&#8217;opposizione al governo Draghi, ma anche rivendicando la necessit\u00e0 di rispondere al tessuto produttivo nazionale e non agli interessi delle multinazionali speculative, tanto da difendere la Siria di Assad, respingere le sanzioni contro la Russia nel 2014 e criticare a pi\u00f9 riprese Bruxelles, avvicinandosi la vittoria elettorale, Giorgia Meloni si \u00e8 genuflessa a tutte le imposizioni della NATO e della Commissione Europea, manifestando piena adesione all&#8217;odio antirusso e anticinese e promettendo obbedienza ai parametri economici europei e al mantenimento delle vecchie e nuove sanzioni contro la Russia, due scelte che rischiano di compromettere irrimediabilmente il tessuto produttivo italiano e mettere sul lastrico i lavoratori che con tanta veemenza aveva difeso dagli scranni parlamentari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Partito Democratico, forza tecnocratica delle classi abbienti e feroce atlantista ed europeista, gongola felice d&#8217;aver ridotto l&#8217;avversaria all&#8217;omologazione e si inventa accuse farlocche come la presunta intenzione della Meloni di restringere il diritto di aborto, quando invece ha chiesto soltanto la piena applicazione della legge, ovvero il&nbsp;diritto per le donne e le ragazze di lasciare il nascituro in ospedale, con l\u2019obbligo per lo stato di farsene carico, oppure di portare a compimento le gravidanze con una serie di misure socio-economiche di sostegno alle neo-mamme mai applicate in quasi mezzo secolo di esistenza della legge 194.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi del voto pu\u00f2 essere soggetta a una duplice lettura, da un lato la semplificazione della rincorsa al salvatore della patria del momento, per un elettorato deluso e massimamente adulto e anziano, i giovani, al netto dei sondaggi sulle loro intenzioni elettorali, non si recano pi\u00f9 ai seggi, oppure riguardare pi\u00f9 profondamente il carattere intrinsecamente antropologico e radicato di una cultura erede del fascismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo caso dopo Renzi, Salvini e il Movimento 5 Stelle, tutti votati intorno al 40%, ecco il turno di Giorgia Meloni, chiamata a salvare un paese allo sbando, angariato da bollette, tasse, problemi sociali, economici, di prospettiva e di futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel secondo il successo di Fratelli d\u2019Italia non sarebbe solo d\u2019ascrivere all\u2019incarnazione per le elettrici e gli elettori, oramai privi di qualsiasi senso di appartenenza politica prima ancora che ideologica, di un mandato nelle intenzioni salvifico da affidare a Giorgia Meloni, bens\u00ec a una cultura, quella della destra di origine fascista che a un secolo dalla marcia su Roma manifesta una imprevedibile vitalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ragionando su questo versante, bisogner\u00e0 forse ammettere che ci troviamo di fronte a un dato storico di un certo rilievo. Dopo la nascita dello stato unitario sabaudo, che nell\u2019egemonia culturale ed economica liberal &#8211; borghese aveva costruito le sue modeste quantunque solide radici, ecco che le masse popolari, operaie e soprattutto contadine, hanno trovato nel cattolicesimo sociale e nel socialismo gli strumenti culturali e politici per la costruzione di un\u2019aspirazione alla riscossa sociale che proprio nel primo dopoguerra, con il suffragio universale maschile e la nascita dei popolari e dei socialisti come partiti di massa, ha avuto la sua massima espressione. Tuttavia cattolici e marxisti hanno sempre offerto una identit\u00e0 incapace di superare la dimensione della controcultura rispetto all\u2019identit\u00e0 nazionale e statuale. Cristianesimo sociale e socialismo si sarebbero dovuti affermare rivoluzionariamente per poter aspirare a rinnovare totalmente lo stato, ma entrambi si sono dovuti fermare sulla soglia del potere, quali soggetti antagonistici rispetto all\u2019identit\u00e0 nazionale e all\u2019essenza statuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la presa del potere il fascismo invece realizza non una rivoluzione, perch\u00e9 come hanno spiegato in tanti, tra questi si ricordino Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti, il fascismo ha confermato il potere economico liberal \u2013 borghese, offrendosi a tali poteri che lo avevano sostenuto contro marxisti e cattolici in un quadro di cogestione che non ha minimamente alterato i rapporti di classe, tuttavia ha operato per una alfabetizzazione sociale e politica delle masse, offrendo non una controcultura, ma dando la possibilit\u00e0 a milioni e milioni di poveri impiegati di second\u2019ordine, operai e contadini di identificarsi finalmente con lo stato, il quale retoricamente li ha investiti della rappresentanza della statualit\u00e0. I sabati fascisti, il dopolavoro, le organizzazioni giovanili e femminili, tutto l\u2019inquadramento fascista dello stato e il totale controllo dei mezzi di comunicazione hanno costruito una cultura di massa in cui donne e uomini hanno vissuto per un ventennio l\u2019identit\u00e0 tra popolo e stato, non gi\u00e0 la contrapposizione tra il popolo in lotta contro gli apparati ristretti del potere dello stato liberal \u2013 borghese come avvenuto fino all\u2019avvento del fascismo stesso. Gli oppositori del fascismo, pensiamo ai tanti comunisti, sloveni e in parte minore di altre minoranze linguistiche e di altri partiti, condannati dal tribunale speciale e spediti in prigione e al confino, rappresentano una esigua seppur meritoria minoranza a cui la successiva Repubblica Italiana tributer\u00e0 il doveroso ringraziamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la Resistenza, la Liberazione e il ritorno della democrazia, i tre grandi partiti di massa, socialisti, comunisti e democristiani, tentano lungo tutto un mezzo secolo il reindirizzamento delle masse popolari verso i loro ideali, giocando i democristiani in particolare sull\u2019identificazione con lo stato che a loro volta hanno iniziato a rappresentare, i marxisti con uno sguardo al mondo, mossi da un sincero internazionalismo che propugna la liberazione dell\u2019intera umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sforzo di questi partiti di massa \u00e8 stato encomiabile e per molti aspetti ammirevole, tuttavia la fine dell\u2019esperienza sovietica e l\u2019avvento del berlusconismo hanno prodotto in Italia il ritorno con forza, sotto le bandiere di Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini, di una ideologia neofascista che ha mostrato di avere radici profonde e sopite e che piano piano ha iniziato, dentro la costruzione di una nuova egemonia culturale delle destre, ad affermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la sinistra politica e culturale \u00e8 stato un trauma osservare il riaffiorare di qualcosa che si immaginava superato, ma in verit\u00e0 si \u00e8 fatto tutto l\u2019opposto di quanto sarebbe stato necessario, non si \u00e8 studiato e cercato di capire, ma piuttosto additato con supponenza l\u2019altrui pensiero, per altro gettandosi nel gorgo di un liberismo sempre pi\u00f9 estremo e sfrenato e di un cosmopolitismo dai tratti a volte aberranti, capace di proporre l\u2019omologazione ai peggiori modelli anglosassoni, negando storia e radici culturali, a partire da quelle nazionali, che per altro erano le stesse della Resistenza, che si pensava erede di Garibaldi e del Risorgimento, non certo di George Washington o della regina Vittoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo cortocircuito sociale, culturale, politico, dentro un declino economico dettato dalla sudditanza ai diktat economici del sistema speculativo e finanziario imposti da Washington e da Bruxelles, hanno offerto al rivitalizzato neofascismo di poter sventolare anche la bandiera della difesa di valori nazionali e patriottici e quella delle classi lavoratrici e imprenditoriali, le prime piegate a un impoverimento e a una decisa precarizzazione, le seconde a una subalternit\u00e0 al grande capitale speculativo internazionale che ne ha ridotto e danneggiato la capacit\u00e0 produttiva. Precarizzazione e subalternit\u00e0, dall\u2019attacco contro i diritti sindacali alla cancellazione del reintegro sul pasto di lavoro, il famoso articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, promosse da quella sinistra socialdemocratica che ha anche provveduto con forza a privatizzare tutto il privatizzabile e aggredire le conquiste sociali: salute, istruzione, trasporti, negando anche quel diritto all\u2019abitare, si pensi alla non edificazione e al decadimento del patrimonio esistente delle case popolari di molti comuni un tempo amministrati dalla sinistra.<\/p>\n\n\n\n<p>Giorgia Meloni dunque non rappresenta una parentesi estemporanea, quanto piuttosto il momento epigonico, prima donna a diventare con molta probabilit\u00e0 presidente del consiglio in Italia, di una storia e di una cultura che datano pi\u00f9 di un secolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Costruito negli anni un consenso non solo nell&#8217;opposizione al governo Draghi, ma anche rivendicando la necessit\u00e0 di rispondere al tessuto produttivo nazionale e non agli interessi delle multinazionali speculative, tanto da difendere la Siria di Assad, respingere le sanzioni contro la Russia nel 2014 e criticare a pi\u00f9 riprese Bruxelles, avvicinandosi la vittoria elettorale, Giorgia Meloni si \u00e8 genuflessa a tutte le imposizioni della NATO e della Commissione Europea, manifestando piena adesione all&#8217;odio antirusso e anticinese e promettendo obbedienza ai parametri economici europei e al mantenimento delle vecchie e nuove sanzioni contro la Russia, due scelte che rischiano di compromettere<\/p>\n","protected":false},"author":16407,"featured_media":14256,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,4,258],"tags":[],"coauthors":[264],"class_list":["post-14245","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","category-esteri","category-resistenza-storica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14245","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14245"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14245\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14258,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14245\/revisions\/14258"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14256"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14245"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14245"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14245"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=14245"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}