{"id":1416,"date":"2011-10-12T22:01:57","date_gmt":"2011-10-12T22:01:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1416"},"modified":"2011-10-12T22:03:28","modified_gmt":"2011-10-12T22:03:28","slug":"1416","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1416","title":{"rendered":"La Germania \u00e8 contro l&#8217;Euro, anche se nessuno lo dice!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/failing-euro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1417\" title=\"failing-euro\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/failing-euro.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"160\" \/><\/a>La crisi finanziaria ed economica che sta travolgendo tutto il mondo occidentale dal non pi\u00f9 cos\u00ec vicino 2008, si \u00e8 ora trasformato in una\u00a0<strong>crisi del debito<\/strong>, a causa dei grandissimi investimenti statali fatti dai vari paesi per salvare le proprie banche dal fallimento: miliardi e miliardi tra franchi, euro, sterline e dollari che la comunit\u00e0 ha di fatto regalato al mondo finanziario, senza nemmeno avere la lungimiranza di pretendere in cambio anche solamente dei paletti alla speculazione. Evidentemente le lobby bancarie presenti in governi e parlamenti sono troppo forti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente quei paesi che gi\u00e0 precedentemente avevano un elevato debito pubblico in rapporto al proprio Prodotto Interno Lordo (PIL) e una struttura economica fragile \u2013 pensiamo al Portogallo, all\u2019Irlanda, all\u2019Italia, alla Grecia e alla Spagna (i cosiddetti PIIGS) \u2013 si trovano ora con maggiori problemi rispetto agli altri. La forte crisi di questi stati, sommata alla speculazione che il mondo finanziario, soprattutto quello statunitense, sta attuando contri di essi, ha creato una grande\u00a0<strong>instabilit\u00e0 per l\u2019Euro<\/strong>, che si \u00e8 ritrovato ai\u00a0<strong>minimi storici <\/strong>sia nei confronti del dollaro americano sia nei confronti del franco svizzero: chiss\u00e0 a quale rapporto di valute saremmo ora se la Banca Nazionale Svizzera (BNS), non avesse varato la misura del\u00a0<strong>blocco a 1,20<\/strong>, a causa della quale stiamo\u00a0<strong>bruciando miliardi<\/strong>: e questo non va dimenticato, perch\u00e9 non \u00e8 che tale misura sia tutte rose e fiori, come cercando di farci credere gli esperti economisti della BNS e gli infausti analisti dell\u2019Unione Sindacale Svizzera (USS), che vorrebbero il blocco addirittura all\u20191,40.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vero nodo della questione sull\u2019Euro \u2013 e conseguentemente anche sul futuro dell\u2019Unione Europea (UE) \u2013 che vede nella moneta unica il solo suo vero collate, passa per\u00f2 dalla Germania, il motore del Vecchio Continente, la cui politica economica e internazionale \u00e8 in questo momento la principale discriminante sulla tenuta futura della moneta unica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto per cominciare il cancelliere\u00a0<strong>Angela Merkel<\/strong> \u00e8 la principale artefice della manovra europea che ha dato vita all\u2019ormai famosissimo\u00a0<strong>fondo salva-stati<\/strong>, il quale pu\u00f2 apparire \u2013 con una prima e superficiale analisi \u2013 un elemento di solidariet\u00e0 che permette agli stati in piena crisi di avere accesso ad una liquidit\u00e0 che non potrebbero pi\u00f9 reperire sul mercato finanziario, a causa della bassa efficienza marginale dei capitali che poi reinvestirebbero nell\u2019economia reale o che perlomeno utilizzerebbero per coprire i propri debiti (in sostanza si parla di un problema legato alla fiducia dei mercati); una pi\u00f9 attenta analisi pu\u00f2 per\u00f2 far emergere tre diversi elementi che permettono una chiave di lettura completamente diversa su quanto sta accadendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va innanzitutto detto che i\u00a0<strong>soldi investiti dai tedeschi<\/strong> nel fondo salva-stati, volto in primis a salvare la Grecia, non sono assolutamente privi di un\u00a0<strong>secondo fine<\/strong>: le banche tedesche sono infatti molto scoperte dalle speculazioni fatte in Grecia, le quali mettono di riflesso a rischio la liquidit\u00e0 delle stesse; questo vuol dire che una parte del denaro girato agli ellenici per il loro salvataggio,\u00a0<strong>torna in Germania nelle casse delle banche<\/strong> (con i francesi succede quasi la stessa cosa, anche se in tono minore: non a caso Nicolas Sarkozy \u00e8 stato uno degli altri artefici della creazione del fondo salva-stati); mettendo cos\u00ec in atto un\u00a0<strong>secondo salvataggio pubblico della finanza privata tedesca<\/strong> che \u2013 a differenza di quello precedente \u2013 non viene fatto alla luce del sole ma camuffandosi da filantropico aiuto: il governo tedesco sa bene che un ulteriore salvataggio, percepito come tale dall\u2019opinione pubblica, non sarebbe stato molto ben accetto e conseguentemente il rischio di una non rielezione di Merkel alle prossime elezioni potrebbe diventare un vero e proprio spauracchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo particolare aspetto dell\u2019operazione fondo salva-stati \u00e8 quello di una perversa struttura \u2013 e conseguentemente funzionamento \u2013 volto a un indiretto sfaldamento degli attuali paradigmi della moneta unica. Il<strong>fondo salva-stati viene infatti finanziato dagli stati dell\u2019eurozona<\/strong>, seguendo quelle che sono le percentuali partecipative dei singoli paesi alla Banca Centrale Europea (BCE); in termini concreti vuol dire che il prestito ricevuto dai greci \u2013 e sottolineamo il fatto che sia un prestito, per cui con dei\u00a0<strong>tassi di interesse<\/strong> che si aggirano al 4% \u2013 \u00e8 formato anche dai versamenti di paesi come la Spagna, i quali vivono a loro volta con dei problemi di liquidit\u00e0: questo vuol dire che\u00a0<strong>Madrid pu\u00f2 reperire i fondi da girare ad Atene solamente sul mercato finanziario<\/strong>, dove i tassi di interesse si attestano oggi attorno al 6%, per cui meno vantaggiosi rispetto a quanto viene imposto da Bruxelles con il fondo salva-stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente un paese in crisi come\u00a0<strong>la Grecia non riuscir\u00e0 a restituire ai loro creditori il debito creatosi<\/strong>, se non gli interessi maturati che \u2013 come visto \u2013 sono inferiori rispetto a quelli del mercato finanziario; la Spagna non pu\u00f2 cos\u00ec che registrare una grave perdita da questa operazione, non potendo a lungo andare che richiedere lei stessa un salvataggio al fondo salva-stati. A questo salvataggio dovranno per\u00f2 partecipare anche gli altri paesi in crisi, rimettendo in gioco il perverso sistema appena descritto, il quale si trasforma in un\u00a0<strong>circolo vizioso<\/strong> assolutamente azzoppante per quell\u2019Europa con pi\u00f9 difficolt\u00e0 (per non parlare delle misure d\u2019austerit\u00e0 imposte agli anelli deboli).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul lungo periodo, ma nemmeno troppo, un paese come quello greco non potr\u00e0 che\u00a0<strong>costringersi all\u2019uscita da questo fondo e dai suoi meccanismi distruttivi<\/strong>, oppure chiedere di stravolgerne la struttura per cos\u00ec pagare meno. Ad una situazione del genere la locomotiva tedesca non pu\u00f2 che essere gi\u00e0 pronta, avendo lei stessa scatenato la creazione delle condizioni precedentemente descritte, per cui non avranno problemi ad avanzare grosse lamentele \u2013 che gi\u00e0 oggi cominciano a trasparire \u2013 legate al fatto che si stanno accollando buona parte dei debiti dei paesi continentali pi\u00f9 instabili: cosa evidentemente \u2013 per la questione dell\u2019esposizione delle banche tedesche in molti di questi paesi, descritta nelle prime righe \u2013 vera soltanto fino a un certo punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di palese c\u2019\u00e8 per\u00f2 il fatto che il discorso, tutto sommato populista, del\u00a0<strong>\u201cstiamo pagando per tutti\u201d<\/strong>, porter\u00e0 l\u2019opinione pubblica germanica \u2013 al contrario di quanto accadrebbe oggi \u2013 a sostenere la proposta di\u00a0<strong>escludere dall\u2019Euro un paese come la Grecia<\/strong>. L\u2019effetto domino di un simile scenario \u00e8 assicurato, per cui anche gli altri PIIGS (e forse altri ancora) non si sentiranno pi\u00f9 in dovere di contribuire al fondo salva-stati \u2013 di cui oggi si vuole, soprattutto dai tedeschi, un potenziamento che accelererebbe le dinamiche qui denunciate \u2013 e la Germania non si sentir\u00e0 in colpa per tentare di escluderli: o per meglio dire, il Governo non avrebbe pi\u00f9 ripercussioni elettorali se applicasse misure cos\u00ec radicali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0<strong>fallimento dell\u2019eurozona<\/strong> \u2013 almeno nella forma in cui la conosciamo oggi \u2013 non \u00e8 quindi cos\u00ec lontana, e con essa tutta l\u2019UE, che si sta dimostrando un progetto assolutamente fallimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Mattia Tagliaferri, candidato al Consiglio Nazionale per il Partito Comunista<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La crisi finanziaria ed economica che sta travolgendo tutto il mondo occidentale dal non pi\u00f9 cos\u00ec vicino 2008, si \u00e8 ora trasformato in una\u00a0crisi del debito, a causa dei grandissimi investimenti statali fatti dai vari paesi per salvare le proprie banche dal fallimento: miliardi e miliardi tra franchi, euro, sterline e dollari che la comunit\u00e0 ha di fatto regalato al mondo finanziario, senza nemmeno avere la lungimiranza di pretendere in cambio anche solamente dei paletti alla speculazione. 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