{"id":14119,"date":"2022-10-02T09:36:58","date_gmt":"2022-10-02T09:36:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14119"},"modified":"2022-10-02T09:37:00","modified_gmt":"2022-10-02T09:37:00","slug":"la-linke-al-bivio-la-svolta-filo-nato-spinge-la-sinistra-tedesca-verso-la-scissione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14119","title":{"rendered":"La LINKE al bivio. La svolta filo-NATO spinge la sinistra tedesca verso la scissione?"},"content":{"rendered":"\n<p>Dal 24 al 26 giugno scorso si \u00e8 svolto nella citt\u00e0 tedesca di Erfurt la prima sessione dell\u20198\u00b0 Congresso della LINKE, il pi\u00f9 grande partito alla sinistra della socialdemocrazia. Sorto nel 2005 dalla fusione fra i post-comunisti della ex-DDR con la sinistra sindacale e socialista dei <em>L\u00e4nder<\/em> occidentali capitanata da <strong>Oskar Lafontaine<\/strong>, il partito ha sempre mantenuto una struttura plurale e, almeno fino alle ultime elezioni politiche dove <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12026\">ha subito un tracollo<\/a>, ha pure sempre goduto di una discreta rappresentanza parlamentare. Se anche molti comunisti avevano rinunciato a organizzarsi nel Partito Comunista Tedesco (DKP) dell\u2019Ovest o nel Partito Comunista di Germania (KPD) dell\u2019Est, \u00e8 perch\u00e9 la LINKE rappresentava un partito di massa fortemente schierato a sinistra e, soprattutto, con una chiarissima vocazione pacifista. La guerra in Ucraina fra l\u2019Atlantismo (USA\/UE) da un lato e l\u2019Eurasia dall\u2019altro ha cambiato le carte in tavola\u2026<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>I comunisti nella Linke sempre pi\u00f9 scontenti<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>I principi della politica di pace che il Partito ha sempre difeso sono stati annacquati con l\u2019ultimo Congresso: l\u2019obiettivo \u00e8 quello di trasformarsi in un partner \u201caffidabile\u201d per i partiti borghesi e quindi sperare che questi ultimi concedano poi alla LINKE uno spazio nel governo nazionale. Ovviamente ci\u00f2 non potr\u00e0 avvenire finch\u00e9 il Partito ostegger\u00e0 la NATO e il militarismo atlantista. La scelta congressuale di condannare la Russia in modo unilaterale per la guerra in Ucraina significa \u2013 secondo la <em>Kommunistische Plattform<\/em> (cio\u00e8 la corrente interna che organizza i comunisti membri della LINKE) \u2013 \u201cla negazione implicita del contesto geopolitico e storico della guerra in Ucraina\u201d. In questo modo \u201csi lascia intendere che l\u2019unica colpevole sia la Russia, il che equivale a una decisa banalizzazione del ruolo della NATO\u201d. Una chiara scelta di campo, quindi, che legittima l\u2019atlantismo e la conseguente russofobia agli occhi della popolazione, che ha portato molti compagni a ritenere che \u201cil Partito non si pu\u00f2 pi\u00f9 salvare\u201d. A fine giugno gli attivisti della corrente comunista si sono riuniti a Berlino per discutere la nuova situazione: molte sono state le voci che hanno argomentato a favore delle dimissioni in blocco dal Partito. Di fatto una scissione comunista e pacifista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DKP.original.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"519\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DKP.original-1024x519.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14124\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DKP.original-1024x519.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DKP.original-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DKP.original-768x389.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DKP.original-480x243.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/DKP.original.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>In passato, Linke e DKP hanno collaborato (qui a Treviri nel 2018): oggi ci\u00f2 \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>\u201cNoi comunisti non ci faremo manipolare\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u201cSe i principi della politica di pace del partito vengono eliminati, per noi \u00e8 il capolinea\u201d. Questo dicevano i delegati della Conferenza nazionale della <em>Kommunistische Plattform <\/em>riunitisi lo scorso 2 aprile. \u201cIn quanto comunisti \u2013 si leggeva nella risoluzione di allora<em> \u2013 <\/em>non parteciperemo mai alla manipolazione di massa per staccare questa guerra dal suo contesto storico e geopolitico e attribuire cos\u00ec alla Russia l&#8217;unica colpa della situazione attuale. Perch\u00e9 chi attribuisce la colpa esclusiva alla Russia legittima la NATO e \u2013 inconsciamente o consapevolmente \u2013 ci fa dimenticare tutto ci\u00f2 che questa alleanza aggressiva, soprattutto gli Stati Uniti, ha commesso con crimini oltraggiosi dopo la Seconda guerra mondiale\u201d. Insomma, il dado sembra tratto: la corrente comunista potrebbe decidere di spaccare l\u2019esperienza unitaria della LINKE. Eppure c\u2019\u00e8 ancora chi frena: la mancata elezione dell\u2019esponente dell\u2019ala destra <strong>Wulf Gallert<\/strong>, fra i pi\u00f9 filo-NATO del Partito, \u00e8 il segnale che l\u2019ala militarista \u201cnon ha ancora la forza per imporsi completamente\u201d e finch\u00e9 questa situazione si manterr\u00e0 allora forse \u2013 secondo molti militanti della <em>Kommunistische Plattform \u2013<\/em> c\u2019\u00e8 ancora una speranza di continuare a lottare all\u2019interno della LINKE. Una posizione rispettabile ma che rischia di essere illusoria e di determinare anzi una stagnazione della invece pi\u00f9 che urgente mobilitazione per la pace con le nazioni eurasiatiche e contro la NATO.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019alternativa \u00e8 la DKP<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per quanto la linea unitaria sembra insomma ancora tenere, l\u2019alternativa in s\u00e9 gi\u00e0 esiste: il Partito Comunista Tedesco (DKP) guidato da <strong>Patrick K\u00f6bele<\/strong> \u00e8 certamente molto pi\u00f9 piccolo numericamente ed elettoralmente, ma dimostra di essere un partito in salute che sa intervenire con un relativo successo laddove ci si focalizza: sia nel movimento per la pace sia in quello sindacale sono spesso gi\u00e0 oggi i quadri preparati, organizzati e disciplinati del DKP a fare la differenza. La collocazione geopolitica del Partito inoltre \u00e8 molto chiara: a favore del multipolarismo, per la cooperazione fra Germania ed Eurasia e contro l\u2019UE e la NATO. Si tratta di una linea coraggiosa oggi ma che sar\u00e0 l\u2019unica possibile alla lunga, quando l\u2019economia europea decliner\u00e0 anche a causa delle sanzioni. Siamo insomma entrati in una nuova fase storica che imporr\u00e0 scelte chiare e decise a sinistra; le mezze misure sono insomma destinate a esaurirsi: anche solo da un punto di vista della democrazia interna non saranno pi\u00f9 garantiti margini di agibilit\u00e0, perch\u00e9 chi non si schiera per il modello atlantico sar\u00e0 emarginato da tutti i partiti (come la LINKE in Germania o il PS in Svizzera) che sono gi\u00e0 integrati o che ambiscono a integrarsi nel sistema forgiato sul modello liberale ed atlantista che ha deciso di dividere il mondo in due blocchi contrapposti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 24 al 26 giugno scorso si \u00e8 svolto nella citt\u00e0 tedesca di Erfurt la prima sessione dell\u20198\u00b0 Congresso della LINKE, il pi\u00f9 grande partito alla sinistra della socialdemocrazia. 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