{"id":14107,"date":"2022-09-16T15:20:39","date_gmt":"2022-09-16T15:20:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14107"},"modified":"2022-09-16T15:20:40","modified_gmt":"2022-09-16T15:20:40","slug":"avs21-la-prima-picconata-al-pilastro-portante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14107","title":{"rendered":"AVS21: la prima picconata al pilastro portante"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cStabilizzare\u201d e \u201carmonizzare\u201d: i verbi pi\u00f9 usati dai sostenitori della riforma AVS21, in votazione federale il prossimo 25 settembre. Ironico, se si pensa che l\u2019etimologia del primo indica propriamente lo \u201cstare fermo\u201d, mentre il sostantivo da cui deriva il secondo va anche a definire l\u2019accordo e la concordia di sentimenti ed opinioni tra pi\u00f9 persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma procediamo con ordine. La modifica della legge federale sull\u2019assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) prevede l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile per le donne dai 64 ai 65 anni, con lo scopo di risanare le casse della stessa. La Confederazione si mostra infatti allarmata per i problemi finanziari legati alle rendite AVS, in pericolo a causa del sempre maggiore numero di pensionati e della migliore speranza di vita media. Fra tutte le soluzioni possibili, i nostri dirigenti hanno stoicamente deciso che la migliore sarebbe proprio quella di far lavorare ancora di pi\u00f9 la fascia femminile della popolazione (oltre che ad aumentare la gi\u00e0 anti-sociale imposta sul valore aggiunto).<\/p>\n\n\n\n<p>Concretamente: le donne, che dopo decenni di lotte sindacali per la parit\u00e0 salariale percepiscono ancora oggi un reddito inferiore rispetto ai propri colleghi uomini di pari livello formativo, si vedrebbero private di 26\u2019000 franchi a testa destinati alle proprie pensioni. Ma questa \u00e8, paradossalmente, solo la punta dell\u2019iceberg. Attualmente la fascia d\u2019et\u00e0 fra i 60 ed i 64 anni \u00e8 quella maggiormente colpita dal fenomeno della disoccupazione: questa parte di popolazione fa gi\u00e0 fatica ora a trovare (o mantenere) un impiego, e la Confederazione parla di rendere \u201cpi\u00f9 interessante continuare l\u2019attivit\u00e0 lucrativa dopo i 65 anni\u201d? Considerando poi che, se la riforma passasse, la prossima tappa sarebbe quella di elevare per tutti l\u2019et\u00e0 di pensionamento ai 66, forse anche 67 anni o pi\u00f9. Il coronamento, insomma, del \u201cvivere per lavorare\u201d che lo Stato ci fa suadentemente passare come un ottimo modo di risolvere il problema delle risorse AVS, indorando la pillola con proposte come il \u201cpensionamento graduale e flessibile\u201d, di fatto praticabile soltanto da chi potr\u00e0 permetterselo grazie ad un reddito alto.<\/p>\n\n\n\n<p>AVS21 si rivela dunque essere, piuttosto che un rimedio, un\u2019ulteriore fonte di difficolt\u00e0, fortemente ostile non solo verso le donne di et\u00e0 pi\u00f9 avanzata, ma anche verso i numerosissimi giovani che gi\u00e0 attualmente si ritrovano in una preoccupante situazione di precariato lavorativo. Si parla di \u201ccarenza di persone con attivit\u00e0 lucrativa che versano contributi all\u2019AVS\u201d, come se nel nostro paese non ci fossero sufficienti lavoratori in cerca di un impiego, come se la piaga della disoccupazione giovanile non fosse che uno scenario distopico.<\/p>\n\n\n\n<p>Una riforma, insomma, che di armonia non sembra destinata a generarne molta, se non fra i pochi fortunati che hanno accesso alla torre d\u2019avorio grazie, ad esempio, al biglietto della previdenza privata. Il principio di solidariet\u00e0 su cui si fonda l\u2019AVS non pu\u00f2 scomparire cos\u00ec, rincarando le penalizzazioni verso la fascia femminile della popolazione e mascherandosi abilmente da misura di \u201cparit\u00e0 dei sessi\u201d. Votare NO alla riforma AVS21 il prossimo 25 settembre non simboleggia solo un rifiuto a una politica fortemente antisociale che prevede costi maggiori per rendite minori, ma anche volont\u00e0 di protezione per la nostra assicurazione sociale pi\u00f9 importante. Se per \u201cstabilizzare\u201d s\u2019intende smantellare, allora in quanto donne, giovani, anziani, in quanto lavoratori, possiamo definirci tutt\u2019altro che concordi: esigiamo che il nostro primo pilastro resti solido\u2026 e solidale!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cStabilizzare\u201d e \u201carmonizzare\u201d: i verbi pi\u00f9 usati dai sostenitori della riforma AVS21, in votazione federale il prossimo 25 settembre. Ironico, se si pensa che l\u2019etimologia del primo indica propriamente lo \u201cstare fermo\u201d, mentre il sostantivo da cui deriva il secondo va anche a definire l\u2019accordo e la concordia di sentimenti ed opinioni tra pi\u00f9 persone. Ma procediamo con ordine. 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