{"id":14046,"date":"2022-08-25T12:33:03","date_gmt":"2022-08-25T12:33:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14046"},"modified":"2022-08-25T12:46:21","modified_gmt":"2022-08-25T12:46:21","slug":"trentanni-fa-veniva-abolita-la-scala-mobile-breve-storia-di-una-grande-conquista-operaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=14046","title":{"rendered":"Trent\u2019anni fa veniva abolita la \u201cscala mobile\u201d. Breve storia di una grande conquista operaia"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 l\u2019estate del 1992. Il processo di decomposizione dell\u2019Unione Sovietica promosso da Boris Eltsin procede spedito, mentre la guerra torna a fare capolino in Europa con l\u2019incendio divampato nei Balcani a seguito della dissoluzione della Jugoslavia. In Italia, dalla primavera si susseguono gli arresti di politici di primo piano coinvolti nell\u2019inchiesta \u201cMani pulite\u201d. Le elezioni di aprile consacrano l\u2019arretramento dei partiti storici e l\u2019ascesa della Lega Nord, che ottiene oltre l\u20198% dei suffragi e 80 seggi in parlamento. Il 23 maggio e il 19 luglio si consuma l\u2019assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in prima linea nella lotta alla mafia. In questo turbinio di eventi che segnano una svolta storica nella storia italiana, il governo Amato fronteggia la crisi delle finanze dello Stato adottando provvedimenti drastici (tra questi, il celebre \u201cprelievo forzoso\u201d sui conti correnti del 10 luglio). Poche settimane dopo, il 31 luglio 1992, si consuma la \u201crottamazione\u201d di un altro pilastro storico dell\u2019Italia del dopoguerra: la cosiddetta \u201cscala mobile\u201d. Bench\u00e9 cruciale nelle dinamiche capitale-lavoro degli anni successivi, questo evento \u00e8 stato spesso trascurato nella riflessione storica sui mutamenti politici, economici e sociali degli anni \u201990. Vista l\u2019attualit\u00e0 del tema, abbiamo ritenuto utile ritracciarne la storia e le implicazioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La nascita della \u201cscala mobile\u201d, figlia della Resistenza<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ma cominciamo dall\u2019inizio: l\u2019origine della \u201cscala mobile\u201d risale infatti ai tempi della Resistenza e dell\u2019unit\u00e0 antifascista. Il perdurare del conflitto aveva creato in Italia delle condizioni materiali vieppi\u00f9 insopportabili dalle classi popolari, per le quali l\u2019oppressione fascista della Repubblica sociale erano ormai intollerabili. Lo sciopero generale del 1\u00b0 marzo 1944, unico nel suo genere nell\u2019Europa occupata dal nazifascismo, aveva in effetti fra i suoi obiettivi il blocco dei prezzi dei generi alimentari e l\u2019aumento dei salari. L\u2019insurrezione generale del 25 aprile 1945 riproporr\u00e0, oltre alla libert\u00e0 dal dominio fascista, la bruciante necessit\u00e0 di garantire il pane, il lavoro e la casa agli italiani.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/fiat.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"741\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/fiat-1024x741.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14060\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/fiat-1024x741.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/fiat-300x217.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/fiat-768x556.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/fiat-480x348.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/fiat.jpeg 1268w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>La forte conflittuali\u00e0 operaia del secondo dopoguerra permise importanti conquiste salariali.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia del 1945 era profondamente segnata dal rapporto di forza stabilito con la mobilitazione popolare che aveva permesso la Liberazione, nonch\u00e9 dalla politica di unit\u00e0 nazionale che si esplicava tanto sul piano di governo (cui partecipavano tutti i grandi partiti che avevano animato la Resistenza ed i CLN, PCI compreso) che sul piano sindacale (la CGIL era stata costituita su base unitaria da comunisti, socialisti e democristiani). In questo quadro, in cui le difficolt\u00e0 dei lavoratori si facevano sentire con grande forza ed urgenza, \u00e8 facile comprendere come gli industriali siano stati costretti a compiere importanti concessioni sul piano retributivo. Fu cos\u00ec che, il 6 dicembre 1945, la CGIL e Confindustria siglarono un accordo che prevedeva l\u2019istituzione di un sistema di \u201cscala mobile\u201d per l\u2019adeguamento regolare ed automatico al costo della vita dei salari degli operai dell\u2019Italia settentrionale, poi esteso al centro e al Sud con il concordato di perequazione del 23 maggio 1946. L\u2019accordo era caratterizzato da alcuni elementi estremamente avanzati ed innovativi, come l\u2019adeguamento automatico e regolare dei salari, sottraendo l\u2019adattamento al costo della vita dalla dinamica contrattuale, ma anche le modalit\u00e0 di vigilanza sull\u2019adeguamento salariale. Ad occuparsene era una commissione paritetica composta sia da rappresentanti padronali che sindacali, che non recepiva unicamente gli indicatori elaborati dall\u2019istituto centrale di statistica (ISTAT), ma che vegliava ad una corretta ponderazione delle spese sul bilancio familiare (diversamente da oggi).<\/p>\n\n\n\n<p>Numerose furono le riforme adottate per perfezionare questo sistema nel corso degli anni successivi, malgrado il cambiamento del quadro politico determinato dalla rottura dell\u2019unit\u00e0 antifascista, che si manifesta sul piano politico con l\u2019esclusione dei comunisti dall\u2019area di governo e sul piano sindacale con la fondazione di UIL e CISL da parte di socialisti e democristiani. Nel 1949, gli indici provinciali sul costo della vita vennero uniformati a livello nazionale, mentre nel 1959 la \u201cscala mobile\u201d venne estesa anche al pubblico impiego. Durante tutti i cosiddetti \u201cTrenta gloriosi\u201d, i salari dei lavoratori italiani venivano dunque adeguati trimestralmente all\u2019andamento del costo della vita, tramite un meccanismo di verifica che ne coinvolgeva direttamente i rappresentanti sindacali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il progressivo smantellamento della scala mobile, da Craxi ad Amato<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Sul finire degli anni Settanta, la \u201cscala mobile\u201d inizi\u00f2 per\u00f2 a scricchiolare. Il padronato (e la sua stampa) attaccarono l\u2019adeguamento automatico dei salari additandolo come la causa dei sostenuti ritmi che aveva assunto l\u2019inflazione (che nel 1980 super\u00f2 addirittura il 20%). La CGIL, ormai non pi\u00f9 quella di Giuseppe Di Vittorio ma quella di Luciano Lama, cominci\u00f2 a valutare delle concessioni alla parte padronale, nella forma di un\u2019autolimitazione delle rivendicazioni salariali, in nome della \u201causterit\u00e0\u201d promossa da un PCI ormai impegnato nella costruzione del \u201ccompromesso storico\u201d con la DC. La \u201csvolta\u201d venne sancita in occasione del congresso della CGIL del febbraio 1978, svoltosi all\u2019Eur di Roma, in cui venne accettato un contenimento dei salari in cambio di riforme che garantissero l\u2019occupazione. Le manovre in questo senso erano per\u00f2 gi\u00e0 cominciate da tempo: il governo aveva emanato nell\u2019ottobre del 1976 un decreto legge con cui veniva bloccata l\u2019indennit\u00e0 di contingenza per un anno e mezzo, a cui segu\u00ec l\u2019accordo del gennaio 1977 con cui i sindacati confederali accettarono di modificare le modalit\u00e0 di calcolo di alcune voci del paniere salariale. Venne in particolare concordato di non calcolare il cosiddetto \u201csovrapprezzo termico\u201d nelle tariffe elettriche, rinunciando cos\u00ec a considerare l\u2019importante aumento del costo dell\u2019energia in seguito alla crisi petrolifera del 1973.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/berlinguer-lama-craxi.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"575\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/berlinguer-lama-craxi-1024x575.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14056\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/berlinguer-lama-craxi-1024x575.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/berlinguer-lama-craxi-300x168.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/berlinguer-lama-craxi-768x431.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/berlinguer-lama-craxi-480x269.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/berlinguer-lama-craxi.jpeg 1140w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Enrico Berlinguer, Luciano Lama e Bettino Craxi si fronteggiarono durante tutti i primi anni &#8217;80.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Con il sequestro e l\u2019omicidio Moro, il PCI abbandonava progressivamente la speranza di rientrare nell\u2019area di governo, mentre la DC inaugurava la stagione del \u201cpentapartito\u201d cooptando socialisti e liberali nella conduzione del Paese. La mutazione neoliberista imposta al PSI da Bettino Craxi condusse a nuovi e pi\u00f9 virulenti attacchi alla scala mobile, con gli accordi di San Valentino del 1984. Trasformando in legge l\u2019accordo separato che, escludendo la CGIL, gli industriali avevano siglato con UIL e CISL, il governo Craxi tagli\u00f2 quattro punti di scala mobile (ossia aumentando i salari ben al di sotto di quanto era aumentato il costo della vita). Dopo la lunga stagione dell\u2019unit\u00e0 sindacale, la CGIL veniva esclusa dalla contrattazione collettiva, mentre veniva imposta a tutto il paese una importante riduzione dei salari reali.<\/p>\n\n\n\n<p>Contro tale decisione, la CGIL lanci\u00f2 un referendum volto ad abrogare la legge Craxi e a recuperare il potere d\u2019acquisto sottratto alle classi popolari. La campagna fu durissima, con la stampa padronale intenta ad agitare lo spauracchio di un\u2019inflazione fuori controllo a causa delle eccessive pretese salariali dei lavoratori. Il referendum, tenutosi nel giugno dell\u201985, port\u00f2 alle urne un gran numero di italiani (la partecipazione fu del 78%), ma venne perso dalla sinistra comunista con il 54% di voti favorevoli al decreto. La crisi che toccava la CGIL sin dalla \u201cmarcia dei quarantamila\u201d del 1980 conobbe qui un\u2019ulteriore accelerazione, non riuscendo ad impedire una grave riduzione dei salari reali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/si-pci1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"767\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/si-pci1-767x1024.jpg\" alt=\"\" data-id=\"14066\" data-full-url=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/si-pci1.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?attachment_id=14066\" class=\"wp-image-14066\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/si-pci1-767x1024.jpg 767w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/si-pci1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/si-pci1-768x1026.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/si-pci1-480x641.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/si-pci1.jpg 942w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 100vw, 767px\" \/><\/a><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/no-cisl1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"667\" height=\"951\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/no-cisl1.jpeg\" alt=\"\" data-id=\"14067\" data-full-url=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/no-cisl1.jpeg\" data-link=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?attachment_id=14067\" class=\"wp-image-14067\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/no-cisl1.jpeg 667w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/no-cisl1-210x300.jpeg 210w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/no-cisl1-480x684.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><\/a><\/figure><\/li><\/ul><figcaption class=\"blocks-gallery-caption\"><meta charset=\"utf-8\">I manifesti di favorevoli e contrari all&#8217;abrogazione del decreto sulla scala mobile.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Forte di questo successo, il governo prosegu\u00ec nel suo attacco alla scala mobile. Nel febbraio del 1986 venne approvata una legge che riformava integralmente il suo meccanismo: l\u2019aggiornamento degli indicatori dell\u2019inflazione da trimestrale sarebbe divenuti semestrale, gli aumenti sarebbero stati differenziati per livello salariale, ma soprattutto veniva introdotto un sistema per cui gli adeguamenti avrebbero riguardato solo una parte del salario. L\u2019adeguamento al costo della vita sarebbe stato del 100% per circa un terzo del salario, mentre per i restanti due terzi l\u2019aumento sarebbe stato applicato nella misura del 25%. Il meccanismo originale del 1945 era gi\u00e0 duramente rimesso in discussione, ma il peggio era ancora di l\u00e0 da venire.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio degli anni \u201990, la Confindustria annunci\u00f2 di non voler rinnovare la propria adesione all\u2019accordo del 1986, esprimendo cos\u00ec il totale rigetto padronale della scala mobile. Nel contesto della crisi dell\u2019estate 1992, dopo la conclusione della \u201cmutazione\u201d del PCI (disciolto gi\u00e0 nel febbraio del 1991 per dare vita al PDS) che aveva influenzato fortemente anche la CGIL, i sindacati confederali rinunciarono definitivamente al meccanismo di adeguamento salariale in vigore fin dalla Liberazione. Da allora, gli incrementi delle remunerazioni vengono fissati in base all\u2019inflazione programmata dal governo (generalmente inferiore a quella realmente registrata) e i lavoratori devono accontentarsi di un recupero parziale del proprio potere d\u2019acquisto con un ritardo di 2-3 anni. Una grande conquista operaia venne cos\u00ec perduta sotto gli attacchi padronali di oltre 15 anni e con la colpevole rinuncia da parte dei sindacati confederali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/triplice.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/triplice-1024x538.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14053\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/triplice-1024x538.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/triplice-300x158.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/triplice-768x403.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/triplice-480x252.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/triplice.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>I leader della UIL Pietro Larizza, della CGIL Bruno Trentin e della CISL Sergio D&#8217;Antoni approvarono l&#8217;abolizione della scala mobile.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il sindacalismo di base rilancia la lotta per l\u2019adeguamento dei salari<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>La \u201cmutazione\u201d dei sindacati confederali e la loro arrendevolezza (quando non vera e propria complicit\u00e0) nei confronti dei padroni provocarono un forte risentimento nei lavoratori, sentitisi abbandonati dalle stesse organizzazioni che li avrebbero dovuto difendere. Iniziava cos\u00ec la \u201cstagione dei bulloni\u201d, durante la quale i vertici sindacali di CISL, UIL e CGIL furono duramente contestati per gli accordi al ribasso siglati con la controparte padronale: un periodo il cui nome trae origine da un episodio avvenuto il 13 ottobre 1992 (pochi mesi dopo l\u2019abrogazione della scala mobile), quando il segretario generale della CISL Sergio D\u2019Antoni fu colpito sul labbro da un bullone lanciatogli dal pubblico durante un comizio.<\/p>\n\n\n\n<p>In opposizione alla deriva delle sigle confederali, svariati iscritti e federazioni sindacali si allontanano dalla \u201ctriplice\u201d CGIL-CISL-UIL per costituire nuove organizzazioni pi\u00f9 combattive: sul finire degli anni \u201980 e all\u2019inizio degli anni \u201990 si assiste alla nascita del \u201csindacalismo di base\u201d. A partire dal 1986, in contrasto con i vertici confederali, nascono i COBAS (comitati di base), alcuni dei quali si uniscono nella CIB-UNICOBAS guidata da Stefano d\u2019Errico, mentre altri fondano nel gennaio 1992 la Confederazione unitaria di base (CUB) sotto la direzione di Piergiorgio Tiboni. Per queste organizzazioni, la spirale inflattiva non era provocata dall\u2019aumento incontrollato dei salari, che ne era anzi la conseguenza: visto l\u2019aumento dei prezzi determinato dalle politiche economiche e monetarie, i lavoratori avevano tutto il diritto di reclamare un adeguamento delle proprie retribuzioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/corteo-usb-roma.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/corteo-usb-roma-1024x576.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14062\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/corteo-usb-roma-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/corteo-usb-roma-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/corteo-usb-roma-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/corteo-usb-roma-480x270.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/corteo-usb-roma.jpeg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Il sindacalismo di base ha ripreso la bandiera della scala mobile abbandonata dai sindacati confederali.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Anni dopo, nel 2006, il sindacalismo di base torn\u00f2 dunque all\u2019attacco richiedendo con una iniziativa popolare l\u2019istituzione di una nuova scala mobile, sostenuta puntualmente dal Partito della rifondazione comunista (PRC) e dal Partito dei comunisti italiani (PdCI). In quella occasione, si sottoline\u00f2 come \u201cripristinare la scala mobile significa tornare ad avere salari in grado di reggere i colpi del caro vita. Oggi i lavoratori sono costretti a scioperare per ottenere meno di quanto garantiva loro la vecchia scala mobile, quella abolita nel 1992. Con questa proposta di legge, invece, si vuole ripristinare un sistema di adeguamento automatico delle retribuzioni, svincolato dai contratti nazionali ed utile a restituire dignit\u00e0 ai rinnovi contrattuali\u201d (<a href=\"https:\/\/trcgiornale.it\/una-petizione-per-una-nuova-scala-mobile\/\">leggi qui<\/a>). Il 10 gennaio 2008 si tenne un vertice della maggioranza di centro-sinistra che teneva in piedi il governo guidato da Romano Prodi, in cui Oliviero Diliberto a nome del PdCI (che era parte della maggioranza) chiese di reintrodurre la scala mobile (<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20120111203235\/http:\/www.comunisti-italiani.it\/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=3980\">leggi qui<\/a>). Non se ne fece nulla: quel vertice sar\u00e0 di fatto l&#8217;ultimo atto del governo Prodi, che cadde una decina di giorni dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado questi tentativi non abbiano ottenuto risultati tangibili, la riflessione sulla scala mobile resta aperta e di grande attualit\u00e0. Di fronte all\u2019esplosione dell\u2019inflazione di questi mesi, l\u2019Unione sindacale di base (USB) \u2013 fuoriuscita nel 2010 dalla CUB su posizioni di classe \u2013 ha ricordato il \u201ctradimento\u201d dei sindacati confederali di 30 anni fa, ribadendo la necessit\u00e0 di ristabilire al pi\u00f9 presto la scala mobile: \u201coggi, come mai prima, l&#8217;assenza di un meccanismo di adeguamento dei salari e degli stipendi all&#8217;inflazione sta producendo un vero e proprio collasso della capacit\u00e0 di acquisto delle famiglie\u201d (<a href=\"https:\/\/www.usb.it\/leggi-notizia\/30-anni-fa-la-cancellazione-della-scala-mobile-oggi-come-allora-cgil-cisl-uil-schierate-contro-i-lavoratori-e-le-famiglie-1950-1.html\">leggi qui<\/a>). A quasi 80 anni di distanza dalla sua istituzione, la \u201cscala mobile\u201d rappresenta dunque ancor oggi una grande vittoria operaia, inghiottita dalla voragine sociale degli anni \u201990 e che solo la lotta pu\u00f2 permettere di riconquistare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 l\u2019estate del 1992. Il processo di decomposizione dell\u2019Unione Sovietica promosso da Boris Eltsin procede spedito, mentre la guerra torna a fare capolino in Europa con l\u2019incendio divampato nei Balcani a seguito della dissoluzione della Jugoslavia. In Italia, dalla primavera si susseguono gli arresti di politici di primo piano coinvolti nell\u2019inchiesta \u201cMani pulite\u201d. Le elezioni di aprile consacrano l\u2019arretramento dei partiti storici e l\u2019ascesa della Lega Nord, che ottiene oltre l\u20198% dei suffragi e 80 seggi in parlamento. Il 23 maggio e il 19 luglio si consuma l\u2019assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, in prima linea nella lotta alla<\/p>\n","protected":false},"author":17693,"featured_media":14058,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,258],"tags":[],"coauthors":[6809],"class_list":["post-14046","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia-e-lavoro","category-resistenza-storica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/17693"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14046"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14046\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14068,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14046\/revisions\/14068"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/14058"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14046"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=14046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}