{"id":13980,"date":"2022-08-19T12:56:01","date_gmt":"2022-08-19T12:56:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13980"},"modified":"2022-08-19T12:57:15","modified_gmt":"2022-08-19T12:57:15","slug":"un-capolavoro-azero-e-finito-per-caso-nel-miserando-guazzabuglio-di-una-generale-mediocrita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13980","title":{"rendered":"Un capolavoro azero \u00e8 finito per caso nel miserando guazzabuglio di una generale mediocrit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Corti o lunghi cambia poco, se arrivano da Cuba son degli sconclusionati sogni di un lavoratore senza troppa coscienza di classe, se arrivano dal Nicaragua devono parlare male del presidente Daniel Ortega, se sono russi devono essere antirussi e ci devono spiegare che Stalin e quindi Putin e tutte e tutti i russi di oggi son dei cattivoni, ugualmente se il film \u00e8 ucraino deve mostrare la grande solidariet\u00e0 tra nazisti, femministe e omosessuali, uniti contro ovviamente sempre i cattivoni russi, con il solito codazzo di piagnistei solidali a tutte le ore per l\u2019Ucraina, in verit\u00e0 non il suo popolo, ma per il poco raccomandabile Zelenskij e la sua smania di armi e ancora armi, per poter non finire pi\u00f9 questa tragica guerra. Se si parla di lotta di liberazione nel 1974 del popolo angolano spuntano gli zombi, se si finge di avere un approccio antropologico navigando in mezzo all\u2019oceano Pacifico, si finisce in una farsetta sanguinolenta che fa un miscuglio miserevole di miti malesiani e indonesiani, se si vince il Pardo d\u2019Oro ci deve essere del sesso estremo e non si capisce se si voglia denunciare o compiacersi della violenza. Gli orientamenti dunque del Festival sono sempre chiari e netti, ribaditi anche in apertura di manifestazione (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13915\">leggi qui<\/a>), il Festival deve suonare le trombe del sistema liberale, infischiarsene della storica neutralit\u00e0 elvetica e poco importa se alla fine il suono \u00e8 quello stridulo della trombetta della pellicola \u201cmedievale\u201d italiana, modestissima e imbarazzante per sceneggiatura e realizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto come detto gi\u00e0 anni fa (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6801\">leggi qui<\/a>) conta il pubblico, sempre generoso e sempre numeroso, <em>in primis<\/em> quello pagante ticinese, che nella serata libera dei primi giorni di agosto si riversa nella piazza Grande sapendo di essere pi\u00f9 lui il protagonista dell\u2019evento piuttosto che i fotogrammi che scorrono sullo schermo pi\u00f9 grande del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo suona amara o come un inverecondo scherzo l\u2019aggiunta alla sigla di testa che parla di \u201ccinefilia illimitata\u201d, l\u2019amore per il bel cinema \u00e8 travolto dalla modestia e dalla mediocrit\u00e0 delle proposte, tiranneggiate dai distributori e dai produttori, che promuovono autori e registi ignoranti fino all\u2019imbarazzo, come quando il critico e inviato de \u201cLa Regione\u201d pone loro qualche domanda in merito a quelli che dovrebbero essere i loro naturali riferimenti cinefili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/OC1296464_P3001_303955.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"539\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/OC1296464_P3001_303955.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13981\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/OC1296464_P3001_303955.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/OC1296464_P3001_303955-300x158.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/OC1296464_P3001_303955-768x404.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/OC1296464_P3001_303955-480x253.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>&#8220;Ultima proiezione&#8221; di <meta charset=\"utf-8\">Darezhan Omirbaev.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo miserando guazzabuglio scompare quasi affogato da tanta mediocrit\u00e0 il poco che si pu\u00f2 salvare. \u201cUltima proiezione\u201d dello straordinario regista kazako <strong>Darezhan Omirbaev<\/strong>, autore di capolavori come \u201cStudente\u201d e \u201cPoeta\u201d, ma infilato non si sa perch\u00e9 tra i \u201cPardi di domani\u201d, racconta la fuggevole impalpabilit\u00e0 di un amore giovanile nel cuore di un ragazzo che alle superiori preferisce il sogno dell\u2019arte alla noia della matematica, poi per caso o per sbaglio, data la coproduzione svizzera, un altro capolavoro, ovviamente snobbato dalla giuria, \u201cIl sermone ai pesci\u201d dell\u2019azero <strong>Hilal Baydarov<\/strong> arriva in concorso. \u00c8 la storia dolente di guerra e inquinamento, di petrolio e solitudine, di amore per la terra e le proprie radici, le immagini sono di una bellezza commovente, arricchite da una fotografia intensa che valorizza il campo lungo, ovvero il cinema, soffocato in questi anni da cineprese a spalla ballerine che stanno addosso ai protagonisti e ai dettagli del racconto con danno colossale per la narrazione cinematografica. \u201cIl sermone ai pesci\u201d, titolo ispirato al meraviglioso dipinto di Paolo Veronese che illustra la celebre predica agli abitanti dei mari del poverello di Lisbona, meglio noto come sant\u2019Antonio da Padova, \u00e8 la prima pellicola di una trilogia che abbraccer\u00e0 anche gli uccelli e il vuoto. Nel film la sorella di Davud intanto abbraccia la natura che la circonda, confondendo i suoi neri e intensi occhi e altrettanto scuri capelli nel folto dei prati, lungo le strade, le sue mani si fanno rami tra gli alberi, che, piegati da secolari venti, colorano d\u2019oro intenso le foglie nell\u2019approssimarsi dell\u2019autunno che \u00e8 tramonto non solo della stagione feconda, ma anche metaforicamente della vita. Va ricordato che Bayadarov gi\u00e0 si era fatto apprezzare a Venezia nel 2020 per il pregevolissimo \u201cTra le sparse morti\u201d, in cui poesia e immagini si fondevano indicando un percorso in cui ha dimostrato di procedere progredendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Locarno chiude la sua 75\u00b0 edizione con i consueti trionfalismi: bene, evviva, hip hip hurr\u00e0! Il coraggio di aprirsi a tutto il mondo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, rinserrati nel fortino occidentale Locarno, al pari di Berlino, Cannes, Venezia, ci racconta che dobbiamo diventare un coro a un sola voce, quella dei valori dell\u2019individualismo e del liberalismo, con tutto il contorno di declinazioni civili che questi ultimi anni ci hanno regalato. La tiritera abbraccia come detto quasi ogni produzione presentata, dai corti e lunghi, alle realt\u00e0 virtuali e alla video-arte. \u00c8 cinema e sono festival che si trovavano gi\u00e0 in guerra con il resto del pianeta, i suoi valori e si suoi sentimenti da prima del febbraio 2022. \u00c8 tutto un battersi le mani guardandosi allo specchio, al pari delle Mostre d\u2019Arte Cinematografica di Venezia del secondo conflitto mondiale, in cui, oltre alle pellicole italiane si proiettavano solo quelle dell\u2019alleato tedesco e delle nazioni occupate, tra frenetiche acclamazioni di giubilo. Al pari di oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corti o lunghi cambia poco, se arrivano da Cuba son degli sconclusionati sogni di un lavoratore senza troppa coscienza di classe, se arrivano dal Nicaragua devono parlare male del presidente Daniel Ortega, se sono russi devono essere antirussi e ci devono spiegare che Stalin e quindi Putin e tutte e tutti i russi di oggi son dei cattivoni, ugualmente se il film \u00e8 ucraino deve mostrare la grande solidariet\u00e0 tra nazisti, femministe e omosessuali, uniti contro ovviamente sempre i cattivoni russi, con il solito codazzo di piagnistei solidali a tutte le ore per l\u2019Ucraina, in verit\u00e0 non il suo popolo,<\/p>\n","protected":false},"author":16407,"featured_media":13983,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,13,8415],"tags":[],"coauthors":[264],"class_list":["post-13980","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-culturaeventi","category-opinione","category-speciale-pardo-2022"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13980","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13980"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13980\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13984,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13980\/revisions\/13984"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/13983"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13980"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13980"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13980"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=13980"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}