{"id":13964,"date":"2022-08-13T13:44:19","date_gmt":"2022-08-13T13:44:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13964"},"modified":"2022-08-13T13:44:20","modified_gmt":"2022-08-13T13:44:20","slug":"la-propaganda-di-guerra-in-scena-a-locarno-amleto-al-servizio-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13964","title":{"rendered":"La propaganda di guerra in scena a Locarno: Amleto al servizio della NATO?"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Molti assumono l&#8217;atteggiamento di uno che stia sotto il tiro dei cannoni, mentre sono semplicemente sotto il tiro dei binocoli da teatro. Vanno gridando le loro generiche rivendicazioni in un mondo amico della gente innocua. (\u2026) Considerano verit\u00e0 solo ci\u00f2 che ha un bel suono. Se la verit\u00e0 ha a che fare con cifre, con fatti, se \u00e8 cosa arida, che per essere trovata richiede sforzo e studio, allora non \u00e8 una verit\u00e0 che faccia per loro, non ha nulla che li possa inebriare. Solo esteriormente hanno l&#8217;atteggiamento di chi dice la verit\u00e0.<\/em><\/p><cite>Bertolt Brecht, <meta charset=\"utf-8\">\u201cCinque difficolt\u00e0 per chi scrive la verit\u00e0\u201d (1935).<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Abbiamo gi\u00e0 riferito su questo portale della tendenza del festival del film di Locarno a rifugiarsi in un \u201cmondo amico\u201d attraverso l\u2019esclusione di Paesi e registi non allineati agli interessi occidentali (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13915\">leggi qui<\/a>). Una pellicola selezionata dalla giuria della \u201cSemaine de la critique\u201d ci fornisce l\u2019occasione per mettere maggiormente a fuoco questa dinamica, tesa a confortare il pubblico locarnese nelle sue certezze, anzich\u00e9 a suscitare dubbi, riflessioni, critiche. Selezionando solo racconti che hanno \u201cun bel suono\u201d, non si rende per\u00f2 servizio alla verit\u00e0, come ci ricorda Brecht nelle sue \u201cCinque difficolt\u00e0 per chi scrive la verit\u00e0\u201d (1935).<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cThe Hamlet Syndrome\u201d, film tedesco-polacco diretto da <strong>Elwira Niewiera<\/strong> e <strong>Piotr Roso\u0142owski<\/strong>, si inserisce proprio in questo filone. Volendo ritrarre \u201cla giovane generazione ucraina segnata dalla guerra e dagli sconvolgimenti politici dal 2014\u201d, una regista ucraina va alla ricerca degli \u201cAmleti\u201d del suo tempo, ossia dei giovani che gli avvenimenti degli ultimi anni hanno posto di fronte al celebre interrogativo shakespeariano: \u201cEssere o non essere?\u201d. Nelle vicende personali dei protagonisti del film, questa domanda si traduce in svariate declinazioni: \u201cFare o non fare?\u201d, \u201cProtestare o rinunciare?\u201d, \u201cCombattere o non combattere?\u201d, \u201cUccidere o risparmiare?\u201d, \u201cVivere o morire?\u201d. I protagonisti della pellicola sono infatti degli ex soldati che hanno combattuto nelle fila dell\u2019esercito ucraino durante la guerra civile in Donbass, affiancati da alcuni militanti dell\u2019Euromaidan che pochi mesi prima avevano rovesciato il governo di <strong>Viktor Janukovyc<\/strong>. Patrioti e rivoluzionari, nazionalisti di destra e femministe: questo \u00e8 il \u201cmelting pot\u201d della giovent\u00f9 ucraina descritto dal film, le cui divergenze vengono ammorbidite e soppresse dalla comune esperienza teatrale in preparazione, appunto, dell\u2019Amleto. E cos\u00ec, il soldato arruolatosi in un fantomatico \u201cbattaglione di volontari\u201d, proveniente dalla Galizia in cui \u201cla destra radicale \u00e8 molto forte\u201d, rimette in discussione la sua omofobia e invita al battesimo della figlia nientemeno che lo stilista omosessuale fuggito da Donetsk.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/hamlet2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"554\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/hamlet2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13969\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/hamlet2.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/hamlet2-300x162.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/hamlet2-768x416.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/08\/hamlet2-480x260.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>In &#8220;The Hamlet Syndrome&#8221;, il teatro viene utilizzato per metabolizzare i traumi della guerra. Chi l&#8217;abbia scatenata non viene per\u00f2 menzionato. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Certo, questa \u00e8 una verit\u00e0 che ha \u201cun bel suono\u201d: il teatro, la cultura capaci di abbattere i pregiudizi e di avvicinare le persone in una altrimenti impossibile armonia. Peccato che la realt\u00e0 ucraina abbia ben poco a che vedere con l\u2019edificante quadretto restituito dal film. Lo stesso attore-stilista ricorda il pestaggio subito dai \u201cnazi\u201d un anno prima, proprio nella \u201clibera Ucraina\u201d in cui era fuggito per cercare rifugio dall\u2019omofobia dilagante nel Donbass. Questo \u00e8 per\u00f2 l\u2019unico riferimento ad una realt\u00e0 accuratamente occultata dalla produzione tedesco-polacca. La realt\u00e0 di un colpo di Stato, quello di Euromaidan, pilotato direttamente dall\u2019ambasciata USA e che ha coinvolto, oltre alla colta borghesia occidentalizzata di Kiev, anche \u2013 e soprattutto \u2013 formazioni squadriste di estrema destra come Pravy Sektor e svariati battaglioni paramilitari di ispirazione nazista. La realt\u00e0 di un conflitto avviato dal governo golpista di <strong>Oleksandr Turcynov<\/strong> contro il suo stesso popolo, affidando la repressione delle proteste anti-Maidan nel Donbass ad un vero e proprio nazista come <strong>Andrej Parubji<\/strong> (co-fondatore del partito &#8220;Svoboda&#8221;). La realt\u00e0 di un governo profondamente intollerante, non solo omofobo ma soprattutto anti-russo e anti-comunista, che ha condannato sindacati, organizzazioni antifasciste e partiti politici (a partire da quello comunista) ad una durissima repressione squadrista proprio a partire dal 2014. Insomma, oltre al soldato inviato \u201csul fronte\u201d a massacrare il suo stesso popolo e alla militante femminista che gridava alla \u201crivoluzione\u201d su piazza Maidan, nel film avrebbe certamente dovuto trovare spazio la storia di giovani come <strong>Vadim Papura<\/strong>, militante della Giovent\u00f9 comunista di Odessa, vittima della violenza fascista sguinzagliata da USA e UE. Peccato che Vadim fosse gi\u00e0 morto, bruciato vivo nel rogo della Casa dei Sindacati della sua citt\u00e0 avvenuto il 2 maggio 2014 ad opera dei battaglioni nazisti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tentativo di descrivere i pregi di una \u201csociet\u00e0 aperta\u201d (Soros docet) come quella ucraina, in cui nazisti ed omosessuali possono convivere ed anzi addirittura collaborare senza problemi, uniti dall\u2019odio per \u201cl\u2019orco russo\u201d, \u201cThe Hamlet Syndrome\u201d scade nel grottesco, occultando degli aspetti essenziali per comprendere la realt\u00e0 ucraina e la natura stessa del conflitto in corso. Una verit\u00e0 dal \u201cbel suono\u201d, per riprendere Brecht, confezionata espressamente per \u201cun mondo amico dalla gente innocua\u201d: non stupisce dunque che il film sia stato finanziato dall\u2019industria cinematografica europea (Arte, Canal+, ecc.), n\u00e9 che il cast si sia presentato sul \u201cred carpet\u201d locarnese esibendo cartelloni inneggianti all\u2019invio di armi e alla \u201cgloria dell\u2019Ucraina\u201d. Anche il festival di Locarno ha cos\u00ec fatto la sua parte nell\u2019ampia operazione di propaganda di guerra lanciata dai media mainstream occidentali con l\u2019obiettivo di sostenere lo sforzo bellico ucraino, strettamente funzionale agli interessi americani (forse un po\u2019 meno a quelli europei). \u00c8 qui mancato del tutto il coraggio di scrivere la verit\u00e0 di cui parlava Brecht (e ci permettiamo sommessamente di dire che \u00e8 mancato anche a chi questo film lo ha premiato):<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Sembra cosa ovvia che colui che scrive scriva la verit\u00e0, vale a dire che non la soffochi o la taccia e non dica cose non vere. Che non si pieghi dinanzi ai potenti e non inganni i deboli. Certo, \u00e8 assai difficile non piegarsi dinanzi ai potenti ed \u00e8 assai vantaggioso ingannare i deboli. Dispiacere ai possidenti significa rinunciare al possesso. Rinunciare ad essere pagati per il lavoro prestato pu\u00f2 voler dire rinunciare al lavoro e rifiutare la fama presso i potenti significa spesso rinunciare a ogni fama. Per farlo, ci vuole coraggio.<\/em><\/p><cite><meta charset=\"utf-8\">Bertolt Brecht, <meta charset=\"utf-8\">\u201cCinque difficolt\u00e0 per chi scrive la verit\u00e0\u201d (1935).<\/cite><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti assumono l&#8217;atteggiamento di uno che stia sotto il tiro dei cannoni, mentre sono semplicemente sotto il tiro dei binocoli da teatro. Vanno gridando le loro generiche rivendicazioni in un mondo amico della gente innocua. (\u2026) Considerano verit\u00e0 solo ci\u00f2 che ha un bel suono. Se la verit\u00e0 ha a che fare con cifre, con fatti, se \u00e8 cosa arida, che per essere trovata richiede sforzo e studio, allora non \u00e8 una verit\u00e0 che faccia per loro, non ha nulla che li possa inebriare. 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