{"id":13915,"date":"2022-08-04T14:42:56","date_gmt":"2022-08-04T14:42:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13915"},"modified":"2022-08-06T08:44:34","modified_gmt":"2022-08-06T08:44:34","slug":"le-visioni-di-marco-solari-tra-memoria-selettiva-ed-esclusione-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13915","title":{"rendered":"Le visioni di Marco Solari, tra memoria selettiva ed esclusione politica"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019orrore, il male assoluto, la bestialit\u00e0. Contro questi e altri mali, nelle intenzioni del suo presidente Marco Solari, verrebbe anche quest\u2019anno in nostro soccorso il \u201cLocarno Festival\u201d (noto fino al 2017 sotto il nome di \u201cFestival internazionale del film di Locarno\u201d, prima di un\u2019impropria quanto significativa <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6703\">svolta lessicale<\/a>). Faro di luce e di civilt\u00e0 nel mare di tenebre del 2022, la kermesse locarnese \u00e8 stata indicata da tutti i relatori alla cerimonia di inaugurazione di ieri come un insostituibile viatico agli orrori della \u201cguerra medievale\u201d (Manuele Bertoli dixit) combattuta in Ucraina. Il cinema, \u201cfinestra aperta sul mondo\u201d, permetterebbe infatti di stimolare la riflessione ed evitare gli errori del passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Molte le parole spese nell\u2019elogio di Locarno (e pi\u00f9 in generale del Ticino) quale lido sicuro contro i \u201ctotalitarismi\u201d, sul piano politico prima ancora che su quello cinematografico. Il consigliere federale Alain Berset ha tenuto a ricordare il soggiorno ticinese dell\u2019anarchico Mikhail Bakunin (cui la citt\u00e0 di Locarno ha rifiutato pochi anni fa di intitolare una piazza), poi seguito dall\u2019inossidabile Solari che ha lodato l\u2019accoglienza riservata dal Ticino agli esuli antifascisti italiani di fede socialista, liberale, anarchica. Il presidente del Festival ha quanto meno avuto il buon cuore (o la malizia?) di non citare i comunisti, il cui partito nel 1940 fu messo fuori legge anche nella democratica Svizzera ed i cui dirigenti italiani (come Togliatti, Longo o Terracini) avevano dovuto abbandonare la Confederazione braccati dalla polizia elvetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Le curiose \u201cdimenticanze\u201d storiche di Marco Solari si aggiungono ad una particolare concezione del ruolo del Festival. Il programma, in cui certamente non mancano le pellicole di valore e d\u2019interesse (come verificheremo in questi giorni e provvederemo senz\u2019altro a riferire su sinistra.ch), si distingue per l\u2019assenza di tutta una \u201cfetta di mondo\u201d <em>de facto<\/em> esclusa dai concorsi e dalle proiezioni. Fatta eccezione per \u201cSkazka\u201d dell\u2019anticomunista Alexander Sokurov, da tempo noto per le sue posizioni contro il governo russo, il concorso internazionale non presenta alcun lungometraggio proveniente da quei Paesi che si stanno orientando verso il multipolarismo (come Russia e Cina). Lo stesso dicasi per le altre sezioni del programma.<\/p>\n\n\n\n<p>Risulta pertanto difficile comprendere come Locarno possa rappresentare, come l\u2019ha descritta il ministro della cultura Berset, una \u201ccapitale culturale\u201d, n\u00e9 tantomeno come questa edizione del festival possa rappresentare un\u2019occasione di incontro e di scambio. Prevale invece l\u2019impressione di una volont\u00e0 di scontro, che si manifesta nell\u2019esclusione di registi e film non allineati e sicuramente poco graditi all\u2019industria culturale occidentale infeudata agli interessi imperialisti di USA e NATO. Significative in questo senso le parole del direttore artistico Giona Nazzaro, felice di poter vedere \u201csolo amici\u201d nel pubblico del festival: ebbene quale scambio, quale dialogo si pu\u00f2 avere senza oppositori, senza critici, senza promotori di tesi e approcci diversi?<\/p>\n\n\n\n<p>Invece di considerare questa edizione come l\u2019\u201canno 1\u201d del Festival, varrebbe la pena fare tesoro della sua ricca storia, ripercorsa da un recente <a href=\"https:\/\/www.playsuisse.ch\/watch\/1356342?locale=it\">documentario<\/a> di Lorenzo Buccella. Invece di circondarsi di amici, negli anni \u201950 l\u2019allora direttore Vinicio Beretta non si cur\u00f2 delle feroci critiche anticomuniste della stampa confederata quando apr\u00ec il Festival al cinema sovietico, dovendo far fronte a veti e difficolt\u00e0, ma tenendo comunque le porte aperte ai paesi dell\u2019Est in nome del dialogo e del confronto culturale. \u00c8 curioso osservare quanto l\u2019intolleranza <em>liberal<\/em> della nostra epoca, tutta intenta a combattere le \u201cinfiltrazioni totalitariste\u201d, abbia in comune con l\u2019intolleranza maccartista degli anni \u201950. Gli strumenti, i toni e la visione dicotomica sono essenzialmente gli stessi di quegli anni. Se queste sono le visioni di Marco Solari per riorientare e rilanciare il Festival di Locarno, non possiamo che dichiarare nuovamente la nostra contrariet\u00e0 (gi\u00e0 espressa in passato su <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=6801\">questo portale<\/a>), che ci pare corrisponda peraltro alla storia e alla tradizione stessa del Festival.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019orrore, il male assoluto, la bestialit\u00e0. Contro questi e altri mali, nelle intenzioni del suo presidente Marco Solari, verrebbe anche quest\u2019anno in nostro soccorso il \u201cLocarno Festival\u201d (noto fino al 2017 sotto il nome di \u201cFestival internazionale del film di Locarno\u201d, prima di un\u2019impropria quanto significativa svolta lessicale). Faro di luce e di civilt\u00e0 nel mare di tenebre del 2022, la kermesse locarnese \u00e8 stata indicata da tutti i relatori alla cerimonia di inaugurazione di ieri come un insostituibile viatico agli orrori della \u201cguerra medievale\u201d (Manuele Bertoli dixit) combattuta in Ucraina. 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