{"id":13857,"date":"2022-06-17T10:01:00","date_gmt":"2022-06-17T10:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13857"},"modified":"2022-07-20T08:01:26","modified_gmt":"2022-07-20T08:01:26","slug":"carovita-diritto-allo-studio-e-precarieta-ci-vuole-un-salario-studentesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13857","title":{"rendered":"Carovita, diritto allo studio e precariet\u00e0: ci vuole un salario studentesco!"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) prende atto del preoccupante andamento dell\u2019inflazione e del conseguente aumento del carovita dovuto all\u2019aumento generalizzato dei prezzi. Un contesto che precarizza ulteriormente la vita studentesca e mette in discussione il diritto allo studio, in cui secondo delle rilevazioni dell\u2019UST precedenti alla pandemia (!), 3 studenti su 4 in Svizzera svolgono un\u2019attivit\u00e0 remunerativa \u00e0 c\u00f4t\u00e9 degli studi, rappresentando mediamente il 40% delle entrate mensili. Se prima dell\u2019arrivo della pandemia, molti studenti abbandonavano gli studi per motivi finanziari e problemi legati dovuti alla difficolt\u00e0 a seguire i contenuti di studio \u2013 perch\u00e9 verosimilmente assorbiti dal tempo dedicato al lavoro per poter garantire il proprio sostentamento \u2013 la situazione che si sta profilando in questo periodo rischia di aggravare una condizione studentesca gi\u00e0 fortemente precaria!<\/p>\n\n\n\n<p>Tra scoppio del conflitto in Ucraina e fenomeni speculativi dovuti alla concentrazione di capitali, posizioni oligopolistiche e di dominazione del mercato, il rincaro dei prezzi dei prodotti di consumo supera attualmente il 3% ed erode sensibilmente il potere d\u2019acquisto della classe salariale. Un aumento di tale portata non si registrava da diversi anni e non sembra volersi stabilizzare. Una riduzione del potere d\u2019acquisto e dunque dei fondi destinati alla formazione della popolazione ticinese che rischia seriamente di compromettere il percorso formativo di uno studente, in particolar modo delle fasce medie e medio-basse di reddito!<\/p>\n\n\n\n<p>Per far fronte al problema dell\u2019inflazione, il consigliere federale Guy Parmelin ha invitato le parti sociali a presentarsi sul tavolo delle trattative per un adeguamento dei salari all\u2019andamento dell\u2019inflazione, escludendo pertanto un intervento pubblico a sostegno della domanda: dello stesso avviso troviamo l\u2019esecutivo ticinese. Il SISA non si trova totalmente d\u2019accordo. Lo Stato non pu\u00f2 e non deve deresponsabilizzarsi dai suoi compiti regolatori e redistribuivi in favore delle famiglie, della classe lavoratrice e del corpo studentesco! \u00c8 arrivata l\u2019ora di rivendicare un cambiamento di rotta, verso un maggior intervento pubblico sui livelli salariali, sui fenomeni speculativi e sui contributi sociali!<\/p>\n\n\n\n<p>Non sfugge alla memoria del sindacato studentesco l\u2019introduzione della legge sugli aiuti allo studio (LAst) del 2015, con cui le autorit\u00e0 cantonali sono riusciti con un escamotage contabile a ridurre il contributo al corpo studentesco: una fetta considerevole di beneficiari provenienti dalle fasce di reddito medio e medio-basse sono state di fatto escluse. Una politica di austerit\u00e0 che ha ulteriormente aggravato la situazione di diverse famiglie e studenti ticinesi. Nonostante le battaglie del SISA abbiano permesso un rafforzamento delle borse di studio \u2013 passando dal tetto massimo di un contributo di 16\u2019000.- CHF a 20\u2019000.- CHF, a fronte di una spesa annua di circa 25\u2019000.- CHF come indicato dall\u2019UST \u2013 gran parte della popolazione studentesca che necessiterebbe di un aiuto finanziario non riceve alcun sostegno. Ci\u00f2 a fronte di una condizione di studio che peggiora costantemente!<\/p>\n\n\n\n<p>Tra pandemia e inflazione assistiamo ad un fenomeno duplice: da un lato, la ricchezza si concentra ulteriormente nelle mani di pochi a cui seguono regali fiscali vergognosi, dall\u2019altro la classe lavoratrice si pauperizza e precarizza. Un fenomeno che accresce le disparit\u00e0 sociali, ma soprattutto mette in discussione i diritti sociali fondamentali come il diritto allo studio! Le autorit\u00e0 non posso assistere passivamente a questa situazione. Per questa ragione il SISA rivendica una revisione dei criteri di calcolo per l\u2019ottenimento di una borsa di studio e l\u2019abrogazione del sistema di prestiti! Ma non solo! \u00c8 arrivata l\u2019ora che le autorit\u00e0 cantonali aprano la strada all\u2019introduzione di un salario studentesco di 1\u2019500.- CHF mensili \u2013 da generalizzare successivamente a livello federale \u2013 come gi\u00e0 avviene con successo in Danimarca! Non una boutade, ma uno strumento concreto d\u2019affiancare alle borse di studio per garantire il diritto allo studio, sgravare i costi di studio dai bilanci domestici, rafforzando cos\u00ec il potere d\u2019acquisto a sostegno dell\u2019economia locale!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) prende atto del preoccupante andamento dell\u2019inflazione e del conseguente aumento del carovita dovuto all\u2019aumento generalizzato dei prezzi. 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