{"id":13813,"date":"2022-07-11T17:33:23","date_gmt":"2022-07-11T17:33:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13813"},"modified":"2022-07-11T17:33:23","modified_gmt":"2022-07-11T17:33:23","slug":"italia-1982","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13813","title":{"rendered":"Italia 1982"},"content":{"rendered":"\n<p>Qualcuno quel giorno aveva dieci anni, qualcuno molti di pi\u00f9, qualcuno ancora non era neppure nato, eppure tutti sanno che cosa sia successo la notte dell\u201911 luglio del 1982. I calciatori all\u2019epoca non cantano l\u2019inno e lo straordinario telecronista Nando Martellini sulle note di Mameli pu\u00f2 scandire i nomi dei calciatori, per quei milioni di italiani arrivati al calcio solo quella notte e che non passano le domeniche tra le radioline di \u201cTutto il calcio minuto per minuto\u201d, con la sua inconfondibile sigla jazz, \u201cpa-pa-pa, para \u2013 pa para papa paparapa!\u201d e \u201c90\u00b0 minuto\u201d di Paolo Valenti, con un\u2019altra celebre sigla che in novanta secondi riassume la passione degli italiani, con uno stadio che si riempie e si svuota. Oggi, che abbiamo negli stadi decine e decine di telecamere, fa tenerezza ricordare quelle immagini sgranate, quei servizi di due o tre minuti, eppure in molti casi \u00e8 stato per anni il solo modo per vedere gli eroi della pedata senza andare allo stadio.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo a quella notte di trionfo, i catenacciari Cesare Maldini, vero allenatore di quella nazionale, e il Commissario Tecnico Enzo Bearzot, padre premuroso e capogruppo, tolgono il numero 10 azzurro, l\u2019infortunato fiorentino Antognoni per un terzino marcatore, il diciottenne interista Beppe Bergomi e dopo qualche minuto l\u2019opaco Graziani lascia il posto ad un altro scoppiettante nerazzurro: Alessandro Altobelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi quindi i giocatori di quella partita contro i tedeschi, conclusa 0 a 0 dopo il primo tempo con un rigore sbagliato da Cabrini. Zoff in porta, davanti a lui Scirea libero, Collovati, Bergomi, Oriali e Gentile in marcatura, Cabrini terzino di fatto libero da obblighi di controllo sugli avversari a sinistra, Conti a destra, Tardelli in mezzo, Altobelli e Paolo Rossi davanti. Il classico 5 \u2013 3 \u2013 2 del catenaccio di Nereo Rocco, fatto proprio da Maldini e tanto esaltato da Giuanin Brera.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo tempo, il partigiano presidente si esalta in tribuna, Sandro Pertini esulta, Rossi, Tardelli e Altobelli siglano un 3 a 1 che fa l\u2019Italia Campione del mondo per la terza volta e lui comincia a gridare: \u201cNon ci prendono pi\u00f9, non ci prendono pi\u00f9!\u201d, come quell\u2019altra volta, molto tempo prima, quando su una rocambolesca barca, insieme a Ferruccio Parri, ha fatto espatriare verso la Francia il padre del socialismo riformista italiano, Filippo Turati. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La canzone di Toto Cotugno sull\u2019italiano vero arriver\u00e0 solo l\u2019anno successivo a Sanremo, ma intanto Pertini si arrabbia con Zoff perch\u00e9 di ritorno sull\u2019aereo presidenziale perde, in realt\u00e0 per un suo errore, a scopone contro Bearzot e Causio, di cui il presidente diverr\u00e0 grande amico.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia l\u2019inflazione aiuta l\u2019economia, la nuova banconota da mille lire con Marco Polo e le 500 lire bimetalliche si trovano in quantit\u00e0 nelle tasche degli italiani, l\u2019estate tutti vanno al mare, sotto gli ombrelloni, mentre i bambini si dividono tra bigliardini e primi rudimentalissimi videogiochi, Space Invaders e pochi altri, i ragazzi un po\u2019 pi\u00f9 grandi si destreggiano con i flipper e i jukebox che ancora pescano i dischi e li mettono in ascolto, quell\u2019estate furoreggia Franco Battiato che vende un milione tra dischi e le prime audiocassette de \u201cLa voce del padrone\u201d, restando al primo posto in classifica per diciotto settimane tra maggio e ottobre, \u201cBandiera bianca\u201d, \u201cCuccurucuc\u00f9\u201d e \u201cCentro di gravit\u00e0 permanente\u201d invadono gli spazi tra sabbia e salsedine molto pi\u00f9 di \u201cSar\u00e0 la nostalgia\u201d di Sandro Giacobbe, \u201cUn\u2019estate al mare\u201d di Giuni Russo e la \u201cDomenica bestiale\u201d di Fabio Concato, che inseguono il siciliano nelle vendite e nelle classifiche.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/formica-andreatta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"810\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/formica-andreatta-1024x810.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13816\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/formica-andreatta-1024x810.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/formica-andreatta-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/formica-andreatta-768x608.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/formica-andreatta-480x380.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/formica-andreatta.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Beniamino Andreatta e Rino Formica al giuramento del nuovo governo Spadolini.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Al governo intanto si litiga, Beniamino Andreatta, che sar\u00e0 con Draghi e Ciampi anni dopo l\u2019autore delle privatizzazioni e della svendita del paese, in quell\u2019estate intavola una furibonda lite con il socialista Rino Formica, perch\u00e9 come riuscir\u00e0, vuole sganciare la Banca d\u2019Italia dal governo e per farlo accusa Formica, che si oppone, di socialismo nazionalista, arrivando a parlare di nazional-socialismo, fatto che manda su tutte le furie non solo Formica notorio antifascista, ma anche Pertini suo amico e compagno di partito. A farne le spese sar\u00e0 il primo presidente del consiglio non democristiano, il repubblicano Giovanni Spadolini, chiamato di gran corsa un anno prima a capo del governo per mettere una pezza al coinvolgimento della Democrazia Cristiana nella loggia massonica P2 di Licio Gelli. Resta il fatto che il colpo di Andreatta contro la Banca d\u2019Italia \u00e8 stata la prima picconata contro la sovranit\u00e0 economica italiana, ma allora nessuno, o troppo pochi, se ne sono accorti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo intanto prosegue il suo cammino, Breznev mancher\u00e0 a novembre, Reagan e la Thatcher liberalizzano e licenziano, Wojtyla finanza l\u2019opposizione anticomunista non solo in Polonia con i soldi del Banco Ambrosiano e la copertura dello IOR, Roberto Calvi \u00e8 stato impiccato sul ponte dei frati neri di Londra il giorno prima dell\u2019opaca partita dell\u2019Italia con il Per\u00f9 nel primo turno dei mondiali. Intanto i sandinisti nicaraguensi resistono ai mercenari pagati dall\u2019amministrazione statunitense, il vescovo salvadoregno Oscar Romero \u00e8 stato ucciso da un paio di anni dagli squadroni della morte, il sanguinario dittatore Augusto Pinochet insanguina il Cile mentre la nazionale torna dopo otto anni al mondiale, in cui per fortuna argentini e inglesi non si incontrano, visto che proprio nelle ore d\u2019apertura del campionato mondiale hanno smesso di risuonare i cannoni della guerra delle Malvinas\/Falkland.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte di Madrid Nando Martellini ripete, gridare non \u00e8 mai stato nel suo stile, tre volte \u201cCampioni del mondo!\u201d e per tutta l\u2019estate le reti della finale e soprattutto quelle contro l\u2019Argentina di Maradona realizzate da Tardelli e Cabrini, poi le tre di Rossi contro il Brasile galattico di Zico, Junior, Falcao, Cerezo, Socrates, Eder e compagni e le due ai polacchi di Boniek in semifinale vengono ripetute all\u2019infinito su tutti i canali televisivi, anche quelli di Berlusconi, Canale 5 e Italia 1, proprio quell\u2019anno comperata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019italiano vero\u201d di Cotugno e \u201cVamos alla playa\u201d dei Righeira saranno i tormentoni dell\u2019estate 1983, quella dello scudetto della Roma di Pruzzo e Falcao, il secondo della storia giallorossa, capace di colorare di quei colori i muri della capitale, dopo che gli juventini si erano rubati i due campionati precedenti, nell\u201981 proprio a danno dei romanisti e nell\u201982 della Fiorentina. Il 1983 \u00e8 anche l\u2019anno in cui Zoff si ritira, dopo aver perso la Coppa Campioni ad Atene contro l\u2019Amburgo e in cui gli azzurri campioni del mondo dovranno attendere l\u2019allora modesta Grecia il 5 ottobre per tornare alla vittoria con Giordano in attacco, Bagni, Ancelotti, Dossena a centrocampo, Vierchowod e Franco Baresi in difesa davanti a Brodon nel primo tempo e Giovanni Galli nel secondo. Il 1983 \u00e8 l\u2019anno del primo governo di Bettino Craxi, l\u2019amico di Berlusconi e l\u2019inventore del patto oscuro con Andreotti e Forlani, ma appunto, sar\u00e0 un altro anno, quello dopo, forse, solo in parte, la stessa epoca, certamente un\u2019altra storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno quel giorno aveva dieci anni, qualcuno molti di pi\u00f9, qualcuno ancora non era neppure nato, eppure tutti sanno che cosa sia successo la notte dell\u201911 luglio del 1982. 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