{"id":13654,"date":"2022-06-01T14:23:13","date_gmt":"2022-06-01T14:23:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13654"},"modified":"2022-06-01T14:23:49","modified_gmt":"2022-06-01T14:23:49","slug":"il-multipolarismo-e-una-rivoluzione-non-un-pranzo-di-gala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13654","title":{"rendered":"Il multipolarismo \u00e8 una rivoluzione, non un pranzo di gala"},"content":{"rendered":"\n<p>Avevamo pensato, o forse, per meglio dire: avevamo sperato, che il mondo multipolare potesse sorgere grazie all\u2019impetuosa crescita economica dei paesi emergenti con in testa la Cina. In sostanza una transizione pacifica a un nuovo ordine geopolitico che avrebbe superato l\u2019imperialismo basandosi sullo sviluppo delle forze produttive e sugli scambi commerciali pi\u00f9 equi.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure sapevamo che non poteva essere cos\u00ec, che era solo idealismo: il marxismo ci aveva avvertito gi\u00e0 fin dalle sue origini che la strada tracciata era un\u2019altra. Non solo perch\u00e9 la guerra ci sar\u00e0 finch\u00e9 esister\u00e0 l\u2019imperialismo, col suo potenziale di saccheggio e di dominazione, ma soprattutto perch\u00e9 ogni cambiamento epocale deriva in effetti dall\u2019esplosione del conflitto di classe, e spesso ci\u00f2 avviene in forme violente: la borghesia nascente, per portare l\u2019Occidente alla liberal-democrazia, ha decapitato i monarchi e ha compiuto sanguinose rivoluzioni in Francia e negli Stati Uniti. Persino in Ticino abbiamo avuto una rivoluzione liberale-radicale a suon di cannonate. Oggi i paesi emergenti che hanno sub\u00ecto finora a capo chino ogni angheria occidentale, come il bombardamento dell\u2019ambasciata cinese di Belgrado ad opera della NATO nel 1999, la distruzione della Giamahiria Araba Popolare Socialista di Libia nel 2011, il colpo di stato <em>banderista<\/em> in Ucraina nel 2014, il tentato golpe <em>g\u00fclenista<\/em> in Turchia nel 2016 o in generale la balcanizzazione delle nazioni non allineate, ecc. si sono stancati e hanno deciso che, purtroppo per noi, l\u2019uso della forza non \u00e8 pi\u00f9 un tab\u00f9 e soprattutto non \u00e8 pi\u00f9 un monopolio degli USA, dell\u2019UE e dei loro alleati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ipotizzare quindi nuovi scenari di guerra dopo l\u2019Ucraina \u2013 che rappresenta una cesura di fase storica \u2013 a questo punto \u00e8 tutt\u2019altro che un\u2019idea peregrina: la Russia ha dimostrato che se gli USA e l\u2019UE non arrivano a patti con le buone, il Cremlino proceder\u00e0 con le cattive (e questo \u2013 ci tengo a sottolinearlo \u2013 varr\u00e0 anche se non ci sar\u00e0 pi\u00f9 Vladimir Putin al governo!). Non \u00e8 ovviamente un auspicio perch\u00e9 i comunisti mai caldeggiano la guerra, ma \u00e8 un dato di fatto, la cui pericolosit\u00e0 occorre per\u00f2 trovare il modo di disinnescare.<\/p>\n\n\n\n<p>La pace, infatti, non \u00e8 un valore etico-morale astratto, e nemmeno \u00e8 data una volta per tutte: la pace, per noi marxisti, \u00e8 un elemento squisitamente politico che muta con il cambiare dei rapporti di forza nella societ\u00e0 e nel mondo. Se un tempo la Russia si limitava a lamentarsi per l\u2019estensione della NATO ai propri confini, oggi \u00e8 abbastanza forte per imporsi in altri modi e se non le si forniscono delle garanzie serie per la sua sicurezza nazionale &#8230;agisce! E lo stiamo vedendo. Nulla di pi\u00f9 e nulla di meno rispetto a quando l\u2019URSS posizion\u00f2 i propri missili su Cuba, a ridosso dei confini americani: Washington minacci\u00f2 l\u2019invasione dell\u2019isola e solo la rinuncia del segretario comunista Nikita Krusciov evit\u00f2 una guerra nucleare nel 1962. Ora la rinuncia la deve per\u00f2 fare qualcun\u2019altro: il presidente presuntamente democratico Joe Biden! Il quale sta in cabina di regia con l\u2019obiettivo di vincolare l\u2019Europa agli USA, frenando cos\u00ec l\u2019accelerazione verso il multipolarismo che un\u2019Europa indipendente collegata alla Nuova via della seta avrebbe favorito.<\/p>\n\n\n\n<p>Per anni l\u2019Occidente ha invocato il diritto internazionale senza per\u00f2 mai rispettarlo: illegale era ad esempio l\u2019invasione dell\u2019Irak, ma anche il riconoscimento dell\u2019indipendenza del Kosovo. Eppure nessun paese occidentale se ne \u00e8 preoccupato mentre oggi gli stessi si indignano per l\u2019invasione dell\u2019Ucraina e il riconoscimento del Donbass da parte russa. Questa doppia morale \u00e8 ormai smascherata e i paesi emergenti non si sentiranno pi\u00f9 obbligati a rispettare ci\u00f2 che gli USA e l\u2019UE per primi violano sistematicamente da anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, la domanda \u00e8 questa: \u00e8 fattibile invertire questa spirale di violenza? La risposta pu\u00f2 ancora essere affermativa ma solo a patto di non trincerarsi dietro visioni euro-centriche che si illudono che l\u2019Occidente sia il faro della civilizzazione umana e possa continuare a egemonizzare il mondo con i propri valori unilaterali fatti passare per &#8230;universali. Occorre subito riconoscere che a differenza di 30 anni fa oggi vi sono paesi emergenti (o forse gi\u00e0 emersi) che non subiranno pi\u00f9 e anzi pretendono garanzie sulla loro sicurezza e la loro indipendenza: la NATO non deve quindi pi\u00f9 estendersi verso Est e gli USA devono ritirarsi dalla penisola coreana e dal sud-est asiatico e tornare a casa loro: \u201cyankee go home!\u201d \u00e8 tornato ad essere lo slogan pi\u00f9 pronunciato dai popoli oppressi del mondo! In questo modo la Russia si potr\u00e0 fermare militarmente e la Cina potr\u00e0 continuare col suo approccio pacifico basato sulla cooperazione win-win.<\/p>\n\n\n\n<p>Se, per contro, queste decisioni di assoluto equilibrio venissero meno o nemmeno venissero prese in considerazione, e quindi i paesi emergenti continuassero a sentirsi minacciati e soffocati nelle loro aspirazioni di indipendenza, allora le guerre continueranno a scoppiare e, sul piano interno, in Europa occidentale \u2013 per far fronte al peggioramento delle condizioni di vita che gi\u00e0 oggi emergono a causa delle sanzioni contro la Russia \u2013 vivremo una torsione autoritaria e militarista oltre che una totale subalternit\u00e0 alle multinazionali atlantiche, le quali non saranno per\u00f2 in grado sul medio periodo di garantire benessere sociale ed economico alla popolazione di un\u2019area destinata al declino. La banalizzazione del nazifascismo ucraino da parte europea \u00e8 un segnale preoccupante che ci riporta alla mente l\u2019avvertimento di Ernesto \u2018Che\u2019 Guevara: \u201cla democrazia liberale \u00e8 il sistema di governo della borghesia quando non ha paura, il fascismo quando invece ha paura!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Visto che l\u2019Europa e la Svizzera si ritrovano con una classe politica inetta e irresponsabile al potere, solo l\u2019azione dal basso, popolare, potr\u00e0 impedire che il peggio possa avvenire. Ecco perch\u00e9 bisogna rafforzare sul piano di massa le organizzazioni come il Movimento Svizzero per la Pace e i Sindacati, mettere al centro dell\u2019agenda politica il rispetto scrupoloso della neutralit\u00e0 e della sovranit\u00e0 nazionale, senza scordarsi dell\u2019importanza che vi sia un Partito Comunista, con una forte componente giovanile priva cio\u00e8 di pregiudizi passatisti, che sia presente elettoralmente nelle istituzioni per frenare le tendenze pi\u00f9 anti-popolari e belliciste del Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevamo pensato, o forse, per meglio dire: avevamo sperato, che il mondo multipolare potesse sorgere grazie all\u2019impetuosa crescita economica dei paesi emergenti con in testa la Cina. In sostanza una transizione pacifica a un nuovo ordine geopolitico che avrebbe superato l\u2019imperialismo basandosi sullo sviluppo delle forze produttive e sugli scambi commerciali pi\u00f9 equi. Eppure sapevamo che non poteva essere cos\u00ec, che era solo idealismo: il marxismo ci aveva avvertito gi\u00e0 fin dalle sue origini che la strada tracciata era un\u2019altra. 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