{"id":13289,"date":"2022-04-05T19:05:54","date_gmt":"2022-04-05T19:05:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13289"},"modified":"2022-04-05T19:35:07","modified_gmt":"2022-04-05T19:35:07","slug":"basta-agenzie-interinali-lassemblea-ticinese-di-syndicom-denuncia-il-precariato-alla-posta-e-chiede-un-ccl-per-i-giornalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13289","title":{"rendered":"Basta agenzie interinali! L\u2019assemblea ticinese di Syndicom denuncia il precariato alla Posta e chiede un CCL per i giornalisti."},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;assemblea regionale del sindacato Syndicom del Canton Ticino e del Moesano si \u00e8 riunita il 2 aprile scorso a Bellinzona, finalmente in presenza dopo due anni di stop forzato a causa della situazione sanitaria. Una pandemia che, al di l\u00e0 della tragicit\u00e0 dell&#8217;evento, ha avuto per\u00f2 anche un risvolto \u00abpositivo\u00bb nella misura in cui si \u00e8 riaffermata l\u2019importanza dei lavoratori dei settori di competenza di Syndicom e del servizio pubblico in generale: \u00abAbbiamo superato insieme la pandemia grazie alla Posta che ha consegnato pacchi a domicilio, alle telecomunicazioni che hanno permesso a molti di continuare a lavorare da casa, all\u2019informazione che ha vigilato sulle fake news. Ora si potr\u00e0 tornare a incontrare i lavoratori sul posto di lavoro, a coinvolgerli in assemblee e manifestazioni collettive\u00bb &#8211; afferma il sindacato in una nota.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AR2022foto1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"295\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AR2022foto1-1024x295.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13314\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AR2022foto1-1024x295.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AR2022foto1-300x86.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AR2022foto1-768x221.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AR2022foto1-1536x442.jpg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AR2022foto1-480x138.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/AR2022foto1.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>L&#8217;ultima assemblea di Syndicom, il sindacato della comunicazione.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un po\u2019 di internazionalismo<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Ospite dell\u2019assemblea era il giornalista <strong>Sergio Ferrari<\/strong>, storico membro di Syndicom, corrispondente dalla Svizzera per diverse testate latino-americane, prigioniero politico ai tempi della dittatura in Argentina e vicino all\u2019associazione di cooperazione ALBA SUIZA sostenitrice della Rivoluzione bolivariana in Venezuela. L\u2019assemblea, oltre all\u2019ultima fatica letteraria di Ferrari, ha affrontato anche un altro tema di attualit\u00e0 internazionale: la guerra in Ucraina. Un pensiero di vicinanza \u00e8 stato infatti indirizzato \u00aba chi \u00e8 vittima di repressione, in Ucraina, in Russia e in tutto il mondo, auspicando la fine della guerra\u00bb. Un messaggio che colpisce perch\u00e9 finalmente un sindacato svizzero riconosce che pure in Ucraina \u00e8 in corso una repressione: dopo il rogo della Casa dei Sindacati di Odessa del 2014, dove sono stati assassinati militanti sindacali e addirittura dei minorenni e su cui il regime di Kiev ha impedito ogni indagine, di recente sono stati messi al bando tutti i partiti di sinistra ucraini, persino quelli socialdemocratici: da almeno otto anni inoltre non esiste libert\u00e0 sindacale perch\u00e9 i sindacalisti vengono accusati di essere al servizio di Putin, eppure troppi sindacalisti svizzeri se ne sono dimenticati; Syndicom ha saputo dimostrarsi pi\u00f9 equilibrato!<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ancora problemi alla Posta<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I lavoratori chiedono migliori condizioni di lavoro soprattutto nella logistica ma in generale anche nel settore postale. Compatti, i presenti all\u2019assemblea sindacale, hanno affermato: \u00abbasta con l\u2019attuale politica di assunzioni alla Posta con contratti a tempo parziale o tramite agenzie interinali, con salari che non permettono una vita dignitosa in Ticino\u00bb. La Posta \u00e8 un\u2019azienda detentrice del servizio universale nel recapito appartenente alla Confederazione e deve ritornare ad essere un\u2019azienda che offre posti di lavoro stabili e che permettano di vivere sul nostro territorio, rivendicano i postini. Nel recente passato sempre l\u2019assemblea di Syndicom, aveva chiesto il ripristino della regia federale della Posta, come peraltro richiede una mozione del deputato <strong>Massimiliano Ay<\/strong> a nome del Partito Comunista che ancora giace nei cassetti del Gran Consiglio ticinese e che ha raccolto l\u2019adesione anche dell\u2019ex-presidente dell\u2019Unione Sindacale Ticino e Moesa <strong>Graziano Pestoni<\/strong>, come ricordato dal nostro portale qui (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=7914\">leggi qui<\/a>). Il sindacato insiste poi nel chiedere di finirla con \u00abl\u2019attuale politica di assunzione che prevede solo tempi parziali, contratti a tempo determinato, assunzioni tramite agenzie interinali e bassi salari\u00bb. Oltre a salari mensili di 2\u2019000-3\u2019000 franchi, decisamente bassi, \u00abviene richiesta una flessibilit\u00e0 estrema che rende difficile la ricerca di un secondo impiego\u00bb. E come se non bastasse la Posta nel 2021 ha soppresso pure i buoni postali per i propri pensionati. E questo di fronte a un utile di 457 milioni di franchi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/posta_manif.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/posta_manif.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7915\" width=\"950\" height=\"630\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/posta_manif.jpg 636w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/posta_manif-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/posta_manif-480x318.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 950px) 100vw, 950px\" \/><\/a><figcaption>I comunisti ticinesi rivendicano da anni la nazionalizzazione della Posta svizzera.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ci vuole un CCL per i giornalisti<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I rappresentanti del sindacato dei media e della comunicazione hanno pure espresso la loro preoccupazione \u00abper il peggioramento della qualit\u00e0 e dell\u2019indipendenza dell\u2019informazione dopo il referendum del 13 febbraio sul sostegno ai media\u00bb. Tuttavia su questo aspetto, a sinistra, il dibattito non manca: il Partito Comunista \u2013 sempre molto vicino alle rivendicazioni dei sindacati \u2013 pur votando a favore di tale pacchetto di aiuti, aveva diramato un documento in cui si era posto in modo piuttosto \u201cfreddo\u201d, dimostrando di essere peraltro un partito sempre attento ma anche \u201coriginale\u201d e su cui anche il nostro portale aveva riferito (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13015\">leggi qui<\/a>). In particolare i comunisti denunciavano il fatto che \u00abl\u201980% del mercato elvetico \u00e8 in mano a soli 3 gruppi editoriali, che controllano giornali, riviste, radio e TV private di tutto il Paese\u00bb. Il Partito Comunista aveva anche auspicato che le autorit\u00e0 federali \u00absi impegnino per esigere la conclusione di un Contratto Collettivo di Lavoro (CCL) nel settore e che vengano introdotte delle specifiche clausole che impediscano agli editori di intascare fondi pubblici per ingrassare i propri azionisti\u00bb. L\u2019assemblea di Syndicom ha confermato questa necessit\u00e0: in particolare ai rappresentanti degli editori ticinesi \u00e8 stato chiesto di \u00abaprire una trattativa volta a negoziare un CCL (che manca ormai da 18 anni) che consentirebbe di affrontare in modo congiunto i crescenti problemi della categoria\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;assemblea regionale del sindacato Syndicom del Canton Ticino e del Moesano si \u00e8 riunita il 2 aprile scorso a Bellinzona, finalmente in presenza dopo due anni di stop forzato a causa della situazione sanitaria. 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