{"id":1320,"date":"2011-08-19T13:57:49","date_gmt":"2011-08-19T13:57:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1320"},"modified":"2011-08-19T13:57:49","modified_gmt":"2011-08-19T13:57:49","slug":"l%e2%80%99euro-debole-e-il-franco-forte-i-commercianti-guadagnano-ma-sono-a-rischio-pensioni-e-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1320","title":{"rendered":"L\u2019Euro debole e il Franco forte: i commercianti guadagnano, ma sono a rischio pensioni e lavoro."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/barcafrancosvizzero.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1321\" title=\"barcafrancosvizzero\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/barcafrancosvizzero.jpg\" alt=\"\" width=\"293\" height=\"134\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/barcafrancosvizzero.jpg 610w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/barcafrancosvizzero-300x137.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/barcafrancosvizzero-490x225.jpg 490w\" sizes=\"auto, (max-width: 293px) 100vw, 293px\" \/><\/a>Nelle ultime settimane le valute sono impazzite: l\u2019Euro e il Franco svizzero sono giunti al cambio 1,1 dopo essere arrivati persino al cambio 1,03, il pi\u00f9 basso in assoluto fra le due monete dall\u2019arrivo dell\u2019Euro una decina di anni fa. Nonostante il Franco abbia recuperato circa il 30% del valore dell&#8217;Euro, i cittadini non ne stanno traendo alcun beneficio: infatti i prezzi di alimentari,\u00a0\u00a0degli elettrodomestici, e quant\u2019altro provenienti dai paesi in cui circola l\u2019Euro sono di fatto praticamente rimasti invariati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A denunciarlo \u00e8 il Partito Comunista ticinese che ritiene che i prezzi \u201conestamente dovrebbero essere abbassati di almeno un terzo\u201d. Nei supermercati elvetici infatti i prodotti sono venduti con i medesimi prezzi del passato, ossia quelli derivati dai tempi d\u2019oro della moneta unica, quando insomma il cambio franco-euro era a 1,5. \u201cNella situazione inversa \u2013 sostengono i Comunisti \u2013 i prezzi sarebbero invece aumentati immediatamente, pur di far pagare gli umori della borsa ai lavoratori e ai piccoli consumatori\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presa di posizione del partito della sinistra marxista ticinese continua: \u201cse i cittadini non possono godere di tali sconti, il differenziale di valore lo intasca solo il grande commerciante\u201d. Una situazione che viene giudicata \u201cdi sfruttamento\u201d e che per l\u2019ex-Partito del Lavoro merita un&#8217;inversione di rotta netta: il Partito Comunista chiede quindi che il governo, sia quello federale, sia, per quanto nelle sue possibilit\u00e0, anche quello ticinese \u201cla finiscano con il tab\u00f9 del\u00a0<em>libero mercato<\/em> e intervenga con decisione anzitutto per monitorare, e successivamente con misure legislative atte ad evitare operazioni speculative\u201d. Mentre i comunisti chiedono un chiaro intervento dell\u2019autorit\u00e0 legislativa, la candidata del Partito Socialista al legislativo federale,\u00a0<strong>Denise Maranesi<\/strong>, in un suo articolo, ritiene che nei confronti delle catene di distribuzione che non adatteranno i prezzi \u201cla soluzione \u00e8 subito pronta: non andr\u00f2 pi\u00f9 da chi non tutela il consumatore!\u201d. Forse, per\u00f2, la sinistra politica, al posto di sognare di improbabili boicotti individuali, dovrebbe proporre soluzioni politiche collettive un po\u2019 pi\u00f9 incisive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il segretario del Partito Comunista\u00a0<strong>Massimiliano Ay<\/strong> ha inoltrato questa richiesta a tutti i membri della deputazione ticinese alle Camere federali invitandoli a farsene portavoci: \u201csi capirebbe cos\u00ec se hanno a cuore gli interessi dei cittadini o quelli del grande capitale\u201d conclude perentoria la nota stampa dei marxisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo l\u2019Unione Sindacale Svizzera (USS), l\u2019organizzazione mantello di tutti i sindacati svizzeri vicini alla socialdemocrazia, tramite il suo portavoce economico\u00a0<strong>Daniel Lampart<\/strong>, ha spronato\u00a0la Banca Nazionale ad intervenire contro il franco forte invitandola a introdurre un tasso limite di cambio con l\u2019euro di circa 1,40. A preoccupare i sindacati \u00e8 il fatto che l\u2019economia di esportazione del Paese ne risenta mettendo a rischio oltre 100mila posti di lavoro. Come se ci\u00f2 non bastasse l\u2019apprezzamento del franco \u2013 secondo l\u2019ufficio economico del sindacato \u2013 negli ultimi 20 mesi ha polverizzato quasi 50 miliardi di franchi presso le Casse pensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli fa eco\u00a0<strong>Alessandro Lucchini<\/strong>, giovane membro del Comitato Centrale del Partito Svizzero del Lavoro, il partito nazionale cui fanno riferimento i comunisti ticinesi, secondo cui \u2013\u00a0preso atto che lo Stato spende il 30% in meno nell\u2019import ad esempio di petrolio e gas &#8211; i soldi che risparmia andrebbero investiti nelle assicurazioni sociali per tutelate il potere d\u2019acquisto delle fasce popolari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane le valute sono impazzite: l\u2019Euro e il Franco svizzero sono giunti al cambio 1,1 dopo essere arrivati persino al cambio 1,03, il pi\u00f9 basso in assoluto fra le due monete dall\u2019arrivo dell\u2019Euro una decina di anni fa. 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