{"id":13015,"date":"2022-02-09T15:22:46","date_gmt":"2022-02-09T15:22:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13015"},"modified":"2022-02-09T15:25:14","modified_gmt":"2022-02-09T15:25:14","slug":"pacchetto-di-aiuti-ai-media-comunisti-favorevoli-ma-non-entusiasti-nessun-assegno-in-bianco-ai-monopoli-mediatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=13015","title":{"rendered":"Pacchetto di aiuti ai media: comunisti favorevoli ma non entusiasti. &#8220;Nessun assegno in bianco ai monopoli mediatici!&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>Questo fine settimana il popolo svizzero dovr\u00e0 esprimersi, fra le altre cose, anche sul controverso pacchetto di aiuti ai media dal valore di circa 150 milioni di franchi l&#8217;anno. Approvato dal parlamento federale lo scorso giugno, questo insieme di misure \u00e8 stato infatti sottoposto a referendum popolare dalla destra conservatrice: il comitato contrario al pacchetto \u00e8 infatti composto principalmente da esponenti dell&#8217;UDC, del PLR e del PPD. La sinistra sostiene invece le misure che dovrebbero sostenere la stampa regionale e indipendente. Meno netto il sostegno del Partito Comunista, notoriamente critico nei confronti del taglio unidirezionale e filo-atlantista che hanno assunto i media (tanto pubblici quanto privati) nel nostro Paese: il Comitato centrale (CC) del PC ha infatti adottato una risoluzione (<a href=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Risoluzione_Media_DEF.pdf\">leggi qui<\/a>) in cui il pacchetto di aiuti viene sottoposto ad una dettagliata analisi critica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il PC denuncia la concentrazione oligopolistica del panorama mediatico<\/h3>\n\n\n\n<p>Sottolineando il ruolo di classe della stampa e dei media, storicamente al servizio della classe dominante per il mantenimento dell&#8217;ordine sociale esistente, la risoluzione comunista richiama la forte concentrazione del controllo sui media in Svizzera: &#8220;l\u201980% del mercato elvetico \u00e8 infatti in mano a soli 3 gruppi editoriali, che controllano giornali, riviste, radio e TV private di tutto il Paese: TX Group (ex Tamedia), Ringier e CH Media&#8221;. Le fusioni e le acquisizioni editoriali da parte di questi gruppi hanno provocato negli anni un notevole impoverimento del panorama mediatico, con la chiusura di numerose testate storiche (circa 70 sono le testate ad aver chiuso negli ultimi 30 anni) e la perdita di un grande numero di posti di lavoro (oltre 2000 posti sono andati persi dal 2008 ad oggi). Le condizioni di lavoro nel settore sono d&#8217;altronde andate sensibilmente peggiorando: nel 2004, gli editori svizzeri hanno infatti disdetto il contratto collettivo di lavoro che tutelava i dipendenti del settore dal 1918, intensificando i ritmi di lavoro e precarizzandone le condizioni. Una dinamica pi\u00f9 volte denunciata dalle sigle sindacali, <em>Syndicom<\/em> in primis. Malgrado le presunte difficolt\u00e0 sbandierate dai proprietari editoriali, che hanno assicurato loro ingenti contributi pubblici, i gruppi in questione hanno per\u00f2 macinato utili e distribuito dividendi anche durante la pandemia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/unterstuetzung-der-medien-medienpaket.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1019\" height=\"781\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/unterstuetzung-der-medien-medienpaket.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-13020\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/unterstuetzung-der-medien-medienpaket.png 1019w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/unterstuetzung-der-medien-medienpaket-300x230.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/unterstuetzung-der-medien-medienpaket-768x589.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/unterstuetzung-der-medien-medienpaket-480x368.png 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1019px) 100vw, 1019px\" \/><\/a><figcaption>La composizione del pacchetto di aiuti approvato dal parlamento, che sostiene anche i media online.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">&#8220;Bilancio in chiaroscuro&#8221;: sostegno necessario, ma criteri insufficienti<\/h3>\n\n\n\n<p>Partendo da questa analisi, il CC del PC si \u00e8 chinato sul nuovo pacchetto di aiuti approvato dal parlamento, i cui 150 milioni vanno a sommarsi ai 130 gi\u00e0 elargiti ora alle emittenti regionali ed alla carta stampata. Al &#8220;parlamentino&#8221; comunista non sfugge che &#8220;una cospicua parte (circa il 20%) del finanziamento pubblico supplementare andr\u00e0 ad ingrassare gli oligopoli mediatici privati asserviti alla classe dominante ed in particolare agli interessi dell\u2019unipolarismo euro-americano&#8221; e che &#8220;non viene peraltro posta alcuna condizione particolare per l\u2019ottenimento di questi fondi&#8221;. Gli editori non vengono infatti vincolati al mantenimento dell&#8217;offerta mediatica, alla sottoscrizione di un nuovo CCL che assicuri buone condizioni di lavoro ai propri dipendenti, n\u00e9 all&#8217;introduzione di nuove figure di controllo e di mediazione nel campo dei media.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;altra parte per\u00f2, le misure approvate dal parlamento hanno il merito di &#8220;sostenere in una misura proporzionalmente maggiore i media locali e di piccole-medie dimensioni, assicurando un\u2019attenzione alle particolarit\u00e0 regionali e linguistiche del Paese, ma contribuendo anche a mantenere una certa pluralit\u00e0 politica e culturale nel panorama mediatico&#8221;. La risoluzione comunista ricorda infatti che il pacchetto in votazione &#8220;potenzia infatti in modo apprezzabile il sostegno alla stampa associativa, di cui beneficiano anche realt\u00e0 politiche, sindacali e culturali che propongono un\u2019analisi originale, autonoma e talvolta persino di classe della realt\u00e0 elvetica&#8221;. Tra le testate che beneficeranno di un maggior sostegno figurano infatti anche giornali di partito, riviste sindacali come <em>Area<\/em> (edita da UNIA) e pubblicazioni associative come <em>Unsere Welt<\/em> (curata dal Movimento svizzero per la pace).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.partitocomunista.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/ay_ferrari.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>La deputazione comunista composta da Massimiliano Ay e Lea Ferrari \u00e8 gi\u00e0 intervenuta per chiedere un maggior controllo sui media.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">S\u00ec al pacchetto di aiuti, ma pronte le proposte per vincolare gli editori<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Comitato centrale del PC, &#8220;cosciente dei limiti e delle criticit\u00e0&#8221; del pacchetto, &#8220;ma altrettanto cosciente della necessit\u00e0 di ampliare il finanziamento pubblico alle piccole testate&#8221;, ha dunque espresso un parere favorevole, indicando di votare S\u00cc al pacchetto di aiuti. Non mancano per\u00f2 le proposte per intervenire in modo da migliorarne l&#8217;equilibrio: oltre all&#8217;auspicio che le autorit\u00e0 federali si impegnino per esigere la conclusione di un CCL nel settore e che vengano introdotte delle specifiche clausole che impediscano agli editori di intascare fondi pubblici per ingrassare i propri azionisti, il PC si concentra in particolare sulla necessit\u00e0 di un maggior controllo sull&#8217;operato della stampa. In questo senso, viene ricordata la mozione comunista recentemente depositata nel Gran Consiglio ticinese per garantire lo svolgimento di regolari analisi sul pluralismo mediatico: sulla base del modello italiano, che dispone di un&#8217;Autorit\u00e0 per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), l&#8217;atto parlamentare presentato da <strong>Lea Ferrari<\/strong> e <strong>Massimiliano Ay<\/strong> chiede di &#8220;dare mandato all\u2019Osservatorio europeo di giornalismo di effettuare con scadenza annuale un monitoraggio televisivo, radiofonico e delle testate giornalistiche cartacee e online&#8221; che contenga &#8220;la rappresentazione mediatica quantificata e comparata di tutti partiti politici durante l\u2019arco di un anno&#8221;. In tal modo, secondo la deputazione comunista, si potr\u00e0 verificare quale sia l&#8217;effettivo operato della stampa e segnalare eventuali abusi che privilegiano alcuni partiti ed opinioni a discapito di altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo fine settimana il popolo svizzero dovr\u00e0 esprimersi, fra le altre cose, anche sul controverso pacchetto di aiuti ai media dal valore di circa 150 milioni di franchi l&#8217;anno. Approvato dal parlamento federale lo scorso giugno, questo insieme di misure \u00e8 stato infatti sottoposto a referendum popolare dalla destra conservatrice: il comitato contrario al pacchetto \u00e8 infatti composto principalmente da esponenti dell&#8217;UDC, del PLR e del PPD. La sinistra sostiene invece le misure che dovrebbero sostenere la stampa regionale e indipendente. 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