{"id":128,"date":"2010-10-04T14:21:14","date_gmt":"2010-10-04T14:21:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=128"},"modified":"2016-06-06T12:57:26","modified_gmt":"2016-06-06T12:57:26","slug":"cuba-e-i-suoi-prigionieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=128","title":{"rendered":"Cuba e i suoi\u2026\u201dprigionieri\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Intervista a Federico Jauch (Associazione Svizzera Cuba)<\/em>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Negli ultimi tempi ha destato non poche attenzioni mediatiche, la liberazione e l\u2019annuncio di future liberazioni, da parte del governo cubano, nei confronti di 52 detenuti.<br \/>\nIn primo luogo, \u00e8 secondo lei un atteggiamento fazioso definire questi individui con termini quali \u201cdissidenti\u201d o addirittura \u201cprigionieri politici\u201d? <\/strong><\/p>\n<p>Lo scrittore francese Salim Lamrani ha recentemente pubblicato &#8220;Cuba. Ce que les m\u00e9dias ne vous diront jamais&#8221;, Editions Estrella, una raccolta di articoli scritti negli ultimi cinque anni. Il libro esamina in modo sistematico tutti gli argomenti utilizzati dalla propaganda statunitense per giustificare a posteriori il blocco unilaterale contro Cuba imposto da Washington, in violazione del diritto internazionale. Questa panoramica fornisce una misura di quanto i critici (v. corporazioni mediatiche) del governo rivoluzionario siano irreali e irresponsabili.<br \/>\nL\u2019opposizione cubana dispone di uno status speciale. Da un lato, \u00e8 molto apprezzata e sostenuta dai padroni dei media (1). Infatti, nessun gruppo di dissidenti in America Latina, tranne forse l\u2019opposizione venezuelana, gode di tale aura mediatica. Dall\u2019altra parte, essa riceve finanziamenti enormi dagli Stati Uniti, di cui i media tacciono, e gode di una libert\u00e0 d\u2019azione che scandalizzerebbe i pubblici ministeri di tutto il mondo.<br \/>\n\u00c8 cosa risaputa che i tristemente famosi 75 \u201cdissidenti\u201d (di cui una parte sono gi\u00e0 stati liberati, mentre gli altri verranno liberati prossimamente) incarcerati nel 2003, quando il governo Bush tent\u00f2 la spallata contro Cuba favorendo tre dirottamenti aerei e il sequestro del ferry-boat di Regla con a bordo turisti, sono stati condannati per aver preso soldi e regalie dal governo di Washington, elargiti dall\u2019Ufficio di interesse degli Stati Uniti all\u2019Avana. A parti invertite, negli Usa ci\u00f2 procurerebbe processi per alto tradimento. Ma nelle cronache nostrane invece si parla spudoratamente di \u201cgiornalisti e intellettuali\u201d incarcerati per presunti reati di opinione, eludendo il fatto che essi sono stati ingaggiati e retribuiti dal paese che tiene Cuba sotto embargo da mezzo secolo (2).<br \/>\nSe i media occidentali fossero intellettualmente liberi ed onesti, userebbero un unico termine per riferirsi alla maggior parte di coloro che si presentano come oppositori del governo cubano:<br \/>\nmercenari al soldo di una potenza straniera.<\/p>\n<p><strong>Dove si annida, in realt\u00e0, la vera colpevolezza di questi individui? Essi sono veramente degli emissari di libert\u00e0 e di conseguenti diritti umani oppure sono le pedine di un subdolo e meschino progetto anti-cubano? Di cosa sono realmente colpevoli? Quali i loro progetti?<\/strong><\/p>\n<p>Come gi\u00e0 detto sopra, nel 2003, la giustizia cubana aveva condannato 75 persone, stipendiate dagli Stati Uniti, suscitando la condanna dei media internazionali. In qualsiasi altro paese al mondo, persone come L\u00e9ster Gonz\u00e1lez, Omar Ruiz, Antonio Villarreal, Julio C\u00e9sar G\u00e1lvez, Jos\u00e9 Luis Garc\u00eda Paneque, Pablo Pacheco, Ricardo Gonz\u00e1lez Alfonso, per citarne alcuni, oggi si troverebbero dietro le sbarre. Ricardo Alarc\u00f3n, presidente dell\u2019Assemblea Nazionale cubana (parlamento) ha sempre messo in guardia i membri della &#8220;dissidenza&#8221;, dicendo che coloro che cospirano con Washington e accettano i suoi emolumenti dovranno &#8220;pagarne le conseguenze\u201d.<br \/>\nPersino Luis Ortega Sierra, notorio giornalista cubano, fiero oppositore del governo dell\u2019Avana, amico dell\u2019\u2019ex dittatore cubano Fulgencio Batista che finanziava le sue attivit\u00e0, a proposito di \u201cdissidenti\u201d cubani ha ammesso: \u201cI dissidenti a Cuba sono persone senza importanza politica. Sono dei burattini della mafia di Miami. Sono al servizio della Sezione d\u2019Interessi degli Stati Uniti che li sballotta da un posto all\u2019altro [&#8230;]. Si tratta di persone che ricevono uno stipendio e l\u2019orientamento ideologico dal governo americano. Non \u00e8 un segreto per nessuno. \u00c8 il governo degli Stati Uniti che concede il denaro per finanziare le attivit\u00e0 di questi signori sull\u2019isola. Pensare che questo elemento possa essere un potente movimento di opposizione al governo, \u00e8 un errore\u201d (3).<br \/>\nE\u2019 ormai provato, da anni e oltre ogni ragionevole dubbio, che i \u201cdissidenti\u201d cubani sono pagati dagli Stati Uniti: non lo dice Cuba, ma lo stesso governo USA nei capitoli dei suoi bilanci annuali (140 milioni di dollari nel 2008, 55 milioni nel 2009, nel primo bilancio firmato Barack Obama, nonostante la crisi economica). In molti paesi, tra cui gli USA, chi riceve denaro da una potenza straniera per progetti di sovvertimento del proprio governo rischia non solo decenni di galera, ma la pena di morte.<\/p>\n<p><strong>Ci si \u00e8 inoltre concentrati in maniera importante sul ruolo che la Chiesa avrebbe avuto all\u2019interno di queste liberazioni. Lei come valuta questi fatti? Essi rappresentano una lecita azione da parte dell\u2019Istituzione religiosa oppure delle tendenziose ingerenze che sottintendono obiettivi ulteriori?<\/strong><\/p>\n<p>Personalmente, e non \u00e8 un gioco di parole, non credo nella buona fede della Chiesa, da sempre fomentatrice di restaurazioni reazionarie in tutto il continente latinoamericano. Basterebbe ripercorrere la storia della chiesa cattolica a Cuba per dedurre che i veri obiettivi dell\u2019istituzione religiosa vanno oltre la liberazione di questi o altri personaggi privi di etica e di scrupoli. Il cardinale Jaime Ortega, arcivescovo dell\u2019Avana conosce perfettamente le dinamiche intercorse nonch\u00e9 le leggi del suo paese, ma \u00e8 accondiscendente nel seguire direttive ferree e mirate provenienti da Roma (v. anche Opus Dei), il cui fine, a medio termine, \u00e8 la destabilizzazione e il \u201csuperamento\u201d dell\u2019attuale sistema politico, nonostante l\u2019appoggio reiterato da parte della stragrande maggioranza del popolo cubano, compreso dei fedeli cattolici.<br \/>\nMa in tutta questa faccenda, orchestrata dal potere mediatico ostile a Cuba, il ruolo di protagonista lo svolge indubbiamente il governo cubano che ha dimostrato ancora una volta di sapere dialogare e prendere decisioni -senza accettare pressioni, ricatti o condizioni previe- indipendentemente dall\u2019interlocutore, con l\u2019unica condizione che esso rispetti la sovranit\u00e0 del paese.<br \/>\nLa Revoluci\u00f3n, ancora una volta con la sua dignit\u00e0 rivoluzionaria, propone il dialogo nel rispetto delle parti. A questo punto si potrebbe ricordare la lunga lista di esempi di etica rivoluzionaria a favore del popolo, che hanno fatto storia: lo scambio contro medicinali di prigionieri catturati durante il tentativo d\u2019invasione di Playa Gir\u00f3n (Baia dei Porci); il dialogo con l\u2019emigrazione cubana nel 1978 e la successiva liberazione e partenza negli USA di centinaia di batistiani e controrivoluzionari, molti dei quali catturati a seguito di attivit\u00e0 terroristiche; gli accordi migratori firmati con i differenti governi USA (dei Reagan o Bush, cos\u00ec come dei Clinton o Obama); gli scambi permanenti di criteri e punti di vista con le diverse confessioni e organizzazioni religiose, compresa quella cattolica (v. anche la visita di Giovanni Paolo II a Cuba nel 1998) ecc.. La lista insomma \u00e8 lunghissima e comprende pure mediazioni internazionali d\u2019importanza storica assoluta, come quella che sfoci\u00f2 nella pace in Angola e nel cono meridionale del Continente Africano. Insomma, se il governo di Ra\u00fal Castro oggi ha preso la decisione di liberare anzitempo questi mercenari \u00e8 perch\u00e9 dei risultati concreti che ne deriveranno ne beneficer\u00e0 il popolo cubano. Per Cuba si \u00e8 trattato quindi di un\u2019ennesima vittoria silenziosa.<\/p>\n<p><strong>Si parla inoltre di deportazioni forzate ed in questo senso, Laura Pollan, portavoce del gruppo delle Damas in Blanco, pretende \u201cuna libert\u00e0 che sia vera. Se ci sono deportazioni forzate non si pu\u00f2 certo parlare di passi avanti sul fronte dei diritti umani\u201d. Cosa s\u2019intende con \u201cdeportazioni forzate\u201d?<\/strong><\/p>\n<p>Voglio premettere che le cosiddette \u201cDamas de blanco\u201d che a Cuba vengono chiamate \u201cDamas de verde\u201d (dal colore dei dollari statunitensi) sono, come riconosce persino l\u2019anticubano El Pa\u00ecs, solamente una dozzina. Il noto terrorista cubano Santiago \u00c1lvarez, collaboratore confesso della CIA, pochi mesi fa durante un processo in Florida che lo vedeva imputato per aver trasportato armi ed esplosivi, ha ammesso di sovvenzionarle e che, nel caso di una sua condanna, si era gi\u00e0 accordato con l\u2019ex responsabile dell\u2019Ufficio di Interessi degli Stati Uniti all\u2019Avana \u2013 Michael Parmly \u2013 perch\u00e9 le Damas continuassero a ricevere i sussidi. Detto ci\u00f2, possiamo dedurre facilmente che le false asserzioni della signora Laura Poll\u00e1n, siano state imposte dall\u2019incessante campagna denigratoria e di destabilizzazione. N\u00e9 la Chiesa, n\u00e9 Moratinos n\u00e9 Ra\u00fal Castro non hanno mai accennato a \u201cdeportazioni forzate\u201d, ci\u00f2 che ci induce a non entrare in merito a tale affermazione fantasiosa e strumentale che rispecchia una politica mediatica d\u2019effetto coniata dai datori di lavoro della signora Poll\u00e1n.<br \/>\nE per concludere, non possiamo non accennare alla retorica dei \u201cdiritti umani a Cuba\u201d. In Europa e negli USA, Cuba \u00e8 inevitabilmente associata alla problematica dei diritti dell\u2019Uomo. I media europei e statunitensi a priori stigmatizzano incessantemente l\u2019Isola riguardo a questa questione. Nessun altro paese del continente americano -con l\u2019eccezione del Venezuela, forse- dispone di una copertura mediatica cos\u00ec vasta, ma anche cos\u00ec denigratoria. Effettivamente fatti e accadimenti che in qualsiasi paese dell\u2019America latina passerebbero inosservati, se si tratta di Cuba, assumono una rilevanza sproporzionata sulla stampa internazionale. Per esempio, il suicidio in carcere nel febbraio 2010 del prigioniero cubano Orlando Zapata Tamayo, condannato per gravi delitti comuni, \u00e8 stato molto pi\u00f9 mediatizzato che la scoperta nel gennaio 2010 di una fossa comune in Colombia con 2000 corpi di sindacalisti e militanti per i diritti umani assassinati dall\u2019esercito colombiano. Lo stesso si pu\u00f2 dire per le sparute manifestazioni di oppositori cubani (v. ancora Damas de blanco) nelle vie dell\u2019Avana che la stampa occidentale ha regolarmente messo in risalto, ignorando invece le massicce manifestazioni del popolo honduregno nonch\u00e9, fatto ancora pi\u00f9 grave, i 500 assassinii e sparizioni da parte della giunta militare di Roberto Micheletti e di Porfirio Lobo che governa attualmente l\u2019Honduras dopo il colpo di stato del 2009 contro il presidente democraticamente eletto Jos\u00e9 Manuel Zelaya.<br \/>\nQuanto all\u2019Unione Europea, riteniamo a questo punto che sarebbe ora che eliminasse la discriminatoria e ingiustificata Posizione comune -voluta dall\u2019anticubano e fascistoide Aznar- e che normalizzasse finalmente le relazioni con l\u2019Avana.<br \/>\nMa, ahinoi, ci viene da chiederci: Bruxelles ha abbastanza autorit\u00e0 per fare questo?<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>(1) Dieci mega societ\u00e0 posseggono o controllano i grandi mezzi di informazione degli Stati Uniti: stampa, radio e televisione. Questi dieci imperi controllano, inoltre, il vasto settore affaristico del divertimento e della cultura di massa, che abbraccia il mondo editoriale, la musica, il cinema, la produzione e la distribuzione di contenuti televisivi, sale teatrali, Internet e parchi di divertimento tipo Disneyworld, non solo in America del Nord ma anche in America Latina e nel resto del mondo. v. <!-- m --><a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/site\/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=3496\">http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/site\/m &#8230; e&amp;sid=3496<\/a><!-- m --><br \/>\n(2) per approfondimenti, si leggano i libri di Calvo Ospina &#8211; K. Declercq, \u201cDissidenti o mercenari?\u201d Obiettivo: liquidare la rivoluzione cubana e Rosa Miriam Elizalde &#8211; Luis B\u00e1ez \u201cDissidenti a Cuba&#8221; Oppositori e giornalisti indipendenti si rivelano. Edizioni Achab, Verona<br \/>\n(3) Luis Ortega Sierra, \u00abFidel rebas\u00f3 la historia\u00bb, in Luis B\u00e1ez, Los que se fueron (La Havana: Casa Editora Abril, 2008), p. 221.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Federico Jauch (Associazione Svizzera Cuba)\u00a0 \u00a0 Negli ultimi tempi ha destato non poche attenzioni mediatiche, la liberazione e l\u2019annuncio di future liberazioni, da parte del governo cubano, nei confronti di 52 detenuti. In primo luogo, \u00e8 secondo lei un atteggiamento fazioso definire questi individui con termini quali \u201cdissidenti\u201d o addirittura \u201cprigionieri politici\u201d? Lo scrittore francese Salim Lamrani ha recentemente pubblicato &#8220;Cuba. Ce que les m\u00e9dias ne vous diront jamais&#8221;, Editions Estrella, una raccolta di articoli scritti negli ultimi cinque anni. 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