{"id":12678,"date":"2022-01-12T13:47:26","date_gmt":"2022-01-12T13:47:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12678"},"modified":"2022-01-12T13:47:27","modified_gmt":"2022-01-12T13:47:27","slug":"nuova-legge-del-lavoro-in-spagna-per-il-pce-un-miglioramento-contro-la-precarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12678","title":{"rendered":"Nuova legge del lavoro in Spagna. Per il PCE: &#8220;un miglioramento contro la precariet\u00e0&#8221;."},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo quasi dieci anni di lotte e manifestazioni, dopo la repressione e la criminalizzazione del sindacalismo di classe, in Spagna \u00e8 stato raggiunto un accordo per superare la disastrosa riforma del lavoro imposta nel 2012 dal <em>Partito Popolare<\/em> (il partito della destra economica allora al governo), che aveva significato una drastica riduzione dei salari e una riduzione del potere contrattuale dei sindacati. Si tratta di una vittoria per <strong>Yolanda D\u00edaz P\u00e9rez<\/strong>, attualmente a capo del Ministero del Lavoro, e per tutta la coalizione governativa che vede <em>Unidas Podemos&nbsp;(UP)<\/em>, la coalizione di sinistra in cui operano anche i comunisti del PCE, alleata del <em>Partito Socialdemocratico Operaio Spagnolo (PSOE)<\/em>. Va ricordato il contesto: delle sei riforme della legge spagnola sul lavoro intraprese in questi primi vent&#8217;anni del nuovo secolo, solo una \u00e8 stata consensuale, quella del 2006, mentre le altre (quelle del 2002, del 2010 e del 2012) sono state unilaterali e hanno portato, non a caso, alla convocazione di scioperi generali da parte delle organizzazioni sindacali: il fatto che oggi l&#8217;accordo sia tripartito \u00e8 un segnale dei nuovi rapporti di forza a favore della sinistra.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le conquiste che soddisfano i sindacati<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ccoo.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ccoo-724x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12686\" width=\"297\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ccoo-724x1024.jpeg 724w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ccoo-212x300.jpeg 212w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ccoo-768x1087.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ccoo-1086x1536.jpeg 1086w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ccoo-480x679.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/ccoo.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a><figcaption><em>L&#8217;ultimo giornale delle Comisiones Obreras (CCOO), il sindacato vicino al PCE<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le trattative tra i sindacati, il governo ed i datori di lavoro si sono concluse dopo mesi di intensi dibattiti in cui l&#8217;elemento chiave \u00e8 stato il lavoro temporaneo. I contratti temporanei rappresentano un&#8217;alta percentuale in Spagna, specialmente tra la popolazione giovanile: sette giovani su dieci hanno infatti un contratto di durata determinata. Su questo punto la nuova legge garantir\u00e0 che l&#8217;esternalizzazione attraverso il subappalto sia soggetta al contratto collettivo di lavoro di riferimento per l&#8217;attivit\u00e0 svolta, indipendentemente dalla ragione sociale e dalla forma giuridica dell&#8217;impresa: &#8220;\u00e8 un duro colpo per fenomeni precari come le imprese multiservizi&#8221; ha commentato il mensile marxista &#8220;Mundo Obrero&#8221;. In effetti ora la durata massima di un contratto temporaneo passer\u00e0 da quattro anni a dodici mesi e si dovr\u00e0 giustificare i motivi per cui si siglano un tale contratto: saranno ammesse solo circostanze particolari relative a picchi di produzione (per un massimo per\u00f2 di sei mesi) o a una supplenza di un lavoratore temporaneamente assente. I rappresentanti dei lavoratori si erano posti per\u00f2 un altro obiettivo: il recupero generale del ruolo della contrattazione collettiva, e hanno vinto garantendo ora la prevalenza degli accordi settoriali su quelli aziendali. Inoltre in caso di abusi o di mancato rispetto del Contratto Collettivo di Lavoro le sanzioni arriveranno a 10&#8217;000 euro non pi\u00f9 per azienda, ma moltiplicati per ogni lavoratore impiegato in quella data ditta, il che dovrebbe aumentare significativamente il potere dissuasivo della sanzione amministrativa. Alle amministrazioni pubbliche infine sar\u00e0 vietato procedere a licenziamenti collettivi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il PCE: &#8220;un cambiamento di tendenza storica&#8221;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il <em>Partito Comunista di Spagna (PCE)<\/em> presieduto dall&#8217;ex-deputato&nbsp;<strong>Jos\u00e9 Luis Centella<\/strong>&nbsp;parla di &#8220;accordo tripartito senza precedenti con una riforma del lavoro pi\u00f9 favorevole agli interessi dei lavoratori&#8221; che &#8220;far\u00e0 avanzare le posizioni della classe operaia&#8221; e spiega: &#8220;nonostante le contraddizioni che si sono dovute superare, e nonostante quelle che ancora permangono, riconosciamo che la tenacia e la fermezza di Unidas Podemos e dei sindacati \u00e8 ci\u00f2 che ha permesso di realizzare il programma del governo sulle questioni del lavoro attraverso il dialogo sociale&#8221;. Il PCE si felicita poi che il padronato sia oggi spaccato: gli imprenditori sarebbero infatti &#8220;consapevoli del significativo arretramento delle loro posizioni&#8221;. La destra e l&#8217;ultradestra &#8211; continua il comunicato del PCE &#8211; &#8220;ruggiscono di impotenza per il fallimento della loro strategia di confronto destabilizzante e, soprattutto, per il nuovo successo del governo progressista&#8221;. Secondo i comunisti l&#8217;accordo rappresenta insomma &#8220;un passo avanti nella lotta contro la precariet\u00e0&#8221; poich\u00e9 &#8220;rafforza e generalizza i contratti a tempo indeterminato come regola generale, limitando e causalizzando i contratti temporanei, cos\u00ec come l&#8217;uso del subappalto&#8221;. Non \u00e8 tutto, la legge ora include misure alternative ai licenziamenti, e migliora anche la tutela legale degli operai attraverso un&#8217;espansione dei mezzi e della capacit\u00e0 sanzionatoria dell&#8217;ispettorato del lavoro, il quale si vedr\u00e0 dotato di un numero maggiore di funzionari addetti al controllo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/centella_pce.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/centella_pce-1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12684\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/centella_pce-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/centella_pce-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/centella_pce-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/centella_pce-720x480.jpeg 720w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/centella_pce-480x320.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/centella_pce.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Il presidente del PCE Jos\u00e9 Luis Centella<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Resta lo scetticismo dei partiti comunisti di opposizione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 critici gli altri due partiti marxisti-leninisti che non supportano la coalizione di sinistra al governo a Madrid. Il <em>Partito Comunista Operaio Spagnolo (PCOE)<\/em> guidato da&nbsp;<strong>Francisco Barjas<\/strong>&nbsp;contesta i &#8220;discorsi magniloquenti&#8221; a spiega che se \u00e8 vero che questa nuova riforma del lavoro ridurr\u00e0 il lavoro temporaneo, non bisogna scordarsi che &#8220;la precariet\u00e0 dell&#8217;attuale mercato del lavoro non \u00e8 solo ed esclusivamente il risultato dei tipi di contratto, ma anche di altre questioni come il costo del trattamento di fine rapporto o i periodi di prova dei contratti, che rendono molto pi\u00f9 facile per le aziende liberarsi dei lavoratori&#8221;. Occorrer\u00e0 quindi vedere quale impatto potranno avere in futuro i cambiamenti nei tipi di contratto, ma &#8211; afferma il PCOE &#8211; &#8220;analizzando il mercato del lavoro attuale e il grado di decomposizione del capitalismo, \u00e8 sciocco pensare che le sfumature introdotte in questa riforma del lavoro riducano il lavoro temporaneo e precario&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Non esulta nemmeno il <em>Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)<\/em> diretto dal segretario generale <strong>Julio Diaz<\/strong> che accusa il governo per il fatto che&nbsp;&#8220;nessuno dei suoi piani prevedeva che il nuovo diritto del lavoro superasse i limiti imposti dal governo centrale dell&#8217;oligarchia UE&#8221;. Il PCPE insomma avrebbe preteso un&#8217;azione pi\u00f9 decisa contro le norme sul lavoro dell&#8217;Unione Europea, ma non basta: la critica colpisce pure i sindacati &#8211; in particolare l&#8217;UGT&nbsp;vicina ai socialisti e le CCOO vicine ai comunisti &#8211; i quali firmerebbero accordi e prenderebbero decisioni &#8220;che non sono mai sottoposte a discussione nelle strutture di base di questi sindacati, al punto che questo nuovo diritto del lavoro \u00e8 stato conosciuto dai loro membri e dalle loro federazioni nello stesso momento del resto della cittadinanza&#8221;.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo quasi dieci anni di lotte e manifestazioni, dopo la repressione e la criminalizzazione del sindacalismo di classe, in Spagna \u00e8 stato raggiunto un accordo per superare la disastrosa riforma del lavoro imposta nel 2012 dal Partito Popolare (il partito della destra economica allora al governo), che aveva significato una drastica riduzione dei salari e una riduzione del potere contrattuale dei sindacati. 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