{"id":12645,"date":"2021-12-24T09:03:17","date_gmt":"2021-12-24T09:03:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12645"},"modified":"2021-12-24T09:13:54","modified_gmt":"2021-12-24T09:13:54","slug":"nato-e-russia-sullorlo-della-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12645","title":{"rendered":"NATO e Russia sull&#8217;orlo della guerra?"},"content":{"rendered":"\n<p>Nelle ultime settimane da parte dei vertici di NATO, Stati Uniti, Unione Europea, persino del G7, si susseguono su base giornaliera gli avvertimenti e le minacce di \u201cgravi conseguenze\u201d alla Russia qualora dovesse invadere l\u2019Ucraina. Fondando le proprie affermazioni su \u201crapporti dell\u2019intelligence americana\u201d, ovviamente tenuti segreti, si sostiene che la Russia stia preparando un\u2019operazione militare su vasta scala, tanto da giustificare minacce di sanzioni \u201cmai viste\u201d e invocare un rafforzamento della NATO nella regione. La tensione \u00e8 alle stelle e forse per la prima volta da molti anni uno scontro diretto tra Russia e NATO non appare inverosimile. Le responsabilit\u00e0 non sono per\u00f2 da ricercare dove vengono indicate dai media occidentali: la regia del possibile scontro si trova infatti a Washington e non a Mosca.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Putin vuole invadere l\u2019Ucraina?<\/h3>\n\n\n\n<p>O almeno questo \u00e8 quanto i mass media stanno ripetendo da settimane. Per sostenere tali affermazioni, si indicano le truppe che Mosca starebbe continuando ad ammassare al confine con l\u2019Ucraina. Ovviamente le prove di questa concentrazione di forze non esistono. Solo la stampa di regime pu\u00f2 fidarsi dell\u2019intelligence americana, che come sappiamo \u00e8 solita fabbricarle senza il minimo pudore.<\/p>\n\n\n\n<p>In base a quanto dichiara la Russia invece, nella regione si trovano addirittura meno truppe di quante ce ne fossero durante l\u2019ultimo picco di tensione, nella primavera di quest\u2019anno (di cui avevamo gi\u00e0 parlato <a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=10572\">qui<\/a>). Chi sta \u201cammassando truppe\u201d \u00e8 il regime di Kiev, che ha spostato met\u00e0 del suo esercito ai confini con le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, non senza il silenzioso assenso dell\u2019OSCE, che dovrebbe invece verificare che gli armamenti pesanti siano tenuti lontani dalla linea del fronte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.atlanticcouncil.org\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/20180723_niland_large.jpg\" alt=\"\" width=\"961\" height=\"636\"\/><figcaption>Gli osservatori dell&#8217;OSCE non hanno potuto (o voluto?) impedire lo spostamento di mezzi pesanti nell&#8217;Est ucraino.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Va da s\u00e9 che anche la Russia debba tenere in zona un certo numero di truppe, per tutelarsi da un vicino aggressivo e in preda a una psicosi nazista da \u201cricerca del nemico\u201d. Ma anche per difendere l\u2019indipendenza delle Repubbliche popolari, la cui popolazione rischia senza esagerazioni la pulizia etnica qualora l\u2019esercito ucraino dovesse riprendere il controllo di Donetsk e Lugansk.<\/p>\n\n\n\n<p>Altrettanto infondata della minaccia militare \u00e8 la presunta intenzione politica del Cremlino di invadere l\u2019Ucraina. Se Putin e il suo establishment avessero voluto conquistare la nazione confinante, l\u2019avrebbero fatto nel 2014, peraltro con grande facilit\u00e0 e con ogni legittimit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il colpo di stato di piazza Maidan, a Kiev era salito al potere un governo provvisorio privo di alcuna legittimit\u00e0, tanto all\u2019interno del paese che al di fuori. Janukovich, il legittimo presidente, era fuggito in Russia e aveva ufficialmente richiesto l\u2019impiego dell\u2019esercito russo per ristabilire l\u2019ordine. Quindi un\u2019invasione dell\u2019Ucraina sarebbe stata in quel momento completamente giustificata anche sul piano del diritto internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre l\u2019esercito ucraino si trovava in stato comatoso. Disorganizzato, mal equipaggiato, e senza una chiara catena di comando, buona parte dei suoi effettivi si sarebbe immediatamente arresa, o avrebbe addirittura cambiato schieramento, come accaduto in Crimea, dove molti tra militari e forze dell\u2019ordine ucraini giurarono fedelt\u00e0 alla Russia. Per tutti questi motivi, nel 2014 un intervento militare russo sarebbe stato una passeggiata senza spargimenti di sangue.<\/p>\n\n\n\n<p>Se nemmeno a queste condizioni \u00e8 avvenuta un\u2019azione militare da parte russa, se non nel caso circoscritto della Crimea, significa che non esisteva alcuna volont\u00e0 politica del Cremlino di \u201cconquistare l\u2019Ucraina\u201d, e che l\u2019espansionismo russo \u00e8 una minaccia immaginaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019invasione da parte russa oggi sarebbe invece un\u2019impresa molto pi\u00f9 difficile. La NATO rifornisce senza sosta l\u2019esercito ucraino di armamenti, anche molto sofisticati e all\u2019avanguardia. Da poco esso ha ricevuto i missili anti-carro americani Javelin, mentre la Turchia ha venduto una partita di sofisticati droni d\u2019attacco Bayraktar, che hanno sfoggiato la propria efficacia nella recente guerra del Nagorno-Karabach, dove Turchia e Azerbaijan hanno ottenuto una decisiva vittoria sull\u2019Armenia. Decisione, quella di vendere i droni all\u2019Ucraina, che ha suscitato critiche persino all\u2019interno dell\u2019entourage di Erdogan.<\/p>\n\n\n\n<p>La disciplina nell\u2019esercito ucraino \u00e8 sensibilmente migliorata rispetto al 2014, grazie anche agli squadroni neonazisti che fungono da polizia militare, terrorizzando i soldati di leva poco motivati a combattere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/02varvara.files.wordpress.com\/2015\/01\/00-uniate-azov-battalion-nazis-22-01-15.jpg?w=1600&amp;h=900\" alt=\"\"\/><figcaption>Le bandiere della NATO e quella nazista sventolano insieme tra le file del Battaglione Azov.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Inoltre l\u2019attuale governo ucraino \u00e8 universalmente riconosciuto come legittimo, persino dalla Russia, che per bocca di Putin aveva riconosciuto la vittoria di Petro Poroshenko alle elezioni del maggio 2014, di fatto legittimando il governo ucraino post-Euromaidan. Una decisione che fu molto criticata in Russia, sia perch\u00e9 legittimava un governo russofobo e filo-NATO, sia perch\u00e9 privava la Russia del diritto di risolvere legittimamente il conflitto <em>manu militari<\/em>. Ma ci\u00f2 fa anche capire che Putin ha sempre considerato la guerra come <em>extrema ratio<\/em>, confidando a oltranza nella diplomazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Riassumendo, se Putin avesse voluto invadere l\u2019Ucraina, l\u2019avrebbe fatto nel 2014. Risulta a dir poco inverosimile che una simile decisione sia stata presa adesso, con condizioni molto pi\u00f9 sfavorevoli. \u00c8 invece certo che l\u2019Occidente, e in particolare l\u2019amministrazione Biden, in deficit di prestigio dopo la fuga umiliante dall\u2019Afghanistan, stia cercando di provocare un conflitto aizzando l\u2019Ucraina contro la Russia. Del resto quello di risolvere i cali di consenso con una guerra \u00e8 un trucco ben collaudato dalla scienza politica americana. Vista la sclerosi ideologica del regime di Kiev, e la sua completa soggezione alle direttive della Casa Bianca, ci\u00f2 non \u00e8 solo possibile ma addirittura probabile.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Chi sta sabotando gli accordi diplomatici?<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 chiaro che a destabilizzare la situazione in Ucraina non \u00e8 certo la Russia ma la NATO, che arma fino ai denti Kiev e la istiga a intraprendere azioni di forza, promettendo sia la sua inclusione nell\u2019Alleanza atlantica che un sostegno militare diretto. Ci\u00f2 si somma al perennemente ostile atteggiamento del Patto Atlantico nei confronti della Russia, che negli ultimi decenni ha costantemente aumentato il potenziale bellico in Europa dell\u2019Est, e inglobato coercitivamente nell\u2019Alleanza la maggior parte dei paesi balcanici.<\/p>\n\n\n\n<p>La volont\u00e0 da parte di Mosca di trovare un <em>modus vivendi<\/em> con i paesi della NATO \u00e8 sempre stata esplicita, ed \u00e8 stata ribadita negli scorsi giorni, con la presentazione da parte del Cremlino di un trattato di pace rivolto agli USA e alla NATO (<a href=\"https:\/\/mid.ru\/ru\/foreign_policy\/vnesnepoliticeskoe-dos-e\/dvustoronnie-otnosenij-rossii-s-inostrannymi-gosudarstvami\/rossia-nato\/1790803\/#:~:text=\u0420\u043e\u0441\u0441\u0438\u0439\u0441\u043a\u0430\u044f%20\u0424\u0435\u0434\u0435\u0440\u0430\u0446\u0438\u044f%20\u0438,\u043c\u0435\u0441\u044f\u0446\u0430%20%5B20\u0425\u0425%5D%20\u0433\u043e\u0434\u0430\">vedi qui<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<p>In esso sono tracciate chiaramente le linee rosse di Mosca: la NATO deve rinunciare ad espandersi in altri paesi dell\u2019area post-sovietica. L\u2019Occidente deve riconoscere l\u2019esistenza della sfera di influenza russa, per evitare un\u2019escalation irreparabile. La proposta russa \u00e8 semplice: patti chiari e amicizia lunga. Un accordo scritto \u00e8 fondamentale per far s\u00ec che non si ripeta la situazione dei tardi anni \u201980, quando Gorbachev smantell\u00f2 il Patto di Varsavia in cambio di promesse da marinaio e qualche pacca sulla spalla.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/trello.com\/1\/cards\/61ac9d70db23c68e62468ba3\/attachments\/61c250215d6cc96bd689b3ff\/download\/immagine_2021-12-21_230726.png\" alt=\"\"\/><figcaption>Un miliziano della Repubblica popolare di Donetsk monta la guardia di fronte alle mire espansionistiche occidentali.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel progetto di accordo tuttavia \u00e8 espresso anche un principio fondamentale che la Russia ha sempre cercato di perseguire, con scarso o nessun riscontro da parte degli interlocutori occidentali: la sicurezza in Europa deve essere considerata un affare collettivo, e dunque affrontata collettivamente. Un approccio individualistico alla sicurezza crea solamente la logica della contrapposizione, e un ritorno a lacerazioni europee che si sperava di non dover pi\u00f9 rivedere. Russia ed Unione Europea devono considerarsi abitanti di un unico spazio e collaborare per tenerlo sicuro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intrinseca perversione dell\u2019imperialismo atlantico ovviamente non permetter\u00e0 ai paesi occidentali di accettare alcun accordo. L\u2019Unione europea \u00e8 disposta a compromettere persino il proprio approvvigionamento energetico pur di non rinunciare alla psicosi russofoba, figuriamoci se \u00e8 disposta a collaborare in materia di sicurezza. Il governo tedesco appena insediato ha immediatamente frapposto nuovi ostacoli all\u2019approvazione dell\u2019utilizzo del nuovo gasdotto North Stream 2, provocando un esponenziale aumento dei gi\u00e0 altissimi prezzi dell\u2019energia. In molti paesi, Italia compresa, i mass-media stanno cercando di normalizzare l\u2019idea di black-out. \u00c8 probabile che il fenomeno interesser\u00e0 molte regioni dell\u2019UE nei prossimi mesi. La crisi energetica in corso, di per s\u00e9 completamente artificiale, \u00e8 la dimostrazione che a pagare il prezzo dei dogmi della setta atlantista sar\u00e0 la popolazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda invece le linee rosse, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha gi\u00e0 annunciato che non sar\u00e0 la Russia a decidere se l\u2019Ucraina pu\u00f2 aderire al Patto Atlantico. Nemmeno il popolo ucraino, viene da aggiungere: non risulta infatti che ci siano state consultazioni popolari in Macedonia del Nord e Montenegro, gli ultimi due ingressi nell\u2019Alleanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 21 dicembre il ministro della difesa russo Sergej Shojgu ha inoltre rivelato che nella regione di Donetsk operano oltre 120 mercenari americani, che stanno preparando delle provocazioni con l\u2019uso di armi chimiche. La situazione ricorda molto quanto successo in Siria, dove i ribelli finanziati dall\u2019Occidente lanciarono attacchi con armi chimiche, di cui venne per\u00f2 incolpato il governo di Bashar al-Assad. Nel caso del Donbass sappiamo gi\u00e0 chi sar\u00e0 additato come colpevole.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/image.cnbcfm.com\/api\/v1\/image\/105954723-1559908164675gettyimages-1148413772.jpeg?v=1559908187\" alt=\"\"\/><figcaption>Di fronte all&#8217;espansionismo della NATO, Mosca e Pechino si avvicinano sempre di pi\u00f9.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019isteria occidentale rafforza l\u2019asse Mosca-Pechino<\/h3>\n\n\n\n<p>Tra le varie minacce rivolte a Mosca in caso di \u201caggressione all\u2019Ucraina\u201d \u00e8 stata espressa l\u2019intenzione di disconnettere la Russia dal sistema Swift, la piattaforma di pagamento usata per le transazioni internazionali. Si tratterebbe di una misura autolesionistica, perch\u00e9 priverebbe anche i paesi occidentali di un ingente giro d\u2019affari con la Russia. Ma si \u00e8 gi\u00e0 visto come il paradigma russofobo renda l\u2019Occidente ben disposto a fare sacrifici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben pi\u00f9 interessante \u00e8 il fatto che la Russia, in collaborazione con la Cina, \u00e8 intenzionata a sviluppare un sistema di pagamento internazionale parallelo a Swift. Ci\u00f2 \u00e8 stato annunciato da Putin e Xi Jinping in seguito a un colloquio telematico del 15 dicembre. La disconnessione della Russia da Swift insomma non farebbe altro che accelerare lo smantellamento dell\u2019ordine economico americano. Putin e Xi Jinping hanno anche ribadito la necessit\u00e0 di allontanarsi dal dollaro come valuta di scambio internazionale. Il presidente russo ha inoltre annunciato la sua presenza ai giochi olimpici invernali di Pechino, condannando il boicottaggio diplomatico degli Stati Uniti e di alcuni paesi del Commonwealth. La costruzione del mondo multipolare procede per la sua strada.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane da parte dei vertici di NATO, Stati Uniti, Unione Europea, persino del G7, si susseguono su base giornaliera gli avvertimenti e le minacce di \u201cgravi conseguenze\u201d alla Russia qualora dovesse invadere l\u2019Ucraina. Fondando le proprie affermazioni su \u201crapporti dell\u2019intelligence americana\u201d, ovviamente tenuti segreti, si sostiene che la Russia stia preparando un\u2019operazione militare su vasta scala, tanto da giustificare minacce di sanzioni \u201cmai viste\u201d e invocare un rafforzamento della NATO nella regione. La tensione \u00e8 alle stelle e forse per la prima volta da molti anni uno scontro diretto tra Russia e NATO non appare inverosimile. Le responsabilit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":85796,"featured_media":12659,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,4],"tags":[],"coauthors":[260],"class_list":["post-12645","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-europa","category-esteri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12645","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85796"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12645"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12645\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12662,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12645\/revisions\/12662"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12659"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12645"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12645"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12645"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=12645"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}