{"id":12265,"date":"2021-10-31T15:12:00","date_gmt":"2021-10-31T15:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12265"},"modified":"2021-10-31T15:12:00","modified_gmt":"2021-10-31T15:12:00","slug":"gli-infermieri-non-sono-degli-eroi-si-alliniziativa-per-cure-infermieristiche-forti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12265","title":{"rendered":"Gli infermieri non sono degli eroi: s\u00ec all&#8217;iniziativa per cure infermieristiche forti!"},"content":{"rendered":"\n<p>Un anno fa ho scritto una prima versione di questo articolo (<a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=9315\">leggi qui<\/a>), che necessita, in virt\u00f9 del tempo trascorso, di essere attualizzato in vista della votazione dell\u2019\u201cIniziativa sulle cure infermieristiche\u201d del prossimo 28 novembre. Nell\u2019autunno del 2020 si stava entrando nella cosiddetta \u201cseconda ondata\u201d della pandemia, e si tornava, giustamente, a discutere delle condizioni di lavoro di infermiere e infermieri. Gi\u00e0 il fatto che si tornasse a discuterne, dopo quella che potremmo definire eufemisticamente un\u2019illusoria tregua estiva, indicava come la politica fosse colpevolmente in ritardo, adagiata \u2013 tra le altre cose \u2013 su quella che definivo retorica degli eroi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le informazioni diffuse lo scorso anno dalla Societ\u00e0 svizzera di medicina intensiva, riportavano un vissuto sacrificale e di abbandono da parte degli infermieri delle terapie intensive. Dopo agli applausi dai balconi della popolazione durante il primo lockdown, e i proclami di molti politici \u2013 abili soltanto a cavalcare il momento sui media e i social con prese di posizione strappa-lacrime e acchiappa-consensi, alle quali non sono seguite neppure le azioni minime, che in Ticino potevano essere, per esempio, l\u2019adeguamento dei regolamenti comunali alle condizioni di lavoro e salariali dell\u2019EOC \u2013 quello che restava concretamente alle infermiere, erano turni di lavoro fino a sessanta ore e condizioni di lavoro faticose, rischiose e diffusamente insufficienti.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel periodo, inoltre, si discuteva del fatto che in Svizzera, dopo quindici anni di servizio, met\u00e0 degli infermieri abbandona la professione. Emergeva, contestualmente, anche una carenza di posti di formazione in Ticino, per una delle professioni che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 necessaria in futuro, che si somma a problemi relativi alla carenza di condizioni d\u2019impiego adeguate all\u2019onere lavorativo e formativo richiesto a questi professionisti.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 infermiere e infermieri sono dei professionisti, non degli eroi. Studiano, si formano, si specializzano, lavorano grazie alle conoscenze e all\u2019esperienza accumulata sul campo, faticano nel conciliare lavoro e famiglia, soffrono, si ammalano. Non sono dotati di nessun potere. Non prendono decisioni extra-legge sul destino altrui. Non vivono della fama di cui li si \u00e8 circondati in questi anni. Non hanno diritto a nessun trattamento speciale rispetto agli altri cittadini. Quella di cura \u00e8 una professione prosaica, cio\u00e8 che deve confrontarsi con il faticoso e spesso poco incantevole quotidiano, e non poetica (con tutto il profondo rispetto che la poesia merita, anche nelle prassi di cura), cio\u00e8, in questo specifico caso, ancorata a un\u2019astratta e supposta nobilt\u00e0 d\u2019animo, che trova appagamento nell\u2019attivit\u00e0 in se stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che va riconosciuto a infermiere e infermieri \u00e8 lo sforzo \u2013 questo s\u00ec, forse, potrebbe essere definito \u201ceroico\u201d \u2013 che hanno fatto e tutt\u2019ora stanno facendo in relazione (ma non esclusivamente, beninteso) alla situazione emergenziale. Giova ribadire che il loro non \u00e8 un sacrificio per un ideale; che non sono missionari che operano per rinfrancare il loro spirito (qualcuno li ha addirittura definiti \u201cangeli\u201d, in sprezzo all\u2019acquisita laicit\u00e0 della professione). La loro fatica deve trovare (almeno) un\u2019adeguata compensazione nel salario, nelle vacanze, nelle opportunit\u00e0 formative, e \u2013 spauracchio per molti \u2013 in forme di autonomia decisionale ed economica rispetto alle prestazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019iniziativa \u00abPer cure infermieristiche forti\u00bb, pochi mesi prima dello scoppio della pandemia, \u00e8 stata rifiutata, con evidente \u201clungimiranza\u201d politica, prima dal Consiglio Federale e poi dal parlamento. Quest\u2019ultimo ha approvato un controprogetto del tutto aleatorio e insufficiente, pur di \u201cevitare un aumento dei costi della salute\u201d e di non scontentare le lobby legate alle assicurazioni malattia, che nel frattempo continuano a lucrare sulla pelle dei cittadini.<\/p>\n\n\n\n<p>Il destino di quest\u2019iniziativa non riguarda solo la categoria professionale che promuove l\u2019iniziativa. \u00c8 una rivendicazione settoriale che, tuttavia, vede in questo caso un interesse generale relativo all\u2019accessibilit\u00e0 a sistemi di cura di qualit\u00e0 per tutta la cittadinanza. Un aumento del benessere lavorativo di infermiere e infermieri, \u00e8 un aumento del benessere collettivo di chi ricorre ai sistemi di cura. Il 28 novembre, votiamo un convinto S\u00cc all\u2019iniziativa. I promotori hanno ragione: gli applausi, decisamente, non bastano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un anno fa ho scritto una prima versione di questo articolo (leggi qui), che necessita, in virt\u00f9 del tempo trascorso, di essere attualizzato in vista della votazione dell\u2019\u201cIniziativa sulle cure infermieristiche\u201d del prossimo 28 novembre. Nell\u2019autunno del 2020 si stava entrando nella cosiddetta \u201cseconda ondata\u201d della pandemia, e si tornava, giustamente, a discutere delle condizioni di lavoro di infermiere e infermieri. 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