{"id":12222,"date":"2021-12-07T13:46:45","date_gmt":"2021-12-07T13:46:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12222"},"modified":"2021-12-07T13:54:58","modified_gmt":"2021-12-07T13:54:58","slug":"la-svizzera-lanticomunismo-e-lo-sport-il-caso-reto-delnon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12222","title":{"rendered":"La Svizzera, l&#8217;anticomunismo e lo sport: 50 anni fa il caso Reto Delnon"},"content":{"rendered":"\n<p>La Svizzera viene sempre descritta come un Paese democratico, in cui tutti godono di libert\u00e0 e diritti, quasi fosse il paradiso in terra. Eppure si sa che la storia del nostro Paese \u00e8 piena di macchie, sia nel presente che nel passato. La neutralit\u00e0, valore che teoricamente sta alla base delle relazioni internazionali elvetiche, viene oggi continuamente minata, in modo particolare in ambito militare (ma non solo). Anche nel corso della Guerra Fredda, per\u00f2, \u00e8 ormai risaputo che la Svizzera si collocava de facto nel campo occidentale. Strettamente legato a questa collocazione internazionale vi era il forte sentimento anticomunista, che impregnava ogni aspetto della societ\u00e0 svizzera e che, di conseguenza, \u00e8 ancor oggi fortemente presente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019anticomunismo in Svizzera: le schedature ed il&nbsp;<em>Berufsverbot<\/em><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019anticomunismo strutturale presente in Svizzera \u00e8 visibile innanzitutto nel divieto del Partito Comunista Svizzero, avvenuto nel 1940, ma pure nella violenta repressione dello sciopero generale nel 1918 e di manifestazioni operaie ed antifasciste, il cui esempio pi\u00f9 eclatante \u00e8 quello ginevrino del 1932, quando l\u2019esercito svizzero spar\u00f2 sui manifestanti a Plainpalais, uccidendone 13 e ferendone 65. Evento ancora pi\u00f9 simbolico di questo forte anticomunismo \u00e8 per\u00f2 sicuramente lo scandalo delle schedature scoppiato nel 1989, quando si scopr\u00ec che la polizia federale aveva schedato circa 900&#8217;000 persone, vale a dire circa un decimo della popolazione svizzera. Vittime di questa schedatura sistematica erano militanti comunisti, pacifisti, socialdemocratici, sindacalisti o anche solo persone vagamente sospettate di avere simpatie per la sinistra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.unitycms.io\/image\/ocroped\/1200,1200,1000,1000,0,0\/KRo2bRbAg88\/EAECjYALqMKBOD3hUXHU0q.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption><em>Lo &#8220;scandalo delle schedature&#8221; aveva sollevato un&#8217;ondata d&#8217;indignazione in tutto il Paese.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Fra le persone pi\u00f9 illustri che furono spiate dalla polizia federale vi \u00e8, ad esempio, <strong>Friedrich D\u00fcrrenmatt<\/strong>, \u201cpericolosissimo\u201d<em>&nbsp;<\/em>scrittore svizzero. In questa isteria anticomunista, non veniva per\u00f2 schedato soltanto chi realmente era attivo politicamente. Nelle grinfie della polizia federale ci fin\u00ec anche chi, ad esempio, partecip\u00f2 a delle cene a base di cibo cinese organizzate dalle associazioni d\u2019amicizia con la Cina, che venivano seguite con particolare attenzione dagli agenti federali. Assieme alla schedatura e lo spionaggio dei rappresentanti del \u201cpericolo rosso\u201d, vigeva in Svizzera anche un vero e proprio&nbsp;<em>Berufsverbot<\/em>&nbsp;per chi veniva identificato come comunista. I comunisti erano dunque sistematicamente esclusi da determinati ambiti lavorativi. Il quotidiano Blick ha recentemente raccontato la storia, dimenticata, di una delle vittime di questo divieto di lavorare.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Reto Delnon: sportivo svizzero e comunista<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/delnon2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/delnon2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12240\" width=\"412\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/delnon2.png 946w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/delnon2-300x251.png 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/delnon2-768x641.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/delnon2-480x401.png 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/a><figcaption><em>Reto Delnon fu campione d&#8217;Europa nel 1950.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Reto Delnon nacque il 1\u00b0 maggio 1924 a Samedan, nel Canton Grigioni. Fu innanzitutto un giocatore e poi allenatore di hockey: gioc\u00f2 ben 74 partite per la nazionale svizzera, con la quale vinse addirittura il campionato europeo nel 1950, torneo che nel frattempo non viene pi\u00f9 organizzato. Fu poi allenatore e presidente dell\u2019HC La Chaux-de-Fonds e, prima della fine della sua carriera, allenatore dell\u2019HC Friborgo. A fine dicembre 1961 era inoltre stato nominato allenatore della nazionale elvetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Di famiglia comunista, Reto Delnon era membro del Partito Svizzero del Lavoro (PSdL) e non nascose mai pi\u00f9 di quel tanto le sue opinioni, senza per\u00f2, stando a sue stesse dichiarazioni, mai mischiare lavoro e politica. Grazie anche alla sua attivit\u00e0 professionale visit\u00f2 pi\u00f9 volte Paesi del blocco socialista. Fu cos\u00ec, ad esempio, che nel 1947, in seguito ai campionati mondiali a Praga, attir\u00f2 su di s\u00e9 le attenzioni in dogana, a causa di una statuetta di Stalin acquistata nella Repubblica Socialista Ceca. Nel 1961, in seguito a una partita in DDR, dichiar\u00f2 in un\u2019intervista al giornale del PSdL \u201cVoix ouvri\u00e8re\u201d che i cittadini della Germania-Est fossero pi\u00f9 contenti di quelli svizzeri. Queste sue idee politiche gli procurarono non pochi problemi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Prima spiato e poi licenziato<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/nebelspalter_delnon.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/nebelspalter_delnon-763x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-12232\" width=\"417\" height=\"558\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/nebelspalter_delnon-224x300.png 224w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/nebelspalter_delnon-768x1030.png 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/nebelspalter_delnon-1145x1536.png 1145w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/nebelspalter_delnon-1527x2048.png 1527w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/nebelspalter_delnon-480x644.png 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/a><figcaption><em>La vignetta pubblicata dal Nebelspalter.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel 1962, proprio mentre stava rilasciando un\u2019intervista al Blick, Delnon fu raggiunto da una telefonata da parte della Federazione svizzera di hockey su ghiaccio, che lo inform\u00f2 del suo licenziamento, solo 19 giorni dopo l\u2019assunzione. Il motivo? Avevano scoperto che Delnon era appunto comunista e membro del Partito Svizzero del Lavoro (PSdL). <\/p>\n\n\n\n<p>Questo evento fece discutere molto. Il Blick dedic\u00f2 la prima pagina al licenziamento di Denon, titolando: \u201cHockey-Delnon smascherato come comunista\u201d. Il Nebelspalter, giornale satirico svizzero, consacr\u00f2 invece un\u2019illustrazione all\u2019allenatore, raffigurato con una canottiera con la stella rossa sotto la maglietta della nazionale. Nella didascalia di questa illustrazione, gli autori del Nebelspalter si domandavano se non si sarebbero dovute conoscere gi\u00e0 in precedenza queste sue idee politiche. Nei confronti di Delnon furono sprecati numerosi epiteti, fra cui non poteva mancare il solito \u201cporco comunista\u201d, e l\u2019allenatore fu persino minacciato di morte.<\/p>\n\n\n\n<p>La stampa romanda fu molto pi\u00f9 critica nei confronti del comportamento della Federazione, accusandola di non aver rispettato il principio di neutralit\u00e0 politica prevista dai suoi statuti. Tempo dopo questi eventi, si scopr\u00ec che Delnon fu anche spiato e schedato dalla polizia federale, secondo la quale Delnon aveva ad esempio in passato provato a imporre \u201cl\u2019estremismo di sinistra\u201d nella squadra del&nbsp;La Chaux-de-Fonds. Per l\u2019allenatore fu dunque creata una cosiddetta&nbsp;<em>fiche<\/em>&nbsp;e le sue telefonate furono intercettate e ascoltate.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019anticomunismo, un \u201cvalore\u201d fondamentale in Svizzera<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Questi fatti riportati dal Blick sono l\u2019ennesimo esempio del forte anticomunismo che caratterizzava la Svizzera nel \u2018900. La sorte di Delnon fu la stessa di centinaia di migliaia di altre persone, la cui unica colpa era quella di credere nella giustizia sociale e nella pace. Oggi la situazione parrebbe essere un po\u2019 migliore, almeno per quanto riguarda lo spionaggio da parte della polizia federale, ma \u00e8 chiaro che ancora oggi chi si oppone al modello liberale e capitalista e all\u2019egemonia unipolare atlantica \u00e8 visto come un problema, se non un pericolo, come dimostra la nuova Legge contro il terrorismo recentemente approvata alle urne, ma pure le continue diffamazioni da parte della stampa nei confronti di chi, come il Partito Comunista, lotta in modo concreto per la costruzione di una societ\u00e0 alternativa a quella liberal-capitalista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Svizzera viene sempre descritta come un Paese democratico, in cui tutti godono di libert\u00e0 e diritti, quasi fosse il paradiso in terra. Eppure si sa che la storia del nostro Paese \u00e8 piena di macchie, sia nel presente che nel passato. 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