{"id":12048,"date":"2021-10-01T08:28:56","date_gmt":"2021-10-01T08:28:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12048"},"modified":"2021-10-01T08:28:56","modified_gmt":"2021-10-01T08:28:56","slug":"25-anni-di-servizio-civile-storia-e-prospettive-di-una-grande-conquista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=12048","title":{"rendered":"25 anni di servizio civile: storia e prospettive di una grande conquista"},"content":{"rendered":"\n<p>Esattamente 25 anni fa, il 1\u00b0 ottobre 1996, entrava in vigore l\u2019Ordinanza federale sul servizio civile, l\u2019ultimo tassello del percorso legislativo che port\u00f2 all\u2019introduzione di questo impiego sostitutivo al servizio militare. Un percorso lungo e tormentato, segnato dalla tenace lotta del movimento pacifista ed antimilitarista, senza il quale non esisterebbe oggi questa utile e preziosa alternativa alla leva militare. In occasione del 25\u00b0 anniversario dell\u2019entrata in vigore della legge e della relativa ordinanza, vale la pena rievocare le battaglie che permisero di ottenere questa importante conquista, tutt\u2019oggi vittima di attacchi dai quali va difesa con altrettanto impegno.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Alle origini dell\u2019obiezione di coscienza: l\u2019antimilitarismo operaio in Svizzera<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Oltre che dal pacifismo cristiano e da quello borghese-umanitario, l\u2019antimilitarismo in Svizzera prende origine dal movimento operaio: il frequente ricorso alla truppa per la repressione degli scioperi sul finire dell\u2019Ottocento (tra il 1880 e il 1914 si contano una quarantina di interventi di questo genere) spinse i sindacati e il Partito Socialista ad adottare una posizione risolutamente antimilitarista. \u00c8 proprio in questo contesto che avvengono le prime obiezioni di coscienza di massa: in occasione dello sciopero generale a Ginevra (1902) e dello sciopero dei muratori a La Chaux-de-Fonds (1904), diverse centinaia di uomini non ottemperano alla leva. \u00c8 d\u2019altronde in questa fase storica che prendono avvio le riflessioni sulle alternative al servizio militare obbligatorio: una prima petizione per l\u2019introduzione del servizio civile viene respinta dal Consiglio federale proprio nel 1903.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rts.ch\/2018\/03\/20\/11\/11\/9424427.image\/16x9\/scale\/width\/640\" alt=\"\" width=\"943\" height=\"531\"\/><figcaption><em>Durante lo sciopero generale del 1918, l&#8217;esercito venne impiegato per reprimere l&#8217;agitazione.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La prima guerra mondiale e lo sciopero generale del 1918 confermano le preoccupazioni emerse in seno al movimento operaio: l\u2019esercito si conferma essere uno strumento di controllo delle coscienze, di divisione dei lavoratori (messi gli uni di fronte agli altri nelle trincee di tutt\u2019Europa) e di repressione di classe (le truppe vengono infatti mobilitate per soffocare lo sciopero). I sindacati e la sinistra elvetica continuarono dunque ad opporsi alle politiche di armamento promosse dalla borghesia, dividendosi per\u00f2 a partire dalla met\u00e0 degli anni \u201930: mentre il Partito Comunista (fondato nel 1921) continu\u00f2 a perseguire una linea antimilitarista, nel 1935 il Partito Socialista riconobbe invece la necessit\u00e0 di una protezione armata dei confini e si alline\u00f2 alla difesa nazionale spirituale voluta dalle classi dirigenti per impedire qualunque cambiamento sociale nel Paese.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019ottenimento del servizio civile: una battaglia durata decenni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Al termine della seconda guerra mondiale, il prestigio di cui godeva ormai l\u2019esercito rese molto pi\u00f9 difficile qualunque conquista sul piano dell\u2019obiezione di coscienza: chi stigmatizzava gli abusi relativi al servizio militare rischiava gravi punizioni, i renitenti alla leva continuavano ad andare incontro all\u2019arresto ed alla prigione, mentre la questione dell&#8217;introduzione del servizio civile fu sostanzialmente abbandonata.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu solo a partire dagli anni \u201960, con il forte aumento del numero di renitenti alla leva, che vennero ottenute delle conquiste per gli obiettori di coscienza: con la revisione del Codice penale militare del 1967, le ragioni etiche di un rifiuto di servizio furono equiparate alle motivazioni religiose, fu ridotta la durata della pena e agevolato il servizio militare senz&#8217;arma.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/zivi.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/zivi.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8528\" width=\"941\" height=\"625\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/zivi.jpeg 636w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/zivi-300x199.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/zivi-480x318.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 941px) 100vw, 941px\" \/><\/a><figcaption><em>La lotta per il diritto all&#8217;obiezione di coscienza riprende vigore a partire dagli anni &#8217;60.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Parallelamente a questo incremento del numero di obiettori (passati da poche decine a quasi 800 nel giro di vent\u2019anni), nel Paese riprese anche il dibattito sul servizio civile sostitutivo: due iniziative popolari che ne proponevano l\u2019introduzione furono bocciate nel 1977 e nel 1984, rispettivamente dal 62.4% e dal 63.8% degli elettori. Sulla spinta del movimento antimilitarista ormai ritornato sulla scena (il Gruppo per una Svizzera senza esercito viene fondato nel 1982), si trattava per\u00f2 ormai solo una questione di tempo: nel 1991, con la \u201criforma Barras\u201d, venne infatti introdotto un servizio di lavoro per gli obiettori di coscienza che, bench\u00e9 decriminalizzati, rimanevano per\u00f2 assoggettati alla giustizia militare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno successivo, il popolo svizzero approv\u00f2 con l\u201982.5% di s\u00ec la modifica costituzionale proposta dal consigliere nazionale socialista Helmut Hubacher per istituire il servizio civile, di durata pari ad una volta e mezza quella del servizio militare e da prestare in attivit\u00e0 di utilit\u00e0 pubblica. La legge e l\u2019ordinanza di applicazione prevedevano che l\u2019obiettore dovesse presentarsi di fronte ad una commissione d\u2019ammissione per un colloquio personale (il cosiddetto \u201cesame di coscienza\u201d): una pratica laboriosa e repressiva che fu abolita nel 2009 e sostituita dalla cosiddetta \u201cprova dell\u2019atto\u201d (accettando di prestare servizio per una durata superiore a quella del servizio militare, il candidato \u201cprova\u201d il suo conflitto di coscienza).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/zivi_1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/zivi_1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12054\" width=\"942\" height=\"552\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/zivi_1.jpeg 900w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/zivi_1-300x176.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/zivi_1-768x451.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/zivi_1-480x282.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 942px) 100vw, 942px\" \/><\/a><figcaption><em>Meglio la prigione o il servizio civile? Utilit\u00e0 sociali a confronto.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Una conquista da difendere e da estendere<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Sarebbe per\u00f2 errato ritenere che queste conquiste abbiano \u201cesaurito\u201d la battaglia anti-militarista e che il servizio civile sia adeguato cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi. Prima di tutto perch\u00e9, come la storia recente insegna, la borghesia non ha accettato questo stato di cose e ritorna regolarmente alla carica per rendere nuovamente pi\u00f9 difficile l\u2019obiezione di coscienza: solo l\u2019anno scorso \u00e8 stato infatti sventato per poco il rischio di una nuova controriforma che avrebbe reso meno accessibile il servizio civile. In secondo luogo, perch\u00e9 lo stesso stato attuale del servizio civile \u00e8 ben lungi dall\u2019essere soddisfacente: nonostante essi forniscano alla collettivit\u00e0 un apporto ben pi\u00f9 prezioso ed utile dei soldati (e la recente pandemia lo ha ben dimostrato), i civilisti devono ancora prestare un servizio lungo una volta e mezza quello militare. L\u2019ammissione al servizio civile resta laboriosa e complessa malgrado l\u2019introduzione della prova dell\u2019atto, specialmente per coloro che iniziano la scuola reclute ma si accorgono solo una volta giunti in caserma di vivere un conflitto di coscienza. L\u2019informazione sul servizio civile \u00e8 lacunosa, per non dire assente: durante le giornate informative dedicate ai neo-diciottenni, cos\u00ec come durante il reclutamento, non viene fornita alcun chiarimento sulle procedure di ammissione e alle domande in materia non viene data alcuna risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto resta dunque ancora da fare: gli obiettori che hanno lottato per quasi un secolo per ottenere il servizio civile ci devono essere d\u2019esempio e devono ispirarci a proseguire la lotta per difendere ed estendere il diritto all\u2019obiezione di coscienza, con l\u2019obiettivo di giungere \u2013 presto o tardi \u2013 all\u2019abolizione dell\u2019obbligo di leva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esattamente 25 anni fa, il 1\u00b0 ottobre 1996, entrava in vigore l\u2019Ordinanza federale sul servizio civile, l\u2019ultimo tassello del percorso legislativo che port\u00f2 all\u2019introduzione di questo impiego sostitutivo al servizio militare. Un percorso lungo e tormentato, segnato dalla tenace lotta del movimento pacifista ed antimilitarista, senza il quale non esisterebbe oggi questa utile e preziosa alternativa alla leva militare. In occasione del 25\u00b0 anniversario dell\u2019entrata in vigore della legge e della relativa ordinanza, vale la pena rievocare le battaglie che permisero di ottenere questa importante conquista, tutt\u2019oggi vittima di attacchi dai quali va difesa con altrettanto impegno. 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