{"id":11858,"date":"2021-09-08T21:09:53","date_gmt":"2021-09-08T21:09:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11858"},"modified":"2021-09-30T22:32:48","modified_gmt":"2021-09-30T22:32:48","slug":"afghanistan-lintervento-sovietico-e-loccupazione-americana-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11858","title":{"rendered":"Afghanistan: l\u2019intervento sovietico e l\u2019occupazione americana a confronto"},"content":{"rendered":"\n<p>Una decina di giorni fa si \u00e8 concluso il definitivo ritiro americano dall\u2019Afghanistan. Donald Trump l\u2019ha definito \u201cun disastro senza precedenti\u201d, e per una volta ha ragione. Fino a gioved\u00ec 26 agosto i morti all\u2019aeroporto di Kabul erano 20, tra cui quelli caduti dagli aerei, quelli ridotti in poltiglia umana dal ritrarsi dei carrelli di atterraggio, altri ancora uccisi dai soldati della NATO, o semplicemente schiacciati nella calca. Ma un attentato kamikaze dello Stato Islamico ha portato il bilancio a ben oltre le 100 vittime. Alla cifra hanno contribuito i militari americani, che nel caos seguito all\u2019esplosione hanno aperto il fuoco sulla folla. Non soddisfatto del massacro, Joe Biden ha promesso vendetta per i marines uccisi dalla bomba. Vendetta prontamente arrivata, con degli attacchi mirati contro bersagli ISIS. Questi attacchi sono stati talmente mirati che hanno provocato diverse vittime civili, tra cui sette bambini. L\u2019insensata, ventennale guerra dell\u2019Occidente contro il \u201cterrorismo in Afghanistan\u201d si conclude con una plateale, umiliante sconfitta.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce degli ultimi eventi, i paragoni tra la ritirata degli USA e quella dell\u2019Unione Sovietica, che nel febbraio 1989 evacu\u00f2 le sue ultime truppe dal paese, si fanno sempre pi\u00f9 frequenti. Il ritiro dall\u2019Afghanistan divenne infatti uno degli eventi-simbolo del crollo del blocco socialista, e in molti ora si domandano se il ritiro statunitense non sia l\u2019ultimo chiodo nella bara dell\u2019ordine mondiale americano. Cerchiamo dunque di chiarire fin dove arrivano le analogie.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I <em>casus belli<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>Gli eventi che portarono all\u2019intervento sovietico in Afghanistan si possono far risalire fino al 1973, quando un colpo di Stato aveva messo fine alla monarchia. Al potere saliva <strong>Mohammed Daud Khan<\/strong>, cugino del re deposto nonch\u00e9 figura politica in vista. Egli divenne presidente della neonata repubblica, e assunse ben presto poteri dittatoriali. Ma il suo vasto programma di riforme volte a modernizzare il paese ebbe risultati molto limitati. Essendo un nazionalista pashtun, era odiato dagli altri gruppi etnici, mentre la repressione del dissenso gli procur\u00f2 molti nemici politici. Uno dei principali gruppi di opposizione era il Partito Democratico Popolare dell\u2019Afghanistan, di impostazione marxista-leninista e che faceva esplicito riferimento all\u2019Unione Sovietica. Gi\u00e0 nel 1967 il partito si era diviso in due fazioni nemiche, <strong>Khalq<\/strong> (\u201cpopolo\u201d), che raccoglieva i massimalisti radicali, e <strong>Parcham<\/strong> (\u201cbandiera\u201d), che invece incarnava l\u2019ala pi\u00f9 pragmatica e sensibile verso le specificit\u00e0 della societ\u00e0 afghana.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/laminervastoria.files.wordpress.com\/2020\/03\/riforma-agraria-afghanistan.jpg?w=740\" alt=\"\"\/><figcaption><em>Una manifestazione popolare a sostegno della rivoluzione di Saur (di stampo marxista).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 1978, la situazione era ormai maturata per rovesciare il regime di Daud Khan. Il 26 aprile, il dittatore aveva ordinato l\u2019arresto dei leader del Partito Democratico Popolare, scatenando un\u2019insurrezione armata dei loro sostenitori. Quella che passer\u00e0 alla storia come Rivoluzione di Saur, port\u00f2 all\u2019uccisione dello stesso Daud Khan e alla nascita della Repubblica Democratica dell\u2019Afghanistan. Il Partito Democratico Popolare, e in particolare la fazione Khalq, presero in mano le redini del potere.<\/p>\n\n\n\n<p>I comunisti si trovarono a governare un paese arretrato e bisognoso di profonde riforme. Ed \u00e8 ci\u00f2 che si accinse a fare il Partito Democratico Popolare. Progetti come l\u2019alfabetizzazione, la riforma agraria, l\u2019abolizione di pratiche arcaiche (come il matrimonio minorile), erano tutte riforme assolutamente necessarie, ma che i leader Khalq condussero con ottusa inflessibilit\u00e0, noncuranti delle tradizioni secolari in base alle quali viveva gran parte della popolazione.&nbsp; Anche gli appelli alla cautela provenienti da Mosca rimasero inascoltati. Ben presto la resistenza a tali riforme, e la loro imposizione forzata, portarono ai primi scontri armati. Parallelamente, aspre lotte intestine si sviluppavano in seno al Partito. Il presidente era <strong>Taraki<\/strong>, mentre l\u2019incarico di primo ministro era stato assegnato ad <strong>Amin<\/strong>, entrambi Khalq: costoro condussero una vasta campagna repressiva nei confronti della fazione avversaria Parcham, ma ben presto la discordia scoppi\u00f2 anche tra loro due. Il 16 settembre 1979, Amin spodest\u00f2 Taraki, facendolo uccidere poco dopo. Fu l\u2019evento che convinse la dirigenza sovietica ad intervenire. Il 27 dicembre il KGB elimin\u00f2 Amin, sostituendolo con il leader di Parcham, <strong>Babrak Karmal<\/strong>, intenzionato a correggere gli errori dei predecessori e ad adottare un approccio moderato alle riforme. Contemporaneamente, l\u2019esercito sovietico entrava nel paese per garantire la stabilit\u00e0 del nuovo governo e uno sviluppo positivo del suo sforzo di modernizzazione. Ma il genio era ormai uscito dalla lampada, e le rivolte antigovernative proseguirono, confluendo nel movimento dei mujaheddin. Iniziava la guerra civile.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mi-24.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"580\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mi-24.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12064\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mi-24.jpeg 900w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mi-24-300x193.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mi-24-768x495.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/mi-24-480x309.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><figcaption><em>I sovietici impegnarono ingenti mezzi per contrastare le fazioni islamiste che minacciavano il governo afghano.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il pretesto americano per l\u2019invasione, iniziata all\u2019indomani degli attentati dell\u201911 settembre 2001, fu la protezione che l\u2019Afghanistan talebano forniva ad Al-Qaeda. Si trattava insomma di una missione punitiva, finalizzata tra le altre cose a soddisfare il desiderio di vendetta dell\u2019elettorato americano. Cos\u00ec il popolo afghano si ritrov\u00f2 nuovamente la guerra in casa, e per colpa di pochi individui che non erano nemmeno afghani. Colpa peraltro mai dimostrata, siccome negli anni successivi si moltiplicarono le inchieste che contestavano la paternit\u00e0 di <strong>Bin Laden<\/strong> e Al-Qaeda sugli attacchi dell\u201911 settembre (basti citare <em>Zero<\/em> di Giulietto Chiesa). Il legame tracciato tra la caduta delle Torri Gemelle e l\u2019Afghanistan era quanto mai arbitrario, e oggi ha la stessa credibilit\u00e0 delle armi chimiche di Saddam Hussein o della bomba atomica iraniana. Ma anche se dessimo per vera la minaccia terroristica rappresentata da Al-Qaeda&nbsp; e dal movimento Taliban, \u00e8 impossibile non cogliere la grottesca comicit\u00e0 della situazione, siccome sia gli uni che gli altri erano creature americane, esperimenti di laboratorio come il mostro di Frankenstein, assemblati con il preciso scopo di combattere i sovietici.<\/p>\n\n\n\n<p>I reali motivi dell\u2019intervento erano invece quanto mai triviali: assicurare la presenza americana e occidentale nella regione, arginando le potenze rivali (Iran, Russia, Cina) e promuovendo i propri interessi economici.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque possiamo gi\u00e0 constatare una prima sostanziale differenza tra le due guerre. Mentre l\u2019intervento militare sovietico rispondeva a effettivi problemi umanitari e di sicurezza (l\u2019URSS, al contrario degli USA, confinava direttamente con l\u2019Afghanistan), quello americano era un\u2019invasione imperialista e neo-coloniale, peraltro giustificata con un falso <em>casus belli<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il sostegno economico all\u2019Afghanistan<\/h3>\n\n\n\n<p>Gli investimenti dell\u2019URSS nell\u2019economia afghana iniziarono molto prima dell\u2019arrivo dei comunisti al potere. Gi\u00e0 negli anni \u201860, quando nel paese regnava ancora la monarchia, l\u2019URSS era diventata il primo partner commerciale dell\u2019Afghanistan. Cos\u00ec tra il 1960 e il 1968, l\u2019Unione Sovietica costru\u00ec a proprie spese la centrale idroelettrica Naghlu (a quaranta chilometri da Kabul) che tutt\u2019oggi costituisce la pi\u00f9 grande fonte di energia del paese. Sempre negli anni \u201860 fu costruito il Politecnico di Kabul, che tutt\u2019oggi costituisce il principale istituto di formazione di specialisti nel campo tecnico-scientifico. Nel 1964 i sovietici ultimarono il tunnel che attraversa il passo del Salang, la cui&nbsp; importanza per l\u2019Afghanistan \u00e8 paragonabile al traforo del San Gottardo. Oggi giornalmente vi transitano diecimila veicoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 tardi, l\u2019URSS costru\u00ec numerosi siti industriali che costituirono la spina dorsale dell\u2019industria nazionale. Negli anni \u201880, a guerra civile in corso, l\u2019Unione Sovietica edific\u00f2 in Afghanistan 140 complessi industriali, 35 ospedali (un terzo del totale), 5 accademie di rango universitario. Nello stesso periodo di tempo, furono addestrati 100\u2019000 specialisti, tra scienziati, ingegneri, medici, operai specializzati, ecc. Il numero di medici aument\u00f2 di nove volte, giungendo a 7\u2019100 professionisti nel 1988.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, per tutta la seconda met\u00e0 del secolo scorso, l\u2019URSS fu il principale motore dello sviluppo dell\u2019Afghanistan, e dunque del miglioramento delle condizioni di vita dei suoi abitanti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Female-students-at-the-Polytechnical-University-in-Kabul-in-the-mid-1970s-Hulton-Archive.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"696\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Female-students-at-the-Polytechnical-University-in-Kabul-in-the-mid-1970s-Hulton-Archive-1024x696.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12062\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Female-students-at-the-Polytechnical-University-in-Kabul-in-the-mid-1970s-Hulton-Archive-1024x696.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Female-students-at-the-Polytechnical-University-in-Kabul-in-the-mid-1970s-Hulton-Archive-300x204.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Female-students-at-the-Polytechnical-University-in-Kabul-in-the-mid-1970s-Hulton-Archive-768x522.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Female-students-at-the-Polytechnical-University-in-Kabul-in-the-mid-1970s-Hulton-Archive-480x326.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Female-students-at-the-Polytechnical-University-in-Kabul-in-the-mid-1970s-Hulton-Archive.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Il Politecnico di Kabul (fondato grazie al sostegno sovietico) era frequentato da numerose studentesse afghane.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 di recente emerso che la ventennale occupazione dell\u2019Afghanistan \u00e8 costata agli USA e alla NATO l\u2019assurda cifra di 3 trilioni di dollari. Persino il pi\u00f9 incapace degli amministratori, avendo a disposizione tali fondi, avrebbe fatto dell\u2019Afghanistan la Svizzera dell\u2019Asia centrale. Eppure al giorno d\u2019oggi la nazione compete per il poco invidiabile primato di paese pi\u00f9 povero al mondo. Che cosa \u00e8 andato storto?<\/p>\n\n\n\n<p>Ce lo spiega <strong>Vyacheslav Nekrasov<\/strong>, direttore per oltre quattro anni del Centro russo di Scienza e Arti di Kabul, posto che ha lasciato nel dicembre 2020. In un\u2019<a href=\".sputniknews.ru\/20190213\/10927562.html\">intervista del 2019 all\u2019agenzia Sputnik<\/a>, Nekrasov ha cos\u00ec descritto il sostegno finanziario occidentale: \u201cOggi il bilancio afghano dipende per il 75% da infusioni estere, il paese \u00e8 legato da un rigido guinzaglio esterno. Tengo traccia dei flussi finanziari stranieri (da 48 paesi), e giungo alla conclusione che la loro efficacia non supera il 15%. Dove scompare il resto dei soldi \u00e8 un mistero. Le ONG e le missioni umanitarie risucchiano tutto, come delle sanguisughe.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec si svela l\u2019arcano: gli USA e la NATO hanno fatto dell\u2019Afghanistan un\u2019immensa macchina per il riciclaggio di denaro. Dei fondi spesi alla sua ricostruzione e sviluppo, solo una minuscola percentuale resta sul territorio, mentre il resto torna in Europa e in Nord America, riciclato attraverso le ONG. Le quali si confermano ancora una volta come uno dei tentacoli dell\u2019imperialismo atlantico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non \u00e8 tutto. Anche se i fondi realmente investiti sono una frazione ridicola di quelli dichiarati, stiamo comunque parlando di miliardi di dollari! Ebbene, il modo in cui essi vengono gestiti \u00e8 ben descritto negli<em> <\/em><a href=\"https:\/\/www.washingtonpost.com\/graphics\/2019\/investigations\/afghanistan-papers\/afghanistan-war-nation-building\/\"><em>Afghanistan papers<\/em> del Washington Post<\/a>. L\u2019errore di fondo dell\u2019amministrazione americana fu forzare il paese in un\u2019economia di libero mercato, nonostante non vi fossero le minime condizioni materiali per sostenerla. Ancora una volta, quando si tratta di economia, l\u2019imperialismo americano fa sfoggio di un dogmatismo religioso. In secondo luogo, la campagna di investimenti \u00e8 sempre stata afflitta da una vera e propria mania dello sperpero. Un progetto veniva considerato un successo in base al suo costo, non in base alla sua utilit\u00e0 o alla qualit\u00e0 del lavoro svolto. Come risultato, \u00e8 sorta una miriade di progetti che hanno realizzato in senso quasi letterale il luogo comune della cattedrale nel deserto. Complessi industriali inutilizzati, strade che non portano da nessuna parte. Scuole abbandonate che crollano rapidamente a pezzi, perch\u00e9 chi le ha costruite si \u00e8 dimenticato che per fare una scuola non basta tirar su quattro muri, ma bisogna anche formare il personale docente. Molti progetti esistenti solo sulla carta hanno ugualmente risucchiato milioni di dollari.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo vent\u2019anni di occupazione militare e miliardi di dollari gettati nel buco nero di questa mafia umanitaria, gli americani lasciano il paese in uno stato peggiore di come l\u2019hanno trovato. L\u2019unica eredit\u00e0 dell\u2019occupazione che sembra destinata a durare sono gli sterminati campi di papaveri, la cui coltivazione \u00e8 cresciuta esponenzialmente negli ultimi vent\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-oppio-talebani-ansa.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-oppio-talebani-ansa-1024x576.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11861\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-oppio-talebani-ansa-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-oppio-talebani-ansa-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-oppio-talebani-ansa-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-oppio-talebani-ansa-480x270.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-oppio-talebani-ansa.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>L&#8217;occupazione americana non ha impedito (o ha favorito?) la coltivazione di papaveri da oppio in Afghanistan.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche in questo caso, di analogie tra l\u2019Afghanistan sovietico e quello americano se ne trovano ben poche. Mentre l\u2019URSS ha finanziato l\u2019Afghanistan senza doppi fini, prima nell\u2019ambito di relazioni di buon vicinato, poi per sostenere un governo amico in preda alla guerra civile, gli Stati Uniti hanno fatto del sostegno economico un\u2019occasione per titanici schemi corruttivi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nation building<\/h3>\n\n\n\n<p>Quando <strong>Gorbachev<\/strong> fu eletto Segretario generale del PCUS, il ritiro dall\u2019Afghanistan venne posto tra le priorit\u00e0 del nuovo corso politico. Si decise di tentare la strada della riconciliazione nazionale, ma Karmal non era il leader adatto per condurla con successo. A Mosca si decise di sostituirlo con l\u2019allora capo dell\u2019intelligence afghana <strong>Mohammad Najibullah<\/strong>, che divenne segretario generale del Partito Popolare Democratico nel maggio 1986. Cos\u00ec, mentre nel Cremlino entravano codardi e traditori, a capo dell\u2019Afghanistan saliva il leader pi\u00f9 onesto, competente e coraggioso della sua storia recente. Comunista convinto, Najibullah era tuttavia consapevole dell\u2019insolubile stallo militare, e si adoper\u00f2 per l\u2019organizzazione di una tregua, invitando i leader mujaheddin alla formazione di un governo di unit\u00e0 nazionale. In questo contesto, pu\u00f2 essere utile specificare che Najibullah era un esponente di Parcham.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, proprio quando Gorbachev esprimeva l\u2019intenzione di ritirare le truppe dal paese, gli sponsor occidentali dei mujaheddin aumentarono drasticamente i finanziamenti e i rifornimenti di armi, con lo scopo di rendere questo ritiro il pi\u00f9 possibile complicato. Proprio nel 1986 in mano ai ribelli comparvero i famosi missili terra-aria Stinger. \u00c8 evidente che con tali premesse i guerriglieri non avevano alcun interesse a sedersi al tavolo delle trattative, e gli appelli di Najibullah caddero nel vuoto. La guerra continu\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quando il 15 febbraio 1989 l\u2019ultimo soldato sovietico abbandon\u00f2 il paese, contro ogni pronostico, il governo di Najibullah non collass\u00f2 sotto i colpi dei nemici. L\u2019esercito afghano si rivel\u00f2 ben equipaggiato, ben addestrato, e soprattutto ben motivato. Nuovi e nuovi attacchi dei ribelli venivano sventati, e Najibullah restava saldamente in controllo della situazione. Ci\u00f2 era possibile solo grazie al sostegno di milioni di afghani, che vedevano nel governo socialista l\u2019unico garante del progresso, o che semplicemente non credevano (e a ragione) nell\u2019alternativa politica proposta dai mujaheddin. Mentre il blocco sovietico crollava con rapidit\u00e0 spiazzante, l\u2019Afghanistan socialista resisteva, in un clima di crescente isolamento diplomatico, e di crescente pressione militare. Ci\u00f2 significa che il processo di <em>nation building <\/em>era pienamente riuscito: l\u2019esercito sovietico si era lasciato alle spalle un governo autosufficiente, con istituzioni solide e credibili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/najbullah.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"827\" height=\"465\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/najbullah.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12063\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/najbullah.jpeg 827w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/najbullah-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/najbullah-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/najbullah-480x270.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 827px) 100vw, 827px\" \/><\/a><figcaption><em>Mohammad Najbullah, leader dell&#8217;Afghanistan democratico che resistette per tre anni ai mujaheddin.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Solo quando in URSS Gorbachev perse completamente il controllo delle strutture di potere, e all\u2019Afghanistan vennero negati i rifornimenti di alcune risorse strategiche, come il carburante per i mezzi militari, la situazione peggior\u00f2 drasticamente. I mujaheddin conquistarono Kabul nell\u2019aprile 1992, proclamando lo Stato Islamico dell\u2019Afghanistan: la Repubblica dell\u2019Afghanistan era sopravvissuta persino all\u2019Unione Sovietica. Mohammad Najibullah allora si rifugi\u00f2 nel palazzo delle Nazioni Unite a Kabul, dove rimase per i successivi quattro anni. Come era prevedibile, la guerra civile non si concluse: i mujaheddin si diedero immediatamente alle lotte intestine, facendo sprofondare il paese nell\u2019anarchia e nel banditismo. Nel 1996 erano gi\u00e0 gli stessi mujaheddin a fuggire da Kabul, di fronte all\u2019avanzata del movimento Taliban. Najibullah fu catturato nell\u2019edificio dell\u2019ONU insieme al fratello, e della loro barbara esecuzione i talebani fecero uno spettacolo pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2008 fu tenuto un sondaggio tra gli abitanti della provincia di Kabul, che chiedeva di scegliere il miglior regime politico della storia recente. Le scelte erano le seguenti: il regime \u201ccomunista\u201d di Najibullah, le due presidenze mujaheddin tra il 1992 e il 1996, il regime talebano del mullah <strong>Omar<\/strong>, o infine il regime americano dell\u2019allora presidente <strong>Karzai<\/strong>. L\u2019assoluta maggioranza degli intervistati espresse la sua preferenza per il regime \u201ccomunista\u201d di Najibullah.<\/p>\n\n\n\n<p>Il successo di un\u2019operazione di<em> nation building<\/em> si valuta in base alla stabilit\u00e0 del nuovo sistema, nel momento in cui le truppe straniere abbandonano il paese. Dopo il ritiro del contingente sovietico, la Repubblica Popolare dell\u2019Afghanistan, sola e tradita, ha resistito per tre anni contro forze soverchianti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il governo fantoccio americano del presidente <strong>Ghani<\/strong> \u00e8 invece collassato addirittura prima che gli americani siano riusciti a completare la propria evacuazione. Ai talebani ci sono volute meno di due settimane per prendere il controllo di tutto il paese. Quando non si sono consegnate agli islamisti, le unit\u00e0 dell\u2019esercito afghano si sono ritirate senza combattere. In mano agli uomini barbuti sono rimasti centinaia di mezzi militari, tra carri armati, autoblindo, aeri da trasporto, elicotteri d\u2019assalto, tutti armamenti con cui gli USA avevano rifornito il governo di Kabul. L\u2019equipaggiamento militare abbandonato ai talebani ammonta a un costo di 85 miliardi di dollari.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/E84zo8EWYAkw_sc.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/E84zo8EWYAkw_sc.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12065\" width=\"332\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/E84zo8EWYAkw_sc.jpeg 766w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/E84zo8EWYAkw_sc-300x190.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/E84zo8EWYAkw_sc-480x305.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 332px) 100vw, 332px\" \/><\/a><figcaption><em>Nell&#8217;89, l&#8217;attuale fuggitivo si compiaceva del ritiro dei sovietici, profetizzando un rapido collasso del governo.<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Spesso sono stati gli stessi funzionari nominati dal governo a trattare la resa con i talebani, prima di salire su un elicottero e fuggire verso la capitale. Le istituzioni fondate dalla NATO non hanno alcuna legittimit\u00e0 agli occhi del popolo, perch\u00e9 composte da un\u2019\u00e9lite profondamente corrotta, che \u00e8 stata la prima ad abbandonare il campo. Pur godendo dell\u2019incondizionato sostegno della comunit\u00e0 internazionale, e dell\u2019ampio supporto materiale della NATO, il governo di Ashraf Ghani si \u00e8 accartocciato su s\u00e9 stesso nel giro di pochi giorni. Lo stesso presidente Ghani \u00e8 fuggito segretamente dal paese, portandosi dietro una montagna di denaro pubblico. E ora, mentre si nasconde come un sorcio, la Rete ha riesumato ci\u00f2 che con esultante compiacimento scriveva nell\u201989 sul ritiro sovietico. Come si suol dire, ride bene chi ride ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusioni: due esperienze nettamente differenti<\/h3>\n\n\n\n<p>Tirando le somme, ci accorgiamo che le analogie tra l\u2019intervento sovietico e l\u2019occupazione americana sono ben poche, e si riducono alla comune ritirata del contingente militare, e alla volont\u00e0 di instaurare un sistema a cui una parte pi\u00f9 o meno ampia della popolazione \u00e8 rimasta estranea. Ma le ragioni dell\u2019intervento, gli obbiettivi e la gestione sono stati diametralmente opposti. Ancora prima dell\u2019invasione, gli Stati Uniti avevano spinto il paese nel baratro, finanziando forze distruttive (i mujaheddin islamisti) incapaci di costruire qualcosa di diverso dall\u2019arcaica societ\u00e0 clanico-feudale in cui erano nate, e in cui il paese si trova tutt\u2019oggi. Ma dal 2001 in poi, l\u2019amministrazione americana dell\u2019Afghanistan ha fatto sfoggio di incompetenza politica, militare ed economica. Persino i soldati americani sono consapevoli di aver lasciato dietro di s\u00e9 il vuoto. Le morti sul campo sono state poche migliaia, ma i suicidi sono oltre 30\u2019000. Se un veterano torna a casa e decide di farla finita, probabilmente non \u00e8 convinto di aver combattuto una guerra giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto non \u00e8 per niente controverso affermare che l\u2019Afghanistan avrebbe avuto una sorte migliore se l\u2019Unione Sovietica fosse riuscita a concludere il processo di pacificazione. Un processo che solo la vilt\u00e0 di Gorbachev imped\u00ec di portare a termine.<\/p>\n\n\n\n<p>I veterani russi sono per la maggior parte convinti dell\u2019importanza sia dell\u2019intervento sovietico, che del loro personale contributo, che chiamano \u201cdovere internazionalista\u201d. Ma sono gli afghani stessi i primi a rivalutare l\u2019era sovietica. I \u201cshuravi\u201d, come venivano chiamati i cittadini sovietici, oggi sono ricordati con nostalgia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSapete, oggi in Afghanistan un russo pu\u00f2 permettersi molto di pi\u00f9 di qualsiasi altro straniero. Abbiamo una cerchia di simpatizzanti molto pi\u00f9 larga di chiunque altro. Gli americani invece non possono immaginarsi una situazione in cui possano uscire in citt\u00e0, o viaggiare da qualche parte, senza scorta.\u201d ha detto Nekrasov, nell\u2019intervista gi\u00e0 citata.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 che le analogie, questo confronto ci ha permesso di scovare le differenze tra il ventennale disastro americano e la missione sovietica. Una missione che, alla luce degli ultimi eventi, meriterebbe una rivalutazione storica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una decina di giorni fa si \u00e8 concluso il definitivo ritiro americano dall\u2019Afghanistan. Donald Trump l\u2019ha definito \u201cun disastro senza precedenti\u201d, e per una volta ha ragione. Fino a gioved\u00ec 26 agosto i morti all\u2019aeroporto di Kabul erano 20, tra cui quelli caduti dagli aerei, quelli ridotti in poltiglia umana dal ritrarsi dei carrelli di atterraggio, altri ancora uccisi dai soldati della NATO, o semplicemente schiacciati nella calca. Ma un attentato kamikaze dello Stato Islamico ha portato il bilancio a ben oltre le 100 vittime. Alla cifra hanno contribuito i militari americani, che nel caos seguito all\u2019esplosione hanno aperto il<\/p>\n","protected":false},"author":85796,"featured_media":11863,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[258],"tags":[],"coauthors":[260],"class_list":["post-11858","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-resistenza-storica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85796"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11858"}],"version-history":[{"count":17,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12069,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11858\/revisions\/12069"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11858"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=11858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}