{"id":11849,"date":"2021-09-08T08:47:23","date_gmt":"2021-09-08T08:47:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11849"},"modified":"2021-09-08T21:52:11","modified_gmt":"2021-09-08T21:52:11","slug":"la-vittoria-dei-talebani-in-afghanistan-va-considerata-come-un-processo-di-liberazione-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11849","title":{"rendered":"La vittoria dei Talebani in Afghanistan va considerata come un processo di \u201cliberazione nazionale\u201d?"},"content":{"rendered":"\n<p>Il sociologo italiano <strong>Pino Arlacchi<\/strong>, gi\u00e0 vicesegretario dell\u2019ONU, dispone di una esperienza di oltre 25 anni proprio in Afghanistan. Si tratta di una delle poche voci fuori dal coro sulla stampa europea e ha invitato \u201ca informarsi sull\u2019 Afghanistan evitando di leggere i maggiori quotidiani italiani\u201d. L\u2019Afghanistan \u2013 spiega \u2013 \u201csembra essere stato vittima di una invasione di mostri pervenuti dallo spazio e dotati di poteri sconfinati. Mostri che sono riusciti a far scappare da Kabul, terrorizzate, le forze del bene. Mostri assetati di vendetta e di sangue, soprattutto femminile, e che si apprestano a far diventare l\u2019Afghanistan il santuario del narcotraffico e del terrorismo mondiale\u201d. Questa immagine caricaturale del paese appena abbandonato dagli USA emerge scandalosamente anche dal servizio pubblico radiotelevisivo svizzero che sembra fare da grancassa alla propaganda del presidente USA <strong>Joe Biden<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019Afganistan non \u00e8 Kabul<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Arlacchi d\u00e0 una lettura molto diversa di quanto accaduto nel paese asiatico: siamo di fronte, secondo lui, allo \u201csbocco finale di due guerre. Una guerra civile tra i talebani ed i loro avversari iniziata quasi trent\u2019anni fa, ed una guerra di liberazione contro una potenza occupante iniziata venti anni fa esatti. I talebani sono degli integralisti islamici estremi, portatori di un\u2019ideologia oscurantista che implica la violazione di diritti fondamentali, in primis quelli delle donne. Ma sono anche una forza che ha finito col prevalere contro ogni genere di nemico grazie a un rapporto con la popolazione rurale afghana migliore di quello stabilito dai loro avversari\u201d. I talebani, spiega sempre Arlacchi, si ispirano \u201cad una societ\u00e0 di virtuosi, governata da precetti coranici, inaccettabile e odiosa ai nostri occhi. Ma la societ\u00e0 dei talebani \u00e8 una societ\u00e0 di afghani, non la Umma universale di altri estremisti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Arlacchi: \u201cLa NATO ha portato corruzione e inettitudine\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi che nessuno svolge, ma che invece dovremmo sforzarci di compiere \u00e8 capire come questi islamisti siano \u201criusciti a godere di quel minimo di consenso dal basso, o di semplice neutralit\u00e0, che ha consentito loro di conquistare il Paese ed entrare a Kabul senza sparare un colpo\u201d. Preso atto che l\u2019Arabia Saudita \u00e8 dal 2001 che non li sostiene pi\u00f9 con soldi e armi, che con gli USA sono stati in guerra fino ad ora e che Cina e Russia ne temono l\u2019egemonia sui musulmani dei rispettivi paesi, diventa difficile ridurre il tutto a un generico sostegno estero. Arlacchi \u00e8 sicuro: ai talebani \u00e8 bastato \u201csedersi sulla riva del fiume ed aspettare. Cio\u00e8 resistere, garantire ordine e sicurezza alle zone sotto il loro controllo, assicurarsi perlomeno la neutralit\u00e0 della popolazione. Ed attendere ci\u00f2 che era prevedibile gi\u00e0 dieci anni fa: il crollo della baracca di corruzione, inettitudine militare ed amministrativa, indifferenza per i bisogni dei civili, messa in piedi dalle forze di occupazione. Ma non \u00e8 tutto, con questa sconfitta dell\u2019imperialismo americano, \u201cl\u2019identit\u00e0 del vero futuro vincitore della guerra dell\u2019Afghanistan\u201d \u00e8 la Cina socialista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/P6I633CU5BOZDE6VZPOD56YDVE-scaled.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"679\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/P6I633CU5BOZDE6VZPOD56YDVE-1024x679.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11851\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/P6I633CU5BOZDE6VZPOD56YDVE-1024x679.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/P6I633CU5BOZDE6VZPOD56YDVE-300x199.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/P6I633CU5BOZDE6VZPOD56YDVE-768x509.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/P6I633CU5BOZDE6VZPOD56YDVE-1536x1018.jpeg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/P6I633CU5BOZDE6VZPOD56YDVE-2048x1357.jpeg 2048w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/P6I633CU5BOZDE6VZPOD56YDVE-480x318.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Secondo Arlacchi, i talebani sono riusciti a godere del consenso per conquistare il Paese senza spargimenti di sangue.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Giannini: \u201cI Talebani si sono radicati fra il popolo che non ne poteva pi\u00f9 degli USA\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019ex-senatore italiano <strong>Fosco Giannini<\/strong>, gi\u00e0 responsabile del Dipartimento delle relazioni estere del Partito Comunista Italiana (PCI) concorda con questa analisi. Nell\u2019ambito di una conferenza organizzata dalla rivista internazionalista \u201cCumpanis\u201d, Giannini, che \u00e8 autore di un saggio intitolato \u201cLiberare i Popoli. Usa-Nato-Ue: appunti per la lotta\u201d (edizioni <em>La Citt\u00e0 del Sole<\/em>, 2020), ha spiegato: \u201cGli USA, dopo 20 anni, hanno constatato l\u2019impossibilit\u00e0 di sconfiggere i Talebani sul campo, anche perch\u00e9 essi nel frattempo si sono ancor pi\u00f9 radicati fra la popolazione e nei territori. Nella lotta ventennale contro il dominio imperialista, c\u2019\u00e8 poco da fare: ci piaccia o meno, i Talebani hanno costruito forti legami di massa\u201d. Una ostilit\u00e0 dei civili, donne comprese, verso i militari occidentali che non hanno portato alcun diritto o sviluppo economico e sociale, ma hanno solo bombardato e saccheggiato il Paese, che ha spinto i cittadini afghani a dar fiducia all\u2019unica forza che contrastava questi invasori\u2026 e purtroppo questa unica forza sono &#8230;gli islamisti oscurantisti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Grimaldi: \u201capertura agli USA possibili, ma subordinate a Cina e Russia\u201d<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Fulvio Grimaldi, giornalista di formazione marxista un tempo impiegato presso RaiTre e collaboratore di \u201cLiberazione\u201d, l\u2019ex-giornale del Partito della Rifondazione Comunista, analizza a sua volta con nettezza la situazione afghana: \u201cil fatto che un occupante sia costretto a una fuga indecorosa, dimostrazione del consenso che il movimento di liberazione nazionale vanta presso la stragrande maggioranza della popolazione, smentisce tutte le teorie di una subalternit\u00e0 dei Talebani agli USA\u201d. Secondo il giornalista i Talebani \u201cda una posizione di assoluta forza\u201d hanno deciso di negoziare perch\u00e9 hanno visto \u201cil nemico in posizione di debolezza e di mancanza di opzioni\u201d, ma anche perch\u00e9 \u201csostenuti dal popolo davanti a un governicchio fantoccio di ladri e corrotti\u201d. Ma non vi \u00e8 il rischio che i Talebani diventino \u2013 come in passato \u2013 uno strumento dell\u2019imperialismo? Grimaldi chiarisce che \u201cprobabilmente ci saranno delle aperture dei Talebani agli interessi economici USA, bisognerebbe per\u00f2 vedere a quali condizioni e soprattutto in quale quadro dei rapporti e investimenti di Cina e Russia\u201d. Insomma: \u201cgli USA sono inguaiati in tutto il mondo, dall\u2019America Latina al Medioriente, le loro rivoluzioni colorate e i colpi di Stato falliscono\u201d. Se dal loro ritiro quindi \u201cricaveranno qualche partecipazione all\u2019enorme ricchezza mineraria afghana, in subordine a Cina e Russia, sar\u00e0 gi\u00e0 tanto e varr\u00e0 bene la fine dell\u2019incenerimento degli afghani, donne col burka comprese, mediante missili e le bombe USA e NATO\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/s.abcnews.com\/images\/Politics\/troops-in-afghanistan-01-ht-jc-200228_hpMain_16x9_992.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption><em>Le forze occidentali giunte nel Paese nel 2001 sono state percepite come forze d&#8217;occupazione.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>In Afghanistan il popolo \u00e8 religioso e vuole solo la sua sovranit\u00e0!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Sui media svizzeri si sente una unanime condanna verso i Talebani perch\u00e9 non sono una forza laica, perch\u00e9 discriminano le donne e perch\u00e9 non riconoscono i diritti umani occidentali. Appare gi\u00e0 in s\u00e9 abbastanza ipocrita che chi fino ad oggi non ha mai mosso un dito a favore della laicit\u00e0 n\u00e9 in Svizzera n\u00e9 nel resto d\u2019Europa, ora si sente in diritto di pontificare su un paese ai pi\u00f9 sconosciuto, ma a questa pochezza dell\u2019\u00e9lite politica e mediatica svizzera siamo ormai vaccinati. Proviamo a sentire allora l\u2019opinione di un accademico di provata cultura laicista, il turco <strong>Emrah Mara\u015fo<\/strong>, redattore responsabile della rivista di divulgazione scientifica di Istanbul \u00abScienza &amp; Utopia\u00bb nota per fare suo il metodo analitico del materialismo dialettico. Egli \u00e8 convinto che non esista al mondo un solo luogo occupato dagli USA che sia giunto al secolarismo. Gli Stati Uniti \u2013 ricorda \u2013 \u201channo combattuto contro il partito laico Baath in Iraq, poi hanno tentato di rovesciare il governo secolare in Siria e, nel fare ci\u00f2, gli USA hanno collaborato con organizzazioni sia separatiste che bigotte\u201d. Lo stesso \u2013 ricorda Mara\u015fo \u2013 \u00e8 avvenuto quando l\u2019imperialismo britannico invase la Turchia per sconfiggere la Rivoluzione, repubblicana e laicista, di Mustafa Kemal Atat\u00fcrk: anche allora i collaborazionisti locali \u201csono stati gli intellettuali della borghesia <em>compradora <\/em>occidentalizzata urbana di Istanbul ma anche i clericali che hanno pure emesso una<em> fatwa<\/em> contro Atat\u00fcrk in Anatolia\u201d. Colonizzare \u2013 spiega infatti il nostro interlocutore \u2013 significa \u201celiminare non solo l&#8217;indipendenza economica, ma anche politica e culturale di uno Stato. L&#8217;occupazione e la colonizzazione di qualsiasi paese impone l\u2019alleanza con gli elementi pi\u00f9 <em>compradores<\/em>\u201d della colonia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La laicit\u00e0 \u00e8 successiva all\u2019indipendenza!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Emrah Mara\u015fo difende una linea secondo cui per analizzare la realt\u00e0 di un paese come l\u2019Afghanistan non si possono usare le lenti eurocentriche in voga in Occidente, cio\u00e8 quelle del laicismo, del femminismo o dei diritti LGBTQ. Usare queste chiavi di lettura cos\u00ec ovvie nell\u2019Occidente liberale impedisce in realt\u00e0 di comprendere quel dato paese e le sue dinamiche storiche e sociali. Ma quindi la laicit\u00e0 non \u00e8 importante? Ovviamente lo \u00e8, ma \u201cil secolarismo \u00e8 nato con la ribellione dei contadini, della borghesia e degli intellettuali rivoluzionari contro il potere aristocratico e della Chiesa: ma questa ribellione va di pari passo con la lotta contro una potenza straniera\u201d sottolinea il ricercatore. La principale lotta dell&#8217;umanit\u00e0 oggi \u201c\u00e8 la contraddizione con il sistema imperialista-capitalista: il conflitto principale \u00e8 tra l&#8217;imperialismo americano e il mondo oppresso e in via di sviluppo. Poich\u00e9 l&#8217;obiettivo finale del neoliberismo e della globalizzazione \u00e8 abolire l&#8217;indipendenza degli Stati, ogni attacco su questo punto \u00e8 reazionario e ogni azione e politica per respingere questi attacchi \u00e8 progressiva. \u00c8 molto importante preservare e far avanzare la modernit\u00e0 e l&#8217;illuminismo e contrastare le ideologie dell&#8217;imperialismo, il neo-liberismo, la filosofia post-modernista, ecc.\u201d<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non solo geopolitica, ma anche lotta di classe!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il successo della lotta contro l&#8217;imperialismo c\u2019\u00e8 quindi una domanda principale da porsi, ed \u00e8 questa: \u201cil sistema imperialista sta regredendo oppure si sta rafforzando? Se il sistema sta perdendo potere e si sta ritirando, questo sviluppo \u00e8 a beneficio di quel paese e di quel popolo, ed \u00e8 importante per rafforzare la solidariet\u00e0 internazionale e il fronte antimperialista negli equilibri di potere geopolitici su scala mondiale\u201d. Ma quindi \u2013 chiediamo \u2013 conta solo la geopolitica? Certo che no, chiarisce Mara\u015fo: \u201cil carattere di classe e l&#8217;ideologia dei governi di questi paesi sono ovviamente importanti a questo punto in termini di capacit\u00e0 di resistere al sistema imperialista anche dopo la liberazione. Perch\u00e9 il Paese, divenuto indipendente dal sistema atlantico, deve mobilitare tutte le sue potenzialit\u00e0: l&#8217;unit\u00e0, la coesione sociale e la pace all&#8217;interno del Paese sono decisive e questo obiettivo lo si raggiunge attraverso la mobilitazione delle donne e degli uomini\u201d. Insomma se i Talebani sono maturati rispetto a vent\u2019anni fa apriranno il loro governo ad altre forze politiche patriottiche per costruire una coesione e una riconciliazione nazionale contro il \u201cdividi et impera\u201d occidentale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-talebani-kandahar-ansa.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-talebani-kandahar-ansa-1024x576.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11852\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-talebani-kandahar-ansa-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-talebani-kandahar-ansa-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-talebani-kandahar-ansa-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-talebani-kandahar-ansa-480x270.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/afghanistan-talebani-kandahar-ansa.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sotto il giogo imperialista nessuna liberazione della donna e nessuna laicit\u00e0 \u00e8 possibile!<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Restiamo in Turchia, un tempo baluardo laicista fra i paesi musulmani: \u201cTeoria\u201d \u00e8 una rivista politica che reca nella sua testata la massima \u201cLavoratori e popoli oppressi di tutto il mondo, unitevi\u201d, il suo direttore \u00e8 il giornalista <strong>Cemil G\u00f6zel<\/strong>, che sull\u2019Afghanistan premette \u2013 ricordando un po\u2019 la famosa tesi maoista \u2013 che \u201cla fonte delle idee giuste \u00e8 la pratica sociale: questo vale per tutti i paesi!\u201d. Qual \u00e8 quindi la pratica sociale che l&#8217;Afghanistan ha sperimentato negli ultimi 20 anni? \u201cL&#8217;Afghanistan era un paese occupato dagli Stati Uniti, che avevano istituito uno stato fantoccio. Nelle condizioni di occupazione, l&#8217;Afghanistan non ha avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di fare alcun passo avanti in termini di liberazione, indipendenza, unit\u00e0 nazionale e una lotta di classe che avrebbe indebolito l&#8217;imperialismo in tutto il mondo. Perch\u00e9 tutte queste dinamiche sono possibili solamente una volta vinta la guerra contro l&#8217;occupazione imperialista. Oggi l&#8217;Afghanistan, bench\u00e9 guidato dai talebani, \u00e8 stato liberato dall&#8217;occupazione e lo Stato fantoccio imposto dagli americani \u00e8 stato liquidato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il carattere relativo del progresso<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>G\u00f6zel lo ribadisce a chiare lettere: \u201cessere contro l&#8217;imperialismo \u00e8 l&#8217;asse principale: non esiste liberazione, indipendenza o secolarizzazione sotto il giogo dell&#8217;imperialismo. La pratica sociale del mondo in via di sviluppo dimostra che il fattore che impedisce lo sviluppo degli Stati \u00e8 l&#8217;imperialismo\u201d. In questo contesto insomma definire se qualcosa \u00e8 progressista o reazionario muta rispetto a dove avviene: un islamista in Europa \u00e8 ovviamente reazionario, ma in Afghanistan \u00e8 progressista in quanto lotta contro l\u2019invasore, che \u00e8 il problema principale del Paese. Ecco perch\u00e9 \u2013 insiste il direttore di \u201cTeoria\u201d \u2013 \u201cogni azione che faccia regredire l&#8217;imperialismo \u00e8 progressista e rivoluzionaria. Questo \u00e8 il fattore decisivo per noi. Indubbiamente, il benessere sociale e lo sviluppo dei diritti, ora che l\u2019occupazione \u00e8 finita, dovranno entrare nell&#8217;agenda politica futura dell&#8217;Afghanistan\u201d. E infine l\u2019affondo contro la sinistra europea che rifiuta di vedere l&#8217;imperialismo come asse principale: per Cemil G\u00f6zel tali critiche rappresentano un mero \u201corientalismo\u201d che non aiuta la liberazione dei popoli e anzi: \u201csotto le loro critiche ai talebani ci sono timidi complimenti all&#8217;imperialismo\u201d!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sociologo italiano Pino Arlacchi, gi\u00e0 vicesegretario dell\u2019ONU, dispone di una esperienza di oltre 25 anni proprio in Afghanistan. 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