{"id":1174,"date":"2011-07-17T01:37:46","date_gmt":"2011-07-17T01:37:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1174"},"modified":"2016-06-05T00:11:20","modified_gmt":"2016-06-05T00:11:20","slug":"il-pkk-attacca-di-nuovo-in-turchia-chi-ce-dietro-alle-violenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1174","title":{"rendered":"Il PKK attacca di nuovo in Turchia. Chi c&#8217;\u00e8 dietro alle violenze?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ancora sangue a Diyarbakir, nel sud-est della Turchia. Un commando del cosiddetto &#8220;Partito dei Lavoratori del Kurdistan&#8221; (PKK), organizzazione armata che rivendica il separatismo etnico dei curdi dai turchi ha ucciso in un imboscata 13 soldati di leva, di estrazione sociale operaia e contadina, di una scuola reclute in stanza nella citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il PKK: dal maoismo al \u2026PASOK<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1180\" aria-describedby=\"caption-attachment-1180\" style=\"width: 284px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/pasokpkk.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1180 \" title=\"pasokpkk\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/pasokpkk.jpg\" alt=\"\" width=\"284\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/pasokpkk.jpg 355w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/pasokpkk-300x232.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1180\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;incontro fra PKK e PASOK<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il PKK nasce nel 1974 su iniziativa di Abdullah \u00d6calan, allora studente di scienze politiche all&#8217;Universit\u00e0 di Ankara proveniente dal retroterra dell&#8217;estrema sinistra di stampo cosiddetto &#8220;maoista&#8221;. \u00d6calan d\u00e0 alla sua organizzazione un carattere militare e fomenta un forte spirito nazionalista curdo. Il PKK rompeva in questo modo la tradizione della sinistra rivoluzionaria del paese che ha sempre ricercato l&#8217;unit\u00e0 e la fratellanza fra le etnie che compongono la Turchia: il Partito Comunista di Turchia (TKP) ha peraltro ancora nel 2007 &#8211; durante il suo ultimo congresso nazionale &#8211; ribadito che la questione etnica \u00e8 una questione di classe e che i lavoratori curdi e turchi devono restare uniti per fronteggiare sul campo politico ed economico la borghesia sia turca che curda che agisce unita nello sfruttare operai e contadini di ogni etnia e che &#8211; soprattutto nelle province del sud-est anatolico &#8211; fomenta ancora oggi un sistema semi-feudale guidato dai cosiddetti &#8220;Aga&#8221; (i latifondisti curdi).\u00a0Con il tempo il PKK dimostra per\u00f2 la sua vera natura: anzitutto inizia a controllare il narcotraffico della regione mediorientale, comincia un&#8217;attivit\u00e0 di tratta di esseri umani verso l&#8217;Europa e apre, sotto il nome di ERNK (Fronte Nazionale di Liberazione del Kurdistan), un ufficio al 54 di Piazza Vassilis Sofia ad Atene, proprio nelle vicinanze dell&#8217;ambasciata USA, in cui i luogotenenti di \u00d6calan potranno incontrarsi regolarmente fra gli altri con l&#8217;ex-ammiraglio greco Andonis Naksakis legato al KIP, la sigla che fino al 1986 indicava i servizi segreti ellenici. In seguito il PKK aprir\u00e0 ulteriori sedi ad Atene, come quella al 92 di Ipokratus Avenue e gestir\u00e0 vari fondi finanziari attraverso il conto bancario ETHNICI TRAPEZA-129\/350681-92. Il PKK stringe a questo punto rapporti sempre pi\u00f9 stretti con partiti della socialdemocrazia europea collusi con l&#8217;imperialismo, fra cui spicca il nome del PASOK greco, attualmente al governo: sono infatti noti gli incontri dell&#8217;allora capogruppo del PASOK Panaiotis Sgurides (svoltisi sopratutto a Cipro fra il 1994 e il 1997) e del suo collega di Creta Kostas Baduvas con numerosi incaricati di \u00d6calan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Guerriglia per la libert\u00e0 o terrorismo eterodiretto per altri scopi?<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1183\" aria-describedby=\"caption-attachment-1183\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mit.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1183 \" title=\"mit\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/mit.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"140\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1183\" class=\"wp-caption-text\">E se c&#8217;entrassero i servizi deviati?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le bombe a disposizione del commando terrorista che \u00e8 costato la vita ai 13 militari di leva turchi nei giorni scorsi non sono ancora in dotazione a nessun esercito NATO e suona perlomeno strano che siano finite nelle mani di una organizzazione, il PKK, che teoricamente si trova sulla lista nera di USA e UE. Il PKK risulta cos\u00ec una delle strutture illegali meglio equipaggiate al mondo e pare godere di buona salute nonostante nell&#8217;area si trovino, oltre all&#8217;esercito turco, i <em>marines<\/em> americani. Non \u00e8 d&#8217;altrocanto un mistero che dopo aver abbandonato il &#8220;maoismo&#8221; il PKK goda di strani favori nelle diplomazie occidentali.\u00a0Il giornalista Justin Raimondo scriveva gi\u00e0 nel 2006 per un caso simile che &#8220;i numeri di serie delle armi catturate a dei combattenti del PKK hanno permesso di risalirne la filiera fino a dei carichi statunitensi destinati all\u2019esercito e alla polizia iracheni. In risposta a lamentele turche a questo riguardo, gli Stati Uniti pretendono che queste armi sarebbero state dirottate dagli Iracheni \u2013 verosimilmente il governo curdo autonomo&#8221;. Versione a cui crede il governo di Ankara, guidato da Erdogan, ma a cui ormai non credono ampie fette dell&#8217;esercito turco, soprattuto fra gli ufficiali in rotta con la NATO. Questa tesi parrebbe dimostrata anche delle informazioni raccolte da un altro giornalista, Seymour Hersch, del &#8220;The New Yorker&#8221;, secondo cui i gioverni di Washington e Tel Aviv aiutano con tutti i mezzi il cosiddetto &#8220;Partito Curdo della Vita&#8221; (Pejak), attivo nel &#8220;liberare&#8221; l&#8217;ovest dell&#8217;Iran dove vivono curdi irredentisti. I legami fra PKK e Pejak sono strettissimi: si tratta di fatto della medesima organizzazione. In molti iniziano a porsi la domanda se il PKK non sia quindi al servizio di progetti neo-coloniali nell&#8217;area da parte delle potenze occidentali: il Pentagono americano non fa mistero infatti di auspicare una spartizione della Turchia in pi\u00f9 staterelli, fra cui appunto un nuovo &#8220;Kurdistan&#8221; ricco di risorse naturali e facilmente controllabile geopoliticamente, una sorta di Kosovo-2. Anche in quest&#8217;ottica, nel 2003, gli USA occuparono l&#8217;Irak con il sostegno dei clan tribali curdi, facendo sprofondare il paese di Saddam Hussein in una guerra civile latente. La conferma alle ricerche giornalistiche arriva poi nel 2010 grazie a <em>Wikileaks<\/em>, che pubblica\u00a0documenti militari USA top-secret che definiscono i terroristi del PKK come di \u201ccombattenti per la libert\u00e0\u201d e confermano\u00a0la fornitura di bombe all&#8217;organizzazione di \u00d6calan nell\u2019Iraq del nord. Sarebbero stati comprovate anche contatti fra i servizi segreti israeliani e il PKK, ma il premier Erdogan continua ciononostante a firmare accordi economici con Tel Aviv e a bloccare l&#8217;avanzamento di quegli ufficiali sgraditi alla NATO.\u00a0Stando poi al giornale turco &#8220;Aydinlik&#8221;, la cui redazione \u00e8 vicina al Partito Comunista Cinese, il PKK sarebbe stato addirittura fondato dietro compenso di 10 milioni di lire turche (di allora) da parte del MIT, ossia i servizi segreti deviati di Ankara, per indebolire la sinistra turca (prassi peraltro in voga nel medesimo periodo negli USA da parte della CIA per frammentare il movimento pacifista).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La strategia della tensione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stando ad alcuni osservatori si potrebbe verificare in Turchia una situazione simile a quella che gli USA stanno fomentando in altri paesi, dalla Jugoslavia dieci anni fa alla Siria attualmente: sempre pi\u00f9 azioni terroristiche da parte dei separatisti porterebbe alla necessit\u00e0 per l&#8217;esercito di rispondere in modo massiccio con la repressione e all&#8217;esasperazione della popolazione civile. Nel contempo si creerebbero altre brecce nella societ\u00e0, ad esempio grazie alle riforme islamiste e alle politiche anti-sociali del governo Erdogan che gi\u00e0 hanno scaldato gli animi degli studenti laicisti e dei sindacati operai, che potrebbero favorire un doppio clima di instabilit\u00e0. Gettare benzina sul fuoco a quel punto potrebbe essere molto facile e nel caso di una guerra civile o di repressione, gli USA avrebbero una &#8220;giustificazione&#8221; per intervenire militarmente &#8220;a difesa dei diritti umani&#8221; e per &#8220;evitare dei massacri&#8221;. Una strategia della tensione quindi atta a indebolire fortemente il ruolo geopolitico che una Turchia davvero indipendente potrebbe avere nell&#8217;area mediorientale e post-sovietica nonch\u00e9 procedere potenzialmente a una balcanizzazione del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La reazione della sinistra in Turchia<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1177\" aria-describedby=\"caption-attachment-1177\" style=\"width: 261px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/liceliturchi.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1177 \" title=\"liceliturchi\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/liceliturchi.png\" alt=\"\" width=\"261\" height=\"141\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/liceliturchi.png 373w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/liceliturchi-300x161.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1177\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Gli USA vogliono spaccare la Turchia&#8221; si legge sullo striscione dei liceali di Ankara in sciopero di solidariet\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1984 il PKK dichiara guerra al governo di Ankara e sono quasi 40&#8217;000 i morti fra civili e militari fino ad oggi. I metodi del PKK sono spesso brutali e atti a distruggere ogni infrastruttura che in qualche modo \u00e8 legata allo Stato: sono cos\u00ec stati uccisi insegnanti di semplici scuole elementari dei paesini curdi di montagna, sono stati attaccati uffici postali di periferia, assassinandone utenti e funzionari, cos\u00ec come sono stati fatti esplodere autobus carichi di passeggeri, e nemmeno sono stati risparmiati bambini e neonati (come si vede in queste <strong><em><a href=\"http:\/\/www.sucukludondurma.com\/archive\/index.php\/thread-293-2.html\">fotografie<\/a><\/em><\/strong>), il tutto per rivendicare la separazione di una nazione curda dalla Turchia. Tutto ci\u00f2 ha portato la stragrande maggioranza dei partiti della sinistra attiva in Turchia a distanziarsene risolutamente: non solo i comunisti del TKP, ma anche il piccolo Partito Socialista Operaio di Turchia (TSIP) di ispirazione marxista-leninista e, in modo ancora pi\u00f9 netto, i post-maoisti del Partito dei Lavoratori (IP) che hanno inscenato vari presidi per la solidariet\u00e0 di classe fra le etnie della Turchia. Fra i pi\u00f9 ambigui nella critica al PKK troviamo invece il partito laburista EMEP di tendenza &#8220;enverista&#8221; e il Partito Libert\u00e0 e Solidariet\u00e0 (\u00d6DP), sezione turca della Sinistra Europea, con influenze socialdemocratiche massimaliste e trotzkiste. Il Partito Repubblicano del Popolo CHP (social-liberale) e il Partito della Sinistra Democratica DSP (socialdemocratico) hanno inviato i loro massimi dirigenti alle esequie dei soldati uccisi che si sono trasformate di fatto in manifestazioni anti-governative: pi\u00f9 di una volta durante le cerimonie i ministri di Erdogan presenti hanno rischiato aggressioni fisiche da parte dei cittadini che scandivano slogan patriottici &#8220;I caduti non muoiono; la patria non si divide!&#8221; o &#8220;Sono gli USA ad aver ucciso i nostri soldati!&#8221;, e che contestano al governo Erdogan, alleato di Washington, di essere troppo tollerante verso le attivit\u00e0 separatiste che si ritengono essere fomentate proprio dagli USA.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1176\" aria-describedby=\"caption-attachment-1176\" style=\"width: 405px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/manifsoldatiturchi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1176 \" title=\"manifsoldatiturchi\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/manifsoldatiturchi.jpg\" alt=\"\" width=\"405\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/manifsoldatiturchi.jpg 675w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/manifsoldatiturchi-300x133.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1176\" class=\"wp-caption-text\">Manifestazioni in solidariet\u00e0 alle famiglie dei soldati uccisi dal PKK<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Turchi e curdi sono fratelli, abbasso l&#8217;imperialismo!&#8221; \u00e8 invece lo slogan dell&#8217;Unione della Giovent\u00f9 di Turchia (TGB). Organizzazione di massa sorta nel 2006 come fronte unito di tutti quei giovani &#8211; fra cui molti liceali &#8211; che riconoscendosi negli ideali della &#8220;Rivoluzione Kemalista&#8221;, si ponevano &#8211; al di l\u00e0 delle appartenenze partitiche &#8211; contro le ingerenze di Unione Europea (UE) e Stati Uniti d&#8217;America (USA) nella politica turca. La TGB \u00e8 stata promotrice di numerose azioni in solidariet\u00e0 ai familiari dei giovani soldati caduti nell&#8217;imboscata del PKK e negli ultimi tempi sta assumendo una caratteristica sempre pi\u00f9 marcatamente anti-imperialista: di recente non solo ha inviato una propria delegazione in Siria in solidariet\u00e0 con il governo socialista arabo di Assad (contestato da un movimento promosso dalle ambasciate di USA e Francia in loco), ma sta promuovendo la conoscenza del &#8220;socialismo di mercato&#8221; cinese fra gli studenti turchi in termini entusiastici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora sangue a Diyarbakir, nel sud-est della Turchia. Un commando del cosiddetto &#8220;Partito dei Lavoratori del Kurdistan&#8221; (PKK), organizzazione armata che rivendica il separatismo etnico dei curdi dai turchi ha ucciso in un imboscata 13 soldati di leva, di estrazione sociale operaia e contadina, di una scuola reclute in stanza nella citt\u00e0. 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