{"id":11452,"date":"2021-08-24T06:58:25","date_gmt":"2021-08-24T06:58:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11452"},"modified":"2021-08-27T10:55:58","modified_gmt":"2021-08-27T10:55:58","slug":"afghanistan-un-futuro-possibile-dopo-un-passato-terribile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11452","title":{"rendered":"Afghanistan, un futuro possibile dopo un passato terribile"},"content":{"rendered":"\n<p>Afghanistan. Da oltre mezzo secolo i media occidentali offrono un\u2019informazione parziale e falsificatoria di quanto accade tra le montagne dell\u2019Asia Centrale. In questi giorni la grancassa dei quotidiani e delle televisioni suona tutta a favore della recente occupazione protrattasi per un ventennio ad opera della NATO, esprimendo aprioristici giudizi negativi sul nuovo governo.<\/p>\n\n\n\n<p>Provare a districarsi in questo bombardamento mediatico che cerca di commuovere emotivamente lo spettatore, indirizzandolo a una ben chiara presa di posizione, \u00e8 impresa ardua. Cerchiamo dunque di meglio comprendere la realt\u00e0 e la complessa storia di questo paese, senza le quali \u00e8 ben difficile esprimere giudizi sulla situazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Popolazione cittadina, una netta minoranza<\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/0\/08\/CIA_map_of_Afghanistan_in_2007.gif\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Kabul \u00e8 passata da due milioni e mezzo di abitanti nel 2000 a oltre quattro milioni di oggi: come sempre l\u2019impetuosa spinta demografica \u00e8 preponderante, ma la citt\u00e0 ha funto anche da richiamo per quanti hanno ritenuto di poter o dover collaborare con gli occupanti occidentali. Le altre citt\u00e0 significative dal punto di vista demografico sono Kandahar ed Herat con mezzo milione di cittadini, la splendida Mazar-i Sharif edificata dai discendenti di Tamerlano, con quattrocentomila abitanti, con trecentomila Kunduz e Jalalabad, importante per la sua posizione di snodo d\u2019accesso verso le citt\u00e0 pakistane di Peshawar e Islamabad. Nel complesso, contando anche altri centri minori, la popolazione cittadina non raggiunge gli otto milioni di persone, in una nazione di almeno 38 milioni di abitanti. Primo dato, quindi, le citt\u00e0 rappresentano una minoranza numerica, geografica e finanche culturale, esprimendo in certi settori un universo valoriale certo distinto da quello delle donne e degli uomini del resto del paese.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dalla monarchia al socialismo, mentre Washington fomentava la guerra civile e il terrorismo<\/h3>\n\n\n\n<p>I comunisti afgani si organizzano nel 1965 nel Partito Democratico Popolare dell\u2019Afghanistan e offrono un contributo fondamentale prima per l\u2019avvento della Repubblica nel 1973, poi nel guidare la Rivoluzione di Saur del 27 aprile 1978, con la quale si pone fine all\u2019esperienza di governo di <strong>Mohammed Daud Khan<\/strong> che in cinque anni non aveva modificato i rapporti economici e sociali del paese. Alla Rivoluzione segue un anno e mezzo turbolento, sotto la guida prima di <strong>Nur Muhammad Taraki<\/strong> e poi di <strong>Hafizullah Amin<\/strong>, tuttavia le riforme sono impetuose, viene data la terra a ventimila contadini, viene abolita la decima dovuta ai latifondisti dai braccianti, si persegue l\u2019usura, vengono calmierati i prezzi dei beni primari, vengono statalizzati i servizi sociali garantendoli a tutti, si introduce il diritto di voto per le donne, si legalizzano i sindacati, si creano un codice civile e uno penale che riducono l\u2019intromissione religiosa nella gestione della giustizia e vietano i matrimoni per le bambine, la scuola e l\u2019universit\u00e0 diventano gratuite e aperte anche alle ragazze. Tutto questo non \u00e8 opera degli statunitensi, ma dei comunisti afgani, i quali tuttavia commettono anche diversi errori, in una nazione in cui la religione \u00e8 parte fondamentale del sentimento identitario delle persone e in cui il burqa \u00e8 stato l\u2019abito delle donne per secoli. Gli eccessi laicisti dei primi due capi di stato rivoluzionari sono corretti dai loro successori, prima <strong>Babrak Karmal<\/strong> dal dicembre 1979 e poi dal 1986 al 1992 <strong>Mohammad Najibullah<\/strong>. L\u2019appello all\u2019Unione Sovietica giunge per tutelare questo cammino di emancipazione, ancorch\u00e9 in molti casi maldestramente calato dall\u2019alto: l\u2019Armata Rossa non invade l\u2019Afghanistan, come strombazzava all\u2019epoca l\u2019Occidente, ma compie una drammatica missione di sostegno al percorso di modernizzazione iniziato dai marxisti locali. Pagher\u00e0 questa solidariet\u00e0 con 26mila caduti e oltre cinquantamila tra mutilati e invalidi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/studentesse-in-AFGANISTAN.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"686\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/studentesse-in-AFGANISTAN-1024x686.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11458\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/studentesse-in-AFGANISTAN-1024x686.jpg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/studentesse-in-AFGANISTAN-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/studentesse-in-AFGANISTAN-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/studentesse-in-AFGANISTAN-1536x1029.jpg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/studentesse-in-AFGANISTAN-480x321.jpg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/studentesse-in-AFGANISTAN-747x500.jpg 747w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/studentesse-in-AFGANISTAN.jpg 1792w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Le donne afgane hanno potuto iniziare ad andare a scuola solo grazie al governo comunista.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A met\u00e0 degli anni &#8217;70, mentre alla Casa Bianca si apre la stagione neoconservatrice promossa dal presidente <strong>Ford<\/strong> e dai suoi collaboratori Rumsfeld e Cheney, gli Stati Uniti (su indicazione della Trilaterale), fomentano le bande armate afgane decise ad abbattere il nuovo stato socialista. La Trilaterale consiglia infatti di lanciare un grande progetto, supportato dai sauditi, per la formazione di terroristi pronti alla lotta armata contro l\u2019Unione Sovietica. Il sentimento popolare afgano, disorientato quando non dichiaratamente contrario alle riforme socialiste implementate maldestramente senza la necessaria costruzione di un consenso popolare, favorisce i miliziani armati pronti a battersi nella guerra civile. L\u2019Occidente schiera i suoi inviati di guerra e i suoi intellettuali al soldo del capitalismo come <strong>Bernard-Henri L\u00e9vy<\/strong> in un solo coro a favore dei &#8220;combattenti per la libert\u00e0&#8221; contro l\u2019occupazione sovietica.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Dopo il socialismo, mujaheddin, guerra civile, talebani e occupazione statunitense<\/h3>\n\n\n\n<p>Agli albori degli anni \u201990 la vittoria dei mujaheddin&nbsp;viene salutata dall\u2019Occidente come il trionfo della libert\u00e0, tuttavia le leggi del tempo socialista vengono abolite, le donne tornano tutte sotto il burqa, si scatena la guerra civile, che si conclude con la vittoria degli studenti coranici addestrati in Pakistan, che fondano un nuovo stato, con bandiera bianca e iscrizioni coraniche. I talebani non hanno alcun progetto espansivo, n\u00e9 fomentano il terrorismo, ma danno ospitalit\u00e0 a tutti quei terroristi che, armati dall\u2019Occidente e dalla NATO, hanno agito sui pi\u00f9 vari scenari internazionali agli ordini di Clinton e di Bush, dalla Cecenia alla Bosnia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/osama-scaled.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"687\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/osama-1024x687.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11461\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/osama-1024x687.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/osama-300x201.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/osama-768x515.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/osama-1536x1031.jpeg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/osama-2048x1374.jpeg 2048w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/osama-480x322.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/osama-745x500.jpeg 745w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Dopo aver combattuto i sovietici per conto degli USA, Bin Laden si stabilisce in Afghanistan<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I fatti del 2001 portano all\u2019aggressione e all\u2019occupazione dell\u2019Afghanistan da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati. \u00c8 una missione che non ha nulla di pacifico, copre il mercato dell\u2019eroina, prova a rubare le materie prime, senza riuscirci per la presenza di talebani che difendono armi in pugno le ricchezze nazionali, cerca di impedire il passaggio commerciale al mercato cinese. Gli occupanti si dotano di un variegato sistema di collaborazioni, a tutti i livelli, dalle forniture alimentari e materiali alle traduzioni. Una parte di afghani trova conveniente e lucroso collaborare con gli occupanti. Oggi, finita l\u2019occupazione, tali collaboratori sono ricercati dalle forze che hanno prevalso, come accaduto lungo tutto il Novecento, in ogni contesto di guerra civile. Uomini e donne arrestati in questi giorni a Kabul e nelle altre citt\u00e0 vengono chiamati a rispondere del loro ruolo in questi venti anni. Il ciabattino e il fornaio e le loro famiglie, non si trovano certo in questa condizione.<\/p>\n\n\n\n<p>A segno della proiezione dell\u2019immaginario occidentale in un contesto totalmente differente, valgano la descrizione di come \u00e8 stata ammainata la bandiera LGBTQ+ dall\u2019ambasciata statunitense e il presunto straziante racconto di una ventenne che spiega in lacrime di dover cancellare il suo profilo Instagram ed eliminare i suoi pi\u00f9 vistosi cosmetici.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quale futuro per l\u2019Afghanistan?<\/h3>\n\n\n\n<p>I collaborazionisti temono evidentemente per la loro vita e quindi si assiepano negli aeroporti e lungo le strade, rivendicando, forse anche con qualche ragione, il diritto di essere accolti come profughi da quell\u2019Occidente che li ha per lunghi anni sfruttati e remunerati. Le scene pietose e drammatiche, le testimonianze strazianti invadono i media europei, cercando di suscitare sentimenti di simpatia verso i collaborazionisti e di avversione verso i talebani e il governo che stanno per istituire, dipinto a tinte tanto fosche da far immaginare l\u2019avvento di feroci tagliagole.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia con i talebani la trattativa per il passaggio di poteri \u00e8 stata portata avanti non solo dagli occupanti occidentali, ma anche in forma del tutto autonoma, da russi e cinesi. Tutti i maggiori protagonisti dello scacchiere internazionale, sia quelli schierati sul fronte unipolare, sia quelli impegnati nella costruzione multipolare, da anni hanno ammesso che i talebani rappresentano la forza militare e politica con il maggiore consenso sul territorio nazionale afgano, ragione per cui hanno iniziato a intavolare un dialogo fondamentale e necessario. Le elezioni succedutesi in questi anni hanno rappresentato una farsa in cui la scarsa affluenza elettorale \u00e8 stata il segno pi\u00f9 evidente dell\u2019assenza di consenso per i governi collaborazionisti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/d.newsweek.com\/en\/full\/1871715\/taliban-pictured-kandahar-during-advance.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption><em>In svariate occasioni, i talebani sono stati accolti dalla popolazione (qui a Kandahar).<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ad oggi sappiamo che il progetto talebano, mediato e discusso con tutti gli attori internazionali, prevede la formazione di un governo rispettoso di tutte le comunit\u00e0 che compongono l\u2019Afghanistan, inclusivo rispetto alla partecipazione femminile nella vita politica e sociale, a partire dall\u2019istruzione, che nelle citt\u00e0 gi\u00e0 sotto amministrazione talebana, si dimostra essere garantito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 abbastanza evidente che l\u2019orientamento internazionale del nuovo governo sia in questa prima fase aperto verso la Cina e la Russia, perch\u00e9 se un tempo gli statunitensi sono stati i grandi sostenitori dei talebani, con armi e finanziamenti, gli avvenimenti di questi ultimi venti anni hanno marcato una distanza per molti aspetti incolmabile.<\/p>\n\n\n\n<p>I cinesi hanno offerto una collaborazione fondata sull\u2019ammodernamento della rete viaria e stradale, un quadro di cooperazione per lo sfruttamento minerario, sostegno tecnico e organizzativo per il passaggio dalla cultura dell\u2019oppio a quella del baco da seta e dello zafferano.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale sar\u00e0 l\u2019esito di questo percorso \u00e8 difficile oggi da intravedere, perlomeno ora il popolo afghano potr\u00e0 vivere in un paese sovrano: ipotesi di reale democratizzazione sono possibili infatti solo se prima si conquista l&#8217;indipendenza nazionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Afghanistan. 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