{"id":1137,"date":"2011-07-12T22:01:05","date_gmt":"2011-07-12T22:01:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1137"},"modified":"2011-07-13T11:54:55","modified_gmt":"2011-07-13T11:54:55","slug":"ristorni-quando-la-propaganda-non-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=1137","title":{"rendered":"Ristorni dei frontalieri: quando la propaganda non \u00e8 realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa sono i ristorni fiscali?<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Comuni italiani in cui i frontalieri sono domiciliati ricevono un versamento annuale che corrisponde al 38,8% dell\u2019ammontare totale delle imposte pagate dai lavoratori frontalieri in Svizzera in base ad un accordo ratificato tra Svizzera ed Italia nel 1974. Questo provvedimento, che si riferisce esclusivamente alle localit\u00e0 italiane nel raggio di 20 km dalla frontiera con il Cantone Ticino, trasferisce oltreconfine all\u2019incirca una quota di 50 milioni di franchi annui. Pi\u00f9 del 60% di tale imposizione rimane dunque in Ticino, andando a svolgere un ruolo non certo marginale per quanto riguarda il sostentamento finanziario degli investimenti cantonali.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Una scelta sbagliata e poco lungimirante<\/strong><\/h4>\n<figure id=\"attachment_1141\" aria-describedby=\"caption-attachment-1141\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/gov.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1141\" title=\"gov\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/gov-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/gov-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/gov.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1141\" class=\"wp-caption-text\">Il Consiglio di Stato ticinese al completo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Consiglio di Stato, congelando la met\u00e0 dei ristorni alla fonte versati ai comuni italiani di frontiera, ha preso una decisione che differisce sostanzialmente da quanto decretato attraverso un accordo internazionale vincolante tra Italia e Svizzera, che, oltre a promuovere un provvedimento che con la legalit\u00e0 ha poco a che fare, va a costituire uno sconveniente precedente nell\u2019ambito dei rapporti tra i due paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va inoltre ricordato che, per quanto riguarda questo tipo di accordi internazionali, le singole autorit\u00e0 cantonali non hanno la facolt\u00e0 di promuoverne sostanziali modifiche, bens\u00ec devono sottostare alle decisioni della Confederazione, la quale \u00e9 l\u2019organo a cui competono prioritariamente tali postulati. Da notare come in altri casi (come il salario minimo) si presti molte attenzioni alle competenze&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fondi congelati costituiscono una risorsa importante per coloro che fino a poco tempo fa ne potevano beneficiare e, quindi, tale decisione potr\u00e0 avere sostanziali ripercussioni per i Comuni delle province di Como, di Varese e del Verbano Cusio Ossola, andando a mettere seriamente in discussione l\u2019integrit\u00e0 ed il mantenimento di servizi essenziali, quali i trasporti pubblici e le politiche sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso degli anni, l\u2019accordo in questione, risalente al 1974, ha subito un\u2019unica modifica, datata 1985. Da questo momento fino ai giorni nostri esso non ha pi\u00f9 visto alcuna trasformazione. \u00c8 dunque evidente che un potenziale aggiornamento ed adattamento alle mutate circostanze che concernono l\u2019attualit\u00e0 di tale accordo \u00e8 auspicabile. In tal senso un adeguamento che includa il principio della reciprocit\u00e0 (l&#8217;introduzione di ristorni anche per i lavoratori ticinesi impiegati oltreconfine) sarebbe sottoscrivibile.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>A chi appartengono e a cosa servono i ristorni?<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/frontaliers.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1142 alignright\" title=\"frontaliers\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/frontaliers.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"153\" \/><\/a>Volendo analizzare il ruolo che i ristorni svolgono per le economie dei comuni italiani di frontiera, non possiamo che rimarcare quanto essi siano oggettivamente legati ad esigenze (investimenti ed in generale attivit\u00e0 economiche) reali e certamente non immaginarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019atto di bloccare il 50% di tali contributi presuppone la consapevolezza che queste entit\u00e0 appartengano e debbano essere gestite dal Ticino. Si pone dunque un interrogativo pi\u00f9 che mai chiaro: chi ha diritto a beneficiarne?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta, che sconfessa e ridimensiona la decisione del Consiglio di Stato, sembra abbastanza evidente quando si constata che i ristorni hanno origine dall\u2019imposizione sui salari dei lavoratori frontalieri e, dunque, essi hanno logicamente il diritto a vedere investiti tali risorse economiche nel luogo e nel modo a loro pi\u00f9 conveniente. In base a questo fatto appare logico che i fondi in questione vadano a finanziare i territori in cui i frontalieri spendono gran parte del proprio reddito e dove usufruiscono regolarmente dei servizi pubblici locali. Evidentemente, per il nostro governo, l\u2019opinione dei lavoratori frontalieri \u00e8 un \u201cdettaglio\u201d che non va preso in considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro \u00e8 importante far notare come il Cantone Ticino incassi annualmente 75 milioni di franchi (circa il 15% del gettito totale delle persone fisiche) dall\u2019imposizione sui salari dei lavoratori frontalieri. \u00c8 lecito domandarsi, in base a tali cifre, se le nostra classe politica, tanto preoccupata, per meri scopi elettoralistici, a bloccare fondi che spettano legalmente alle economie dei comuni d\u2019oltreconfine, faccia davvero abbastanza per offrire a questi salariati itineranti le prestazioni ed i servizi del caso. L\u2019Amministrazione Pubblica, le Istituzioni Scolastiche, i Servizi Sociosanitari, la Sicurezza Sociale sono ambiti in cui il nostro Cantone offre particolari prestazioni ai lavoratori frontalieri? Non sembra e, anzi, tali disponibilit\u00e0 vengono \u201cappaltate\u201d ai Comuni in cui sono domiciliati questi lavoratori.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><strong>Una manovra elettorale che nasconde i veri problemi <\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/lavoro1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1151 qxhbsoapmlwidttiieuy qxhbsoapmlwidttiieuy wlukojfglohcrudwchjg\" title=\"lavoro1\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/lavoro1-300x250.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/lavoro1-300x250.jpg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/lavoro1.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a>Attraverso la retorica populista e patriottarda che \u00e8 stata montata attorno a tale questione (sostanzialmente: \u201ci sa porta in Italia i nos imposcti\u201d) si sta distogliendo l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica dai reali problemi che concernono ed attanagliano la popolazione che lavora nel nostro Cantone. \u00c8 indubbio ed evidente il ruolo che tale disputa svolge all\u2019interno del progetto politico e propagandistico che le forze borghesi stanno portando avanti. Il gioco \u00e8 semplice. Prendere un tema, i ristorni fiscali in questo caso, cavalcarlo ed ingrandirlo in modo iperbolico affinch\u00e9 buona parte dell\u2019attenzione mediatica e popolare si riversi su di esso, portando acqua al mulino degli ideologi di tali manovre in funzione prettamente elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, attraverso queste vere e proprie invenzioni politiche, si promuove una strategica divisione, in questo caso transnazionale, dei salariati, unitamente alla diffusione ed all\u2019intensificazione di sentimenti xenofobi. Un panorama che certo va a genio a coloro che quotidianamente, all\u2019interno del mondo dal lavoro, complice un\u2019infausta liberalizzazione del mercato del lavoro, possono continuare a speculare al ribasso nella concorrenza fra lavoratore indigeno e lavoratore frontaliere. Una concorrenza che inevitabilmente porta periodicamente verso il basso il livello salariale nei diversi settori. Il padronato costruisce sostanziosi profitti speculando sull\u2019assunzione di manodopera frontaliera, che si trova in una condizione di necessit\u00e0 tale da accettare un salario minore rispetto agli indigeni per lo stesso lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La battaglia politica per l\u2019introduzione di un salario minimo legale s\u2019inserisce appunto nei solchi di questo scenario, poich\u00e9 tale provvedimento andrebbe ad arginare la riduzione generalizzata della massa salariale e, nel contempo, potenzierebbe un potere d\u2019acquisto popolare che in questi tempi di crisi ha subito un forte e pericoloso ridimensionamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Aris Della Fontana, coordindatore della Giovent\u00f9 Comunista Ticinese<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa sono i ristorni fiscali? 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