{"id":11227,"date":"2021-07-11T17:30:00","date_gmt":"2021-07-11T17:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11227"},"modified":"2021-06-30T12:35:39","modified_gmt":"2021-06-30T12:35:39","slug":"dietro-alla-propaganda-occidentale-lo-straordinario-impegno-della-cina-per-lafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11227","title":{"rendered":"Dietro alla propaganda occidentale, lo straordinario impegno della Cina per l\u2019Africa"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cValigia Blu\u201d \u00e8 una pagina web che si dichiara \u201c<em>basata sui fatti, aperta a tutti<\/em>\u201d, cos\u00ec aperta che i milioni di yuan cinesi per lo sviluppo del continente africano, i contratti di cooperazione e le materie prime energetiche e alimentari pagate dieci o venti volte di pi\u00f9 rispetto agli occidentali spariscono nel colorito e farlocco articolo \u201cLe mani della Cina sull\u2019Africa\u201d, che subito inventa <em>\u201cdanni ambientali e sociali della pesca commerciale, delle estrazioni minerarie e dello sfruttamento delle materie prime<\/em>\u201d, \u00e8 vero invece il contrario, quando i cinesi arrivano e osservano disperati i danni ecologici fatti dagli occidentali, cercano di rappezzare la situazione mettendo in campo infrastrutture eco-compatibili. Poi si passa a una ironica falsit\u00e0: \u201c<em>all\u2019inizio era il comunismo. Poi venne il capitalismo che si trasform\u00f2 velocemente in neo-colonialismo. Sta negli \u201cismi\u201d la sintesi della parabola dei rapporti (in epoca contemporanea) tra Cina e Afri<\/em>ca.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autrice Antonella Sinipoli, giornalista responsabile del progetto AfroWomenPoetry, insomma dovrebbe occuparsi meritoriamente di emancipazione femminile in Africa, invece ci spiega che ora \u201c<em>al socialismo non ci pensa pi\u00f9 nessuno, mentre la discussione \u00e8 ormai rivolta ai numeri degli investimenti, ai volumi di cemento armato, alla quantit\u00e0 di prestiti e debiti<\/em>\u201d, l\u2019orientamento socialista di nazioni come il Mozambico e l\u2019Angola in cui ferrovie e infrastrutture portuali sono state edificate dai cinesi non paiono interessarla, cos\u00ec come accenna solo in conclusione ad alcune grandi e meritorie opere realizzate dai cinesi come il Museo delle Civilt\u00e0 Nere a Dakar in Senegal, il Mwalimu Nyerere Memorial Academy in Tanzania, in onore del presidente socialista (caspita un altro!) dal 1964 al 1985 e amico di Zhou Enlai, il quartier generale dell\u2019Unione Africana (2012) ad Addis Abeba, quello della Cedeao\/Ecowas ad Abujia in Nigeria, i nuovi parlamenti di Zimbabwe, ecco un\u2019altra nazione di orientamento socialista, la Repubblica del Congo e il Gabon.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avversione dell\u2019autrice per lo sviluppo delle forze produttive cinesi e africane a volte lascia immaginare che li preferirebbe poverelli, scalzi e magari come prima affamati e derubati delle loro ricchezze naturali e minerarie dai paesi della NATO, poi si mette a denigrare alcuni punti largamente condivisibili dell\u2019accordo tra Cina e nazioni africane: \u201c<em>L\u2019universalit\u00e0 dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali dovrebbe essere rispettata.\u201d \u2026 \u201cOgni paese ha il diritto di scegliere il proprio sistema sociale, il modello di sviluppo e i modi di vivere alla luce delle specifiche condizioni nazionali\u201d \u2026 \u201cLa politicizzazione dei diritti umani e l\u2019imposizione di condizioni, relative ai diritti umani, sull\u2019assistenza economica dovrebbero essere fermamente contrastate in quanto costituiscono una violazione dei diritti umani<\/em>\u201d. Aggiungendo stupidaggini come sempre sugli uiguri e sul fatto che i diritti umani non sarebbero rispettati in Africa come in Cina, quando in realt\u00e0 il testo dell\u2019accordo \u00e8 chiarissimo, rifiuta e respinge la democrazia liberale, che genera povert\u00e0 ed esclusione e che utilizza strumentalmente la questione dei diritti umani per aggredire mediaticamente e militarmente i suoi avversari.<\/p>\n\n\n\n<p>La Cina socialista in un decennio ha realizzato in Africa seimila chilometri di strade e ferrovie, venti porti, ottanta centrali elettriche ed idroelettriche, centinaia di scuole e di ospedali, opere che non rappresentano una losca pervasivit\u00e0, come si vorrebbe far credere, ma una concreta cooperazione. Sono strade, porti, centrali elettriche, scuole ed ospedali che gli occidentali colonialisti e neo-colonialisti mai hanno immaginato di realizzare perch\u00e9 mossi soltanto dalla cultura del puro furto a danno delle comunit\u00e0 locali. Nel campo medico-sanitario, spesso si parla con ragione dei medici cubani nel mondo, meno dei medici e degli infermieri cinesi in Africa e Asia, senza contare le ingenti donazioni di strumentazioni medicali, medicinali. Il personale medico inviato dalla Cina in Africa negli ultimi venti anni \u00e8 di oltre ventimila infermieri e dottori, peccato non si sia mai letta una riga di ci\u00f2 neppure su \u201cIl Manifesto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Migliaia sono le giovani e i giovani africani che studiano nelle universit\u00e0 cinesi e si specializzano, in particolare nei settori tecnici e scientifici e non sono oggetto di \u201c<em>atti di razzismo<\/em>\u201d come vorrebbe far credere, attingendo non si sa da dove tali informazioni, l\u2019articolista che altres\u00ec si rammarica, guarda caso, che i governi africani stiano preferendo accedere ai prestiti erogati da China Development Bank e China Exim Bank, piuttosto che dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale, forse perch\u00e9 hanno capito che queste due ultime istituzioni sono sempre generosamente pronte a strozzare ogni economia emergente, imporre accordi capestro e obbligare alla distruzione dello stato sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>A segno del declino dell\u2019Europa, non sar\u00e0 un caso se l&#8217;ufficio estero della Xinhua News Agency sia stato trasferito da Parigi a Nairobi, cos\u00ec come sempre nella capitale keniota abbiano sede la CCTV (China Central Television), gli uffici della China Global Television Network e la stazione della China Radio International. A Nairobi e Johannesburg, ecco un\u2019altra nazione in cui sono al governo i comunisti!, c\u2019\u00e8 poi la redazione del China Daily. Tali fatti, che rappresentano l\u2019attenzione e l\u2019impegno cinese per l\u2019Africa, sono letti dall\u2019autrice come l\u2019esportazione di un giornalismo autoritario, una baggianata da morir dal ridere, a cui possono credere solo gli estimatori della \u201clibera\u201d stampa anglosassone.<\/p>\n\n\n\n<p>I cinesi sarebbero pure \u201ccattivi\u201d perch\u00e9 hanno realizzato gli smartphone Tecno, Infinix e Itel a bassissimo costo, dieci o venti dollari, attraverso la Transsion di Shenzhen, casa sconosciuta in Europa, ma prima in Africa per vendite, con tecnologie calibrate come batterie dalla lunga durata, visto l\u2019accesso limitato all\u2019elettricit\u00e0, anche di questo primato in Europa nemmeno una parola, perch\u00e9 l\u2019ordine \u00e8 di parlar solo male della Cina e di Xi Jinping.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Concludendo la Sinipoli scambia la cooperazione per \u201c<em>intento predatorio da parte della nazione asiatica<\/em>\u201d, gi\u00e0, d\u2019altronde l\u2019Occidente invece per secoli e fino ai nostri giorni in Africa ha portato e porta fiorellini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cValigia Blu\u201d \u00e8 una pagina web che si dichiara \u201cbasata sui fatti, aperta a tutti\u201d, cos\u00ec aperta che i milioni di yuan cinesi per lo sviluppo del continente africano, i contratti di cooperazione e le materie prime energetiche e alimentari pagate dieci o venti volte di pi\u00f9 rispetto agli occidentali spariscono nel colorito e farlocco articolo \u201cLe mani della Cina sull\u2019Africa\u201d, che subito inventa \u201cdanni ambientali e sociali della pesca commerciale, delle estrazioni minerarie e dello sfruttamento delle materie prime\u201d, \u00e8 vero invece il contrario, quando i cinesi arrivano e osservano disperati i danni ecologici fatti dagli occidentali, cercano di<\/p>\n","protected":false},"author":16407,"featured_media":11229,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,22,4],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-11227","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-africa","category-asia","category-esteri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11227"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11227\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11230,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11227\/revisions\/11230"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11229"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11227"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=11227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}