{"id":11160,"date":"2021-06-22T16:30:44","date_gmt":"2021-06-22T16:30:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11160"},"modified":"2021-09-05T20:32:13","modified_gmt":"2021-09-05T20:32:13","slug":"80-anni-dallaggressione-nazifascista-allunione-sovietica-no-al-revisionismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=11160","title":{"rendered":"80 anni dall\u2019aggressione nazifascista all\u2019Unione Sovietica. No al revisionismo!"},"content":{"rendered":"\n<p>Verso le quattro del mattino del 22 giugno 1941, coperte da un intenso fuoco di artiglieria, le truppe del Terzo Reich varcavano il confine con l\u2019Unione Sovietica. 80 anni fa, iniziava l\u2019Operazione Barbarossa, la pi\u00f9 vasta operazione militare della Storia. Nelle ore e nei giorni successivi, Italia, Finlandia, Romania, Ungheria dichiararono anch&#8217;esse guerra all&#8217;Unione Sovietica. Distaccamenti di volontari provenienti dal resto dell\u2019Europa si unirono alle schiere naziste. Hitler aveva lanciato la sua crociata europea contro il bolscevismo. O almeno cos\u00ec gli piaceva descrivere la sua guerra di sterminio contro i popoli dell\u2019Unione Sovietica. \u00c8 una strana coincidenza che il giorno successivo, il 23 giugno, cadeva l\u2019anniversario della campagna di Russia di Napoleone, che pure aveva raccolto attorno a s\u00e9 un esercito multinazionale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama-1024x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11164\" width=\"338\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama-1024x1024.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama-768x768.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama-1536x1536.jpeg 1536w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama-480x480.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama-500x500.jpeg 500w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/La_Madrepatria_chiama.jpeg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019Operazione Barbarossa era pianificata come una \u201cguerra lampo\u201d, strategia ben collaudata contro gli Alleati in Europa, che aveva portato alla fulminea conquista di una potenza continentale come la Francia. Il divario delle forze in campo infondeva ottimismo ai gerarchi nazisti. La Wehrmacht schier\u00f2 contro l\u2019URSS 3,5 milioni di uomini, a cui si sommavano centinaia di migliaia di effettivi degli eserciti alleati. In un primo momento, i sovietici ne potevano schierare solo 2,5 milioni. Ingenti forze dell\u2019Armata Rossa erano stanziate in Estremo oriente, presidiando un vasto confine minacciato dall\u2019Impero giapponese. Certo, il potenziale di mobilitazione sovietico era enorme, ma mobilitare altri milioni di reclute richiedeva risorse e tempo. Tempo che i tedeschi non erano intenzionati a concedere. Qui cade il primo mito, quello delle \u201corde asiatiche\u201d che avrebbero sconfitto il Reich con la pura forza dei numeri. In realt\u00e0 era proprio la Germania a fare affidamento sulla superiorit\u00e0 numerica, per sconfiggere l\u2019Unione Sovietica in una campagna rapida di pochi mesi. L\u2019idea stessa di <em>blitzkrieg<\/em>, visto spesso come la quintessenza dell\u2019arte militare tedesca,era in realt\u00e0 una strategia che si fondava sulla superiorit\u00e0 numerica. Non mancavano le convinzioni di natura razziale: era scientificamente impossibile che gli <em>untermenschen<\/em> slavi potessero resistere al superiore popolo ariano.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019\u201dOperazione Barbarossa\u201d doveva essere insomma una passeggiata, ma gi\u00e0 nelle prime settimane divenne chiaro a tutti, dalla stampa tedesca all\u2019Oberkommando della Wehrmacht, che non sarebbe stato cos\u00ec. Le vittorie tedesche dei primi mesi furono brillanti, e l\u2019avanzata della Wehrmacht inarrestabile. Ma la natura dei combattimenti era profondamente diversa dalle operazioni condotte fino a quel momento in Europa. L\u2019Armata Rossa, che nei piani tedeschi doveva essere annientata in pochi mesi, nonostante le perdite catastrofiche continuava a opporre una feroce resistenza, e ad aumentare il proprio potenziale. La vaga inquietudine dei gerarchi nazisti, nelle prime settimane dell\u2019offensiva, si trasform\u00f2 ben presto nella consapevolezza di aver sottovalutato il nemico. Il <em>blitzkrieg <\/em>dava segni di crisi gi\u00e0 alla fine di luglio. Il 29 novembre Hitler, durante un colloquio con il Reichsminister degli armamenti Fritz Todt, si lasciava sfuggire un\u2019amara osservazione sullo stato dell\u2019industria sovietica: \u201cCome \u00e8 possibile che un popolo cos\u00ec primitivo possa raggiungere simili traguardi tecnici in cos\u00ec poco tempo?\u201d. Qualche giorno dopo iniziava la vasta controffensiva sovietica, che cacci\u00f2 i nazisti lontano da Mosca. La titanica industrializzazione staliniana, che aveva cos\u00ec spiacevolmente sorpreso Hitler, fu la chiave della sconfitta del nazifascismo, in Europa e nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Panzer_tedeschi_presso_Rzhev_1941.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"816\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Panzer_tedeschi_presso_Rzhev_1941-1024x816.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11163\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Panzer_tedeschi_presso_Rzhev_1941-1024x816.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Panzer_tedeschi_presso_Rzhev_1941-300x239.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Panzer_tedeschi_presso_Rzhev_1941-768x612.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Panzer_tedeschi_presso_Rzhev_1941-480x382.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Panzer_tedeschi_presso_Rzhev_1941-628x500.jpeg 628w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Panzer_tedeschi_presso_Rzhev_1941.jpeg 1258w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><strong><em>Panzer tedeschi presso Rzhev, 1941<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Odierni tentativi di revisionismo<\/h2>\n\n\n\n<p>\u00c8 difficile trovare nella Storia un altro conflitto in cui sia cos\u00ec chiaro chi sono i buoni e chi i cattivi. Poche guerre sono cos\u00ec \u201cbianche e nere\u201d come la Seconda guerra mondiale. Eppure l\u2019ideologia ufficiale dell\u2019Occidente liberale, appoggiandosi alla disonest\u00e0 intellettuale di ampie porzioni dell\u2019ambiente accademico, sta cercando da anni di riscrivere la Storia, e dipingere lo scontro tra URSS e Terzo Reich come una grossa macchia di moralit\u00e0 grigia in cui in fondo in fondo erano cattivi sia gli uni che gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Una vergognosa operazione di revisionismo si \u00e8 vista con la risoluzione del 19 settembre 2019<sup><a href=\"https:\/\/www.europarl.europa.eu\/doceo\/document\/TA-9-2019-0021_IT.html\">1<\/a><\/sup>, in cui il Parlamento europeo ha equiparato nazismo e stalinismo, e definito Germania nazista e URSS corresponsabili dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Il patto Molotov-Ribbentrop \u00e8 l\u00ec additato come l\u2019evento scatenante del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziamo dunque da qui: il patto Molotov-Ribbentrop fu il patto di non aggressione tra Germania e URSS, firmato il 23 agosto 1939, che prevedeva anche la spartizione dell\u2019Europa orientale in zone di influenza. Estrapolato dal proprio contesto, pu\u00f2 effettivamente sembrare che questo patto abbia gettato le basi del seguente conflitto. Ma la realt\u00e0 storica mal sopporta le letture ideologiche. Il patto Molotov-Ribbentrop fu la conseguenza di anni di infruttuosi tentativi, da parte di Stalin, di formare una coalizione anti-hitleriana con le potenze occidentali, Francia e Inghilterra in primis. Tentativi attivamente sabotati da questi ultimi, nella miope previsione che nazismo e bolscevismo si sarebbero scontrati e dissanguati a vicenda. La crociata contro il bolscevismo, ossessione di Hitler sin dagli albori della sua carriera politica, era tra i motivi per cui il nazismo non fu soffocato alla nascita dai firmatari della Pace di Versailles. Crociata che effettivamente sarebbe iniziata quel 22 giugno del 1941. Quello che i governi delle democrazie borghesi non avevano previsto, \u00e8 che Hitler si sarebbe prima rivolto contro di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Molotov e Ribbentrop, i rispettivi ministri degli esteri, firmarono il patto che porta il loro nome, la Germania nazista aveva gi\u00e0 da tempo firmato simili accordi con la maggior parte delle potenze europee. Mosca fu di fatto tra gli ultimi a scendere a patti con Hitler.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro evento determinante per il patto Molotov-Ribbentrop fu la conferenza di Monaco, con il conseguente accordo firmato la notte fra il 29 e il 30 settembre 1938. Accordo con cui Inghilterra e Francia tradivano la giovane democrazia cecoslovacca, lasciando campo libero all\u2019espansionismo nazista. Ancora prima, nessuno si era opposto all\u2019Anschluss dell\u2019Austria (marzo 1938). Quando infine il 1 settembre 1939 la Germania dichiar\u00f2 guerra alla Polonia, Inghilterra e Francia, firmatarie di un patto difensivo con quest\u2019ultima, dichiararono guerra a loro volta, ma non intrapresero alcuna azione concreta per ostacolare i tedeschi. Sugli oltre 400 chilometri di confine tra Francia e Germania, non successe assolutamente nulla. Una situazione paradossale che ricever\u00e0 l\u2019epiteto di \u201cguerra strana\u201d. \u00c8 solo dopo due settimane, appurato che Inghilterra e Francia non avevano reale intenzione di fermare la Germania, che l\u2019URSS occup\u00f2 la Polonia orientale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 proprio la Polonia ad essere tra i principali promotori di questa risoluzione delirante. Il che \u00e8 perfettamente coerente con l\u2019odierna ideologia di Varsavia, uno strano mix di vittimismo e revanscismo. Secondo la risoluzione, la Seconda guerra mondiale ha inizio con la spartizione tra Germania e URSS della Polonia. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che la Seconda guerra mondiale fu solo l\u2019inizio della fase calda dell\u2019espansionismo tedesco, che per lunghi anni aveva trovato in Varsavia un valido alleato. La Seconda Repubblica di Polonia era in realt\u00e0 un regime semi-fascista sin dal 1926, dopo che un colpo di Stato, direttamente ispirato alla Marcia su Roma, portava Josef Pilsudski ad assumere poteri dittatoriali. La Polonia di Pilsudski era uno stato nazionalista e autoritario, a cui non mancavano proprie mire espansionistiche. Gi\u00e0 nel 1920 Pilsudski aveva invaso l\u2019Ucraina sovietica, sfruttando la guerra civile che dilaniava la Russia, salvo poi venir ricacciato indietro dall\u2019Armata Rossa. Nel 1934, per prima la Polonia firmava un patto di non aggressione con il Reich. Nel 1938, dopo la morte di Pilsudski, Varsavia gioc\u00f2 un ruolo determinante nello smembramento della Cecoslovacchia. Durante la conferenza di Monaco, l\u2019URSS espresse chiaramente il suo sostegno al governo di Praga, ed era pronta ad intervenire militarmente per difendere la Cecoslovacchia. Ma la Polonia neg\u00f2 il diritto di passaggio sul suo territorio, e minacci\u00f2 addirittura la guerra se Mosca avesse cercato di inviare truppe. Contemporaneamente con l\u2019ingresso delle truppe tedesche, il 30 settembre, l\u2019esercito polacco occupava la Slesia di Cieszyn (territorio cecoslovacco rivendicato da Varsavia), costringendo il governo di Praga a riconoscerne la cessione. Insomma, i fatti mostrano come la Polonia non fosse affatto vittima degli eventi, ma in larga misura responsabile dell\u2019espansione nazifascista. Dopo la conquista di Varsavia, i nazisti resero gli onori alla tomba di Pilsudski.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Adolf_Hitler_ai_funerali_di_Jozef_Pilsudski_1935.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"557\" height=\"443\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Adolf_Hitler_ai_funerali_di_Jozef_Pilsudski_1935.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11162\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Adolf_Hitler_ai_funerali_di_Jozef_Pilsudski_1935.jpeg 557w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Adolf_Hitler_ai_funerali_di_Jozef_Pilsudski_1935-300x239.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/Adolf_Hitler_ai_funerali_di_Jozef_Pilsudski_1935-480x382.jpeg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><\/a><figcaption><em><strong>Adolf Hitler ai funerali di Jozef Pilsudski, 1935<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Tirando le somme, risulta evidente come la risoluzione del Parlamento europeo sia faziosa, e che le sue dichiarazioni non poggiano su basi storiche ma ideologiche. Se si vuole considerare l\u2019URSS corresponsabile dello scoppio della Seconda guerra mondiale, lo stesso \u00e8 da fare per i principali Stati membri dell\u2019UE. La risoluzione \u00e8 ovviamente funzionale alla propaganda russofoba promossa dall\u2019Unione Europea, e alla pi\u00f9 generale propaganda anticomunista. In questo contesto si collocano le costanti rimozioni di monumenti ai caduti dell\u2019Armata Rossa, e la cancellazione della memoria sul contributo russo e sovietico alla sconfitta del nazifascismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sottoscritto non nutre alcun dubbio sull\u2019abissale ignoranza storica dei parlamentari europei, probabilmente convinti della giustizia delle loro decisioni. Ma queste iniziative non sono possibili senza il supporto di una folta schiera di storici in mala fede, che usano la propria professione per legittimare provvedimenti che di storico hanno ben poco. Risoluzioni del genere rispondono solo agli interessi geopolitici dell\u2019Unione Europea, e nel farlo infangano la memoria del sacrificio compiuto dal popolo sovietico per liberare l\u2019Europa. Per questo motivo, indipendentemente dall\u2019orientamento politico, \u00e8 un preciso dovere morale di ogni storico onesto denunciare queste falsificazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verso le quattro del mattino del 22 giugno 1941, coperte da un intenso fuoco di artiglieria, le truppe del Terzo Reich varcavano il confine con l\u2019Unione Sovietica. 80 anni fa, iniziava l\u2019Operazione Barbarossa, la pi\u00f9 vasta operazione militare della Storia. Nelle ore e nei giorni successivi, Italia, Finlandia, Romania, Ungheria dichiararono anch&#8217;esse guerra all&#8217;Unione Sovietica. Distaccamenti di volontari provenienti dal resto dell\u2019Europa si unirono alle schiere naziste. Hitler aveva lanciato la sua crociata europea contro il bolscevismo. O almeno cos\u00ec gli piaceva descrivere la sua guerra di sterminio contro i popoli dell\u2019Unione Sovietica. \u00c8 una strana coincidenza che il giorno<\/p>\n","protected":false},"author":85796,"featured_media":11161,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[258],"tags":[],"coauthors":[260],"class_list":["post-11160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-resistenza-storica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85796"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11160"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11837,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11160\/revisions\/11837"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/11161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11160"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=11160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}