{"id":110,"date":"2010-10-04T11:34:34","date_gmt":"2010-10-04T11:34:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=110"},"modified":"2016-06-06T12:55:39","modified_gmt":"2016-06-06T12:55:39","slug":"riformatorio-inutile-e-controproducente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=110","title":{"rendered":"Riformatorio: inutile e controproducente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/admin-ajax.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-121\" title=\"admin-ajax\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/admin-ajax.jpg\" alt=\"\" width=\"166\" height=\"179\" \/><\/a>Con tutta sincerit\u00e0 ho seri dubbi circa i risultati positivi di questo tipo di strutture detentive, altres\u00ec definite con il termine di \u201criformatori\u201d: insomma, nient\u2019altro che dei carceri giovanili. Questi, a parer mio, sono concetti pericolosi e certamente riferibili ad altri tempi, soprattutto per la loro accezione intrinsecamente repressiva. Qualche anno fa anche Gabriele Gendotti, dando il proprio consenso alla realizzazione di una sorta d\u2019Istituto scolastico speciale per ragazzi disadattati (poi abbandonato), aveva solcato lo stesso cammino, che ora viene proposto dai GLRT. Il riformatorio, tuttavia, a differenza del citato Istituto scolastico, inquadrandosi all\u2019interno di un discorso che vede completamente coinvolta la vita del ragazzo (24 ore su 24), \u00e8 portatore di un\u2019ulteriore drasticit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I costi non sembrano ragionevoli<\/strong><br \/>\nIn un\u2019ottica puramente finanziaria, l\u2019onere complessivo di questi centri peser\u00e0 senza dubbio in modo importante sulle finanze cantonali. Stiamo infatti parlando di opere che sono relazionate a spese (di realizzazione e di mantenimento) senza dubbio ingenti. Diversi milioni di franchi che non sono in nessun modo rapportabili ai potenziali risultati di questi centri e che potrebbero invece essere investiti in iniziative maggiormente utili e propulsivi nel risolvere i problemi ed in questo caso nei settori della prevenzione e della riduzione del danno. Desta inoltre stupore constatare come il numero di ragazzi condannati negli ultimi anni sia veramente esiguo, infatti si pu\u00f2 osservare come dal 2007 al 2009 siano stati internati in strutture di oltre cantone ben 8 ragazzi! In questo senso l\u2019unica soluzione che vedo sarebbe quella di definire i criteri di detenzione di questi centri secondo parametri polivalenti e dunque proporre non solo la reclusione di minori rei di aver commesso reati gravi, ma, anche, giovani che hanno sulle spalle reati minori o che sono semplicemente disadattati. Questo fatto colmerebbe forse il problema dell\u2019utilizzazione effettiva delle citate strutture, sarei tuttavia seriamente preoccupato circa gli esiti positivi di questo tipo di condizione, dato che penso sia necessario differenziare, in termini di \u201ccure\u201d e di provvedimenti, soggetti responsabili di atti non comparabili e nettamente differente fra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il riformatorio non fa che peggiorare la situazione<\/strong><br \/>\n\u00c8 triste osservare come non si sia capaci d\u2019investire nell\u2019educazione preventiva e il tutto assume un ulteriore carico negativo quando per risolvere i problemi causati da questa incapacit\u00e0 politica, vengono proposte e sostenute soluzioni repressive, come i riformatori, che in fin dei conti intendono lavorare sulla \u201cri-educazione\u201d. Il potenziale ragazzo che viene sottoposto a \u201csoluzioni\u201d come il riformatorio viene senza dubbio intaccato dal punto di vista psicologico ed \u00e8 lecito chiedersi se questa traccia negativa si possa protrarre su tutto l\u2019arco della vita. Il problema sociale, che non oso negare, viene posticipato in termini temporali, assumendo ulteriori tratti negativi dato che non si vuole dare la priorit\u00e0 (politica e di riflesso finanziaria) nel risolvere la problematica dalla radice. Ritengo inoltre si debba agire mediante manovre caratterizzate dall\u2019azione sul lungo periodo poich\u00e9 solo con una visione complessiva del problema e delle sue origini, sar\u00e0 possibile eliminarlo completamente. Non \u00e8 peraltro certificato il miglioramento in termini di comportamento del potenziale internato, il quale, invece, potrebbe registrare un peggioramento. L\u2019ambiente in cui il soggetto si trova a dover vivere per determinati periodi, non potr\u00e0 che, dato le strette somiglianze con un centro di detenzione per adulti, essere collegato al proprio sbaglio, assottigliando dunque le possibilit\u00e0 da parte dell\u2019internato di intraprendere dei miglioramenti; egli verr\u00e0 consumato, nella sua giovane et\u00e0, da un peso che non \u00e8 in nessun modo rapportabile alla sua persona ed infine gravemente compromesso nella sua interiorit\u00e0 psicologica data la completa irragionevolezza di misure di detenzione similari al riformatorio per le fasce adolescenti. A dirla tutta, i riformatori, non possono sempre vantare esperienze positive negli altri cantoni. Da parte mia sarei molto cauto a proporre la realizzazione di strutture simili, poich\u00e9 fintanto che si tracciano delle linee base in relazione ai criteri ed ai metodi di gestione, teoricamente non dovrebbero sorgere eccessivi elementi critici, tuttavia non escludo che il progetto, nella sua attuazione pratica, possa mutare sotto vari aspetti rispetto a quelle che erano le indicazioni degli iniziativisti. Il solo fatto che in determinati centri, i ragazzi internati, vengano sottoposti a cure caratterizzate dalla somministrazione di psicofarmaci mi sembra alquanto preoccupante e controproducente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il riformatorio come gattabuia per i reietti della societ\u00e0<\/strong><br \/>\nIl riformatorio, a parer mio, non ha alcuna utilit\u00e0 poich\u00e9 esso sar\u00e0 l\u2019ennesima struttura che finir\u00e0 per assumersi l\u2019onore di contenere il frutto delle imperfezioni del nostro sistema scolastico, ergendosi a struttura caratterizzata, purtroppo, dalla segregazione sociale e dalla segregazione razziale. Intendiamoci, il Canton Ticino non \u00e9 sicuramente il Mississipi dei tetri anni\u201960, dove il razzismo contro la popolazione afro-americana era prassi quotidiana e la conseguente segregazione razziale un fenomeno diffuso. Risulta tuttavia evidente il permanere di sostanziali differenziazioni per quel che riguarda la provenienza etnica dei ragazzi che si traspone conseguentemente sul vissuto dell\u2019individuo e quindi anche sul grado di possibilit\u00e0 di commettere atti criminosi. A questo disguido bisogna rispondere con misure preventive, invece che concentrarsi su soluzioni che non risolvono in nessun modo il problema ed anzi potrebbero molto probabilmente produrre effetti nocivi su coloro a cui venissero applicate. Non mi stupirei affatto, collegandomi a quanto detto sopra, se in questo tipo di strutture venissero internati per la maggior parte ragazzi di origine straniera e nemmeno del fatto che questa situazione sarebbe sfruttata senza alcun indugio dalla destra per imbastire ed avvalorare i propri discorsi xenofobi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Investiamo nella scuola per combattere la criminalit\u00e0 giovanile<\/strong><br \/>\nOggigiorno, all\u2019interno degli istituti scolastici, assistiamo ad un processo di selezione che penalizza i ragazzi provenienti dalle classi sociali meno abbienti. Nell\u2019odierna societ\u00e0 Occidentale le differenze di classe esistono ed in concomitanza con il fenomeno dell\u2019immigrazione, esse, per molti versi, si vanno a sovrapporre ad una condizione economica poco ottimale da parte dei nuclei famigliari di origine straniera: notiamo infatti come spesso l\u2019origine etnica \u00e8 legata a filo doppio con l\u2019origine sociale. Possedere un bagaglio culturale differente rispetto agli studenti autoctoni costituisce una questione che se non viene trattata con i dovuti riguardi (docenti preparati e dovutamente formati) pu\u00f2 essere all\u2019origine di varie problematiche che andranno ad intaccare lo status psicologico di un ragazzo che si trova in una fascia d\u2019et\u00e0 cruciale per quello che sar\u00e0 poi il suo futuro. Il programma scolastico contiene inoltre vari elementi di partenza che non sono in s\u00e9 discriminatori, ma che assumono questi tratti quando non tutti gli allievi ne possono disporre. Si pensi per esempio a quanto sia importante e fondamentale per un individuo che si sta formando, disporre di un giornale oppure di una piccola biblioteca tra le mura famigliari, avere dietro di s\u00e9 una famiglia che pu\u00f2 vantare un\u2019istruzione appropriata per seguire assieme al proprio figlio il programma scolastico. Da non sottovalutare \u00e8 inoltre l\u2019aumentare dei costi lungo tutto l\u2019iter scolastico, che molto spesso non viene affiancato da una concreta ed auspicabile politica sussidiaria da parte degli enti governativi, i quali, continuano ad usufruire del settore scolastico come un ambito in cui procedere a indecorosi tagli utili a restituire un roseo bilancio complessivo. La problematica non avrebbe nessun legame logico con la criminalit\u00e0 giovanile (e dunque con i riformatori) se si attenesse al fatto che il percorso degli studi superiori ed in seguito universitari non \u00e8 solitamente perseguito da ragazzi provenienti da famiglie appartenenti ad una fascia sociale medio-bassa. Vi sono tuttavia altre e maggiormente pericolose circostanze negative. Un allievo disadattato che non viene seguito con le dovute attenzioni pu\u00f2 porre le basi per il manifestarsi di un ostico e sicuramente negativo processo di esclusione, in primo luogo dal mondo scolastico e, successivamente, anche a livello di comunit\u00e0 in generale, che se non viene impedito nelle prime fasi, pu\u00f2 far conseguire importanti risultati negativi. Il ragazzo avr\u00e0 in questo senso seri problemi nel relazionarsi con il resto della societ\u00e0 e l\u2019orizzonte della criminalit\u00e0 giovanile e del riformatorio, a questo punto, non \u00e8 poi cos\u00ec distante. Un giovane che non vede le proprie aspettative o le inquadra come un panorama di incertezze e di punti interrogativi, non sar\u00e0 certamente motivato ad impegnarsi per la societ\u00e0 che lo ha emarginato. Studi realizzati negli anni scorsi (Mauro Donati, 1999) hanno avvalorato il sopraccitato tipo di tesi, dimostrando come, per esempio, vi sia una forte selezione sociale verso i ragazzi di origine straniera al termine della quarta media. A pesare in questi casi sono le condizioni di una famiglia che non riesce, comprensibilmente e logicamente, a fornire al proprio figlio gli stessi elementi che una normale famiglia di classe medio-alta \u00e8 in grado di apportare. La conformazione scolastica odierna non ha le possibilit\u00e0 per colmare il disavanzo che sussiste fra i due citati tipi di famiglia. Del resto, osservando le decisioni dei gestori del sistema scolastico, non sembra vi sia la volont\u00e0 d\u2019invertire la rotta. Sarebbe interessante che fossero fornite maggiori risorse alle scuole e conseguentemente create apposite figure professionali che si occupino dei casi particolari e problematici oppure semplicemente altri docenti d\u2019appoggio, i quali non starebbero di certo a guardare il soffitto, ma costituirebbero un supporto concreto e vitale. Auspicabile l\u2019ampliamento in termini orari del servizio scolastico (una sorta di dopo scuola), dove i ragazzi con delle difficolt\u00e0 a scuola potranno essere seguiti nello studio e nella realizzazione dei compiti: un momento utile per stare assieme, dove aver la possibilit\u00e0 di realizzare fondamentali rapporti sociali, invece che bighellonare per i vicoli delle citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un timore che pesa<\/strong><br \/>\nComprensibile \u00e8 inoltre il consenso della maggior parte dell\u2019opinione pubblica, la quale, soprattutto in questi periodi di crisi sociale, avendo indirettamente il timore di perdere quel benessere e quella tranquillit\u00e0 che gli sono insostenibilmente connaturati da troppo tempo, \u00e8 incline a richiedere ed ad accettare contenuti politici caratterizzati da elementi quali ordine e disciplina. La societ\u00e0, in questi particolari periodi, secondo un istinto di auto-conservazione, si richiude a guscio su s\u00e9 stessa, diventando meno lungimirante, serbando uno spirito inquieto e cercando disperatamente dei capri espiatori. Ecco dunque che il riformatorio ci appare come la panacea a tutti i mali, la soluzione pi\u00f9 appropriata per risolvere la situazione della criminalit\u00e0 giovanile e, del resto, anche di molte altre problematiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E non dimentichiamo la grave situazione economica<\/strong><br \/>\nLa societ\u00e0 occidentale si trova nel bel mezzo di una crisi economica strutturale del sistema capitalista, dove il manifestarsi di una crisi a livello finanziario \u00e8 la diretta e logica conseguenza di una antecedente ed ancora attuale crisi di sovrapproduzione legata all\u2019economia reale. Il disagio sociale \u00e8 all\u2019ordine del giorno e guardando nitidamente al contesto attuale (riduzioni prestazioni sociali, licenziamenti in molti paesi europei e disoccupazione giovanile) esso non potr\u00e0 che essere crescente. \u00c8 immaginabile, stando allo stretto legame che sussiste tra il tasso di criminalit\u00e0 da una parte e la situazione economica dall\u2019altra, una cornice di eventi caratterizzata dall\u2019incremento di atti criminosi, in cui a pagare saranno le fasce maggiormente deboli della popolazione, tra cui anche molti giovani in difficolt\u00e0; unitamente ad un potenziale irrigidimento della societ\u00e0, che porr\u00e0 le basi per la creazione di provvedimenti e manovre liberticide. Le persone che provengono da un settore socio-economico sfavorito avrebbero bisogno di un sostegno concreto (altro che pacche sulle spalle!), soprattutto in un momento come questo, invece di essere sbattuti in centri di detenzione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con tutta sincerit\u00e0 ho seri dubbi circa i risultati positivi di questo tipo di strutture detentive, altres\u00ec definite con il termine di \u201criformatori\u201d: insomma, nient\u2019altro che dei carceri giovanili. Questi, a parer mio, sono concetti pericolosi e certamente riferibili ad altri tempi, soprattutto per la loro accezione intrinsecamente repressiva. Qualche anno fa anche Gabriele Gendotti, dando il proprio consenso alla realizzazione di una sorta d\u2019Istituto scolastico speciale per ragazzi disadattati (poi abbandonato), aveva solcato lo stesso cammino, che ora viene proposto dai GLRT. 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