{"id":10572,"date":"2021-04-24T08:12:02","date_gmt":"2021-04-24T08:12:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=10572"},"modified":"2021-05-07T09:28:24","modified_gmt":"2021-05-07T09:28:24","slug":"escalation-in-donbass-la-crisi-ucraina-come-specchio-della-nuova-guerra-fredda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sinistra.ch\/?p=10572","title":{"rendered":"Escalation in Donbass: la crisi ucraina come specchio della nuova Guerra Fredda?"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 da due settimane ormai che nella stampa <em>mainstream<\/em> si susseguono articoli dai titoli allarmistici, sulla falsariga di \u201cPutin si prepara alla guerra con l\u2019Ucraina\u201d o \u201cLa Russia ammassa truppe al confine con l\u2019Ucraina\u201d. Lo spostamento di truppe russe verso il confine ucraino sta effettivamente avendo luogo. Ma l\u2019informazione di massa evita opportunamente di riportare che l\u2019attivazione dell\u2019esercito russo \u00e8 una reazione al repentino rafforzamento nella regione della sua controparte ucraina. \u00c8 infatti da mesi, e pi\u00f9 precisamente da gennaio, ossia dall\u2019insediamento di Biden alla Casa Bianca, che Kiev sta ammassando truppe ai confini con le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk. L\u2019iniziatrice di questa escalation \u00e8 dunque chiaramente l\u2019Ucraina, e la concomitanza di questi atti ostili con il cambio di amministrazione negli Stati Uniti \u00e8 quantomeno sospetta. Il giornalismo europeista e filo-atlantico, nel quale regna una condivisa russofobia, ha completamente ignorato le pericolose manovre militari ucraine degli scorsi mesi, e si \u00e8 \u201cimprovvisamente\u201d accorto della situazione solo quando la Russia ha iniziato a spostare le sue truppe in risposta. Questa \u201cselettivit\u00e0\u201d nella copertura degli eventi ha uno scopo fin troppo chiaro: dipingere la Russia come l\u2019aggressore. Ci troviamo insomma a leggere il solito copione teatrale, in cui le parti dei buoni e dei cattivi sono assegnate in anticipo. E la Russia, si capisce, non avr\u00e0 mai la parte del buono.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la crisi di queste settimane travalica il Donbass, coinvolgendo i paesi limitrofi e avvelenando i rapporti diplomatici tra Russia e Europa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Venti di guerra nell\u2019Est ucraino<\/h3>\n\n\n\n<p>La questione ucraina \u00e8 tornata a far parlare di s\u00e9, dopo diversi anni in cui era rimasta alla periferia dell\u2019attenzione mediatica occidentale. Che cosa \u00e8 cambiato? Principalmente, \u00e8 cambiato il presidente degli Stati Uniti d\u2019America. <strong>Donald Trump<\/strong>, nei suoi quattro anni di presidenza, si \u00e8 dimostrato sostanzialmente disinteressato all\u2019Ucraina, indirizzando i suoi caotici sforzi di politica estera verso altri scenari (Iran, Cina). Ma con l\u2019elezione di <strong>Joe Biden<\/strong>, ex vicepresidente di Obama, torna al governo la stessa banda che ha originariamente orchestrato questa crisi. Il colpo di stato di Maidan fu in buona misura frutto proprio dell\u2019amministrazione Obama (il quale, ricordiamolo, ha un premio Nobel per la pace). Inoltre la famiglia Biden sembra avere degli interessi personali in Ucraina, come dimostra il coinvolgimento del figlio Hunter nello scandalo corruttivo della Burisma Holdings, agenzia produttrice di gas.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/2841838_900.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"598\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/2841838_900.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10576\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/2841838_900.jpeg 900w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/2841838_900-300x199.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/2841838_900-768x510.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/2841838_900-480x319.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/2841838_900-753x500.jpeg 753w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><figcaption><em>Il presidente ucraino Zelenskij al fronte.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ai progetti del governo americano, si sovrappongono le necessit\u00e0 dell\u2019attuale governo ucraino. <strong>Vladimir Zelenskij<\/strong>, che alle elezioni del 2019 ha sconfitto il presidente uscente Petro Poro\u0161enko, oggi sta affrontando una crisi di consenso. Zelenskij fino al 2014 era conosciuto come un comico televisivo. In quell\u2019anno per\u00f2 si reinventa politico, appoggiando il colpo di stato nazista di Maidan. E come spesso accade ai politici con un curriculum come il suo, si dimostra molto abile in campagna elettorale, ma un completo incapace al governo. Per ribaltare i sondaggi, a Zelenskij non restano molte carte. Una di esse sarebbe una rapida guerra vittoriosa, e la situazione delle ultime settimane gli dava delle buone probabilit\u00e0 di successo. La concentrazione di forze militari ai confini con le repubbliche di Donetsk e Lugansk garantisce agli ucraini una preponderanza schiacciante sulle milizie indipendentiste. Si parla di 70 000 uomini contro 20 000. Inoltre l\u2019esercito ucraino \u00e8 equipaggiato molto meglio: negli ultimi 7 anni, gli Stati Uniti e i paesi della NATO hanno continuato ininterrottamente ad inviare armamenti al governo golpista di Kiev. Nel 2014, la lotta per l\u2019indipendenza condotta dalla popolazione del Donbass ebbe successo anche grazie alla pietosa condizione in cui versavano le forze armate ucraine. Ma la situazione \u00e8 drasticamente cambiata. Oggi, per prendere il controllo del territorio delle Repubbliche, a Zelenskij basterebbe una guerra lampo di pochi giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente, la comparsa dell\u2019esercito russo al confine cambia le carte in tavola. Uno scontro diretto con i russi ovviamente non conviene all\u2019Ucraina, ma gli interessi dell\u2019Ucraina in quanto nazione sono qui assolutamente secondari. Sin dal 2014 il governo \u00e8 una marionetta americana, dunque l\u2019eventuale decisione di iniziare le ostilit\u00e0 sar\u00e0 presa a Washington invece che a Kiev. Una guerra in cui entrambi gli schieramenti soffriranno pesanti perdite umane e materiali, alla Casa Bianca sarebbe vista come un ottimo risultato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli accordi di Minsk: perch\u00e9 non funzionano<\/h3>\n\n\n\n<p>Gli accordi di Minsk sono stati firmati da Russia, Francia, Germania e Ucraina nel febbraio del 2015, dopo diversi mesi di trattative. Ma nella realt\u00e0 dei fatti non sono mai entrati in vigore, principalmente per il rifiuto dell\u2019Ucraina ad adempiere alle sue responsabilit\u00e0. Il \u201ccessate il fuoco\u201d non \u00e8 mai stato realmente rispettato dall\u2019esercito ucraino, che in tutti questi sette anni ha continuato quasi ininterrottamente a bombardare i centri abitati del Donbass, le infrastrutture civili, nonch\u00e9 le posizioni delle milizie filorusse. Come risultato, dalla firma dell\u2019accordo ad oggi i morti fra la popolazione civile delle Repubbliche popolari sono oltre 600. Solo due settimane fa, un bambino di quattro anni \u00e8 stato ucciso da un drone ucraino che bombardava il paese di Aleksandrovskoe, nella Repubblica popolare di Donetsk. E questo \u00e8 solo l\u2019ultimo di una lunga serie di crimini di guerra, che le diplomazie e i media occidentali continuano a far finta di non vedere. Nel corso degli anni, l\u2019esercito ucraino ha pure occupato diverse zone della \u201cterra di nessuno\u201d (stabilita dall\u2019accordo per dividere i due schieramenti), guadagnando cos\u00ec il controllo di posizioni strategiche.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/755759964557942.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"633\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/755759964557942-1024x633.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10577\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/755759964557942-1024x633.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/755759964557942-300x186.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/755759964557942-768x475.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/755759964557942-480x297.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/755759964557942-808x500.jpeg 808w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/755759964557942.jpeg 1180w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>I leader dei paesi firmatari degli accordi di Minsk.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma il punto pi\u00f9 importante che l\u2019Ucraina non ha rispettato, e che non ha intenzione di rispettare, \u00e8 l\u2019attuazione di una riforma costituzionale, che dovrebbe decentralizzare la nazione garantendo autonomia alle regioni. Questa \u00e8 la condizione per il ritorno sotto l\u2019amministrazione di Kiev delle regioni di Donetsk e Lugansk, che rispetto al resto del paese devono anche ricevere uno \u201cstatus speciale\u201d di autonomia. L\u2019Ucraina ha pi\u00f9 volte annunciato di non avere intenzione di rispettare questi punti, e nei fatti ha continuato nella sua politica di segregazione della popolazione russa. La liquidazione della lingua russa dall\u2019insegnamento nelle scuole, persino nelle molte regioni a maggioranza russofona, \u00e8 stata decisa nel 2017, promulgando un\u2019apposita legge. Il passaggio degli insegnamenti dal russo all\u2019ucraino sta procedendo a tappe forzate. Inoltre, da gennaio di quest\u2019anno \u00e8 proibito utilizzare il russo nel settore dei servizi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Ucraina non solo non vuole rispettare nessuno dei punti dell\u2019accordo, ma ora non vuole nemmeno pi\u00f9 condurre le trattative a Minsk. Kiev infatti, durante i disordini in Bielorussia seguiti alla vittoria di <strong>Aleksandr Lukashenko<\/strong> alle elezioni dello scorso agosto, ha appoggiato apertamente i manifestanti. Una decisione naturale per il governo ucraino, siccome l\u2019opposizione bielorussa che abbiamo osservato negli scorsi mesi \u00e8 la sorella gemella di quell\u2019opposizione ucraina che nel 2014 conquistava il potere a Kiev: ne condivide il miope europeismo, fondato sulle false promesse dell&#8217;Unione Europea e della NATO; ne condivide il becero nazionalismo, russofobo e fondato sulla costruzione di un\u2019identit\u00e0 etnica artificiale; e soprattutto ne condivide il <em>modus operandi<\/em>, tipico delle \u201crivoluzioni colorate\u201d. Ma Lukashenko \u00e8 rimasto in sella, e ora anche la Bielorussia, insieme alla Russia, \u00e8 un nemico mortale di Kiev.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna anche dire per\u00f2 che gli accordi di Minsk non soddisfano pi\u00f9 nemmeno i russi. Rispettare il \u201ccessate il fuoco\u201d in maniera completamente unilaterale \u00e8 molto demoralizzante per i combattenti delle Repubbliche popolari. Ma soprattutto, gli accordi prevedono che alla fine del processo di pace Lugansk e Donetsk tornino a far parte dell\u2019Ucraina, cosa che la popolazione delle Repubbliche non vuole a nessuna condizione. Sette anni di guerra hanno esasperato gli animi, e anche se l\u2019Ucraina non continuasse ogni giorno a bombardare le citt\u00e0 del Donbass, le sue politiche in odore di pulizia etnica rendono impossibile un pacifico \u201critorno a casa\u201d. Tuttavia, il fatto che la Russia e le Repubbliche popolari sostengano ancora la validit\u00e0 degli accordi, dovrebbe rendere evidente chi delle parti \u00e8 davvero interessata a una soluzione pacifica del conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ruolo di Francia e Germania doveva essere quello di garanti del processo di pace, ma la loro impotenza non fa altro che dimostrare, per l\u2019ennesima volta, quanto l\u2019Unione Europea sia succube delle decisioni degli Stati Uniti, persino nella politica del proprio continente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La diplomazia nella nuova Guerra Fredda<\/h3>\n\n\n\n<p>Il 13 aprile Joe Biden ha telefonato a <strong>Vladimir Putin<\/strong> per discutere la situazione in Ucraina. Ricordiamo che qualche settimana prima Biden aveva definito il suo omologo russo \u201cun assassino\u201d (\u201c<em>a killer<\/em>\u201d), qualcosa che i presidenti americani non si permettevano nemmeno negli anni peggiori della contrapposizione con l\u2019URSS. Dopo una dichiarazione del genere, Biden pu\u00f2 gi\u00e0 ritenersi fortunato che Putin abbia alzato la cornetta. In ogni caso la discussione non deve essere andata troppo bene, visto che gli USA hanno annunciato nuove sanzioni, che prevedono l\u2019espulsione di 10 diplomatici e il divieto per le strutture americane di finanziare il debito pubblico della Federazione Russa.<\/p>\n\n\n\n<p>A ruota sono seguite le reazioni dei vassalli europei. Francia e Germania hanno esortato la Russia a ritirare le truppe dal confine. Il 17 aprile la Repubblica Ceca ha annunciato l\u2019espulsione di 18 diplomatici russi. Il motivo? Con un tempismo perfetto, la polizia ceca ha finalmente trovato i responsabili dell\u2019esplosione di un deposito di munizioni, avvenuta nel lontano ottobre 2014: i servizi segreti russi. Il Regno Unito ha annunciato l\u2019invio di due navi da guerra nel Mar Nero. Queste tenere manifestazioni di fedelt\u00e0 hanno come unico effetto il rafforzamento dell\u2019asse Mosca-Pechino: l\u2019impossibilit\u00e0 di avere un dialogo costruttivo con l\u2019Europa spinge la Russia verso oriente.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla pressione diplomatica, l\u2019Occidente per\u00f2 non disdegna metodi meno puliti. Negli scorsi giorni l\u2019FSB e il KGB, i servizi segreti rispettivamente russi e bielorussi, hanno annunciato la liquidazione di un tentativo di colpo di Stato in Bielorussia. Dopo una riunione a Mosca, che i partecipanti credevano segreta, sono stati arrestati il politologo <strong>Aleksandr Feduta<\/strong> (dotato di doppia cittadinanza bielorussa e statunitense), l\u2019avvocato <strong>Jurij Zenkovich<\/strong>, e un gruppo di ufficiali dell\u2019esercito bielorusso la cui identit\u00e0 non \u00e8 stata ancora rivelata. Come risulta dalle registrazioni fornite dalle cimici, Fedut e Zenkovich pianificavano di organizzare il golpe durante le celebrazioni del 9 maggio (il Giorno della Vittoria), corrompendo alcuni alti esponenti dell\u2019esercito bielorusso. Nelle conversazioni intercettate, i cospiratori esprimono la necessit\u00e0 di eliminare \u201cfisicamente\u201d il presidente Lukashenko. FSB e KGB sostengono che le azioni di Feduta e Zenkovich erano coordinate dai servizi segreti americani. Contemporaneamente, i media e le diplomazie occidentali stanno cercando di rigonfiare il caso Naval\u2019nyj, sperando di provocare disordini di massa in Russia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/feduta.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"557\" src=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/feduta-1024x557.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10575\" srcset=\"https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/feduta-1024x557.jpeg 1024w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/feduta-300x163.jpeg 300w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/feduta-768x418.jpeg 768w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/feduta-480x261.jpeg 480w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/feduta-919x500.jpeg 919w, https:\/\/www.sinistra.ch\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/feduta.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Aleksandr Feduta preso in consegna dal FSB.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Si tratta evidentemente di un attacco su pi\u00f9 fronti. Non \u00e8 un \u201cclima da Guerra Fredda\u201d, come usano dire i giornali: questa <em>\u00e8<\/em> una nuova Guerra Fredda. L\u2019imperialismo atlantico ha lavorato per anni a quest\u2019obbiettivo, demonizzando una figura tutto sommato moderata come Putin, organizzando focolai di instabilit\u00e0 tutto attorno alla Federazione Russa e sabotando ogni relazione costruttiva che potesse avere con l\u2019Europa. Trent\u2019anni dopo la tanto acclamata \u201cfine della Storia\u201d, ci si rende conto che la Storia ha semplicemente fatto un giro di ruota.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra in Ucraina tuttavia minaccia di essere piuttosto \u201ccalda\u201d. Sono possibili diversi scenari. L\u2019esercito ucraino potrebbe, su ordine di Washington, rompere gli indugi, scatenando la reazione russa. In un simile scontro l\u2019Ucraina non sarebbe certo la favorita, ma bisogna capire che negli schemi americani essa \u00e8 un pezzo perfettamente sacrificabile. \u00c8 anche possibile da parte russa un (giustificato) attacco preventivo contro le forze che minacciano il Donbass. E resta pur sempre possibile una <em>de-escalation<\/em>. L\u2019oligarchia russa \u00e8 in prevalenza filo-occidentale, ed \u00e8 anche pesantemente colpita dalle sanzioni: cercher\u00e0 quindi di far valere il proprio peso e spingere il governo a tornare sui propri passi, facendo concessioni all\u2019Occidente.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, anche se lo scontro diretto verr\u00e0 evitato, in prospettiva esso sembra inevitabile. Finch\u00e9 il governo di Kiev \u00e8 pilotato dagli USA, l\u2019Ucraina non accetter\u00e0 alcuna trattativa che non contempli la resa delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e la restituzione della Crimea. Condizioni che la Russia non pu\u00f2 accettare. Quindi pare sempre pi\u00f9 probabile che gli attori in gioco tenteranno una soluzione violenta del conflitto. Comunque vadano le cose, sappiamo gi\u00e0 chi verr\u00e0 considerato l\u2019aggressore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 da due settimane ormai che nella stampa mainstream si susseguono articoli dai titoli allarmistici, sulla falsariga di \u201cPutin si prepara alla guerra con l\u2019Ucraina\u201d o \u201cLa Russia ammassa truppe al confine con l\u2019Ucraina\u201d. Lo spostamento di truppe russe verso il confine ucraino sta effettivamente avendo luogo. Ma l\u2019informazione di massa evita opportunamente di riportare che l\u2019attivazione dell\u2019esercito russo \u00e8 una reazione al repentino rafforzamento nella regione della sua controparte ucraina. \u00c8 infatti da mesi, e pi\u00f9 precisamente da gennaio, ossia dall\u2019insediamento di Biden alla Casa Bianca, che Kiev sta ammassando truppe ai confini con le Repubbliche popolari di Donetsk<\/p>\n","protected":false},"author":85796,"featured_media":10579,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22,20,4],"tags":[],"coauthors":[],"class_list":["post-10572","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-asia","category-europa","category-esteri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/85796"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10572"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10572\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10594,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10572\/revisions\/10594"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/10579"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10572"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sinistra.ch\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcoauthors&post=10572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}